Continuità delle funzioni
Definizione di continuità
Dati f: (a, b) → ℝ, definiamo che f è continua in (a, b) se è continua per ogni x ∈ (a, b) (f ∈ Ċ(a, b)).
Dati f: [a, b] → ℝ, definiamo che f è continua in [a, b] se:
- f ∈ Ċ(a, b)
- lim (x → a+) f(x) = f(a)
- lim (x → b-) f(x) = f(b)
Funzioni specifiche
√x: [0,+∞) → ℝ+, con √2 ∈ (0,+∞).
1/x2 : (-∞, 0) ∪ (0, +∞) è continua in Ċ(R \ {0}).
Teorema degli zeri di Bolzano
Dato f: [a, b] → ℝ con a, b ∈ ℝ tale che:
- f ∈ C([a, b])
- f(a) ⋅ f(b) < 0
Allora esiste almeno un c ∈ (a, b) tale che f(c) = 0. Chiamo c il punto in cui la funzione attraversa l'asse x, cioè lo zero (o gli zeri) della funzione.
Metodo di Newton (bisezione): Se f(an) > 0 e f(bn) < 0, allora limn→∞ an, bn = c → f(c) limn→∞ f(an) ≥ 0 e f(c) limn→∞ f(bn) ≤ 0.
Esercizio tipico
Consideriamo x6 - 6x + 1 = 0. Secondo il Teorema fondamentale dell'algebra, ci sono 6 radici in C, quindi 3 coppie di radici coniugate (Z, Z̅).
Possiamo vedere come f(x) = x6 - 6x + 1: R → R. limx→-∞ f(x) = +∞ e limx→+∞ x6 = +∞. Sappiamo che tende a +∞.
In questo intervallo [0,1], f(0) = 1, f(+1) = -4. f(2) = 53, f(1) - f(2) < 0 → in [1, 2] c'è un altro zero della funzione.
Teorema di Weierstrass
Data f : [a, b] → R e continua in [a, b], allora f ha minimo e massimo in [a, b], esistono Cm, CM ∈ [a, b]:
- f(Cm) = min[a,b] f
- f(CM) = max[a,b] f
Per lo stesso teorema, il codominio di f è: Codom(f) ⊆ [m, M].
Teorema di Darboux dei valori medi
Data f : [a, b] → R e estesa in [a, b] con M = max f[a,b] e m = min f[a,b], allora F assume tutti i valori compresi fra minimo e massimo (∈ [m, M]).
Quindi: ∀ λ ∈ [m, M] esiste almeno un c ∈ ]a, b[ tale che f(c) = λ.
Dimostrazione: Definisco φ(x) = f(x) - λ essendo f(x) e continua e φ(x) ∈ C[a, b] e restringendo l'intervallo, CM e quindi:
φ(CM) = f(CM) - λ = M - λ e dato che λ ∈ (m, M) allora M-λ > 0,
φ(Cm) = f(Cm) - λ = m - λ per lo stesso motivo ⇒ m - λ < 0
Per il T. degli zeri esiste c t.c. φ(c) = 0
φ(c) = f(c) - λ = 0 ⇒ f(c) = λ
QED
Derivate di funzioni reali
Dati f: (a,b) → R, c ∈ (a,b):
- Se x ≈ c, x ≠ c, allora F(x) - f(c) / (x - c) = Δf / Δx = tg αx
- La funzione f è detta derivabile in c se e solo se esiste e finito il limite del rapporto incrementale limx→c (f(x) - f(c)) / (x - c) = f '(c).
Quindi, la definizione di derivata è: Riprendendo 2 della pagina precedente, osserviamo le tangenti: ne conosciamo la pendenza e il punto in cui tocca la funzione di origine (c,f(c)), quindi possiamo calcolarne l'equazione.
Equazione della retta che passa per un punto:
Teorema di salvezza: f è derivabile in c se e solo se f è continua in c.
Dimostrazione: lim numeratore di {t,x,c}(x) (se è vero e continua) lim numeratore di {t,x,c}(x) x
Calcoliamo qualche derivata:
Se f(x) = C - costante: In qualsiasi punto c la(t) coincide con f(C)' = limx → c (C - C)/(x - c) = 0.
Se f(x) = x: In qualsiasi punto c la(t) coincide con f ma la pendenza m è (u/d) = 1(x)' = limx → c (x - ).
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Appunti Analisi matematica 1 (seconda parte)
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Analisi 1 - parte terza
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Analisi matematica 1
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Seconda parte appunti Analisi 1