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Scuola di Ingegneria

Analisi matematica 1

Prof: Claudio Marchi

Allievo: Marco Campagnaro

Canale: 4

Anno accademico: 2015/2016

Elementi di logica

Definizione di proposizione

Una proposizione o enunciato è una frase che possiede un valore di verità ben definito: o è vera o è falsa.

Esempi:

  • Tutte le rose sono fiori V
  • Tutte le tigri sono pesci F
  • Tutti i numeri sono pari F
  • Tutte le sedie sono comode: non è una proposizione poiché è una questione soggettiva

Connettivi logici

Le proposizioni possono essere legate fra loro da connettivi logici; sono 5:

  • Negazione, simbolo ¬, si esprime con "non": data la proposizione P, la proposizione ¬P (non P) è vera/falsa se solo se P è falsa/vera.

Esempi:

  • ¬ tutte le rose sono fiori F
  • ¬ tutte le tigri sono pesci V
  • ¬ tutti i numeri sono pari V
  • Congiunzione, simbolo ˄, si esprime con "e": date due proposizioni P e Q, la proposizione P˄Q (P e Q) è vera solo quando P e Q sono entrambe vere.

Tabella di verità:

P Q P˄Q
V V V
V F F
F V F
F F F
  • Disgiunzione, simbolo ˅, si esprime con "o": date due proposizioni P e Q, la proposizione P˅Q (P o Q) è vera solo quando almeno una delle due proposizioni è vera.

Tabella di verità:

P Q P˅Q
V V V
V F V
F V V
F F F
  • Implicazione, simbolo ⇒, si esprime con "implica" o con "se P allora Q": date due proposizioni P e Q, la proposizione P⇒Q (P implica Q) è falsa solo quando P è vera e Q è falsa.

Tabella di verità:

P Q P⇒Q
V V V
V F F
F V V
F F V
  • P⇒Q viene anche espresso come:
    • P è condizione sufficiente per Q
    • Q è condizione necessaria per P
  • In P⇒Q si usa indicare P come ipotesi e Q come tesi.
  • Doppia implicazione, simbolo ⇔, si esprime con "P se solo se Q": date due proposizioni P e Q, la proposizione P⇔Q (P se solo se Q) è vera quando P e Q sono entrambe vere o entrambe false.

Tabella di verità:

P Q P⇔Q
V V V
V F F
F V F
F F V
  • P⇔Q viene anche espresso come:
    • P è condizione necessaria e sufficiente per Q
    • e viceversa

Esercizio

Verificare che "P⇒Q" e "¬P˅Q" hanno la stessa tabella di verità:

P Q P⇒Q ¬P ¬P˅Q
V V V F V
V F F F F
F V V V V
F F V V V

Osservazioni

  • La proposizione "P˄(P⇒Q)⇒Q" è una tautologia, cioè è sempre vera indipendentemente dai valori di verità di P e Q. Ne deduciamo che se P˄(P⇒Q) è vera, allora deve essere vera anche Q. Questo modo di ottenere Q è detto modus ponens, in altre parole voglio avere Q allora provo che: se P è vera, P⇒Q è vera.
  • Date due proposizioni P e Q:
    • ¬(P˄Q) è vera se solo se (¬P)(¬Q) è vera
    • ¬(P˅Q) è vera se solo se (¬P)˄(¬Q) è vera
    • ¬(P⇒Q) è vera se solo se P˄(¬Q) è vera
    • P⇒Q è vera se solo se (¬Q)⇒(¬P) è vera: quest’ultima viene detta dimostrazione per assurdo.

Definizione di predicato

Un predicato o proprietà è una frase la cui verità dipende dai valori che vi compaiono.

Esempio:

Il numero n è dispari. Questo predicato è vero per n=3 ma falso per n=4.

Un predicato diventa una proposizione se ogni variabile che vi compare assume un valore preciso o che varia con una legge ben determinata. Nel secondo caso si usano i quantificatori; sono 3:

  • Quantificatore universale, simbolo ∀: dato un predicato P(x), la proposizione ∀x: P(x) [per ogni x tale che P(x)] è vera se solo se, per ogni valore di x, il predicato P(x) è vero.
  • Quantificatore esistenziale, simbolo ∃: dato un predicato P(x), la proposizione ∃x: P(x) [esiste x tale che P(x)] è vera se solo se esiste almeno un valore x per il quale il predicato P(x) è vero.
  • Quantificatore esistenziale unico, simbolo ∃!: dato un predicato P(x), la proposizione ∃!x: P(x) [esiste un unico x tale che P(x)] è vera se solo se esiste un unico valore x per il quale il predicato P(x) è vero.

