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CAPITOLO 5: CONTABILITA’ ANALITICA

3. I SISTEMI DI MISURAZIONE DEI COSTI:

Il contributo dei sistemi di controllo all’attività di governo d’impresa si traduce in una migliore

capacità di:

• Spezzare la complessità aziendale in modo tale da comprendere in quale misura i risultati

aziendali complessivi siano attribuiti a diverse determinanti (controllo economico);

• Valutare in quale misura le diverse unità organizzative componenti l’azienda hanno tenuto

comportamenti o raggiunto risultati coerenti con gli obiettivi aziendali (controllo esecutivo);

• Prendere decisioni coerenti con gli obiettivi strategici prescelti;

• Agevolare una tensione verso gli obiettivi economico- nanziari assegnati da parte die diversi

individui e dei diversi gruppi di individui.

La rilevanza delle informazioni di costo nonché il loro grado di articolazione varia in relazione al

grado di complessità strutturale ed al grado di dinamismo e discontinuità ambientale. Maggiore è

il grado di complessità maggiore sarà al necessita per le aziende di dotarsi di strumenti di

governo sempre più so sticati ed articolati (non è su ciente la contabilità generale) —> è

necessario l’impiego di sistemi di misurazione dei costi che assolvono il compito di individuare

come e dove le risorse vengono consumate all’interno di una realtà aziendale complessa.

3.2 I SISTEMI DI CONTABILITA’ ANALITICA:

Le informazioni di carattere economico- nanziario necessarie allo svolgimento dell’attività di

contabilità direzionale

governo d’impresa sono rese disponibili dal sistema di che può essere

sottosistema informativo costituito dall’insieme degli strumenti che rilevano,

de nito come un

organizzano e consentono presentare informazioni sulla dimensione reddituale e nanziaria della

gestione e ciò non solo quando la gestione sia già svolta ma anche quando questa debba ancora

svolgersi ma sia osservabile attraverso l’elaborazione di previsioni e programmi d’azione, espressi

in termini quantitativo-monetari.

Si individuano diverse tipologie di strumenti che elaborano e rendono disponibili informazioni

idonee a:

• Valutare le conseguenze dello svolgersi della gestione aziendale;

• Formulare obiettivi, piani d’azione e decisioni prima dello svolgersi della gestione;

• Analizzare eventuali incongruenze esistenti tra valori-obiettivo o previsionali e valori-risultati o

consuntivo.

contabilità analitica

La è dunque uno degli strumenti di supporto all’attività di direzione

rileva in modo sistematico informazione elementari di costo e di ricavo

d’impresa in quanto

attribuibili a prescelto oggetti di calcolo e perette pertanto di determinare risultati economici

parziali relativi a speci ci oggetti i riferimento.

La contabilità analitica è uno strumento del controllo di gestione (è un meccanismo contabile

analitico perché è dettagliato che permette di raccogliere dati elementari di costo e di ricavo) —>

in azienda serve un meccanismo che consenta di rilevare nel dettaglio le informazioni di costo per

associarle agli oggetti di calcolo (rilevare in modo sistematico e dettagliato i dati elementari di

costo e di ricavo; tali dati vengono anche organizzati (elaborati) dopo essere stati rilevati).

Funzionamento: de nito un particolare eogeltto di

calcolo il sistema di contabilità analitica è in grado di

isolare i componenti reddituali positivi e/o negativi ad

esso attribuibili evidenziando risultati economici parziali

ovvero riferiti a particolari combinazioni economiche

d’impresa.

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La contabilità analitica consente di migliorare la capacità di:

• Comprendere l’origine di de niti risultati economici globali individuando le determinati;

• Valutare i risultati raggiunti dalle unità organizzative che operano ai vari livelli dell’organizzazione;

• Orientare il processo decisionale verso criteri di convenienza economica;

• In uenzare, attraverso la de nizione di obiettivi e la rilevazione dei risultati assegnati alle

di erenti unità organizzative, i comportamenti e le motivazioni die gruppi e degli individui che

costituiscono l’organizzazione aziendale.

