Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

quanto sia importante la scelta del carattere.

I caratteri serif su un manifesto sono molto più visibili; esempio di Esso deve

sbalzare bene sullo sfondo. Un carattere nuovo dà un aspetto nuovo al testo: può danneggiare, può essere al contrario una ragione

di successo.

18 – 11 – 2014

Il cambiamento di carattere nel titolo del The Times rende la scritta maggiormente leggibile.

Il carattere Futura è stato creato non ripercorrendo assolutamente la storia della fotografia, perché ne sottovaluta la leggibilità al

lettore. Invece il creatore del Garamond ha come caposaldo del proprio pensiero creativo il fatto di rendere facile la lettura al

destinatario, perché se non si ha facilità di lettura si potrebbe non voler più leggere quel determinato giornale.

L’Helvetica è una creazione della scuola italo­svizzera, è un re­design a partire dal futuro. Come l’Arial, è uno dei caratteri che

sfonda nella quotidianità odierna. È stato un miglioramento di un carattere creato nel 1876 da una tipografia tedesca. In molti

programmi è un carattere di default. La caratteristica di questo font è che non è così rigido come il Futura: ha questo aspetto di

ingraziarsi il pubblico tramite qualche “vezzo”, come nella gambina della r.

L’Optima è l’unico vero carattere assolutamente inventato, da un tedesco. È un caso interessante: tecnicamente non ha nessuna

grazia, ma essendo che non è composto da “bastoncini”, viene posto come classificazione a metà tra i font che hanno grazia e i font

che non ne hanno. Tutti gli spessori sono studiati punto a punto, ha un’ottica classicheggiante pur non avendo neanche un dettaglio

appartenente a quella estetica. È utilizzato nei libri d’arte e di poesie, dove l’attenzione al carattere è particolarmente delicata.

Un modo per scegliere i caratteri è non tanto prendere una parola, ma prendere un’intera pagina scritta e cambiarle il carattere per

notare che impressione la differenza di leggibilità ed aspetto che ne si riscontra.

Lasciare un ampio margine a sinistra ed un ampio margine a sinistra ed un ampio margine a destra. Il professore non ama il

giustificato, per l’irregolarità nella spaziatura che ogni riga ha per mantenere lo stesso bordo a destra e a sinistra.

L’utilizzo di caratteri che infittiscano la pagina (come Arial Narrow) possono essere utili ad esempio quando si devono dare

informazioni la cui leggibilità sia un aspetto però secondario: le informazioni su un prodotto in offerta su un volantino al supermercato

ad esempio, perché l’importante è il prezzo, oppure le clausole di un contratto assicurativo, ove, quasi per “imbrogliare”, una scritta

fitta fa in modo che il firmatario non legga il contratto prima di firmarlo.

I caratteri Arial, Verdana, Helvetica… si trovano molto spesso nelle pagine internet: questo per l’idea che il lettore legga poco, e

quindi si possa utilizzare un carattere senza grazia –anche perché quest’ultimo, in compresenza di immagini, risalta maggiormente

rispetto ad un carattere con le grazie.

Mettere sempre il numero di pagina.

I testi americani hanno o non hanno un rientro ad inizio capoverso; i testi italiani di norma li hanno (media: 0,2). Gli americani

pongono però uno spazio di battuta tra un capoverso e l’altro: pongono un corpo vuoto (di grandezza 6 o 12) per differenziarli. I

tedeschi mettono due spazi dopo ogni punto fermo all’interno di ogni capoverso.

Anche la carta è molto importante: il contrasto tra inchiostro nero e superficie su cui è stampato. Il nero risalta maggiormente su

carta color crema che su carta bianca.

Come non far saltare l’immagine in un testo?

Tesina come narrazione visivo­verbale: le immagini devono essere parte della narrazione.

La tesina deve avere almeno 4 immagini. Porre immagini decorative è inserire un elemento di cornice, non un elemento di

narrazione. Le immagini devono dire qualcosa. Innanzitutto, quando si mette una foto, la si pone nell’esatto punto in cui se ne parla.

