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COMMEDIA: PARADISO - CANTO V

INDICE:

 1 - 33 Beatrice spiega a Dante il valore del voto

 34 - 63 Possibilità di permutazione della materia del voto

 64 - 84 Ammonizione agli uomini

 85 - 99 Ascensione al cielo di Mercurio

 100 - 139 Apparizione di una schiera di beati: Dante si rivolge a uno di essi

COMMEDIA: PARADISO - CANTO V

1 - 33 BEATRICE SPIEGA A DANTE IL VALORE DEL VOTO. Dopo aver spiegato a

Dante il perché del fulgore che lo ha abbagliato, Beatrice risponde al suo dubbio. Chiarisce

che il voto è un libero sacrificio della propria volontà: poiché la volontà è il massimo dono

fatto da Dio agli uomini, ne consegue che il voto non può essere commutato.

"S’io ti fiammeggio nel caldo d’amore

di là dal modo che ’n terra si vede,

sì che del viso tuo vinco il valore, 3

non ti maravigliar, ché ciò procede

da perfetto veder, che, come apprende,

così nel bene appreso move il piede. 6

"Se davanti a te io mi illumino d'amore in una misura di

PARAFRASI: [Beatrice comincia]

cui nel mondo non può darsi esperienza, tanto che riesco a sopraffare la virtù del tuo

sguardo,

non ti stupire, poiché ciò deriva dalla perfetta visione di Dio, la qule, come percepisce il

bene, si addentra in quello stesso bene conosciuto".

procede = è causato da, deriva da

STILE: Nota l'allitterazione del suono "v" fra "VIso", "VInco" e "VAlore" | nota anche il

poliptoto, cioè la ripetizione di "apprende" e "appreso", utile a sottolineare il fulcro del

processo che Beatrice sta spiegando.

CONCETTO CHIAVE: La visione beatifica di Dio, più è profonda, più permette di

penetrare in Dio, il sommo Bene. Questo accende d'amore le anime e le fa splendere.

Beatrice chiede quindi a Dante di non meravigliarsi.

COMMENTO: Non è un passo dalla parafrasi molto chiara. Alcuni critici hanno sostenuto

che Beatrice stia dicendo a Dante che, poiché lui procede verso la verità di cielo in cielo, di

spiegazione in spiegazione, e Beatrice è l'allegoria di tale verità divina, la sua vista diventa

sempre più perfetta e quindi vede una maggiore luce che prima non poteva vedere. Non si

sa quale sia la parafrasi più corretta.

Io veggio ben sì come già resplende

ne l’intelletto tuo l’etterna luce,

che, vista, sola e sempre amore accende; 9

e s’altra cosa vostro amor seduce,

non è se non di quella alcun vestigio,

mal conosciuto, che quivi traluce. 12

Tu vuo’ saper se con altro servigio,

per manco voto, si può render tanto

che l’anima sicuri di letigio". 15

"Io vedo bene come già splende la luce di Dio nel tuo

PARAFRASI: [Beatrice continua]

intelletto, la quale fa innamorare di sé, essa sola e immancabilmente, dopo che la si è

conosciuta

e se qualcos'altro provoca in voi l'amore, non è questo se non un'orma della stessa luce

divina che, in quella cosa, si dà a vedere ed è male intesa.

Tu vuoi sapere se, inadempiuto un voto, è possibile con una diversa offerta dare

compensazione sufficiente a che l'anima non vada incontro alla divina giustizia".

etterna luce = la luce di Dio, che è eterno | vestigio = ombra, simbolo | traluce = risplende

in modo attenuato | letigio = lite giudiziaria, causa

CONCETTO CHIAVE: Beatrice comunica a Dante di vedere già in lui risplendere la luce

divina e parlando degli umani, avverte che, se altro rispetto all'amore per Dio (bene

autentico) li distrae (e quindi provano amore per un bene fallace), è perché essi vedono

nelle cose terrene una piccola parte di quella "etterna luce", contenuta in tutte le cose. Poi,

ripete la domanda di Dante: si può permutare un voto con una buona azione o un voto

diverso?

