Appunti del corso del Prof. Marco Maria Corradini
Letteratura italiana corso magistrale
Guida alla lettura di Aminta e cenni al Pastor Fido
Il corso prevede la lettura integrale dell'Aminta, da accostarsi a questi appunti che fungono da commento dell'opera, contestualizzazione e approfondimento della lettura critica ed esegetica della stessa. Gli appunti sono parte essenziale per comprendere l'opera e per superare l'esame.
Aminta
La rappresentazione
Secondo Solerti, la prima rappresentazione risale al 1573, presso l'isola del Belvedere dove gli Estensi erano soliti soggiornare in estate. Ci sarebbe una seconda rappresentazione nel 1574 presso la corte dei Della Rovere a Pesaro, in occasione del matrimonio della sorella del duca Alfonso con un membro dei Della Rovere. Negli anni successivi ci sono state plurime rappresentazioni in Italia settentrionale e centrale, di cui si ricorda quella del 1630 in quanto ci sono anche degli intermezzi musicali di notevole calibratura.
La stampa
L'Aminta viene stampata dopo le rappresentazioni: la prima stampa è a Cremona per lo stampatore Draconi ed è datata al 1580 con sottotitolo pastorale. La seconda stampa è datata al 1581, con dedica datata al 1580 a Venezia per l'edizione di Aldo Manunzio.
I modelli
Tasso incrocia il filone bucolico con quello del dramma satiresco inteso come terzo dramma nella rappresentazione antica. Seguendo il filone bucolico i modelli sono:
- Teocrito e Virgilio
- Dante, Petrarca e Boccaccio
- Arcadia di Sannazaro
- Nel 400-500 presso le corti, data la natura dialogica e allegorica delle bucoliche, si era soliti rappresentarle; perciò si diffonde la bucolica rappresentata teatralmente. Presso il pubblico borghese e cittadino si diffondono le commedie rusticane, di cui è emblema la congrega dei Rozzi a Siena e le favole mitologiche come l'Orfeo del Poliziano o la Favola di Cefalo di Niccolò da Correggio.
Seguendo il filone del dramma satiresco ricordiamo:
- Il Ciclope di Euripide, unica satira sopravvissuta dal mondo antico
- Egle di Cintio (nome d'arte per Giraldi) il quale scrive una storia d'amore ambientata in Arcadia tra personaggi mitologici, tra cui Pan e Siringa, e si ricalca il prototipo dell'amore non corrisposto della ninfa contro le passioni carnali del satiro. Segue una lettera intorno alla composizione delle satire in cui si definisce che cosa si intende per satira, ricorrendo a termini di stampo aristotelico; di fatto la satira è una tragicommedia con elementi tipici della tragedia e elementi della commedia che smorzano il carattere serio e grave della tragedia stessa.
All'Egle di Cintio, in ambito ferrarese, seguono tre opere. Esse mantengono l'ambientazione pastorale ma rappresentano amori non corrisposti tra pastore e ninfa e, a livello più basso, ninfa e satiro/capraio. Si introducono, quindi, i pastori al posto dei personaggi mitologici. Grande spazio viene concesso ai satiri, i quali vengono rappresentati spesso in scene di ubriacatura e cene abbondanti. Le opere ferraresi sono:
- Il sacrificio - Beccari 1555
- Aretusa - Lollio 1564
- Sfortunato - Argenti 1568
Le novità dell'Aminta
Aminta presenta delle novità a livello compositivo:
- Si ha un innalzamento di stile, per cui si vuole mantenere un livello elevato nella forma della composizione, come detto nel prologo.
- Ci si focalizza su un'unica vicenda d'amore: Aminta e Silvia. La coppia Tirsi e Dafne viene meno e la rivale Amarilli è solo accennata, ma non ha seguito né sviluppo.
- Non ci sono i caprai; c'è solo un cenno a un capraio che rivela al satiro il luogo del bagno di Silvia, ma non viene messo in scena; il satiro è un satiro che ragiona, quindi è posto su un livello più elevato.
- L'amante non è ricco, né bello né abile nei versi, come nelle precedenti pastorali.
- L'ambientazione non è l'Arcadia, ma è Ferrara e il tempo irrompe nella vicenda che non si proietta in uno scenario idilliaco, ma la corruzione della contemporaneità è ben presente entro la scena.
- La vicenda d'amore costituisce un percorso di formazione e maturazione.
Il genere dell'Aminta
Non si capisce bene a che genere possa ascriversi l'opera; ci sono varie ipotesi:
- Masque; favola mascherata per cui dietro ai singoli personaggi ci sono persone reali che, essendo presenti tra il pubblico, possono riconoscersi tramite alcuni segnali. Isolando la coppia Aminta-Silvia, per gli altri personaggi si possono trovare le corrispondenze come di seguito:
- Dafne e Nerina sono due dame di corte da noi non conosciute.
- Elpino è il segretario ducale Pigna (vediamo la corrispondenza fonetica tra il nome pastorale e quello reale, la cui etimologia vuol dire speranzoso, in amore ovviamente) innamorato di Licori ovvero Lucrezia Bendidio, moglie del cardinale Luigi d'Este.
- Tirsi e Batto sono Tasso e Battista Guarini, autore del Pastor Fido, poeti di corte. Di Tirsi si dice che si era dedicato al genere epico, elogia il duca d'Este Alfonso e narra il suo trascorso amoroso con Licori.
- Mopso è Sperone Speroni, maestro padovano del Tasso, in seguito severo critico e censore della Liberata, motivo per cui i rapporti tra i due si increpano. Egli sarebbe invidioso del successo di Tasso presso la corte. La maledizione che lancia contro Tirsi per cui sarebbe rimasto muto rimanda a una lettera dello Speroni in cui si augura che Tasso possa tacere. Secondo alcuni rappresenta il tipo dell'escluso o dell'invidioso, e non ha corrispondenza con nessuno.
- Dramma politico: alcuni ravvisano uno sfondo politico celato dietro all'Aminta; sarebbe stato scritto per stimolare le nozze tra due membri della corte estense.
-
Letteratura teatrale italiana - Aminta
-
Tecnica bancaria - istruttoria fido - Appunti
-
Nuova guida a Goldoni. Teatro e società nel Settecento, Fido - Appunti
-
Valutazione della sostenibilità di un mutuo: analisi finanziaria