Analisi sensoriali ed elaborazione dei dati
Definizioni
La qualità di un alimento/bevanda è un concetto molto vasto ma la norma ISO 9000 fin dagli anni 90 la
definisce come l’insieme di proprietà e caratteristiche intrinseche di un’entità che conferiscono ad essa la
capacità di soddisfare esigenze espresse ed implicite (soddisfazione del cliente). Un prodotto di qualità è
un prodotto che risponde all’uso e soddisfa il cliente che è il consumatore.
Per capire esattamente cosa sono le esigenze espresse e implicite dagli anni 90 in poi ci sono state varie
classificazioni: - Si può vedere lo schema francese delle quattro S: ci sono
caratteristiche non percepibili implicite che sono la salute e la
sicurezza (salutistiche e igieniche), le quali non possono essere
percepite immediatamente; mentre il servizio e la qualità
sensoriale sono espresse, percepibili.
- Da un altro punto di vista guardando la qualità nello
schema del bersaglio si può avere un quadro più completo
dove la qualità viene definita come un insieme di tante
caratteristiche: la sicurezza, che è un prerequisito, a cui
segue la qualità biologica nutrizionale e sensoriale, poi i
requisiti di servizio come la comodità d’uso, la
conservabilità del prodotto e le proprietà funzionali e infine
i requisiti di sviluppo perché sono importanti come il
rapporto valore-prezzo e la costante di qualità. La freccia
indica la necessità crescente partendo dal centro e quindi
la sicurezza è un prerequisito.
-L’ultimo schema è quello che consente di
avere la definizione più attuale di qualità che
è l’insieme di tre cerchi: si ha la qualità
biologica (sicurezza, nutrizione, piacere) che si
interseca con il cerchio della qualità di
servizio-convenience e in questo caso per
completare il concetto si ha anche la qualità
psicologica in cui è presenta la tipicità dei
prodotti legati alla cultura e all’etica delle
produzioni (deontologia). L’insieme di tutte queste caratteristiche fornisce un prodotto di qualità. Si ha un
insieme caratteristiche e i consumatori in base alle proprie preferenze scelgono il prodotto e prima di
acquistarlo intervengono altre due caratteristiche esterne che sono il prezzo e la disponibilità. Dopo
l’acquisto si consuma il prodotto e per ripetere l’acquisto interviene la costanza di qualità.
La qualità è un insieme di tante caratteristiche ma se ci si ferma sulle caratteristiche sensoriali queste
rappresentano gli attributi di un alimento percepiti con i sensi come colore, aspetto, aroma, profumo,
sapore, consistenza. Le caratteristiche sensoriali sono al tempo stesso le più forti determinanti
dell’accettabilità ma le più difficili da valutare in modo oggettivo quindi richiedono attenzione perché
l’accettabilità è basata sulle caratteristiche sensoriali. I gusti e le preferenze non sono oggettivi; il termine
oggettivo significa che si ottiene una misura affidabile che deve essere precisa, accurata e ripetibile.
L’analisi sensoriale è la disciplina scientifica impiegata per misurare, analizzare e interpretare le sensazioni
che possono essere percepite dai sensi (vista, udito, olfatto, gusto e tatto); accanto a queste caratteristiche
bisogna aggiungere il flavour che è ciò che viene percepito non con l’olfatto diretto ben sì attraverso
l’olfatto indiretto che si considera nel momento in cui si deglutisce l’alimento. La traduzione più corretta è
gusto-odore perché sono entrambi presenti nel flavour di un alimento; questa definizione è accettata
dall’IFT nel 1990 nello stesso anno in cui moriva la scienziata più famosa delle scienze sensoriali, ovvero
Rose Marie Pangborn che ha dato una definizione importante: parecchi utilizzatori occasionali di semplici
metodi sensoriali per la valutazione del prodotto (compresi coloro che li impiegano male) nei loro lavori
ricorrono ancora al termine organolettico, aracaico benché pittoresco per indicare il giudizio fornito
tramite gli organi. Dal momento che sono i recettori sensoriali, non gli organi, che rispondono alla
temperatura, al dolore, al tatto, alla pressione nonché agli stimoli chimici, si consiglia di utilizzare
l’aggettivo più corretto sensoriale. Questo ha poi fatto sì che l’IFT ha definito cos’è la valutazione
sensoriale. Si hanno recettori sensoriali non degli organi quindi questi rispondono alla temperatura, al
tatto, pressione e da allora in tutto il mondo non si è più considerato il termine organolettico ma si parla di
analisi, proprietà caratteristiche sensoriali (NO ORGANOLETTICO) perché non si giudica con gli organi ma si
tratta di recettori sensoriali, neuroni, cellule nervose secondarie.
