Estratto del documento

Lezione 1 - Il bilancio

Cos’è il bilancio?

Il bilancio è un documento informativo, composto da documenti contabili, che informa i soggetti interni ed esterni all’azienda (stakeholders) circa il suo andamento economico e l’entità del suo patrimonio.

Qual è il contenuto informativo del bilancio?

Il bilancio costituisce una rappresentazione periodica, annuale (riferita cioè al periodo amministrativo) e consuntiva (riferita cioè a dati storici e quindi ad operazioni già avvenute) del: capitale di funzionamento (riepiloga le attività, le passività ed il patrimonio netto) e il risultato economico (riepiloga i costi ed i ricavi della gestione riportando l’utile o la perdita d’esercizio).

Cosa sono le attività, le passività ed il patrimonio netto?

Il capitale di funzionamento riepiloga le attività, le passività ed il patrimonio netto. Le attività costituiscono l’insieme degli investimenti a disposizione dell’azienda, ossia delle sue risorse economiche (ad es. macchinari, fabbricati, crediti, denaro, beni in magazzino, brevetti e marchi registrati). Le passività costituiscono l’insieme delle obbligazioni e dei debiti che l’azienda ha nei confronti di terzi, ossia le fonti di finanziamento esterno (mutui, debiti verso fornitori, ecc.). Il patrimonio netto costituisce l’insieme delle fonti di finanziamento interne, ovvero l’insieme degli apporti messi a disposizione della proprietà.

Come si definisce un costo?

I costi costituiscono i sacrifici che l’azienda ha dovuto sostenere per dotarsi dei fattori produttivi occorrenti allo svolgimento dell’attività d’impresa.

Lezione 2 – I principi contabili parte prima

Cosa sancisce il principio del duplice aspetto?

Secondo il principio del duplice aspetto la somma di tutti gli investimenti di un’azienda (ovvero delle sue attività) deve essere finanziata attraverso le due tipologie di fonti (passività e patrimonio netto). Nello stato patrimoniale la somma delle attività eguaglia sempre la somma di passività e patrimonio netto.

Perché l’uguaglianza tra attività e passività + patrimonio netto è sempre garantita?

I due elementi a cui si fa riferimento con l’espressione “duplice aspetto” sono: l’attivo e il passivo + il patrimonio netto. Il principio del duplice aspetto stabilisce che il valore di queste due componenti è sempre in pareggio, anche quando i debiti sono maggiori delle attività.

Cosa accadrebbe se le attività fossero maggiori delle passività?

Se le attività dell’azienda ammontassero a €100.000,00 e le passività a €120.000,00, si avrebbe una situazione di deficit in cui il patrimonio netto sarebbe negativo pari a -€20.000,00.

Lezione 3 – I principi contabili parte seconda

Cosa sancisce il principio di identità giuridica distinta?

Il principio della identità giuridica distinta sostiene che la contabilità, e quindi il bilancio, fa riferimento alle aziende, considerate distintamente dalle persone che le possiedono, le animano e che con loro operano scambi.

Può il proprietario di un’azienda prelevare contanti dalla cassa aziendale? A quali condizioni?

Se il proprietario dell’azienda Alfa spa prelevasse dalla cassa aziendale contanti per €100,00, avrebbe aumentato il patrimonio personale, ma avrebbe al contempo ridotto il patrimonio dell’azienda Alfa Spa.

Perché bisogna evitare di confondere il patrimonio personale con il patrimonio aziendale?

I due patrimoni sono considerati appartenenti a due entità differenti. Se il proprietario di un’azienda disponesse del relativo patrimonio a proprio uso, senza contabilizzare le movimentazioni effettuate, confonderebbe patrimonio aziendale con patrimonio personale, così facendo comprometterebbe la verità del bilancio stesso.

Cosa si intende per “principio di omogeneità”?

Il principio della misurazione monetaria, detto anche principio di omogeneità, garantisce che gli elementi del patrimonio di un’azienda siano misurati con la medesima unità di misura. Questo principio prevede che si possano sommare quantità riferite a risorse di diversa natura, se e solo se esse sono espresse con una unità di misura omogenea. Nel caso di bilancio, si tratta di denaro.

