Analisi della città e del territorio
Barcellona nel XIX secolo
Barcellona è riccamente densa nel XIX secolo, con 860 abitanti per ettaro e punte di 1700 abitanti per ettaro. In confronto, Parigi aveva 714 abitanti per ettaro, la City di Londra 400 e Berlino 200. Un impedimento di costruire attorno a un raggio di 10 km dalle mura fu imposto da Filippo V a Madrid nel 1700, portando a un tasso di mortalità elevato, condizioni igieniche scarse, difficoltà di circolazione e scarsa funzionalità urbana.
Nel 1854 le mura vengono abbattute. L'ingegnere Cerdà, nel XIX secolo, effettua un rilievo topografico. Rovira y Trias e Cerdà vincono il concorso per l'ampliamento della città: in teoria, la maglia regolare si traduce in uguaglianza sociale. La maglia rettangolare si oppone allo sviluppo radiale, dove i nodi sono gli edifici/spazi di funzione pubblica e il tracciato delle mura è il fulcro. Si ribadisce la separazione topografica dei ceti, con il centro di stampo neoclassico (regolare e simmetrico) riservato al ceto alto.
Progettazione urbanistica di Cerdà
Gli isolati (manzana) sono quadrati, di 113 metri di lato, con gli angoli smussati per creare piazze. Le strade ordinarie sono larghe 20 metri, mentre gli assi principali misurano 60-80 metri. In teoria, due terzi dell'isolato non sono edificati ma dedicati a giardini, con una densità prevista di 250 abitanti per ettaro. In pratica, invece, tutti i tre terzi sono edificati. La via è lo spazio del moto, mentre l'intervia è lo spazio della quiete, secondo l'interpretazione spaziale di Cerdà (strada/casa).
Urbanizzazione secondo Cerdà
Urbanizzazione è l'atto che tende a raggruppare costruzioni e a regolarne il funzionamento. È l'insieme dei principi che vanno applicati per raggiungere uno status di benessere individuale e pubblico. La "Teoria generale della urbanizzazione" di Cerdà (1867) si basa su:
- La città è il contenente (l'organismo);
- Il contenuto (membra) (popolazione) dà continuità all'organismo;
- Il rapporto tra contenente e contenuto si esprime con il funzionamento;
- Il funzionamento va valutato sulle implicazioni di cambiamento del contenente e del contenuto.
Metodo: basato su dati statistici, prevede:
- Analisi del contenente: caratteristiche climatiche/topografiche, piazze nodi, piani, alzati rapporto tra interno ed esterno;
- Analisi del contenuto: censimento, dati statistici, isolato per isolato;
- Rapporto tra contenuto e contenente, con approfondimento su una parte della popolazione.
Teoria urbanistica di Gaston Bardet
Gaston Bardet è un teorico dell'urbanistica culturalista, interessato a tematiche sociali e alienazione. La sua teoria si basa sulla distinzione tra civitas (comunità di cittadini) e urbs (città fisica). Bardet sostiene che l'intervento sulla città debba partire dalla civitas e tendere verso l'urbs, contrariamente alla tendenza dei suoi coevi.
Il tessuto urbano è costituito da vari edifici e funzioni che formano una trama variabile in relazione alla scala dimensionale. La sua conoscenza è fondamentale per l'intervento urbano. Per analizzare il tessuto urbano si utilizzano:
- Censimenti statistici e dati catastali (topografia sociale notturna);
- Inchieste e sopralluoghi (topografia sociale diurna).
L'aspetto formale della città deve originare dalle necessità sociali, dalle comunità e dai raggruppamenti umani, e non dalla geometria, muovendosi dalla civitas verso l'urbs.
Topografia e zoning
La topografia è la scienza che studia gli strumenti ed i metodi operativi per ottenere una rappresentazione grafica di una parte terrestre. La topografia sociale studia il territorio con attenzione alle relazioni tra i gruppi e gli individui sociali. Lo zoning è la tendenza a specializzare funzionalmente le aree urbane.