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NOZIONI PRELIMINARI

funzioni da sapere a memoria:

 Equazione di una retta qualunque:

  in cui a è il coefficiente angolare e b l’intercetta, ovvero il punto di incontro tra la funzione

y ax b

e l’asse delle ordinate. Il punto d’incontro della retta con l’asse delle ascisse è determinato dalla

 b

soluzione dell’equazione associata alla funzione: x a

a tg

 Equazione di una retta passante per due punti:

  

  y y y

y y x x   

 

 

 

0 0 y y

( x

x x y

) y x

  

  0 0

0 0

x x x

y y x x

1 0 1 2

quindi il coefficiente angolare è il rapporto tra l’incremento della variabile indipendente e

l’incremento della variabile indipendente.

se l’incremento è del 100% (esempio di inclinazione di una strada)

a 1

  è l’equazione della famiglia di rette parallele alla bisettrice del primo e del terzo quadrante.

y x b

 Equazione dell’iperbole equilatera più semplice:

1

 è una funzione dispari, ovvero è simmetrica rispetto all’origine degli assi. Quindi basta studiare

y x

il suo andamento in un quadrante per capire anche quello nel quadrante opposto.

k

 è una famiglia di iperboli equilatere con centro nell’origine.

y x

 Equazione della parabola più semplice:

 è pari e ha la concavità rivolta verso l’alto. Se il coefficiente di è positivo la concavità è

2

2 x

y x

rivolta verso l’alto, se è negativo la concavità è rivolta verso il basso.

 è una famiglia di parabole. Al variare di cambia la velocità con cui la parabola cresce, quindi

2 a

y ax   

la sua concavità. Se a 0 y 0

 Equazione di una parabola qualunque:

   in cui rappresenta l’intercetta, le intersezioni della parabola con l’asse delle ascisse

2 c

y ax bx c   

2

b b 4 ac

  

2

sono determinate dalle soluzioni dell’equazione :

ax bx c x

1

, 2 2 a

 

  

2

b b 4 ac

 

il vertice sta nel punto ;

 

 

2 a 4 a

 è una famiglia di parabole con vertice nell’origine degli assi

2

y ax 

 

 è una parabola avente vertice nel punto che interseca l’asse delle ascisse nei punti

2 ( 0

; c )

y x c

 , soluzioni dell’equazione associata alla funzione

c   

 è dispari perché

3 f ( x ) f ( x )

y ax

 Equazioni di iperboli particolari:

1

 non è né pari (ovvero simmetrica rispetto all’asse delle ordinate) né dispari e il suo

y 

x 1 1

andamento a equivale al comportamento a della funzione . È quindi la stessa

y

x

x 0

1 x

funzione traslata di +1

1

 è pari

y 2

x

1

 è dispari

y 3

x 

x 1

 non è né pari né dispari, infatti è simmetrica rispetto al punto all’aumentare di il

y (

1

;

1

) x

x 1

rapporto tra il numeratore e il denominatore diventa sempre minore, tendendo perciò a 1; viceversa,

tendendo a 1 il denominatore tende a 0, quindi la funzione tende ad infinito.

x

1

 è pari e non è un’iperbole

y  2

1 x

 

 è definita solo per

y x x 0

 

0 x 0

 è definita su tutto R

y  

 x x 0 1 

    

 con

a a n , n Z

y x n 

In questa funzione si osserva il variare della funzione al variare di a.

a

y x

      

- è una parabola simile a . Per la parabola di grado maggiore

2

a 1 a 2 k f ( x ) y x 0 x 1

sta sotto a quella di grado minore, viceversa per . La funzione è pari.

x 1

       

- è una funzione simile a . Per la funzione di grado

3

a 1 a 2 k 1 f ( x ) y x 0 x 1

maggiore sta sotto a quella di grado minore, viceversa per . La funzione è dispari.

x 1

    