Esempi:

  • ∀x: x è pari V {2,4,6} ∈
  • ∀x: x è pari F {3,6,8} ∈
  • ∃x: x è pari V {3,6,8} ∈
  • ∃!x: x è pari F {3,6,8} ∈

Osservazioni sui quantificatori

  • Bisogna prestare attenzione all’ordine dei quantificatori all’interno della proposizione poiché non possono essere invertiti.
  • Quando si vuole negare una proposizione in cui compare un quantificatore, bisogna seguire la regola:
    • ∀x: P(x) ha negazione ∃x: ¬P(x)
    • ∃x: P(x) ha negazione ∀x: ¬P(x)

Esempio:

  • Sia A un insieme di studenti. ∀x ∈ A: x ha occhi verdi ha negazione ∃x ∈ A: x non ha occhi verdi
  • ∃x ∈ A: x si chiama Mario ha negazione ∀x ∈ A: x non si chiama Mario

Sommatorie

Definizione: siano x1, x2, ..., xn dei numeri, scriveremo ∑i=1n xi per indicare la somma x1 + x2 + ... + xn.

Più in generale, dati n0 e n1, con n0 < n1, e dati i numeri xn0, xn0+1, ..., xn1, scriveremo ∑i=n0n1 xi per indicare la somma dei numeri xn0 + xn0+1 + ... + xn1.

Esempio:

k=03 1/2k = 1/20 + 1/21 + 1/22 + 1/23

Proprietà delle sommatorie

  • i=1n C ∙ ai = C ∙ ∑i=1n ai
  • Le due sommatorie devono avere lo stesso intervallo: ∑i=1n ai + ∑i=1n bi = ∑i=1n (ai + bi)
  • In particolare, con m=1: ∑i=1n+1 ai = ∑i=1n ai + an+1
  • i=1n+m ai = ∑i=1n ai + ∑i=n+1n+m ai
  • i=1n ai = ∑i=1m ai
  • i=1n ai = ∑j=1n aj

Principio di induzione

Teorema (forma del principio): sia n0 un numero naturale; per ogni n naturale con n ≥ n0, sia P(n) una proposizione.

Se:

  • 1. P(n0) è vera
  • 2. P(n) è vera (allora) P(n+1) è vera per ogni n ≥ n0

Allora P(n) è vera per ogni n ≥ n0.

"Dimostrazione" per induzione (va eseguita solo con numeri naturali):

  • P(n0) è vera per il punto 1
  • Applicando il punto 2 con n=n0 si ottiene che P(n0+1) è vera
  • Applicando il punto 2 con n=n0+1 si ottiene che P(n0+2) è vera
  • ...

Dimostrazione (vera) per assurdo:

  • Si afferma che ∃n: P(n) è falsa = numero elevatissimo
  • Per il punto 2 P(n-1) deve essere falsa
  • A ritroso arrivo a dire che P(n0) è falsa, contraddice il punto 1

Esempio di induzione

Esempio: Dimostrare che ∑i=1n i = n(n+1)/2 ∀n ≥ 1

Dimostrazione per induzione:

  • Verifico che per n=1 è vera: ∑i=11 i = 1(1+1)/2
  • Suppongo che sia vera per n (cioè ∑i=1n i = n(n+1)/2, chiamata ipotesi induttiva) e dimostro che sia vera per n+1, cioè devo dimostrare ∑i=1n+1 i = (n+1)(n+2)/2
  • Per la proprietà 3 delle sommatorie: ∑i=1n+1 i = ∑i=1n i + (n+1)
  • Applico l’ipotesi induttiva al primo termine: n(n+1)/2 + (n+1)
  • m.c.d. = (n+1)n/2 + 2(n+1)/2
  • Ottengo ciò che volevo dimostrare: (n+1)(n+2)/2

Esempio: Dimostrare che ∑k=0n rk = (rn+1-1)/(r-1) ∀n ∈ ∀r ≠ 1 (progressione geometrica).

Dimostrazione per induzione (eseguito su n in quanto numero naturale):

  • Verifico che per n=0 è vera: ∑k=00 rk = (r0+1-1)/(r-1)
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Scienze matematiche e informatiche MAT/05 Analisi matematica

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