ANALISI 1
FUNZIONI E PROPRIETA’
• : → () =
Funzioni suriettive: una funzione è detta SURIETTIVA se
∀ ∈ ∃ ∈ : () =
• : →
Funzioni iniettive: una funzione è detta INIETTIVA se a valori distinti in A corrispondono valori
distinti in B (,
∀ ∈ ∃! ∈ : ) ∈ ℝ
• : →
Funzioni biunivoche: una funzione è detta BIUNIVOCA se è sia iniettiva che suriettiva.
ELEMENTI DI UNA FUNZIONE
• ⊆ ℝ,
Punto di accumulazione: dato un punto x si dice PUNTO DI ACCUMULAZIONE PER L’INSIEME A se in
ogni intorno di x vi sono infiniti elementi di A.
• ∈ ⊆ ℝ
Punto isolato: un qualunque elemento si dice PUNTO ISOLATO se esiste almeno un intorno di x
che non contiene nessun elemento di A escluso x.
• ⊆ ℝ,
Insieme chiuso: dato A si dice INSIEME CHIUSO se contiene tutti i suoi punti di accumulazione e tutti
i suoi punti isolati.
• ⊆ ℝ, ∈
Punto interno: dato un punto si dice PUNTO INTERNO DI A se esiste un intorno di x tutto
contenuto in A.
• ⊆ ℝ,
Insieme aperto: dato A si dice INSIEME APERTO se tutti i suoi punti sono punti interni ad A.
• ∈ ℝ ⊆ ℝ
Punto di frontiera: un elemento si dice PUNTO DI FRONTIERA per l’insieme se in ogni intorno
di x ci sono elementi di A e del complementare di A.
• ∈ ℝ
Punto esterno: un punto x si dice PUNTO ESTERNO di A se non è contenuto in A e non è un suo punto di
frontiera.
ANDAMENTO DELLE FUNZIONI
• : ⊆ ℝ → ℝ , ∈ < ,
Funzioni crescenti: una funzione è detta CRESCENTE IN A se, per ogni con si
() < ()
ha
• : ⊆ ℝ → ℝ , ∈ <
Funzioni decrescenti: una funzione è detta DECRESCENTE IN A se, per ogni con
, () > ()
si ha
• : ⊆ ℝ → ℝ ()
Funzioni limitate: una funzione è detta SUPERIORMENTE LIMITATA se la sua immagine è
ℝ superiormente limitato. : ⊆ ℝ → ℝ
un sottoinsieme di una funzione è detta INFERIORMENTE
() ℝ inferiormente limitato.
LIMITATA se la sua immagine è un sottoinsieme di
• : ⊆ ℝ → ℝ ∈
FUNZIONE CONTINUA: una funzione si dice CONTINUA in se:
0
|() | |
)|
∀ > 0 ∃ > 0: − ( < , ∀ ∈ : − <
0 0
TEOREMA DEGLI ZERI
[,
: ] → ℝ
Sia continua
(,
()() < 0 ⇒ ∃ ∈ ): () = 0
Dim. () < 0
Supponiamo
S= { [,
∈ ]: () < 0} ⊆ ℝ
S, )
= ( = 0
0 0 ) ) )
( ≠ 0 ( < 0 ( > 0
Per assurdo se allora oppure
0 0 0 S
)
( < 0 ⇒ ∃ > 0: ( + ) < 0 =
NO, poiché
0 0 0 S
)
( > 0 ⇒ ∃ > 0: ( − ) > 0 =
NO, poiché
0 0 0
)
( = 0
Quindi 0
TEOREMA DI WEIERSTRASS
[,
: ] → ℝ [, ]
Sia una funzione continua, allora in esistono un punto di massimo e di minimo assoluti della
funzione.
Dim.
Una funzione continua è superiormente e inferiormente limitata (per un teorema dimostrato), quindi sappiamo che
esiste [, {():
∈ ℝ: () ≤ ∀ ∈ ]. ([, ]) = ∈ [, ]}
M è l’estremo superiore dell’immagine
[, [,
∀ ∈ ] ∃ ∈ ]: = ( ) ≥ ()
Devo dimostrare che 1 1 [,
∈ ]: () = .
Supponiamo per assurdo che non esista nessun punto
1 [,
ℎ() = ]
Quindi la funzione è ben definita in ed è continua nell’intervallo. Essendo M l’estremo superiore
−() 1
[,
([, ]), ∀ > 0∃ ∈ ]: − () < , ℎ() > ℎ()
dell’insieme si ha che ovvero , cioè la funzione non è
limitata ma va in contraddizione con l’affermazione del teorema sopra citato.
