Corso di
Analisi sensoriale
Prof.ssa Ella Pagliarini
© Laila Pansera -1
Sommario
Qualità alimentare .............................................................................................................................................. 4
Modelli di qualità............................................................................................................................................ 4
Analisi sensoriale ................................................................................................................................................. 7
I 5 sensi ................................................................................................................................................................... 9
Vista ..................................................................................................................................................................... 9
Olfatto.............................................................................................................................................................. 10
Gusto ................................................................................................................................................................ 12
Udito (libro pag 9) ....................................................................................................................................... 17
Tatto (libro pag 9) ....................................................................................................................................... 17
I 5 sensi possono essere sostituiti da strumenti analitici? ............................................................ 18
Valutazione sensoriale ................................................................................................................................... 19
Regole per rendere oggettiva una misura sensoriale .................................................................... 19
1. Laboratorio (libro capitolo 3, pag 21) ............................................................................................. 19
2. Giudici (libro pag 27) ............................................................................................................................. 20
Requisiti del coordinatore responsabile (libro pag 26) ................................................................. 22
Errori che inevitabilmente si commettono nelle valutazioni sensoriali (libro capitolo 2) . 22
Randomizzare e bilanciare il campione ............................................................................................... 25
Regole per minimizzare gli errori (libro pag 18) .............................................................................. 27
Metodi per la selezione e l’addestramento preliminare dei candidati (libro pag 31) ........ 27
Valutazione del livello di allenamento ................................................................................................. 31
Metodi sensoriali .............................................................................................................................................. 32
7 passaggi per organizzare un metodo sensoriale (libro pag 39) ............................................. 32
Metodi discriminanti (libro pag 41) ...................................................................................................... 33
METODO TRIANGOLARE ...................................................................................................................... 34
METODO DEL CONFRONTO A COPPIE ........................................................................................... 35
METODO DEL DUO-TRIO ..................................................................................................................... 36
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METODO DEL 2 SU 5 ............................................................................................................................. 36
METODO DI ORDINAMENTO ............................................................................................................. 36
METODO DI CLASSIFICAZIONE PER INTERVALLI ........................................................................ 36
METODO DI DIFFERENZA RISPETTO A UN RIFERIMENTO ...................................................... 37
METODO DI STIMA DELLA GRANDEZZA ....................................................................................... 37
Metodi descrittivi (libro pag 61) ............................................................................................................ 37
PROFILO SENSORIALE ........................................................................................................................... 39
PROFILO LIBERO ...................................................................................................................................... 41
Elaborazione statistica ed interpretazione dei dati ......................................................................... 41
TEST DI FRIEDMAN ................................................................................................................................. 42
METODO DEL CONFRONTO MULTIPLO ......................................................................................... 42
TEST PARAMETRICI ................................................................................................................................ 42
T-TEST DI STUDENT ............................................................................................................................... 45
ANOVA ....................................................................................................................................................... 46
Elaborazione dei dati delle esercitazioni di laboratorio ................................................................ 49
Metodo 3AFC .................................................................................................................................................... 52
Risultati esercitazione cioccolato ............................................................................................................... 53
PCA ........................................................................................................................................................................ 54
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Qualità alimentare
Il concetto di qualità alimentare nasce dopo lo scoppio della centrale di Chernobyl, in ambito
ingegneristico. insieme delle proprietà e delle
La norma ISO 8402/1994 definisce la qualità come l’
caratteristiche intrinseche di un’entità, che conferiscono ad essa la capacità di soddisfare
esigenze espresse ed implicite (soddisfazione del cliente). In particolare le esigenze espresse
sono ad esempio gli aspetti sensoriali, mentre quelle implicite sono quelle che si danno per
scontate, come la sicurezza, la conformità alle leggi, le caratteristiche nutrizionali.
insieme delle caratteristiche intrinseche
La norma ISO 9000/2000 definisce la qualità come l’
che soddisfa i requisiti .
Modelli di qualità
MODELLO FRANCESE DELLE 4 S:
BERSAGLIO DELLA QUALITÀ:
1. Qualità biologica: © Laila Pansera -4
Qualità nutrizionale
• Qualità sensoriale
•
2. Requisiti di servizio:
Comodità d’uso
• Conservabilità
• Proprietà funzionali
•
3. Requisiti di sviluppo:
Rapporto valore/prezzo
• Costanza della qualità.
•
MODELLO SEGUENTE:
In questo modello disponibilità, prezzo e costanza della qualità sono caratteristiche esterne
alla qualità, ma devono essere presenti.
Tra i diversi parametri che determinano la qualità di un prodotto alimentare, le
caratteristiche sensoriali rappresentano gli attributi dell’alimento percepito attraverso i
sensi: colore, aspetto, aroma, sapore, consistenza.
Le caratteristiche sensoriali richiedono un’attenzione particolare, poiché sono al tempo
stesso le più forti determinanti dell’accettabilità; sono più difficili da valutare in modo
oggettivo.