Dal principio della misurazione monetaria si evince uno dei limiti della contabilità. Quale?

In virtù di questo principio sorge chiaramente uno dei più grandi limiti della contabilità, ossia, la capacità di misurare soltanto oggetti che si possano esprimere in termini monetari. Gli aspetti così detti “intangibili” non possono essere rappresentati dalla contabilità.

Lezione 4 – I principi contabili parte terza

Cosa sancisce il principio della prospettiva di funzionamento?

Il principio della prospettiva di funzionamento è il cosiddetto principio della going-concern. Esso stabilisce che, nel redigere il bilancio, occorre ipotizzare: che l’azienda sia in procinto di interrompere la propria attività, oppure che sia probabile un suo regolare proseguimento.

Cosa implica l’adozione del criterio del costo?

La normativa italiana prevede che le attività non liquide vengano di norma iscritte al loro costo di acquisto, non al valore di mercato, al netto di eventuali perdite di valore. L’obiettivo è quello di offrire con il bilancio un quadro prudenziale e al limite, sotto-stimato del valore del patrimonio dell’azienda.

Perché il legislatore ha previsto l’applicazione del criterio del costo?

Nel fare questo, il legislatore tutela i terzi garantendo che i valori:

  • Non rappresentano un quadro patrimoniale eccessivamente florido rispetto alla situazione reale.
  • Non sono determinabili in modo soggettivo, alla luce del fatto che il valore di mercato di un bene, che in verità non si intende vendere e per il quale non si è dunque individuato alcun reale compratore, non è affatto certo.

Quali sono le ragioni che spingerebbero ad adottare il criterio del costo?

Motivi per cui è conveniente valutare al costo:

  • La stima del fair value (valore di mercato) per ogni bene può essere costosa e inaffidabile. Trattandosi di una stima, non sarà mai decisamente oggettiva.
  • Molti beni non verranno effettivamente venduti nell’immediato futuro, perché saranno utilizzati nel ambito dei processi produttivi, commerciali, coerentemente con il principio della prospettiva di funzionamento.

Quale criterio è adottato per le attività monetarie?

Per attività monetarie si intendono quelle immediate (denaro in cassa, depositi bancari e postali) e quelle differite (crediti e titoli negoziabili a breve). Se in bilancio, al 31/12/n, è riportato un certo valore relativo alle disponibilità immediate, si può essere certi che il valore effettivo sia proprio quello indicato. Questo perché le banche in cui è depositato il contante possiedono registrazioni affidabili che ricostruiscono quel valore. Allo stesso modo, se in bilancio al 31/12/n sono riportati titoli per un certo valore, si può essere certi che le quotazioni di borsa di ciascun titolo sono disponibili e attendibili al 31/12/n.

Lezione 5 - Il fair value

Cosa implica il requisito della controllabilità secondo la normativa italiana?

Secondo la controllabilità la risorsa deve essere controllata dall’azienda. Questo significa che l’azienda deve possedere la risorsa. Esempio: se la società Alfa spa affitta un edificio della Beta srl, quell'edificio non è voce dell’attivo dell’azienda Alfa.

Cosa prevedono i principi contabili internazionali riguardo al requisito della controllabilità?

I principi contabili internazionali prevedono la possibilità di valorizzare le attività aziendali al loro valore di mercato, perché sia disponibile una sua valutazione credibile. In caso contrario, la valorizzazione avviene al costo.

Quali sono i motivi per cui la valorizzazione delle attività aziendali è fondata sul criterio del costo storico, invece che sul valore di mercato?

Il valore di mercato è difficile da stimare, ed è soggettivo, mentre il costo storico è oggettivo. Inoltre il principio di going-concern riduce la necessità di conoscere il valore di mercato di molti beni, essendo questi usati per l’attività aziendale futura e non destinati alla vendita.

Lezione 6 – Tipologie di attività e passività del bilancio

A cosa si riferisce il requisito del valore economico dell’attività?

