Alimenti zootecnici – Foraggi
I foraggi costituiscono la categoria più importante per l’alimentazione dei ruminanti e vengono definiti alimenti di base. Essi possono essere:
-
Verdi:
- Prati e pascoli: monofiti, oligofiti o polifiti
- Erbai: orzo, avena, colza (durata inferiore a un anno)
- Fieni: essiccati naturalmente, artificialmente o disidratati
- Insilati: verdi o semiappassiti
I foraggi in genere contengono una percentuale medio-alta di fibra, una concentrazione energetica variabile, spesso medio-bassa, e un’alta concentrazione di proteine nelle leguminose e variabile nelle graminacee. I loro prodotti complementari e sottoprodotti colturali sono la paglia e le stoppie di pascolo. Queste contengono moltissima fibra ma pochissima energia.
Origine e durata
Origine naturale o artificiale
-
Pascolo:
- Durata permanente
-
Erbaio:
- Colture inferiori a un anno
-
Prati:
- Poliennali (3-4 anni)
-
Monofiti:
- Una specie vegetale
-
Oligofiti:
- Da 2 a 4 specie vegetali
-
Polifiti:
- Più di 4 specie vegetali
Tipologie stagionali
- Autunno-vernini: Erbai si seminano in autunno e si raccolgono in inverno (avena, trifoglio, segale)
- Autunno-primaverili: Si semina in autunno e si raccolgono in primavera (avena, orzo, frumento, segale, veccia, trifoglio, favetta)
- Primaverili-estivi o estivi: Si seminano verso aprile-maggio e si raccolgono in estate (sorgo, mais, barbabietola)
Foraggi di leguminose
Tra le leguminose foraggere maggiormente diffuse la più importante è l’erba medica, in quanto, oltre a migliorare la fertilità e la struttura dei terreni, possiede notevoli proprietà nutritive, in particolare per il bestiame da latte. Essa, infatti, è in grado di fornire un notevole apporto di proteine e si distingue per l’elevato contenuto di calcio e magnesio presenti nelle foglie in forma altamente assimilabile.
La somministrazione di questo foraggio normalmente avviene sotto forma di fieno e in tal senso bisogna fare particolare attenzione alle tecniche di raccolta che, se non condotte in modo razionale, comportano ingenti perdite di foglie che compromettono il valore nutrizionale dell’alimento. Per sopperire a questi inconvenienti è preferibile ricorrere alla disidratazione che permette il mantenimento quasi integrale dei contenuti proteici e di elementi minerali.
Le leguminose foraggere, in generale, negli stadi giovanili presentano una digeribilità degli steli simile a quella delle foglie; con la maturazione, invece, la digeribilità delle foglie rimane costante mentre quella degli steli diminuisce fortemente. È importante, quindi, che abbiano un buon rapporto foglie/steli.