Se le foto rappresentano un evento in sequenza (4 fotogrammi di una situazione) è fondamentale la loro disposizione ed il loro

ordine: molto buono è porle in una griglia con una croce in mezzo perché sia facilmente ricavabile dal lettore la sequenza temporale.

Si possono anche porre un’immagine in una pagina, e il testo in quella a fianco –e così per 4 volte di fila. In questo modo si crea una

sequenza quasi filmica che permette di ricostruire l’evento.

non bordature,

Il professore ama le né delle immagini né della pagina. Il bordo complica la combinazione pacifica tra testo e

immagine, complica il trovare un compromesso visivo compatibile al fruitore.

splendori assoluti le opere di Edward Tufte.

Dal punto di vista grafico sono due

Fotografie di strada. Spesso cercano di mostrare le strade con le persone al loro interno. C. Scott, Street Photography –

In questo libro le pagine nel loro insieme costituiscono un’architettura: il margine sinistro

From Atget to Cartier Bresson.

della pagina destra corrisponde al margine destro della pagina sinistra e viceversa, creando un gioco non usuale. Essendo un libro di

fotografia, si lascia ad essa grande posto in mezzo al testo. Le foto qui inserite testimoniano la storia della fotografia. La maggior

parte dei fotografi italiani famosi fotografano in bianco e nero, preferendolo al colore. Una foto dev’essere fatta invece al massimo

livello tecnico possibile nel momento dello scatto; fino alla foto digitale i colori erano molto più instabili e ciò giustifica l’utilizzo del b/n,

ma ora no. Usare il bianco e nero è privare di alcuni dettagli l’immagine creata, originariamente a colori. Questo libro ha molto più

testo rispetto alle fotografie inserite pur essendo un libro di fotografie: ciò ha come effetto il fatto che le foto emergono un sacco.

Su 6 pagine massimo 4 foto. Proprio per questo motivo.

19 – 11 – 2014

E. Tafte fa degli esempi sui grafici. Perché conviene trasmettere informazioni con grafici e quanta informazione si riesce a

trasmettere tramite essi anziché tramite scritto?

Yu ji tu (I sentieri di Yu) è una mappa della Cina di mille anni fa. Poniamo a confronto l’immagine con una mappa della Cina fatta da

mappe geografiche

National Geographic. Le sono i primi grafici esistenti . Senza didascalie o informazioni pregresse, è impossibile

migliaia di dati desumibili a colpo d’occhio,

leggere una mappa. Ogni mappa contiene decine di al contrario degli stessi dati

scritti in forma verbale che occuperebbe svariate righe ed accattiverebbe molto meno il lettore, che difficilmente scorrerebbe tutte le

righe per leggere le informazioni. Talvolta i grafici imbrogliano su come presentano le informazioni: un grafico fatto scorrettamente

induce a pensare cose che non corrispondono al reale (esempio: un grafico pubblicato dal New York Times nell’8 agosto 1978, che

lamentando la diminuzione del turismo pone in confronto gli incassi delle agenzie di viaggio dei precedenti tre anni e dell’ultimo

mezzo anno, con l’ovvio risultato che l’incasso di metà anno risulti inferiore ma solo chi si sofferma a comprendere che è metà anno

ne capisce la sproporzione).

Tafte prende ad esempio anche un catalogo d’asta di opere di Giacometti che vuole documentare le diverse grandezze dei diversi

pezzi; questo perché molte aste hanno anche la possibilità di acquisto tramite telefono e quindi tramite catalogo si dà la possibilità

agli astanti di vedere ciò che possono comprare. La realizzazione del catalogo è affidata ad un designer, il che conferisce ad esso

stesso una sua artisticità: elemento molto importante quest’ultimo, perché chi è sensibile all’arte è più invogliato all’acquisto trovando

una “soglia” d’asta che sia essa stessa artistica. il

Molto importante nella creazione del grafico sono gli elementi da inserire al suo interno: Tafte segue il principio secondo cui

grafico è tanto migliore quanto è meno inchiostrato. Ad esempio uno degli elementi che alleggerisce molto il grafico è l’assenza

di cornice, il colore è fondamentale nel far balzare all’occhio le differenze –rispetto al bianco e nero.