TEOREMA DI FERMAT
(,
: ) → ℝ ∈ (, ) . ()
sia e sia un punto di massimo (o di minimo) relativo per Allora se è derivabile in ,
0 0
′ ( )
= 0.
si ha che 0
Dim. ( +ℎ)−( ) ( +ℎ)−( )
0 0 0 0
lim lim
Considerando i due limiti e , questi sono uguali per l’ipotesi che sia continua
−
ℎ ℎ
+ ℎ→0
ℎ→0
′( ).
in e fanno Supponiamo il punto un punto di massimo relativo, quindi per ogni h abbastanza piccolo ma
0 0 0 ( +ℎ)−( ) ( +ℎ)−( )
0 0 0 0
( + ℎ) − ( ) ≤ 0, ≥ 0 ℎ < 0 ≤ 0 ℎ > 0.
non 0 si avrà: quindi e
0 0 ℎ ℎ
Per il teorema della permanenza del segno abbiamo:
′ ′
( )
≤ 0 ( ) ≥ 0.
0 0
− + ′ ′ ′ ′ ′
( ) ( ), ( ) ( )
≤ 0, = ( ) = 0.
Quindi le condizioni implicano necessariamente che
0 0 0 0 0
− + − +
TEOREMA DI ROLLE (,
: [, ] → ℝ [, ], ) () = (),
Sia una funzione continua in derivabile in e tale che allora esiste
(,
∈ ): ′() = 0
Dim. [,
Essendo continua in ], per il teorema di Weierstrass esiste un punto di massimo assoluto e un punto
1 2
[,
di minimo assoluto. Se = e = , allora, essendo () = (), la funzione è costante in ]. In questo
1 2
′ () (,
caso si ha = 0 ∀ ∈ ). (,
Se uno dei due punti è interno all’intervallo ), allora per il teorema di Fermat si ha che in uno dei due punti
la derivata prima si annulla e il teorema è dimostrato.
TEOREMA DI LAGRANGE (o valor medio) ()−()
[, (,
: ] → ℝ [, ] (, ). ∃ ∈ ): = ′().
sia una funzione continua in e derivabile in Allora −
Dim. ()−()
(
() = () − − ) . [, ] (, ).
Consideriamo la funzione Questa è continua in e derivabile in Inoltre,
−
() = () = ().
si ha ()−()
′ ′ ′
(, () () ()
∈ ): = 0, 0 = = −
Per il teorema di Rolle si ha che esiste un punto quindi .
−
TEOREMA DI CAUCHY ′
[, () (,
, : ] → ℝ [, ] (, ), ≠ 0 ∀ ∈ ).
Siano due funzioni continue in e derivabili in con allora esiste
′ ()
()−()
(,
∈ ): = .
′ ()
()−()
Dim. ()−()
() = () − (() − ()) .
Consideriamo la funzione ()−()
() ≠ () () ′() = 0
Abbiamo perché altrimenti per il teorema di Rolle applicato alla funzione si avrebbe il
che va contro l’ipotesi del teorema che stiamo dimostrando.
TEOREMA DE L’HÔPITAL ′ ()
∈ (, ) , (, ), ≠ 0 ∀ ∈ (, ),
Sia e siano due funzioni derivabili in escluso al più , con escluso al
0 0
più .
0 ′() ()
lim () = 0 lim = , lim = .
Se allora anche
′() ()
→ → →
0 0 0
Dim. ( ) = ( ) = 0 (, ).
Ponendo possiamo estendere con continuità le due funzioni su
0 0
(,
∈ ) > [ , ]
Sia . Applicando il teorema di Cauchy all’intervallo abbiamo:
0 0
() () − ( ) ′()
0
= =
() () − ( ) ′()
0
+ +
∈ ( , ). → →
Con Quindi, se , anche . Poiché si avrà:
0 0 0
′() ′()
lim = ℎ lim = .
′() ′()
+ +
→ →
0 0
Quindi avremo: ′() ()
lim = lim = .
′() ()
+ +
→ →
0 0
DEFINIZIONE
: → ℝ ∈ .
Sia una funzione e sia Si dice che la funzione è crescente (non decrescente) in se esiste un
0 0
( )
intorno in cui si ha:
0 () − ( )
0 ( ).
> 0 ∀ ∈ ⋂
0
−
0
FORMULA DI TAYLOR E DI MAC LAURIN
():
Polinomio di Taylor con centro della funzione
0 () ( )
"( )
′
() ) ( )( )
= ( + − + ( − ) + ⋯ + ( − )
! !
Resto nella forma di Peano:
(+) ( ) )
+ ( , −
+
( ) ( )
, − = −
( + )!
( , − ) =
→
Formula di Mac Laurin: () ()
"()
′
()
() = () + + + ⋯+ + (, )
! !
TEOREMA DELLA FORMULA DI TAYLOR () (+1)
(, (, () (,
: ) → ℝ ∈ ). ∀ ∈ ) ( )
Sia data la funzione e sia Supponiamo che esista allora si
0 0
avrà: ()
() = + ( , − )
0 0
Dim. ()
()−
lim .
Consideriamo il limite +1
(− )
→ 0
0
Applicando n volte la regola de l’Hôpital, ci si riconduce al seguente limite:
() () (+1)
()
− ( ) ( )
0 0
lim = ,
( (
+ 1)! ( − ) + 1)!