- è una funzione simile a . È definita solo per e la funzione di grado

0 a 1 f ( x ) y x x 0

maggiore sta sopra a quella di grado minore, viceversa per .

x 1

1

       

- è simile a quindi è sempre positiva. Per la funzione di

y

a 1 a 2 k f ( x ) 0 x 1

2

x 

grado maggiore sta sotto a quella di grado minore, viceversa per . La funzione è pari.

x 1

1

        

- è un’iperbole simile a . Per la funzione di grado

y

a 1 a ( 2 k 1

) f ( x ) 0 x 1

x

maggiore sta sopra a quella di grado minore, viceversa per . La funzione è dispari.

x 1

1

      

- è una semi-iperbole che sta solamente nel primo quadrante. Per

1 a 0 2 k f ( x )

a

 

 la funzione di grado maggiore sta sopra a quella di grado minore, viceversa per .

0 x

x 1

1 1 1

    

     

- è un’iperbole simile a . Per la funzione di grado

1 y

a 0 ( 2 k 1

) f ( x ) 0 x 1

a x

maggiore sta sopra a quella di grado minore, viceversa per . La funzione è dispari.

x 1

x x

x 1

 

  

 è dispari e per ,

y x 

 2 2

2 x

1 x

1 x

x   

Inoltre: il numeratore cresce più del denominatore, altrimenti cresce di più il

0 x 1

denominatore. 

 

Si nota che per la funzione che rappresenta il

y x

0 x 1

numeratore è maggiore della funzione denominatore, quindi

da 0 a 1 il grafico della funzione sarà crescente, mentre dopo

uno la situazione si inverte e il grafico della funzione sarà

discendente.

N.B. Il prof Piazza dice di “usmare” la funzione, in modo

spannometrico e intuitivo.

1

 è pari

y  2

1 x

 

   

2

x 1 1 x 0

 

   

2

x 1 1 x 0

 

 con

a

y x a R

 

 con

x

y a a 0

 

x

x 0

0

  

a 1 x

1 a

 0

x

a

  

0 a 1 x

1 a 0

 

 x

a

 è pari

y x

 

 y Logx log x

10

 y ln x   

Al diminuire della base la curva logaritmica è maggiore per e minore per

x 1 0 x 1

INSIEMI

N: interi naturali

Z: interi relativi

Q: razionali

I: irrazionali

R: reali

C: complessi

        

Z { z : n R z n z n

}

z

     

1

Q {

q : q z 0 z , z Z }

2 1 2

z 2

DIMOSTRAZIONE DELL’ESISTENZA DEI NUMERI IRRAZIONALI

Dimostrazione per assurdo.

p

Ipotesi: 2 q

Tesi: 2 Q

Dimostrazione: 

 ; ;

2 2

2 q p

q 2 p

è pari, poiché, se esso equivale ad un numero moltiplicato per 2, esso deve necessariamente essere pari

2

p 

(numero pari: );

a 2

k

   

p è pari ;

k Z | p 2 k

 

; ; è pari; p è pari;

2 2 2 2

2

2

q 4

k q q

2k p

ma se p e q sono pari, allora non è una frazione ridotta ai minimi termini, quindi non può essere espresso

2

q  

da una frazione ridotta ai minimi termini CVD

2 Q

ALCUNI SIMBOLI E PROPRIETÀ

   

2

A { x | x k k N }

    

B { y | y 2 k 1 k N }

  insieme universo

       

A | A x A x

    

A B x A x B

      

A B A B ( A B A B )

 

A \ B A B

    

A B ( A \ B ) A

    

A B A \ B A

    

A B {( x , y ) | x A y B

}

m      

   intersezione di tutti gli insiemi presenti nell’insieme M {

m | i m B }

B

M B i

i

i

i 1

o     

   unione di tutti gli insiemi presenti nell’insieme O {

o | i , o B }

B

O B i

i

i

i 1      

Proprietà distributiva dell’unione rispetto all’intersezione A ( B ) ( A B )

i i

     