Il fiume del rock. Grafico che illustra da quando comincia il rock (anni ’50) le vendite negli USA dei dischi rock fino agli anni ’60 circa;

modo molto carino di mostrare il successo della musica rock negli Stati Uniti, oltre a catalogarne la storia iniziale descrivendo quali e

quanto hanno venduto in quegli anni.

Tafte esamina due tipi di grafici: il primo estremamente positivo, ovvero relativo alla causa del colera, che mostra come un grafico

ben fatto ha consentito di capire un elemento fantastico, il secondo estremamente negativo, ovvero che mostra come un grafico fatto

male abbia causato la sottovalutazione del problema e la morte di svariate persone.

minimizzare le distrazioni visive,

Tafte segue due principi: (1) come le cornici ad esempio, ma anche informazioni aggiuntive

il bisogno di multipli confronti di un dato di statistica,

superflue, e (2) altrimenti non vale la pena fare un grafico perché esso

mostrare i dati nel più limitato spazio possibile

vive del confronto. È necessario inoltre perché sia comprensibile in un unico colpo

d’occhio, inserire in maniera coerente i dati al suo interno e che essi siano confrontabili ad occhio senza bisogno di una lettura per

capirne il significato.

24 – 11 – 2014

Principi grafici Tafte:

secondo

­ minimizzare le distinzioni visive (cornici)

­ la statistica ha bisogno di multipli, di confronti… molti dati

­ non bisogna distorcere i dati

­ presentare i dati in uno spazio il più piccolo possibile

­ disporre i dati in maniera coerente

­ confrontare i dati con l’occhio senza leggere

­

linguaggio iconico

Il è un mini­linguaggio noto a tutti.

Otto Neirath: voleva trovare una lingua che andasse bene per tutte le scienze. Costruisce una lingua basata su icone (basic iconic

language), il problema è che l’icona di una casa, moto, ecc cambia nel tempo. Le parole dividono, le immagini connettono.

Come si forma un’icona? Rappresentando quelli che sono i tratti più caratteristici di un elemento.

Il problema delle icone è che molte volte cambia l’elemento in essa rappresentato: l’oggetto cambia nel corso del tempo.

Simbolizzazione del nome del produttore (come quella di Dolce & Gabbana o Giorgio Armani) può essere una modalità di firma,

così come l’utilizzo di un simbolo non riferito a nomi (il coccodrillo della Lacoste). Oppure produzione di qualcosa di astratto, non

riconducibile a nulla (come il logo della BMW).

È fondamentale la riconoscibilità di un simbolo: il cavallino della Ferrari, sebbene ora celeberrimo, è ad esempio più difficilmente

riconoscibile

un linguaggio basato su immagini rende le cose più comprensibili alle persone sebbene sia complicato da costruire. Ma

Isotype:

come il linguaggio verbale cambia con il mutare degli oggetti, anche le icone è necessarie che lo facciano.

logo di un tipo:

Il vuole riprodurre un’unicità distingue una casa produttrice da tutte le altre, come le macchine BMW ad esempio

dalle macchine Fiat. trasmettere informazione visiva:

Il punto della comunicazione visiva è quello di mostrare direttamente oggetti ed elementi che

direttamente non sarebbero altrimenti visibili. Un esempio è il catalogo ad esempio di un negozio di borse: sfogliandolo, si è già in

grado di stabilire prima di vederle dal vivo se e quali borse si desidera acquistare.

comunicazione realistica:

La comunicazione visiva è una vuole trasmettere informazioni visive, e nulla trasmette informazioni visive

meglio di un’immagine.

