Versione preliminare – luglio 2006
Lezioni di algebra lineare
Contenuto
- Combinazioni lineari di vettori
- Sottospazi vettoriali
- Sottospazio vettoriale generato da un insieme di vettori
- Insiemi di generatori di uno spazio vettoriale
- Insiemi di vettori linearmente indipendenti
- Basi di uno spazio vettoriale
- Dimensione di uno spazio vettoriale
- Coordinate
- Somma e intersezione di sottospazi vettoriali
Prerequisiti
Si presuppone che lo studente conosca la definizione astratta di spazio vettoriale e l’esempio concreto di spazio vettoriale reale con le operazioni naturali. In alcuni esempi si presuppone anche che lo studente abbia familiarità con la rappresentazione geometrica di R2 e di R3.
Premessa
Supponiamo fissato uno spazio vettoriale reale V. Nel seguito chiameremo vettori gli elementi di V e scalari i numeri reali. Negli esempi, V sarà di solito uguale a R3 o a R2.
1. Combinazioni lineari di vettori
Supponiamo fissati k vettori v1, ..., vk (k intero ≥ 1).
Definizione. Un vettore v si dice combinazione lineare di v1, ..., vk se esistono degli scalari λ1, ..., λk tali che v = λ1v1 + ... + λkvk.
Definizione più generale. Se S è un sottoinsieme, anche infinito, di V, diciamo che il vettore v è combinazione lineare di elementi di S se v è uguale a una somma finita del tipo λ1v1 + ... + λkvk, con v1, ..., vk ∈ S e λ1, ..., λk ∈ R.
Esempio. Il vettore v = 03 è combinazione lineare dei vettori v1 = -12 e v2 = 01, infatti v = 12v1 + 2v2. Quindi la condizione della definizione precedente è verificata da λ1 = -1 e λ2 = 2.
Problemi
1. Stabilire se il vettore v = 21 è combinazione lineare dei vettori v1 = 11 e v2 = 35. Se lo è, determinare esplicitamente dei coefficienti a e b tali che v = av1 + bv2.
Soluzione. Dobbiamo: (a) stabilire se l’equazione vettoriale xv1 + yv2 = v, nella coppia di incognite reali (x, y) ha soluzioni; (b) se ci sono soluzioni, scriverne esplicitamente una.
Scriviamo esplicitamente l’equazione vettoriale precedente:
2x + y = 2
3x + 5y = 1
Con facili calcoli troviamo che il sistema scritto sopra ha come unica soluzione la coppia (x, y) = 97 , -47. Quindi: (a) v è combinazione lineare di v1 e v2; (b) a = 97 e b = -47 soddisfano la richiesta del problema (e sono gli unici reali con questa proprietà).
2. Stabilire se i vettori v = 23 e w = 31 sono combinazioni lineari di v1 = -12, v2 = 01, v3 = 23. Se lo sono, determinare esplicitamente i coefficienti di tali combinazioni lineari.
Soluzione. Lo schema di risoluzione è analogo a quello del problema precedente. Per stabilire se v è combinazione lineare di v1, v2, v3, dobbiamo studiare la risolubilità del sistema di equazioni:
−x + 2y + z = 2
y + 3z = 3
−x + 2y + z = 1
Confrontando la prima e la terza equazione del sistema si vede subito che il sistema non ha soluzioni, quindi v non è combinazione lineare di v1, v2 e v3.
Nel caso di w dobbiamo considerare il sistema:
−x + 2y + z = 2
y + 3z = 3
−x + 2y + z = 2
che chiaramente è equivalente a:
−x + 2y + z = 2
y + 3z = 3
Questo è un sistema risolubile e con infinite soluzioni. Infatti, dalla seconda equazione otteniamo y = −3z + 3 e, sostituendo nella prima, −x = 7z − 4.
Questo vuol dire che qualunque valore reale, diciamo c, io attribuisca a z, la terna (7c − 4, −3c + 3, c) è una soluzione del sistema. Quindi, poiché esistono soluzioni, w è combinazione lineare di v1, v2, v3; inoltre, esistono infinite terne di coefficienti (a, b, c) tali che w = av1 + bv2 + cv3; infine, l’insieme di tutte queste terne è {(7c − 4, −3c + 3, c) | c ∈ R}. Per ottenere una terna particolare basta attribuire un valore a c, ad esempio per c = 0 ottengo w = −4v1 + 3v2.
2. Sottospazi vettoriali
Definizione. Un sottospazio vettoriale di V è un sottoinsieme non vuoto di V chiuso rispetto alle operazioni di V.
Quindi dire che U è un sottospazio vettoriale di V vuol dire:
- Che U è un sottoinsieme di V che contiene almeno un vettore;
- Che se il vettore u ∈ U, anche tutti i vettori di tipo λu (con λ ∈ R) appartengono a U;
- Che se i vettori u1 e u2 appartengono a U, anche il vettore u1 + u2 appartiene a U.
Osservazioni
- Poiché 0v = 0 per ogni vettore v, dalle condizioni (1) e (2) della definizione segue che un sottospazio vettoriale contiene sempre il vettore 0.
- Dalle condizioni (2) e (3) segue che: se U è un sottospazio vettoriale di V, allora tutte le combinazioni lineari di vettori di U appartengono ancora a U.