Una misura è affidabile e oggettiva quando è:
Ripetibile*
• Accurata
• Precisa.
• © Laila Pansera -5
* ripetibilità: stesso individuo e stessi strumenti; riproducibilità: individui diversi e strumenti
diversi.
È importante la figura del SENSORY PROJECT MANAGER (certificata ISO).
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Analisi sensoriale
La VALUTAZIONE SENSORIALE è la disciplina scientifica impiegata per misurare, analizzare
e interpretare le sensazioni che possono essere percepite dai sensi (vista, udito, olfatto, gusto
e tatto).
Questa disciplina nasce negli anni ’60 negli USA.
Il termine FLAVOUR è fondamentale nell’analisi sensoriale ed indica l’insieme di odore e
organolettico
gusto. Il termine è obsoleto e non è consigliabile utilizzarlo, mentre il termine
sensoriale è corretto, perché i nostri recettori sensoriali non sono organi, ma sensori (vedi
libro, introduzione).
DEFINIZIONI:
STIMOLO: attivatore chimico o fisico che genera una risposta da parte dei recettori.
RECETTORE: rilevatore (terminazione nervosa o cellula secondaria che trasmette l’impulso
al cervello) che ci informa sui cambiamenti fisici o chimici che si verificano nell’ambiente che
ci circonda.
Ogni stimolo sensoriale produce nell’’uomo delle sensazioni, che poi si trasformano in
percezioni. Quindi prima ho la sensazione, poi la percezione. Con il termine SENSAZIONE
indico la risposta neurologica a uno stimolo ambientale, mentre con il termine PERCEZIONE
indico l’azione mediante la quale si prende coscienza (interpretazione) di uno stimolo
causato da sensazioni, ossia è la rielaborazione a livello cerebrale.
Lo stimolo per generate una sensazione deve superare un certo livello energetico, per cui
definisco:
SOGLIA ASSOLUTA DI PERCEZIONE (SP): quantità minima di energia necessaria per
suscitare una sensazione.
SOGLIA DI RICONOSCIMENTO (SR): quantità minima di energia per suscitare una
sensazione ben definita e riconoscibile.
SOGLIA DI DISCRIMINAZIONE O DIFFERENZIALE (SD): incremento o decremento minimo
di energia che causa un incremento o decremento appena percepibile dell’intensità della
sensazione.
Le valutazioni sensoriali si basano su metodi che si fondano sulla psicologia e sulla fisiologia
della percezione. © Laila Pansera -7
Uno stimolo abbastanza intenso da essere percepito eccita un recettore che genera un
impulso l’impulso viene trasmesso al cervello tramite le cellule nervose il cervello valuta
l’informazione ricevuta, ne misura l’intensità e ne confronta i risultati con esperienze
precedenti. Inoltre cerca i termini appropriati per descrivere una sensazione.
La mente umana immagazzina le percezioni nella memoria, dove vengono modificate da
nuove percezione, generando le impressioni influenzano quando si assaggia un cibo o
una bevanda, in funzione del tipo di cultura, dello stile di vita, etc.
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I 5 sensi
Tutti i 5 sensi sono coinvolti nella percezione sensoriale, ma quelli più importanti sono guato,
vista e olfatto.
Vista La vista nell’analisi sensoriale ci permette di stabilire: colore, forma
e dimensione.
L’organo deputato alla vista è l’occhio.
L’immagine viene riprodotta rimpicciolita e capovolta sulla
RETINA. I recettori posti sulla retina vengono quindi stimolati e il
segnale viene condotto al nervo ottico e quindi al cervello. Il
segnale viene poi elaborato e si forma l’immagine ri-capovolta.
I recettori della retina sono di 2 tipi:
CONI: ci permettono la visione diurna; percepiscono 3 lunghezze d’onda:
• Per il blu 470 nm
o Per il verde 490-570 nm
o Per il rosso 630-760 nm;
o
BASTONCELLI: ci permettono la visione notturna: registrano la luminosità di ciò che
• vediamo.
Gli strumenti per determinare il colore sono 2: lo spettrofotometro e il colorimetro tristimolo.
Di quest’ultimo ce ne sono di diversi tipi, il più famoso si basa sulle caratteristiche di Hunter;
simula l’occhio umano. Il colore viene
determinato attraverso 3 parametri: tonalità,
saturazione e luminosità. Con queste
l a b
combinazione di , e posso valutare i colori.
Il colore influenza notevolmente la percezione
di gusti e odori percepisco più dolce un
campione più intensamente colorato.
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Olfatto
Breve storia: De rerum natura
I sec a.C.: di Lucrezio: ad ogni odore corrisponde una forma questo
testimonia l’importanza dell’olfatto già da tempi antichi;
Teoria stereochimica dell’olfatto
1963: John Amoore pubblica la sua , che suddivide gli
odori in 7 categorie;
2004: Richard Axel e Linda Buck vincono il premio Nobel per la medicina per aver clonato
una famiglia di recettori olfattivi (6-protein-coupled receptor); ogni recettore è in grado
di riconoscere solo una determinata classe di odori, mediante un meccanismo chiave-
serratura.
ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA OLFATTIVO
Le strutture più importanti, che si trovano in una zona protetta della cavità nasale, sono:
Bulbo olfattivo
• Lamina cribliforme di protezione
• Recettori (neuroni) che vengono convogliati nel nervo olfattivo; per proteggere la parte
• terminale dei neuroni c’è del muco.
Una delle caratteristiche fondamentali dell’olfatto è quella di avere una BASSA SPECIFICITÀ
DI SUBSTRATO: non esiste uno specifico recettore per una specifica molecola:
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A. Una molecola può essere riconosciuta da più recettori e un recettore può riconoscere
molecole diverse;
B. Elevate concentrazioni di una molecola possono interferire con il legame di un’altra
molecola o cambiare l’affinità del recettore;
C. Una molecola può bloccare un sito di legame senza attivarlo effetto di
mascheramento o soppressione della miscela.
L’olfatto è un sistema sensoriale esterno e interno. La percezione segue 2 vie per raggiungere
l’epitelio olfattivo, pertanto può essere:
Ortonasale (esterna)
Retronasale (interna): quella che percepiamo mentre mangiamo.
I recettori olfattivi sono delle cellule nervose, pertanto l’olfatto può presentare:
Anosmia: mancata percezione di qualsiasi odore
Anosmia specifica: ci sono circa 30 composti volatili scoperti finora che provocano
anosmia specifica, ossia alcuni soggetti non percepiscono alcuni di essi.
Un’altra caratteristica dell’olfatto è che a volte si può presentare una limitata capacità di
riconoscere odori presenti in miscela sono state messe a punto le ruote sensoriali per
facilitare il riconoscimento (pag 8 del libro).
L’ADATTAMENTO è una caratteristica dell’olfatto (ma anche del gusto). Esso è la saturazione
dei recettori olfattivi da parte di alcune molecole: per esempio entro in un ambiente con un
certo odore e dopo un po’ non lo sento più; è sufficiente uscire e rientrare nella stana per
ricominciare a sentirlo.
Esiste una stretta relazione tra olfatto e SISTEMA LIMBICO: la parte terminale del nervo
olfattivo va nell’ipotalamo, che contiene una zona chiamata ippocampo, nel quale c’è un
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punto, l’amigdala, sede dei nostri ricordi. Siccome il nervo olfattivo è molto vicino
all’amigdala, il sistema olfattivo è molto influenzato dai ricordi.
Altre curiosità sull’olfatto:
Esistono più di 400mila odori, e l’aroma di un qualsiasi alimento, anche il più semplice,
• deriva da combinazioni di migliaia di composti volatili;
Le prime sensazioni che un essere umano percepisce sono gli odori che provengono dal
• liquido amniotico della madre, dimostrato da esperimenti;
I mammiferi possiedono un sistema olfattivo dotato di un enorme potere discriminante;
• In particolare si ritiene che l’essere umano sia in grado di distinguere tra migliaia di diversi
• composti odorosi;
La specificità del riconoscimento di un odore dipende dal fatto che anche un minimo
• cambiamento nella conformazione del composto può determinare un profondo
cambiamento nella percezione dell’odore;
Le donne hanno una maggiore sensibilità olfattiva;
• Negli animali i recettori olfattivi hanno collocazioni anatomiche diverse; per esempio gli
• insetti li hanno sulle antenne e i pesci sulla superficie del corpo. Nei vertebrati inferiori la
componente maggiormente evoluta nel cervello è un centro prevalentemente olfattivo;
Le balene hanno un sistema olfattivo enorme ma uno scarso senso dell’olfatto, mentre i
• topi hanno un acutissimo odorato.
Gusto
I gusti principali sono: acido, amaro, dolce, salato, umami.
La sostanza che conferisce il gusto umami è stata scoperta da un giapponese (Ikeda) nel
1908. Egli ha isolato il glutammato e gli ha attribuito il fatto che fosse responsabile del
sapore di un brodo di alghe tipico giapponese. Queste alghe sono i vegetali che contengono
il più alto livello di glutammato.
Le molecole che contengono il gusto umami sono:
MSG: monosodio glutammato (α-amminoacido), formato da acido glutammico + 1
ione sodio
GMP ciclico e IMP, che sono 5’ nucleotidi.
Per noi occidentali il gusto umami è quello del dado da brodo, il cui ingrediente principale
è il MSG, ma in altri casi contiene anche GMPc e IMP.
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Noi occidentali non abbiamo i recettori per l’umami sviluppati; gli orientali consumano salsa
di soia (ricca in umami) fin da bambini, che sviluppa i recettori umami.
Il gusto dell’umami è più che salato, e viene definito come esaltatore di sapidità.
Troviamo il gusto umami (glutammato libero) in: pomodori, mais, pollo, Parmigiano, funghi,
pesce, carne di vitello.
Solo nel 1985 l’umami viene riconosciuto come gusto
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