immagini artistiche

Le sono un caso sperimentale ma interessante: non hanno la funzione comunicativa delle immagini standard,

immagini che noi consumiamo, ovvero usiamo per ricevere una certa informazione e, in senso metaforico, dopo averle utilizzate le

“buttiamo via”. Questo fa sì che le immagini che usiamo, così come le parole, sono immagini standard. Le immagini non trasmettono

valori simbolici, bensì trasmettono quello che mostrano.

due linee principali

Ci sono su cui ci si muove :

• specchio . Immagine che cerca di dare il massimo numero di dettagli. Molte immagini, fotografie, hanno un aspetto

speculare: mostrano moltissimi dettagli. Ciò vale sia una fotografia sia per i dipinti: alcune opere del ‘500­‘600 riproducono

ad esempio tessuti e altri elementi piccoli avendo cura del dettaglio.

• mappa . Dà alcuni elementi come punti di riferimento, per dare una stima di un elemento (ad esempio: l’Italia è uno stivale).

Informazione schematica per comprendere come sia fatto un elemento.

la comunicazione visiva non ha un codice, non ha una sintassi:

Un problema è che non è una lingua come i linguaggi verbali.

Traendo ad esempio la Colonna Traiana: Traiano ad esempio, eroe della storia, compare in più punti. In questo modo abbiamo

un’evoluzione temporale, ed il fatto che egli compaia più volte consente di periodizzare la rappresentazione facendoci capire che non

si tratta dello stesso momento. Persepoli: capitale religiosa dell’impero Persiano, per il capodanno Persiano convergevano lì tutti i

capi dei popoli assoggettati a rendere omaggio all’imperatore. La cosa unica di Persepoli è la processione che si verificava: una è

rappresentata in un bassorilievo, la cui particolarità è che sul lato sinistro essa è rappresentata da un punto di vista sinistro rispetto

all’evento, sul lato destro è rappresentata da un punto di vista destro rispetto all’evento.

Nella comunicazione visiva è di default la preferenza per il realismo.

Di fronte a un’immagine c’è illusione ma non inganno: chiaramente ora è possibile fare fotomontaggi.

Utilizzo della pubblicità: che cosa si può fare mostrando una persona? Da un lato essa può essere riconoscibile (pubblicamente),

generalmente per la fama di essa (se quella tal persona ad esempio veste Armani) la pubblicità può attecchire. Le foto pubblicitarie

sono spesso ritoccate per mostrare una persona senza difetti.

25 – 11 – 2014

Forma, funzione e simbolo, teoria di Hager.

Teoria psicologica della percezione.

Quello che noi percepiamo non è semplicemente “la somma di pezzi” che percepiamo.

Raggruppamento e strutturazione degli elementi presenti.

Organizzazione di ciò che si percepisce viene prima della legenda, e non è l’aggiunta di un elemento percepibile.

Noi abbiamo non soltanto cinque sensi che ci informano un po’ su quel che accade a noi un po’ sull’ambiente esterno, ma anche una

percezione al di là dei sensi (esempio: sappiamo sempre dove sia la nostra testa, grazie a dei labirinti interni alle nostre orecchie che

ci fanno percepire la posizione della nostra testa).


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

7

PESO

163.49 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher viola.valeriani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi della comunicazione visiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Leonardi Paolo.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Analisi della comunicazione visiva

Riassunto esame Analisi della Comunicazione Visiva, prof. Leonardi, libro consigliato L'Architettura della Città, Rossi
Appunto
Riassunto esame brevi di Analisi della comunicazione visiva, prof. Leonardi, libro consigliato Il nuovo museo, Origini e percorsi, Ribaldi
Appunto
Riassunto esame Pedagogia, prof. Moscato, libro consigliato Il Viaggio Come Metafora Pedagogica
Appunto
Riassunto esame storia contemporanea, prof. Daniela Calanca, libro consigliato Bianco e nero - l'istituto Nazionale Luce e l'immaginario del fascismo (1924-1940)
Appunto