È possibile vedere uno schema in cui l’odore del
cioccolato viene percepito direttamente con il
sistema olfattivo, mentre con la percezione
retronasale si percepisce il flavour del cioccolato
in quanto in bocca a 37°C cambia la sua struttura
e tutti i composti volatili percepiti annusando
subiscono una modificazione perciò l’aroma e il
flavour spesso non coincidono soprattutto in termini di concentrazione percepita.
Stimolo = attivatore chimico o fisico in grado di causare una risposta in un recettore; per esempio l’occhio
è il recettore per lo stimolo luce, mentre l’orecchio è il recettore per lo stimolo rumore.
Recettore = rilevatore (che può essere terminazione nervosa o cellula secondaria che trasmette impulso al
cervello) che ci informa sui cambiamenti fisici o chimici che si verificano nell’ambiente che ci circonda.
Le valutazioni sensoriali si basano su metodi che si basano sulla psicologia e fisiologia della percezione
infatti uno stimolo abbastanza intenso può essere percepito, eccita un recettore che genera un impulso che
viene trasmesso al cervello che valuta l’informazione ricevuta, ne valuta l’intensità e confronta i risultati
sulla base delle esperienze precedenti e cerca i termini più appropriati per descrivere la sensazione.
Sensazione = risposta neurologica ad uno stimolo ambientale.
Percezione = azione mediante la quale si prende coscienza/interpretazione di uno stimolo causato dalle
sensazioni.
Quando si parla di sensazione e percezione bisogna tenere presente che le mente immagazzina percezioni
nella memoria in cui percezioni vengono continuamente modificate da nuove percezioni creando le
impressioni che influenzano quando si assaggia un cibo o una bevanda in funzione della cultura/stile di
vita.
Organi di senso Nella tabella si valutano la misura sensoriale, il
tipo di stimolo e il tipo di recettore associato.
- La misura visiva è stimolata da radiazioni luminose con i ricettori che sono coni e
bastoncelli che si trovano nella retina. L'organo principalmente coinvolto nella
percezione visiva è l'occhio. Le caratteristiche di aspetto degli alimenti che si
percepiscono sono forma, dimensioni e colore; quest'ultimo però è probabilmente
il parametro più importante, perché spesso il colore viene associato a
caratteristiche di qualità dei prodotti. La zona dell’occhio adibita al riconoscimento
dei colori è la retina e in particolare i coni e i bastoncelli, gli elementi sensoriali
della retina stimolati dalle radiazioni luminose (fotoni). Ai coni è affidata la funzione della vista diurna, con
il riconoscimento dei colori e dei dettagli delle immagini, mentre i bastoncelli è affidata la visione notturna.
- La misura uditiva (meno importanti) è stimolata da vibrazioni meccaniche (sgranocchiare) e i recettori
sono le cellule dell’organo di Corti nell’orecchio medio.
- La misura olfattiva è stimolata da molecole chimiche in soluzione gassosa e il recettore sono le cellule
olfattive che sono neuroni che stanno nella parte alta della cavità nasale, in una zona remota nel cervello;
questa misura è quella soggetta a maggiore studio e vi è stata una spiegazione ulteriore perché c’è stato un
grosso sviluppo degli studi dell’olfatto dal 2004 in poi quando due scienziati americani hanno scoperto i
neuroni a specchio rendendo il funzionamento meglio noto. L’olfatto, insieme alla vista, è responsabile
della prima reazione nei confronti degli alimenti, disponendo così l'apparato gastroenterico al processo
della digestione. I recettori sono localizzati in due porzioni dell’epitelio molto in alto nella cavità nasale e
sono stimolati da molecole chimiche in soluzione gassosa. Il muco, presente nella cavità nasale, è il mezzo
attraverso il quale le sostanze responsabili dell’aroma vengono assorbite prima di reagire con i recettori,
permettendone così la percezione. Purché una sostanza venga percepita come odore, è necessario che sia
volatile e che un certo numero di molecole raggiungano l’epitelio olfattivo. I siti recettori, una volta
riconosciuta la molecola, trasmettono un segnale al cervello che permette di associare la percezione di
quella molecola a un particolare odore. La maggior parte delle molecole aromatiche sono presenti in
soluzione acquosa e perché sia possibile la loro percezione sono necessari più passaggi per giungere al
recettore olfattivo attraverso l’aria, l’acqua e il muco. Pertanto, la soglia di percezione di queste sostanze
non dipenderà solamente dalla loro volatilità, ma anche dal loro coefficiente di solubilità: più una sostanza
è solubile, minore è il numero di molecole che raggiungono il recettore e quindi maggiore sarà la
concentrazione necessaria per percepirla. L’olfatto gioca un doppio ruolo, sia come sistema sensoriale
esterno per il riconoscimento di aromi, sia come sistema sensoriale interno sintonizzato a riconoscere i
flavour volatili, cioè le combinazioni di gusto e aroma presenti nella cavità orale. Diversamente dai recettori
del gusto, che sono cellule epiteliali modificate, i recettori olfattivi sono delle vere e proprie cellule nervose
per cui danni meccanici possono provocarne il distaccamento delle fibre nervose dai recettori olfattivi.
