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Double Indemnity - 1944: La fiamma del peccato

Film che viene girato nel corso del 1943, distribuito nell’anno successivo nel 1944. Parlare della Fiamma del peccato implica necessariamente parlare di un genere cinematografico preciso: il Noir.

Il processo creativo di Billy Wilder

Nel 1943 Wilder non ha ben chiara l’idea di girare un film di genere noir, pensava invece di girare un musical, un genere decisamente agli antipodi. Sembra che la sua ispirazione provenga da un film girato in quello stesso periodo che è “Fascino” di Charles Vidor, musical molto sontuoso. Tuttavia Wilder si rende conto che un musical firmato da lui, tutto sommato ancora un giovane regista, non avrebbe potuto competere con musical come Fascino e gli altri film prodotti proprio in quegli anni. Perciò, paradossalmente Wilder finirà per dirigere un noir torbido e oscuro che avrà tuttavia il favore della critica e del pubblico; più volte dirà compiaciuto dai risultati ottenuti che La Fiamma del peccato è il suo film preferito.

Il termine Noir

Il termine noir non è un termine anglofono ma francofono che tradotto letteralmente vuol dire nero. È un termine che ha avuto una grande diffusione e ha finito per indicare una variante del film poliziesco e di crimine. Questo termine viene coniato da un critico cinematografico attivo in Francia fra gli anni '40 e '50 di nome Nino Frank. In realtà, la definizione non nasce all’interno dell’ambito cinematografico ma nella critica francese.

Nino Franck nel 1946, quando la Seconda Guerra Mondiale è appena conclusa, scrive su una rivista francese un famosissimo articolo in cui, parlando dei film polizieschi americani dei primi anni '40, osserva che questi film non sono semplici polizieschi ma che presentano delle caratteristiche inedite, che li identificano come un sottogenere o potremmo dire un “trend” che si colloca all’interno del bacino più ampio quale il genere poliziesco. Si inizia a parlare di film di genere Noir non mentre i film sono in lavorazione, ma una volta che la guerra è finita, avviene nell’ambiente della critica in Europa. La definizione in un certo senso viene data retrospettivamente in ambito critico per indicare film polizieschi particolari usciti agli inizi degli anni '40.

L'evoluzione e la sopravvivenza del Noir

Il Noir non è circoscritto ai primi 5 anni del decennio, ma avrà fortuna anche nel secondo dopoguerra e continuerà a sopravvivere, anche se con alcune modifiche, fino agli anni '50 e '60. È stato un genere molto amato dal pubblico e dalla critica per cui nel tempo, sia in America che in Europa, ha continuato a subire dei “revival” e delle sovrapposizioni. In realtà, il genere non viene nemmeno inventato da Nino Franck, in quanto quest’ultimo prende l’ispirazione da una collana di libri pubblicati dalla casa editrice Gallimard chiamata “Série Noire”, specializzata in romanzi di genere poliziesco. Da tenere bene presente che il termine in questo caso non indica le atmosfere cupe dei romanzi ma il colore della copertina che era nera, come anche in Italia il termine “Giallo” prende il nome dal colore della copertina dei romanzi di questo genere.

Fattori che contribuiscono alla nascita del Noir

  • Letteratura Hard Boiled

Il termine hard boiled fa riferimento alla durezza (boiled → bollito, sodo), una letteratura che evidenzia appunto questa caratteristica nell’umanità ed evidenzia la crudezza con cui queste vicende sono raccontate. È un genere narrativo caratterizzato dalla disillusione e l’incertezza morale.

Come abbiamo già visto, il termine “nero” deriva dall’ambito letterario. Possiamo dire che da questo punto di vista negli anni '40 il cinema americano attinge dalla letteratura hard boiled, è una tipologia di letteratura di argomento criminale che però tende profondamente a distanziarsi dal modello del cosiddetto giallo tradizionale di origine britannica, romanzi profondamente diversi da un’Agatha Christie e Sir. Arthur Conan Doyle. Il giallo britannico è molto macchinoso e statico, basato su meccanismi intellettuali, dal punto di vista dell’azione nuda e cruda c’è ben poco, è sempre stato poco adatto alla rappresentazione cinematografica, soprattutto per il cinema americano classico basato su una narrazione molto forte e chiara in cui l’aspetto visivo ed emotivo deve predominare.