Proprietà distributiva dell’intersezione rispetto all’unione A ( B ) ( A B )

i i

     

A ( B C ) ( A B ) ( A C )

Esempio:      

A ( B C ) ( A B ) ( A C )

OPERAZIONI IN UN INSIEME E LORO PROPRIETÀ

Se in un insieme, per esempio nell’insieme Q, inserisco due operazioni binarie, che posso chiamare in qualsiasi

modo, in questo caso “somma” (+) e “prodotto” (·), stabilisco una relazione per la quale, presi due elementi

   

dell’insieme Q , ( x , y ) Q Q x * y Q

Esistono 9 proprietà delle operazioni in un insieme:

+ x

  

1. Commutativa xy yx

x y y x  

       

2. Associativa ( xy ) z x ( yz ) xyz

( x y ) z x ( y z ) x y z

  

3. Distributiva x ( y z ) xy xz 

 

4. Esistenza dell’EN xEN x

x EN x  

1

   

 

5. Esistenza inverso x ( x ) EN x EN

 

x

per somma

x EN     

6. Transitiva x y y z x z

dell’ordinamento  

7. Tricotomia aut aut

x x

x y y

y

      

8. Compatibilità dell’ord. x y z Q x z y z

rispetto alla somma    

9. Compatibilità dell’ord x y , z | 0 z xz yz

rispetto al prodotto

Un insieme nel quale valgano le prime 5 proprietà si dice campo. Un insieme nel quale valgano tutte le 9

proprietà si dice campo ordinato. Q è un campo ordinato.

ALCUNE PILLOLE  

n   n n 1

      

k 1 2 3 ... n 2

k 1   

 

n n n 1 2 n 1

 

2

k 6

k 1  

n

n

   

 

 

3 k n k

a b a b

 

 

k

k 0

 

n n

!

  

   

 

k k ! n k !

0

! 1

 

n

   1

 

 

n

 

n

   1

 

 

0

SUCCESSIONI

Poniamoci il problema di capire quanto valga il numero e. Esso, per definizione, è dato dalla seguente formula:

 

n

 

1  

  

  forma di indecisione

e lim 1 1

 

  n

n

Questo numero non fa parte di Q, ma di I, e più precisamente si tratta di un numero trascendente, come, per

esempio, . Ricordiamo che dell’insieme I fanno parte tutti i numeri irrazionali che sono soluzioni di polinomi di

grado n e i numeri trascendenti, che non sono soluzione di alcun polinomio.

  1

 

Ora poniamo Questa è l’equazione di una successione che dipende dalla variabile indipendente

f n a a

n n

n

n. Come esplicitato nella formula, una successione si comporta in modo molto simile ad una funzione, con la

differenza sostanziale che il grafico di una successione si sviluppa solo su valori di .

n Z

1

Vediamo che l’andamento del grafico di risulta essere molto simile a

a n n

  1

 . È importante notare che il grafico di una successione si studia solo per

f x x 1 

valori di n interi positivi. Dal grafico si deduce che lim 0

n



n

n

 

1

 

 

lim 1 e

 

n

 

n  

Entrambi i grafici tendono a un numero finito per . Questo tipo di successioni si dice “successione

n

convergente”. 

a sin n

  n

f x sin x   

Questo grafico invece rappresenta una successione indeterminata, legata al grafico periodico di .

f x sin x

Esistono quindi 3 tipi di successioni: Indeterminate Convergenti

Divergenti (vanno all’infinito all’aumentare di n)

LA LOGICA DELLE PROPOSIZIONI

Una proposizione è una frase di cui si possa stabilire se è vera o falsa. 

Date due proposizioni si indica con la loro negazione, con la congiunzione tra le due, con p

p

p, q q

q

p, q 

la disgiunzione, con l’implicazione e con la doppia implicazione. Vediamo una tabella in cui si

p q

p q

riassumono i valori di questi connettivi. 

