Alterazioni della crescita e della differenziazione delle cellule
L’organismo è in grado di espletare in maniera ottimale le sue funzioni anche quando sottoposto a variazioni che permangono nel tempo. Si definisce quindi adattamento la capacità che hanno le cellule di modulare le loro funzioni, in risposta a stimoli fisiologici o patogeni, in modo da determinare la comparsa di una nuova condizione di equilibrio, diversa da quella originaria ma comunque in grado di preservare la vitalità.
Sono esempi di adattamento le alterazioni nella crescita e nella differenziazione cellulare. Un organo può infatti andare incontro a:
- Variazioni positive o negative delle sue dimensioni -> iperplasia, ipertrofia, atrofia (ipoplasia e ipotrofia)
- Alterazioni nel differenziamento -> metaplasia, anaplasia, displasia
Ipertrofia e iperplasia
Prende il nome di ipertrofia l’aumento di dimensioni di un organo per aumento delle dimensioni delle singole cellule che lo costituiscono.
Prende il nome di iperplasia l’aumento di dimensioni di un organo per aumento del numero di cellule che lo costituiscono.
Le principali cause responsabili di ipertrofia e iperplasia sono:
- Un’aumentata richiesta funzionale
- Un’aumentata stimolazione ormonale
- Un’aumentata nutrizione
- Traumi meccanici ripetuti
- Agenti farmacologici
Iperplasia e ipertrofia possono essere associate e presentarsi contemporaneamente in alcuni organi, ma variano le cellule interessate e le loro risposte agli stimoli.
Agli inizi del 1900, il patologo Giulio Bizzozero classificò le cellule in base alla loro capacità rigenerativa in:
- Cellule labili: hanno ciclo vitale breve e quindi si rinnovano frequentemente (es. cellule epiteliali)
- Cellule stabili: sono dotate di un ciclo vitale lungo e si replicano sporadicamente o in risposta a particolari stimoli (es. epatociti)
- Cellule perenni: non sono in grado di replicarsi (cellule muscolari e nervose)
In realtà non sono incluse in questa classificazione le cellule staminali, cellule primitive non specializzate caratterizzate dalla capacità di differenziarsi in tutti i tipi cellulari. Si distingue in particolar modo tra cellule staminali embrionali e cellule staminali adulte.
Le prime compaiono nei primissimi giorni di vita dell’embrione e scompaiono dopo le prime due settimane. Sono totipotenti poiché possono generare tutti i tipi cellulari. Le cellule staminali adulte sono invece cellule non specializzate reperibili tra quelle specializzate di un tessuto specifico. Le ASC si trovano ad esempio nel midollo osseo (cellule staminali).
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