- La misura gustativa è stimolata da molecole chimiche in soluzione liquida e i recettori sono le papille
gustative sulla lingua (mappa lingua ma ormai si è capito che più o meno tutta la lingua possibilità di
percepire tutti i gusti); gli studi fatti dal 2002 sui meccanismi di percezione hanno portato alla scoperta del
recettore dell’amaro, poi del dolce, poi dell’umami, dell’acido e infine nel 2010 del salato. Alla fine degli
anni 2000 sono stati scoperti anche i recettori gustativi a livello intestinale.
L'organo principalmente coinvolto nella percezione
del giusto è la lingua. I recettori del gusto si trovano
all’interno di membrane cellulari di cellule epiteliali
modificate le quali in gruppi di 30-50 costituiscono
delle strutture chiamate gemme gustative o
bottoni stimolati da molecole chimiche in soluzione
liquida. Le cellule gustative creano una connessione
con i principali nervi del gusto. Questa connessione
permette che vengano rilasciati gruppi di
neurotrasmettitori i quali, stimolando i principali i
nervi del giusto, mandano il segnale della
sensazione gustativa ai più complessi centri del
cervello. I recettori del gusto vengono attivati nel
momento in cui vengono a contatto con le sostanze presenti nel prodotto, responsabile della percezione.
Le sensazioni percepite non sono però imputabili unicamente recettori del gusto, ma anche a fattori esterni
quali sensazioni olfattive, termiche e meccaniche che, di volta in volta possono far variare la soglia di
percezione. Quattro differenti coppie di nervi innervano la lingua in modo da creare un contatto con i
bottoni gustativi e sono contenuti in strutture specializzate che consistono in protrusioni e pieghe e si può
infatti notare come la superficie della lingua non sia né liscia né omogena. La superficie più esterna infatti è
ricoperta da piccole papille filiformi che non contengono gemme gustative ma hanno una funzione tattile.
Sparse fra le papille filiformi, specialmente sulla punta e lungo i bordi della lingua, vi sono papille
fungiformi, spesso di colore rosso che contengono da 2 a 4 gemme gustative. Lungo i bordi della lingua si
trovano le papille foliate di difficile individuazione poiché tendono ad appiattirsi quando la lingua è
protesa, ogni papilla contiene diverse centinaia di gemme gustative. Un'altra struttura è invece costituita da
protrusioni nella parte posteriore della lingua a forma di large i bottoni disposti a V rovesciata: queste sono
le papille circumvallate. A differenza dell'olfatto, il senso del giusto è piuttosto resistente: è molto difficile
che traumi, malattie e invecchiamento mettano fuori uso tutte le aree del giusto, così che questo rimane
praticamente intatto fino ad età avanzata. Da studi recenti effettuati sul meccanismo di innervazione della
lingua sembra che i quattro gusti fondamentali: dolce, salato, acido, amaro; si possono percepire in ogni
area della lingua. Inoltre, Sono state proposte altre categorie di giusto: umani, astringente e metallico.
