Analisi della comunicazione visiva
Osservazione e percezione delle immagini
Vedere diretto è un’azione come l’impressione che essa suscita. Esempio ne è la differenza di reazione che ottiene un racconto scritto e un video o insieme di foto avente lo stesso contenuto. Di fronte alle immagini la realtà è innegabile, di fronte alle parole è diverso.
Un evento più è “irrimediabile” più è di assoluta guardabilità: è questo il caso dei goal durante le partite sportive ed anche il caso dei suicidi durante il crollo delle torri gemelle a New York, durante l’incendio delle quali molte persone pur di non morire bruciate si sono gettate dalle torri, e tutto ciò è rappresentato in un film.
Caratteristiche del testo
Il testo è un oggetto visivo. Che caratteristiche deve avere? Innanzitutto un testo ha un autore. Può essere un testo redatto interamente da un autore, oppure un testo che raccoglie diversi pezzi di ulteriori testi: in quest’ultimo caso è a cura di. Ogni testo ha quindi o un autore o un curatore. Un testo mostra il proprio autore, come egli vuole che gli altri lo vedano.
“Il testo è un oggetto feticcio mi sceglie attraverso una serie di schermi invisibili il vocabolario, i riferimenti e dietro al testo c’è sempre l’altro, l’autore nel testo desidero l’autore, ho bisogno della sua figura, che non è né la sua rappresentazione e lui ha bisogno della mia”. Quando noi leggiamo un testo, è un modo per entrare in contatto con l’autore.
È necessario porre il testo in una forma estetica accattivante specialmente per la prima lettura, la più importante, per la leggibilità del testo, forma di rispetto per il lettore di esso da parte dell’autore.
Elementi fisici e visibilità
La dimensione dei caratteri si chiama corpo; ciò dà l’idea della fisicità della scrittura, di come essa è un elemento che si vede. Altro elemento fisico importante è la carta, la sua qualità e l’orientamento di stampa. Per un PowerPoint il corpo minimo è 20, per assicurare la visibilità del testo anche a chi è più lontano. La misura ideale è 28-32 ma il rischio a spezzettare troppo un testo è di minarne la comprensibilità. Molto importante è il contrasto del testo sulla pagina: nero su bianco è certamente il più evidente, grigio chiaro su grigio scuro o viceversa ad esempio è difficilmente comprensibile, quasi irritante per chi deve leggerlo.
Qualunque testo ha un inizio e una fine, elementi marcati in qualche modo.
Importanza delle immagini
Quasi tutti i testi oggigiorno hanno delle immagini: i libri bestseller ora hanno addirittura la copertina in rilievo, ottenendo un’immagine tridimensionale. Il frontespizio non è la copertina: è, solitamente alla quinta pagina, quando si trova autore, titolo, editore, anno dell’editore...
Per una tesina come si fa un frontespizio? Autore, nome del corso per il quale è redatta... Si può scrivere o non scrivere il corso cui essa è riferita, così come in un libro si può scrivere o non scrivere se esso sia un romanzo, un saggio o altro. L’immagine può essere sia strettamente connessa al contenuto, sia attinente ad esso ma soprattutto con funzione invitante. Come il titolo ha una funzione: attirare l’attenzione, anticipare ciò che seguirà.
Titoli e sottotitoli
L’indirizzo si dà sempre: che sia “Note sulla Ragion critica di Kant”, per un proprio libro di appunti, oppure un indirizzo più specifico. Il titolo migliore consta di una parola sola. Teoria che ha il professore: Proveniente da un mercanteggiamento dei singoli punti che il testo che segue ha. Si può giocare tra titolo e sottotitolo. Il titolo ha un punto solo: il sottotitolo ci introduce più ampiamente.
Altro elemento importante è l’indice. Un titolo composto da due sintagmi può (1) attirare la curiosità con il primo sintagma e (2) dare una sorta di spiegazione-anticipazione del testo che segue nel secondo sintagma. “Titologia”. Il titolo deve assolvere funzioni precise: (1) designazione primaria del libro-testo cui si riferisce. Il titolo è il tramite di seduzione tra autore/editore e lettore.