La seconda condizione per l’iscrizione di una risorsa tra le attività è che essa abbia un valore per l’azienda. Le rimanenze di merci, prodotti, materie prime, ecc. per le quali non è più possibile attribuire un valore, se non quello nullo, non sono iscrivibili come attività. Analogamente, se un macchinario non è ormai più funzionante e non è più riparabile, ha valore nullo e dunque non può far parte dell’attivo dello stato patrimoniale. Se prendiamo in considerazione un’azienda che vende vestiario, non possono essere considerati parte dell’attivo i seguenti elementi, anche se posseduti dalla società stessa:

  • Gli abiti che nessuno comprerebbe perché fuori moda (in questo caso, si attribuirebbe valore nullo a tali attività).
  • Un registratore di cassa che non funziona o non è più riparabile (anche in questo caso, il suo valore è nullo, dunque non compare tra le attività nello stato patrimoniale).

A cosa si riferisce il requisito del costo misurabile dell’attività?

La terza condizione per l’iscrizione di una risorsa tra le attività, prevede che alla risorsa sia associabile un costo misurabile. Questo implica che qualunque risorsa l’azienda abbia a disposizione, per la quale non sia possibile esprimere la misura del costo, questa non può essere inserita tra le attività dello stato patrimoniale. Ad esempio, se la società Alfa si fosse costruita nel tempo un’eccellente reputazione per l’alta qualità dei propri prodotti, la sua contabilità non valorizzerebbe questa reputazione, che dunque non farebbe parte del suo attivo, nonostante un potenziale valore di milioni di euro.

Quali tipi di attività possono essere iscritti nello stato patrimoniale?

I requisiti affinché un’attività possa essere iscritta nello stato patrimoniale sono da individuarsi nella controllabilità della risorsa da parte dell’azienda, nella possibilità di attribuire in questione un valore economico e nella circostanza in cui sia possibile associare alla risorsa un costo misurabile.

Come si definiscono le attività correnti e le attività immobilizzate?

Le attività che possono essere iscritte nello stato patrimoniale sono:

  • Attività correnti che comprendono la cassa e altri beni o diritti (ad esempio le rimanenze ed i crediti) che si possono trasformare in contanti nel breve termine, ossia, per convenzione, entro un anno.
  • Attività immobilizzate che comprendono beni ed i diritti che si utilizzano per un periodo illimitato e che non è possibile destinare alla vendita e monetizzare nel breve termine. Questi beni costituiscono investimenti di lungo periodo.

Cosa sono le passività consolidate?

Le passività consolidate saranno esigibili al medio-lungo periodo, convenzionalmente oltre l’anno. Ciò significa che, in presenza di tali passività, l’azienda dovrà rimborsare dei finanziamenti (o saldare dei debiti) oltre i 12 mesi. Ad esempio, un mutuo passivo della durata di 15 anni sarà saldato a rate, anno per anno, costituendo così una passività consolidata.

Come viene considerato il patrimonio netto?

Il patrimonio netto, pur non rappresentando una passività, ha normalmente una permanenza in azienda pluriennale se non addirittura a tempo indefinito. Perciò esso è paragonabile alle passività consolidate.

Lezione 7 – L’indice di disponibilità e il patrimonio netto

Cosa esprime l’indice di disponibilità?

Mediante il rapporto attivo corrente/passivo corrente si ottiene una misura della liquidità dell’azienda, ovvero dalla sua capacità di far fronte agli impegni finanziari di breve termine. Questo indice, prende il nome di indice di disponibilità.

Come si può interpretare un indice di disponibilità parti a 2,5?

Un indice di liquidità pari a 2,5 indica che la società, nel breve termine, attraverso la monetizzazione dei beni destinati alla vendita e l’incasso dei crediti in scadenza (entro i 12 mesi), avrà a disposizione risorse finanziarie pari a più del doppio valore delle passività correnti che diventeranno esigibili, ossia dei debiti che dovrà pagare. Il valore 2,5 indica una situazione non rischiosa.

Come si può interpretare un indice di disponibilità parti a 0,7?

Nel caso in cui la società Alfa presentasse un valore inferiore a 1, l’azienda sarebbe in una situazione altamente rischiosa. A fronte di quel valore, la società non sarebbe in grado di far fronte, nel breve termine, al pagamento delle passività in scadenza mediante il ricorso alle proprie attività monetizzabili.