L’umami è una sensazione orale stimolata dal glutammato monosodico; l’astringente è invece un
complesso di sensazioni tattili indotto chimicamente. Il metallico viene occasionalmente utilizzato come
descrittore di alcuni dolcificanti e per descrivere sindromi da scottatura della lingua. Anche la saliva è
necessaria per la risposta gustativa sia come portatrice di molecole sapide ai recettori, sia perché contiene
sostanze in grado di modulare il gusto. Il senso del gusto ha due importanti proprietà funzionali:
adattamento e miscelazione. L'adattamento può essere definito come la diminuzione della risposta
sensoriale in condizioni di stimolazione costante. La miscelazione può essere definita come la tendenza
osservata con miscele di gusti diversi, i quali mostrano interazioni parzialmente inibite o mascherate. In
generale, tutti e quattro i giusti fondamentali mostrano un comportamento inibitorio chiamato
soppressione della miscela.
- La misura tattile è stimolata dalla pressione meccanica o dall’energia termica e recettori sono le cellule
della pelle e dell’interno della bocca. La misura tattile si può suddividere in sensibilità tattile vera e propria
e recettori sono per registrare la rugosità o l’astringenza; la sensibilità chinestetica è legata al movimento
del palato e della masticazione per la valutazione della durezza, elasticità, coesività, adesività; la sensibilità
termica si ha per il caldo e il freddo; la sensibilità chimica chemistetica si ha per il piccante e l’irritante
(capsalicina tipica del peperoncino). Le analisi e le valutazioni sensoriali si occupano di
qualcosa soggettivo perché è legato ai gusti e alle
preferenze ma dopo diversi studi se si seguono
quattro regole fondamentali si ha la possibilità di
rendere la misura oggettiva (quando il risultato è
preciso, accurato e ripetibile in termini statistici).
Si compie il passaggio se si lavora in laboratorio
quindi la prima regola è l’allestimento dei locali di
valutazione idonei (laboratori); la seconda regola
è stabilire gli individui umani da coinvolgere
quindi si procede con il coinvolgimento di giudici o assaggiatori selezionati e addestrati (panel); la terza
regola è quella di applicare di metodi ufficiali di analisi, metodologie standard di analisi per ottenere
un’uniformità nei risultati che devono essere confrontabili; l’ultima regola è l’impiego di un’analisi
statistica per la messa a punto del disegno sperimentale prima della prova ma anche per l’elaborazione dei
risultati.
Queste regole servono per rendere il più oggettiva possibile l’analisi sensoriale (soggettiva perché basata su
gusti consumatori); con queste regole si ha la possibilità di ottenere un risultato affidabile.
Il laboratorio sensoriale Per ottenere dei risultati scientificamente validi e necessario che
i componenti del panel effettuino le sedute sensoriali in aree
idonee, cioè in assenza di elementi di disturbo esterni quali
rumori, odori e illuminazioni anomale che possono influenzare
psicologicamente i giudici, i quali potrebbero fornire risultati non
affidabili. La prima regola per poter ottenere una valutazione
oggettiva è quella di allestire le analisi in un laboratorio di
valutazione idoneo. Il laboratorio sensoriale è regolato dalla
norma internazionale UNI ISO 8589. In base a questa norma il
laboratorio è costituito da tre zone fondamentali:
1) Zona per la preparazione di campioni che deve essere isolata
e fornita di un impianto di aspirazione;
2) Cabine singole di assaggio
3) Zona per le valutazioni collettive, riservata a discussioni
aperte tra giudici e responsabile del laboratorio.
La zona per la preparazione dei campioni è un’area che deve
trovarsi nelle immediate vicinanze dell’area destinata
all’assaggio, ma ben isolata da essa. Questa zona è munita di
elettrodomestici quali forni, cucina e virgola termostati,
congelatori, frigoriferi, lavastoviglie e così via, per la
preparazione dei campioni e per la loro conservazione a
temperature ottimali per l'assaggio. Inoltre, deve essere dotata
di un impianto di aspirazione ventilazione in grado di assorbire
odori anomali che possono svilupparsi durante la preparazione
dei campioni. Dove è possibile è consigliabile utilizzare materiale
usa e getta.
Le cabine singole di assaggio sono il locale nel quale si effettua l'assaggio, devono essere situate nelle
immediate vicinanze dell’area destinata alla preparazione dei campioni, anche se devono
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Analisi Sensoriali ed elaborazione dei dati
-
Analisi sensoriali ed elaborazione dei dati
-
Analisi sensoriali ed elaborazione dei dati
-
Analisi sensoriali ed elaborazione dei dati