 

p p

q q

p q p

p q q

V V V V V V

V F F V V V

F V F V Vx F

F F F F V V

I cosiddetti “predicati” sono delle particolari proposizioni che dipendono da una variabile x e si indicano con

  . Quando alla variabile si sostituisce un valore il predicato diventa una proposizione.

P x    

   

Per esempio: P x x R x 4  

  

Due simboli particolari: quantificatore universale x, P x  

  

quantificatore esistenziale x | P x

    

  

     

Le loro negazioni: es. tutti hanno fame. Neg. Esiste uno che non ha fame.

x

, P x x

, P x x | P x

   

  

x | P x x , P x

LA COMPLETEZZA DI R 

  

Se consideriamo un insieme e due elementi allora:

k , h R

A R A R     k è maggiorante di A

x , x A | x k

    h è minorante di A

x , x A | x h

 

Es. consideriamo l’intervallo A 0

;

1 In questo intervallo, 1 è maggiorante esterno ad A e 0 è minorante interno.

Inoltre per ogni intervallo è possibile studiare l’esistenza di un massimo e di un minimo:

     

max A M | M A x A

, x M

     

min A m | m A x A

, x M

 

Es. non ha né max né min

0

;

1

  ha min= 0 e non ha max

0

;

1

Ora prendiamo in considerazione l’insieme Q dei numeri razionali e stabiliamo in esso due insiemi:

  

 

    

2

A x | x 0 x 0 | x 2 

con

  

 x , y Q

 

   

2

B y | y 0 y 2 

  

    

 : per perché y 0

x

x A 0

y , y

B y x

x    

per perché 2 2

x 0

, y x x 2 y

    

2 2

x 2 y x 2 y

B contiene tutti i maggioranti di A e A contiene tutti i minoranti di B.

 

A B Q

Esiste il punto che non è contenuto né in A né in B. Esso quindi non appartiene a Q.

2 

È quindi necessario introdurre il concetto di numero reale, più ampio di numero razionale: Q R

Proprietà della completezza di R:

   

10) Completezza: è l’insieme dei maggioranti di A, B ha minimo R è completo.

A , A R , B

Se considero un qualsiasi sottoinsieme di R non vuoto e l’insieme dei suoi maggioranti, allora l’insieme dei

2 min B

maggioranti deve ammettere minimo in R. Infatti in R: in cui sup indica l’estremo superiore

2 sup A

L’INSIEME C DEI NUMERI COMPLESSI

Ricordiamo il concetto di prodotto cartesiano tra insiemi:

    con genera un sottoinsieme del piano cartesiano

2 A

, B R

A B R R R

Gli intervalli considerati possono essere chiusi o aperti, con gli esterni compresi o meno.

   

 

  

 

Es. 5

5 0

;

; 6

6 ;

1

0 0 R

; ;

1

1

L’insieme C dei numeri complessi comprende coppie di numeri reali , tali che

R R

   ha soluzione}

2

C {

x | x 1 0

  

a , b x

1

  

c

, d x 2      

     

x x a , b c

, d a c

, b d

1 2

Operazioni somma e prodotto in C:     

   

x x a , b c

, d ac bd , ad bc

1 2  

Valgono le proprietà commutativa, associativa e distributiva. L’elemento neutro rispetto alla somma è 0

,

0

 

l’elemento neutro rispetto al prodotto è .

1

,

0 

 

a b

 

L’inverso rispetto alla somma è l’opposto, mentre l’inverso rispetto al prodotto è ;

 

 

2 2 2 2

a b a b

Quindi C è un campo. Non ha senso parlare di ordinamento in C poiché non si tratta di un insieme

   

rappresentabile su una retta, ma solo in un piano. non ha senso

a

; b c

; d

        

       

Esiste i

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Scienze matematiche e informatiche MAT/05 Analisi matematica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FedericoSormani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi matematica I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Salvadori Anna.
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