Da quali elementi è composto il patrimonio netto?

Il patrimonio netto è costituito dall’insieme delle fonti di finanziamento che non rappresentano debiti verso terzi (passività), bensì diritti vantabili della proprietà. Il patrimonio netto si compone in due parti:

  • Il capitale versato dai soci. È il capitale fornito dai proprietari dell’azienda (ad esempio dagli azionisti di una società per azioni).
  • Le riserve di utile accumulate nel tempo e non distribuite ai soci. Questa parte corrisponde a profitti trattenuti dall’azienda nel corso degli anni, e rappresenta quanto resta in azienda dopo l’eventuale distribuzione dei dividendi agli azionisti.

Lezione 8 – Patrimonio netto, passività e fonti permanenti

Cos’è il capitale circolare netto?

La parte di attività circolanti non finanziata delle passività correnti è detta capitale circolare netto (CCN). Il capitale circolare netto, si ottiene dalla differenza fra attività circolanti e le passività correnti.

Quali sono le fonti permanenti di capitale?

Le fonti permanenti di capitale sono la somma di passività consolidate e del patrimonio netto.

Come sono rilevati gli elementi del patrimonio netto nelle imprese individuali?

Nelle imprese individuali, dove la proprietà è di un’unica persona, il termine capitale netto viene utilizzato come sinonimo di patrimonio netto e include sia il capitale versato, sia gli utili non prelevati.

Come sono rilevati gli elementi del patrimonio netto nelle società di persone?

Nel caso delle società di persone, il capitale di ciascuno dei soci sarà indicato separatamente (al momento della rilevazione contabile) e include anche la quota di utili non prelevati.

Come sono rilevati gli elementi del patrimonio netto nelle società per azioni?

Nel caso di società per azioni, i proprietari sono gli azionisti, i quali partecipano al capitale aziendale acquisendo il diritto ai dividendi.

Lezione 9 – La struttura finanziaria

Perché si ritiene che il debito di finanziamento sia una fonte più rischiosa rispetto al capitale sociale?

L’azienda ha obblighi ben precisi nei confronti dei propri obbligazionisti: il pagamento degli interessi periodici previsti dal titolo e il rimborso del capitale (valore nominale) alla scadenza del prestito. Se la società non paga gli interessi o il capitale alla scadenza, gli obbligazionisti potrebbero costringerla al fallimento. Quindi, l’emissione di obbligazioni è un metodo più rischioso e vincolante di raccolta del capitale per la società, rispetto alle azioni. Questo significa che il debito di finanziamento è una fonte di capitale più rischiosa rispetto al capitale sociale.

Perché per una società l’emissione di titoli azionari rappresenta una fonte di capitali più costosa e a rischiosità più bassa rispetto ai prestiti obbligazionari?

Dal punto di vista dell’investitore, investendo in azioni essi si assumono un rischio maggiore rispetto a quando investono in obbligazioni, perché non sono certi di ricevere né i dividendi né il rimborso del loro investimento. A fronte del diverso rischio per l’investitore, sussiste anche un diverso costo delle due modalità di finanziamento. Per esempio, se le obbligazioni si una società hanno un tasso di interesse del 7%, gli investitori acquisteranno le sue azioni solo se prevedono che il loro rendimento sia notevolmente superiore al 7%. Dunque tornando al punto di vista della società, le azioni costituiscono una fonte di capitale più costosa delle obbligazioni, ma a rischiosità più bassa.

Quali sono gli effetti di un indebitamento finanziario molto alto?

Una società rischia di fallire se ha una proporzione troppo elevata di debito di finanziamento. Se ha una proporzione eccessiva di capitale sociale, però, paga un costo inutilmente elevato per il proprio capitale permanente. Una società che utilizza una porzione elevata di indebitamento finanziario rispetto al capitale proprio, affronta un effetto leva finanziaria elevato. Se questa società non si trova in difficoltà finanziarie, avrà un rendimento elevato per i suoi azionisti.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Crikia95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi di bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Caserio Carlo.
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