→ 0 0
(+1) ( ).
poiché per ipotesi esiste 0
Quindi si avrà: (+1)
() ( )
() −
0
lim = ,
+1
( ) (
− + 1)!
→ 0 0
da cui si ottiene: ()
() −
(+1)
( ( ) )
+ 1)! = + ( , − lim ( , − ) = 0.
0 0 0 0 0
+1
( )
− → 0
0
Dalla formula precedente otteniamo: (+1) ( ) )
+ ( , −
0 0 0 +1
() ( )
() = + − .
0
( + 1)!
TEOREMA DELLA FORMULA DI TAYLOR CON IL RESTO DI LAGRANGE ()
(,
: ) → ℝ; ∈ (, ) () (, )
Sia data una funzione sia e supponiamo che la derivata sia continua in e che
0
(+1) ()
∀ ∈ (, ),
sista escluso al più allora si ha:
0 () ( )
"( )
0 0
′ 2
) ( )( ) ( ) ( ),
() = ( + − + ( − ) + ⋯ + − + , −
0 0 0 0 0 0 0
2! !
(+1) (̅ )
+1
( ) ( )
, − = −
0 0 0
( + 1)!
),
̅ = + ( − 0 < < 1.
Dove 0 0
Dim. [ , ] >
Applichiamo il teorema di Cauchy alle funzioni della variabile y nell’intervallo ; quindi:
0 0
()
() +1
() = ∑ ( − ) , () = ( − )
!
=0
(
̅ ∈ , ) >
Esiste allora, per il teorema di Cauchy, , tale che:
0 0
() − ( ) ′( ̅ )
0 =
() − ( ) ′( ̅ )
0
Da cui: () ( )
1
0
=0 (+1)
∑ ( (̅ )( )
() − − ) − ̅
! !
=
+1
) )
−( − −( + 1)( − ̅
0
Semplificando: () (+1)
( ) (̅ )
0 +1
( ( )
() = ∑ − ) + − .
0
(
! + 1)!
=0
DEFINIZIONE (,
: ) → ℝ, (, ).
Sia data una funzione derivabile in Diciamo che la funzione è convessa nell’intervallo in cui la si
∀ ∈ (, ) ( , ( ))
considera se il grafico della funzione sta al di sopra della retta tangente nel punto al grafico
0 0 0
della funzione. Diciamo che è concava quando sta al di sotto della retta tangente.
DEFINIZIONE
∈ (, ) > 0 , (, ),
Un punto si dice punto di flesso per la funzione se esiste tale che la funzione derivabile in
0 ( , + ) ( , − )
è convessa in ed è concava in (o viceversa).
0 0 0 0
TEOREMA (crescenza e decrescenza)
(,
: ) → ℝ ∈ (, )
Sia data la funzione derivabile in se:
0
′ ( )
> 0 ⇒
0 0
′ ( )
< 0 ⇒
0 0
Dim: )
() − (
0
lim =>0
−
→ 0 0
′
(, (, () (,
: ) → ℝ ∀ ∈ ) > 0 ∀ ∈ ) ⇒ è (, )
DEFINIZIONE [,
: ] → ℝ , () > 0 ∀ ∈ [, ]
Data una funzione continua limitata e data
[,
() = ({(, ) ∈ ] × ℝ ∶ 0 ≤ ≤ ()}) ∈ [, ]
con
{ } [,
= , , ⋯ , ⊆ ]
0 1
= < < ⋯ < =
0 1
Si definisce somma integrale superiore relativa alla partizione P:
( )
= (, ) = ∑ (()) ∙ −
]
∈[ ; −1
−1
=1
Si definisce somma integrale inferiore relativa alla partizione P:
( )
= (, ) = ∑ (()) ∙ −
]
∈[ ; −1
−1
=1
Per ogni partizione P si ha che: (, ) < (, );
in particolare: ( − ) ≤ (, ) ≤ (, ) ≤ ( − )
Dove: [,
= inf{(), ∈ ]} = sup {(), ∈ [, ]}
[,
]
Prese due partizioni di si ha che:
1 2 ) );
(, < (,
1 2
quindi si ottiene: (, ) ≤ inf {(, ), [, ]}
E [,
sup{(, ), ]} ≤ (, ).
Al variare delle partizioni avremo dunque:
() = sup{(, ), } ≤ inf{(, ), } = ()
DEFINIZIONE () [, ] [, ]
Una funzione si dice integrabile su se:
() = () = ∫ ()
TEOREMA [,
[, ], [, ] ∀ > 0 ∃ ∈ ]: |(, ) − (, )| <
Data limitata in essa è integrabile su se e solo se
TEOREMA
: [, ] → ℝ , ∈ ℝ
Sia una funzione monotona. Allora essa è integrabile:
Dim. )
> 0 () = ( = ( ).
Fissiamo e sia non decrescente. In questo caso si ha Se P è una partizione di
−1
,
modulo si avrà:
)( ) )
(, ) − (, ) = ∑( − − &l
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