Rispetto alla contabilità generale, la contabilità analitica è uno strumento che non è normato e

può essere dunque particolarmente essibile (le imprese mettono in piedi un sistema di contabilità

analitica perché ne sentono la necessità per ottenere speci che informazioni che possono

contribuire al processo decisionale). La contabilità generale è un sistema di rilevazione

che ha l’obiettivo di misurare il reddito d’esercizio

ed il capitale investito. Si focalizza su ussi

economico- nanziari che intervengono tra

l’azienda ed i terzi. La contabilità analitica invece,

si occupa della raccolta e della rielaborazione di

dati di costo e di ricavo da utilizzare a supporto

dei processi decisionali dell’attività di controllo.

Lo scopo e i destinatari sono diversi tra contabilità

generale (elabora il bilancio per stakeholders

esterni al ne di fornire informazioni relative allo

stato di salute dell’azienda) e contabilità analitica

(produce informazioni per gli stakeholders interni

ai ni del supporto al processo decisionale).

La contabilità generale rileva tutte le operazioni della azienda (tutte le aree di gestione —> la

contabilità generale si occupa della rilevazione di tutte le variazioni nella posizione monetaria

dell’azienda nei confronti di terzi nel momento in cui si veri ca una variazione di moneta o di

credito/debito), mentre la contabilità analitica è più focalizzata sulla gestione operativa (la

contabilità analitica si occupa della rilevazione e della rielaborazione delle informazioni di costo

nel moneto in cui avviene l’utilizzazione del fattore produttivo).

La contabilità analitica spacca i dati con il massimo grado di dettaglio (informazioni molto

dettagliate) e ci si concentra sul consumo della materia produttiva. La contabilità generale invece

rileva tipicamente dati di sintesi e consuntivi.

Nella contabilità analitica i dati vengono rilevati anche per destinazione (si codi ca il dato per

agganciarlo all’oggetto di calcolo). La contabilità generale rileva i dati di costo e di ricavo secondo

loro natura nella loro qualità di fattori produttivi acquisti o ceduti.

La contabilità generale produce report ogni anno, mentre, la contabilità analitica deve essere in

grado di elaborare tempestivamente le informazioni quindi alcuni report potrebbero essere

trimestrali, alcuni mensili, alcuni settimanali o giornalieri (dipende dalla capacità di calcolo) —>

l’orizzonte temporale della contabilità analitica è sia il passato perché si vogliono conoscere i reali

consumi di risorse attribuibili ai vari oggetti di calcolo, si aia futuro, perché sussiste l’esigenza di

particolare il consumo di risorse derivante dalle future scelte aziendali.

Se non c’è una normativa che prescrive di usare la

contabilità analitica ogni azienda disegna il suo modello

di contabilità analitica sulla base dei propri fabbisogni

aziendali, sulla base delle proprie caratteristiche e sulla

base delle proprie condizioni economiche.

L’azienda nel tempo cambia quindi anche il sistema di

contabilità analitica deve essere aggiornato.

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La corretta progettazione di un sistema di misurazione dei costi prende in considerazione le

tipologie di informazioni di costo, le modalità di rilevazione dei costi e gli oggetti di calcolo.

Quali sono le opzioni per costruire il sistema di contabilità analitica? Come si fa progettare il

sistema di contabilità analitica o a veri care che esso sia progettato bene?

3.3 GLI OGGETTI DI CALCOLO:

• Quale è l’oggetto di calcolo che voglio monitorare? Non è possibile de nire a priori l’oggetto

nale di calcolo verso cui il sistema di contabilità analitica deve essere orientato (l’oggetto verrà

scelto sulla base delle esigenze informative direttamente strumentali al governo d’impresa). Non

è possibile nemmeno escludere la scelta di molteplici oggetti di calcolo (più oggetti decido di

considerare maggiore deve essere la capacità di calcolo dell’azienda quindi tutto dipende dalle

possibilità economiche dell’azienda —> valutazione costo/bene cio).

Tradizionalmente l’oggetto di calcolo dei sistemi di contabilità analitica è il prodotto o il servizio. Al

crescere della complessità strutturale delle aziende il grado di articolazione delle informazioni di

tipi economico- nanziario si è progressivamente elevato, suggerendo l’impiego anche contestuale

di di erenti oggetti di calcolo come il mercato (area geogra ca), l’area strategica di a ari

(combinazione prodotto/mercato/tecnologia in cui l’azienda è impiegata), il funzionamento

dell’azienda (unità organizzative ovvero centri di responsabilità economica), le fasce della

clientela, l’attività e il processo. Il prodotto è l’oggetto di calcolo al quale non si può rinunciare.

