The lost weekend
Opera letteraria
Il film è tratto dal romanzo omonimo "The lost weekend" del 1944, che è il romanzo d’esordio dell’autore americano Charles Jackson. Il libro, come il film, racconta le disavventure di un alcolizzato, riscuotendo molto successo e diventando un best seller in America e anche nel resto del mondo, infatti fu tradotto in diverse lingue. Data la cura con cui nel romanzo veniva descritta la psicologia di un alcolista, molti iniziarono a chiedere all’autore se fosse una storia autobiografica, ma ricevettero sempre una risposta negativa. Jackson affermava che fosse un mix di vicende personali, delle storie di un suo amico alcolizzato e di pura fantasia. In realtà, giunto al termine della sua vita, Jackson confessò che il libro era totalmente autobiografico.
Sceneggiatura
Wilder legge il libro nel 1944 in viaggio verso NY e ne rimane colpito, decidendo subito di trarne un film, convincendo in primo luogo i produttori della Paramount ad acquistare i diritti e successivamente lo sceneggiatore Charles Brackett per scrivere insieme la sceneggiatura. Wilder non aveva mai avuto esperienze di alcolismo, tuttavia ricordava ancora la collaborazione con Raymond Chandler per la sceneggiatura del film "La fiamma del peccato", alla fine della quale il collega tornò a bere, forse si sentiva in colpa. Anche Brackett non aveva avuto esperienze dirette con l’alcolismo, tuttavia il mondo degli scrittori americani del periodo era caratterizzato dall’abuso di alcol, basti pensare a Kerouac, Fitzgerald e Hemingway.
Wilder e Brackett iniziano a scrivere la sceneggiatura a maggio del 1944 e alla fine dello stesso anno iniziarono le riprese. Fu abbastanza insolito per i metodi di lavoro di Wilder in quanto i due sceneggiatori erano in forte ritardo per quanto riguardava la stesura del copione stesso, che era ancora incompleto al momento dell’inizio delle riprese. Tutto ciò indispose in primis i produttori, che iniziarono ad investire senza avere una storia completa a cui fare riferimento per la produzione, ma anche la Production Code Administration (PDA) che aveva il compito di assicurarsi che il film fosse consono per il Codice Hays, in quanto potendo visionare solo pochi pezzi prodotti e conoscendo l’argomento abbastanza insidioso che veniva trattato (alcolismo) non potevano assicurarsi che il film fosse consono per il marchio di approvazione per la distribuzione.
Tutto questo ritardo è ancora più sorprendente se consideriamo il fatto che il film non presenta numerose sequenze di dialogo, spesso il protagonista è solo sulla scena e l’unico elemento di sceneggiatura è l’accompagnamento sonoro. Il sospetto è che fosse una strategia di Wilder e Brackett, evitando di mostrare in anticipo la sceneggiatura completa sia ai produttori che alla PDA e tentando di presentargliela in sostanza a scatola chiusa, i due sceneggiatori miravano a mantenere l’opera il più fedele possibile alla loro idea, senza subire restrizioni di alcun genere.
Cast
Come attore principale del film Wilder avrebbe voluto utilizzare un interprete sconosciuto e non un divo, proprio per raggiungere un maggior effetto di realismo, però i dirigenti della Paramount lo convinsero ad assumere un divo di Hollywood abbastanza noto, così scelse Ray Milland che aveva già recitato in un suo film ("Frutto proibito").
Protagonista maschile: Don Birnam
- Ray Milland → Attore di origine inglese, iniziò la sua carriera in Gran Bretagna e alla fine degli anni '30 si trasferì ad Hollywood dove collaborò con registi molto importanti, tuttavia la sua interpretazione più importante e che gli è valsa anche un premio Oscar al miglior attore protagonista, è quella nel film "Giorni perduti" dove la recitazione è molto particolare. Come abbiamo già detto il film si compone di poche scene parlate e la maggior parte sono scene mute accompagnate da musica, per cui la mimica dell’attore e la sua recitazione devono essere formidabili per esprimere i sentimenti del personaggio che interpreta.
Protagonista femminile: Helen St. James
- Jane Wyman → Per il ruolo della fidanzata del protagonista viene scelta l’attrice Jane Wyman, volto abbastanza noto che all’epoca era sposata con l’attore Ronald Reagan che successivamente diventerà il presidente degli Stati Uniti per tutti gli anni '80.
Ambientazioni
Wilder, per conferire maggiore realismo, decide di girare gli ambienti esterni del film a NY in luoghi reali, scelta abbastanza inconsueta per il cinema americano dell’epoca dove si usava girare anche le scene esterne negli Studi.
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