Analisi dello stato patrimoniale
Le riclassificazioni dello stato patrimoniale (SP) sono preordinate all’analisi della struttura qualitativa e quantitativa delle fonti e degli impieghi, nonché alla verifica della loro coerenza reciproca.
- Gli impieghi corrispondono all’attivo e rappresentano il fabbisogno finanziario totale di un’azienda in un determinato istante.
- Le fonti corrispondono al totale del passivo e rappresentano i mezzi di copertura del fabbisogno.
L’equilibrio patrimoniale è la capacità di bilanciare opportunamente la consistenza e la composizione delle fonti con la consistenza e la composizione degli impieghi.
Criteri di riclassificazione
- Finanziario: le poste patrimoniali attive e passive sono classificate in relazione alla tempistica che impiegheranno per tradursi rispettivamente in entrate o in uscite di cassa.
- Pertinenza gestionale: destinazione e funzione delle attività e delle passività; separazione di impieghi e fonti relativi alla gestione caratteristica o operativa da quelli relativi alla gestione extra-caratteristica.
Criterio finanziario di analisi dello stato patrimoniale
Per verificare la capacità dell’impresa di mantenere l’equilibrio tra fonti ed impieghi sia nel breve (solvibilità) che nel medio-lungo termine (solidità), si riclassificano le poste secondo la loro attitudine a tradursi più o meno velocemente in entrate/uscite di moneta.
L'attivo
Le attività sono esposte in base alla probabilità decrescente di trasformarsi in entrate di cassa (grado di liquidità):
- Attività correnti: danno luogo ad un flusso di liquidità in entrata entro i dodici mesi successivi alla data di chiusura di bilancio. Esse si suddividono in:
- Liquidità immediate (quali cassa, c/c bancari attivi, titoli di elevata liquidità e facile negoziabilità)
- Liquidità differite (quali crediti verso clienti al netto del fondo svalutazione, altri crediti a breve netti e ratei attivi)
- Disponibilità (coincidenti con le rimanenze di magazzino e con i risconti attivi, per la parte che si trasformerà in numerario entro i successivi dodici mesi)
- Attività fisse (o attività immobilizzate): si convertono in entrate di cassa dopo il dodicesimo mese successivo alla chiusura dell’esercizio. Esse si suddividono in:
- Immobilizzazioni immateriali nette (al netto dei fondi ammortamento e svalutazione)
- Immobilizzazioni materiali nette (al netto dei fondi ammortamento e svalutazione)
- Immobilizzazioni finanziarie (al netto di eventuali fondi svalutazione)
Il passivo
Le passività sono esposte in base ad un criterio di esigibilità decrescente.
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