Sì cominciò Beatrice questo canto;

e sì com’uom che suo parlar non spezza,

continüò così ’l processo santo: 18

"Lo maggior don che Dio per sua larghezza

fesse creando, e a la sua bontate

più conformato, e quel ch’e’ più apprezza, 21

fu de la volontà la libertate;

di che le creature intelligenti,

e tutte e sole, fuoro e son dotate. 24

PARAFRASI: Cominciò così Beatrice il discorso divinamente ispirato che si riporta in

questo canto, e così come un uomo che non si interrompe nel parlare, continuò:

"Il maggior dono che Dio, per la sua liberalità, ha fatto durante la creazione, che è anche

quello in cui si dà meglio a vedere la sua bontà, nonché quello cui attribuisce più valore,

è il libero arbitrio, di cui sono dotate solamente tutte le creature intelligenti".

processo santo = discorso divinamente ispirato | larghezza = liberalità | le creature

intelligenti = sono gli angeli e gli umani

STILE: Nota che "sì com'uom che suo parlar non spezza" è una similitudine fittizia, poiché

lei è una donna e davvero non sta interrompendosi: non è associata a niente di simile, ma si

descrive semplicemente quello che sta facendo.

CONCETTO CHIAVE: Beatrice continua e ci dice che il dono più grande e più di valore

che Dio ha fatto agli esseri intelligenti è il libero arbitrio.

COMMENTO: Sembrerebbe che Dante stia parlando di "canto" come se Beatrice

sembrasse cantare. Non è così, si parla proprio del canto (o meglio, del discorso in esso

contenuto) che stiamo leggendo. È interessante notare che tale canto inizi con Beatrice che

parla, e solo dopo Dante pone la didascalia ("così Beatrice iniziò questo canto). Questa

scelta di stile è fatta per porre in primo piano il tema che tratteranno e per sottolineare il

ruolo "autoriale" di Beatrice.

Or ti parrà, se tu quinci argomenti,

l’alto valor del voto, s’è sì fatto

che Dio consenta quando tu consenti; 27

ché, nel fermar tra Dio e l’omo il patto,

vittima fassi di questo tesoro,

tal quale io dico; e fassi col suo atto. 30

Dunque che render puossi per ristoro?

Se credi bene usar quel c’ hai offerto,

di maltolletto vuo’ far buon lavoro. 33

PARAFRASI: [Beatrice continua] "Ora, se tu svolgi l'argomento dalla premessa che ti ho

fatto, ti sarà chiara la somma importanza di un voto nel quale sia Dio che tu siate

consenzienti,

poiché, una volta stabilito il patto fra uomo e Dio, si offre in sacrificio quel bene prezioso di

cui parlo, e lo si fa proprio con un atto di libera volontà.

E dunque, che cosa si potrebbe dare mai in cambio?! Se pensi di poter usare a fin di bene

ciò che hai sacrificato come offerta, vuoi fare opere buone col bottino di un furto".

quinci = a partire da qui | parrà = apparirà chiaro | ristoro = compenso | maltolletto =

maltolto

STILE: "Dunque che render puossi per ristoro?" è domanda retorica: Beatrice non cerca

una risposta, è ovvio che non si possa dare nulla di pari valore in cambio del libero arbitrio.

CONCETTO CHIAVE: Beatrice ha spiegato già che il libero arbitrio è il dono più alto

ricevuto da Dio, e quello a cui Lui attribuisce il maggior valore. Ebbene, Dante capirà bene

che, essendo il voto un sacrificio della libera volontà stessa, nonché il risultato di un atto di

libera volontà, nient'altro si può dare in cambio! Non si può quindi permutare un voto,

sarebbe impossibile! Sarebbe come compiere opere buone con il ricavato di un furto.

COMMENTO: Voglio porre l'attenzione su un concetto un po' complicato: il voto si fa

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher drollentigo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Rossi Luca Carlo.
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