Comunicazione visiva e pubblicità
Per costruire una narrazione di immagini e testo è fondamentale la dimensione e posizione delle immagini, la loro sequenza, la loro relazione con il testo, la presenza o meno di una didascalia (che costituisce un link tra immagine e testo). Immagini gratuite o non gratuite? Pensando alla pubblicità: perché una bella donna di fianco ad un automobile, ad uno scooter, o quando si tratta di vendere delle scarpe?
Per cercare di “dare un colpo basso” a chi guarda la pubblicità: interessa lo spettatore per un lato erotico che spesso però l’oggetto pubblicizzato non ha. Queste sono quindi per la maggior parte immagini gratuite.
Immagini nei giornali
Il giornale utilizza immagini del disastro, che mostrano l’effetto non il disastro in accadimento. Ora grazie al fatto che molti lettori possono inviare foto ai giornali, la situazione sta “migliorando”, nel senso che alcuni eventi riescono ad essere ritratti durante il loro svolgimento. Ma alcuni episodi sono volutamente oscurati, come le immagini di guerra, scattate solo da fotografi freelance, quindi non embedded, perché ai giornalisti assicurati e mandati dalle riviste-giornali è vietato ritrarre determinate situazioni.
I freelance indipendenti vanno per proprio conto rischiando rapimenti e/o morte.
Scelta del carattere
Altro elemento importante: nelle soglie si inserisce la data. Si ha l’impressione di un’edizione clandestina quando non compare la data su un manoscritto. Importante è la scelta del carattere. I caratteri serif su un manifesto sono molto più visibili; esempio di quanto sia importante. Esso deve sbalzare bene sullo sfondo.
Un carattere nuovo dà un aspetto nuovo al testo: può danneggiare, può essere al contrario una ragione di successo.
Caratteri tipografici
Il cambiamento di carattere nel titolo del The Times rende la scritta maggiormente leggibile. Il carattere Futura è stato creato non ripercorrendo assolutamente la storia della fotografia, perché ne sottovaluta la leggibilità al lettore. Invece il creatore del Garamond ha come caposaldo del proprio pensiero creativo il fatto di rendere facile la lettura al destinatario, perché se non si ha facilità di lettura si potrebbe non voler più leggere quel determinato giornale.
L’Helvetica è una creazione della scuola italo-svizzera, è un re-design a partire dal futuro. Come l’Arial, è uno dei caratteri che sfonda nella quotidianità odierna. È stato un miglioramento di un carattere creato nel 1876 da una tipografia tedesca. In molti programmi è un carattere di default. La caratteristica di questo font è che non è così rigido come il Futura: ha questo aspetto di ingraziarsi il pubblico tramite qualche “vezzo”, come nella gambina della r.
L’Optima è l’unico vero carattere assolutamente inventato, da un tedesco. È un caso interessante: tecnicamente non ha nessuna grazia, ma essendo che non è composto da “bastoncini”, viene posto come classificazione a metà tra i font che hanno grazia e i font che non ne hanno. Tutti gli spessori sono studiati punto a punto, ha un’ottica classicheggiante pur non avendo neanche un dettaglio appartenente a quella estetica. È utilizzato nei libri d’arte e di poesie, dove l’attenzione al carattere è particolarmente delicata.
Un modo per scegliere i caratteri è non tanto prendere una parola, ma prendere un’intera pagina scritta e cambiarle il carattere per notare che impressione la differenza di leggibilità ed aspetto che ne si riscontra.
Formattazione e margini
Lasciare un ampio margine a sinistra ed un ampio margine a destra. Il professore non ama il giustificato, per l’irregolarità nella spaziatura che ogni riga ha per mantenere lo stesso bordo a destra e a sinistra.
L’utilizzo di caratteri che infittiscano la pagina (come Arial Narrow) possono essere utili ad esempio quando si devono dare informazioni la cui leggibilità sia un aspetto però secondario: le informazioni su un prodotto in offerta su un volantino al supermercato ad esempio, perché l’importante è il prezzo, oppure le clausole di un contratto assicurativo, ove, quasi per “imbrogliare”, una scritta fitta fa in modo che il firmatario non legga il contratto prima di firmarlo.
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