La letteratura hard boiled si diffonde negli USA a partire dagli anni '30. Gli autori molto spesso pubblicano le loro opere su riviste specializzate, ad esempio la rivista “Black Mask” (1920-1951) che già all’epoca si considerava come un magazine. Questa letteratura è basata sull’azione e meno sulle complicazioni intellettuali, l’evento criminale in sé si sviluppa in maniera semplice e lineare, a differenza del giallo britannico. Molto spesso il protagonista è un detective che in genere presenta delle caratteristiche fisiche e psicologiche ricorrenti e molto marcate: è un tipo duro, un uomo solitario e non sposato, supera i 30 anni, immancabilmente vive solo, spesso ha problemi di denaro, ha un grande senso della giustizia ma spesso agisce per vie ortodosse, ha difficoltà ad approcciarsi all’altro sesso. Tipica di questa letteratura e successivamente del noir, è la presenza di personaggi femminili che fungono da tentazione per il maschio, la cosiddetta “Dark Lady”, una donna con un forte sex appeal, ma con delle carenze da un punto di vista morale.

Raymond Chandler, oltre ad essere un grande scrittore, è stato anche un teorico della letteratura hard boiled, ne ha in qualche modo definito le linee guida. Infatti, nel 1944 scrive il saggio “La semplice arte del delitto”, all’interno del saggio Chandler rende omaggio ad un altro famoso autore che è stato per lui fonte di ispirazione, Hammett, scrivendo:

“Hammett ha restituito il delitto alla gente che lo commette per un motivo, e non semplicemente per fornire un cadavere ai lettori: e con mezzi accessibili, non con pistole da duello intarsiate, curaro e pesci tropicali.”

(Raymond Chandler, La semplice arte del delitto)

La letteratura hard boiled riporta il delitto alla sua nuda verità, un atto profondamente umano motivato da ragione di bieco interesse, che viene condotto in maniera semplice e grossolana, ma non per vie contorte che spesso si ritrovano nel giallo britannico, genere definito da Chandler molto noioso.

Un altro nome legato anche se impropriamente alla letteratura hard boiled è quello di James M. Cain, autore del romanzo che Billy Wilder adatterà nel 1944 con il nome de “La fiamma del peccato”.

James M. Cain e l'hard boiled

James M. Cain ha sempre preso le distanze dall’hard boiled, asserendo di non aver mai cercato specificatamente un’identificazione con questa letteratura. I romanzi di Cain non sono costruiti come quelli di Chandler intorno alla figura di un investigatore. Molto spesso, in quelli di Cain i protagonisti sono proprio gli assassini, le sue opere presuppongono una diversa interazione fra lettori e personaggi, non c’è un personaggio che deve investigare per ritrovare i colpevoli, essi sono ben chiari già dalle prime pagine. Infatti, spesso i suoi romanzi iniziavano con una confessione nell’incipit, non sono basati sul meccanismo di “detection”.

Uno dei suoi più famosi romanzi è: “Il postino suona sempre due volte”, romanzo che è stato adattato numerose volte nel cinema (tipico per gli autori hard boiled). È anche un romanzo importantissimo per la storia del cinema italiano perché nel 1943 il film “Ossessione” di Luchino Visconti vi si ispira nell’intreccio ovvero due adulteri che per poter stare insieme con una certa agiatezza economica decidono di sbarazzarsi del marito di lei, ordiscono un piano abbastanza contorto che però alla fine gli si ritorce contro.

La presentazione del personaggio femminile ne “La fiamma del peccato” è molto simile al romanzo di M. Cain, la donna è discinta e cattura subito l’attenzione dell’uomo, è presente un oggetto che viene f...

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Analisi del film:"La fiamma del peccato" di B. Wilder del 1944 e del genere Noir, a cura del prof. Boschi con l'ausilio del testo di Noel Simsolo, “Billy Wilder”, Maestri del cinema, Cahiers du Cinéma, 2011 Pag. 1 Analisi del film:"La fiamma del peccato" di B. Wilder del 1944 e del genere Noir, a cura del prof. Boschi con l'ausilio del testo di Noel Simsolo, “Billy Wilder”, Maestri del cinema, Cahiers du Cinéma, 2011 Pag. 2
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara.santamato di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cinema e analisi dei film e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Boschi Alberto.
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