3.4 LA TIPOLOGIA DELLE INFORMAZIONI DI COSTO:

• Quali sono i dati in input? Selezione dell’area di interesse —> la scelta più comune è quella di

inserire dati solo relativi alla gestione operativa (ricavi e costi della gestione operativa).

Le scelte di progettazione del sistema di contabilità analitica riguardano le principali classi cazioni

di costo necessarie a progettare e ad utilizzare correttamente il sistema di contabilità analitica, la

con gurazione di costo, gli elementi di costo verso cui dovrà essere focalizzato il sistema di

contabilità analitica, la tipologia di dati processati dal sistema.

Un’altra scelta riguarda la tipologia dei dati intesa come certezza del dato (ipotizziamo che il

report sia mensile e supponiamo che la bolletta dell’acqua sia bimestrale - è meglio un dato

tempestivo piuttosto che un dato in ritardo quindi non si può evitare di inserire a bolletta

dell’acqua in uno dei report). Nelle mie informazioni con uiscono sia dati certi sia dati stimati.

Nello scegliere i dati che entrano nel sistema devo distinguere tra dati certi ovvero contabili e dati

stimati ovvero dati extra-contabili (li faccio entrare nel mio sistema? Quale processo di stima

utilizzo?). 3.4.2 LA SCELTA DELLA CONFIGURAZIONE DI COSTO:

• Quale con gurazione di costo? Bisogna individuare a priori quale con gurazione di costo risulta

essere più aderente al fabbisogno informativo di chi è preposto all’attività di governo d’impresa.

Bisogna: identi care le possibili con gurazioni di costo, evidenziare le conseguenze derivati dal

privilegiare una con gurazione di costo piuttosto che un’altra e de nire i criteri che debbono

orientare la scelta della con gurazione di costo.

metodologia di calcolo

Una dei costi il modo attraverso il quale le diverse classi di costo,

rilevate per natura, vengono aggregate attorno ad un prescelto oggetto nale di calcolo —> Full -

costing (mi servono costi diretti e costi indiretti) e Direct - costing (mi servono solo i costi diretti).

Direct costing = sono attribuiti al prodotto solo gli elementi di costo classi cati come diretti (costi

diretti di produzione e costi diretti commerciali) variabili (rilevazione/misurazione non calcolo), i

costi indiretti non devono essere imputati all’oggetto di calcolo.

La con gurazione di costo che nasce è un costo diretto (direct costing) in quanto all’unità di

prodotto o servizio vengono imputati soli i costi diretti. A volte, nel direct casting evoluto,

tracciamo anche i costi ssi speci ci sull’oggetto (solo come valore complessivo —> i costi ssi

non sono mai unitari).

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Full costing = tutti i costi sia diretti che indiretti sono considerati come costi di prodotto e

dovranno essere quindi imputati all’oggetto di calcolo (peer asociale i costi indiretti bisogna

inventarsi una procedura sulla base di una base di ripartizione ovvero quote di costi indiretti

ripartite individuate attraverso un preciso processo di calcolo). Non esistono i costi di periodo.

La con gurazione che origina è un costo pieno (full costing) in quanto all’unità di prodotto o

servizio verranno progressivamente imputati tutti i costi aziendali indipendentemente dal fatto che

essi siano diretti o indiretti.

Si possono distinguere alcuni livelli intermedi di aggregazione:

• Costo primo di fabbricazione: somma dei costi diretti di produzione;

• Costo pieno industriale: somma del costo primo e di una quota di costi indiretti di produzione;

• Costo pieno aziendale: somma del costo pieno industriale, dei costi diretti commerciali e di una

nota di costi indiretti commerciali, amministrativi e generali.

La scelta di un full costing presenta l’esigenza di attribuire agli oggetti di calcolo anche i costi

indiretti. L’imputazione di queste classi di costo, per de nizione, non può essere realizzata se non

accettando taluni margini di discrezionalità nella scelta dei più idonei criteri di attribuzione.

Una volta e ettuata la scelta tra direct e full casting devo scegliere la modalità di calcolo

(meccanismo che consente di ripartire i costi indiretti).

VANTAGGI e LIMITI: •Direct costing = alta semplicità e basso

costo; bassa completezza; dato parziale

ma oggettivo.

•Full costing = complesso e costoso; alta

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara_zoratti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Programmazione e controllo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Sacco Paola.
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