- [Dimostrare] Un sottospazio vettoriale di V è a sua volta uno spazio vettoriale reale.
Esempi
1. Il sottospazio nullo (o banale). Il sottoinsieme {0} è un sottospazio vettoriale di V. Infatti: (1) contiene 0, quindi non è vuoto; (2) tutti i vettori di tipo λ0 (λ ∈ R) sono uguali a 0 e quindi stanno in {0}; (3) se u1 e u2 stanno in {0}, allora u1 = u2 = 0 e quindi u1 + u2 = 0.
2. Il sottospazio improprio. [Dimostrare.] V stesso è un sottospazio vettoriale di sé stesso.
3. [Dimostrare.] Se fissiamo un sistema di riferimento nello spazio e identifichiamo i punti dello spazio con gli elementi di R3, tramite le coordinate, allora: tutte le rette passanti per l’origine e tutti i piani passanti per l’origine sono sottospazi vettoriali di R3.
N.B. Nel caso V = R3, i sottospazi descritti negli esempi 1, 2 e 3 precedenti sono tutti i sottospazi vettoriali di V. [Provate a dimostrare anche questo. Alla fine della lezione dovrebbe esservi del tutto chiaro.]
3. Sottospazio vettoriale generato da un insieme di vettori
Fissiamo un insieme non vuoto di vettori S ⊆ V.
Definizione. Il sottospazio vettoriale generato da S, che denoteremo con Span S, è il minimo sottospazio vettoriale di V che contiene S.
Spiegazione della definizione: “minimo” vuol dire: “ogni altro sottospazio vettoriale che contiene S contiene anche Span S”.
Teorema
Span S coincide con l’insieme di tutte le combinazioni lineari di vettori di S.
Schema di dimostrazione. [Capire e provare a completare.] Dobbiamo dimostrare due cose:
- Che l’insieme di tutte le combinazioni lineari di vettori di S è un sottospazio vettoriale che contiene S.
- Che è minimo nel senso spiegato sopra.
Per il punto 1 dobbiamo far vedere: (a) che sommando due combinazioni lineari di elementi di S si ottiene ancora una combinazione lineare di elementi di S (facile!); (b) che moltiplicando per uno scalare una combinazione lineare di elementi di S si ottiene ancora una combinazione lineare di elementi di S (facile!).
Per il punto 2 basta usare l’Osservazione 2 della sezione precedente. Da questa segue direttamente che se un sottospazio vettoriale di V contiene S, allora contiene anche Span S.
Esempi
1. Span {0} = {0} perché è già un sottospazio vettoriale.
2. [Dimostrare.] Fissiamo v ∈ V, v ≠ 0. Allora Span {v} è l’insieme di tutti i multipli scalari di v. In R2 e in R3, con l’usuale rappresentazione geometrica, si ottiene che Span {v} è la retta passante per l’origine su cui giace il vettore v.
3. [Dimostrare.] Fissiamo u, v ∈ R3. Se u e v non sono proporzionali, allora otteniamo che la rappresentazione geometrica di Span {u, v} è il piano passante per l’origine che contiene i vettori u e v. [Problemi: 1. Cosa succede se u e v sono proporzionali? 2. Cosa può essere Span {u, v, w}, nella rappresentazione geometrica, se u, v, w sono tre vettori arbitrari in R3? 3. Se u e v sono due vettori non proporzionali di R2, cosa è Span {u, v}?]
4. Insiemi di generatori di uno spazio vettoriale
Definizione 1. Un insieme di generatori di V è un insieme di vettori S, incluso in V, tale che ogni vettore di V sia combinazione lineare di vettori di S.
Definizione 2. V si dice finitamente generato se ha un insieme di generatori finito.
Osservazioni
- Dire che S è un insieme di generatori di V equivale a dire che V = Span S. [Spiegate perché.]
- Se S è un insieme di generatori di V, allora ogni sottoinsieme S′ di V che contiene S è ancora un insieme di generatori di V. (I generatori che non compaiono esplicitamente in combinazione lineare hanno coefficiente nullo).
Esempi
1. {(1, 0), (0, 1)} è un insieme di generatori di R2, perché per ogni vettore (a, b) ∈ R2 si ha che (a, b) = a(1, 0) + b(0, 1).
2. L’esempio precedente si generalizza a Rn, n ≥ 1: per i = 1, ..., n chiamiamo ei il vettore di Rn con tutte le componenti nulle tranne la i-esima, che invece è 1. Allora {e1, ..., en} è un insieme di generatori di Rn. Infatti per ogni vettore (a1, a2, ..., an) ∈ Rn si ha che (a1, a2, ..., an) = a1e1 + a2e2 + ... + anen.
3. L’esempio precedente dimostra che Rn è finitamente generato, per ogni n ≥ 1.
Problemi
1. Dimostrare che {(2, 1), (4, 5)} è un insieme di generatori di R2.
Soluzione. Dobbiamo dimostrare che ogni vettore (a, b) ∈ R2 è una combinazione lineare dei due vettori dati, cioè che dato un arbitrario (a, b) ∈ R2, possiamo trovare x, y tali che x(2, 1) + y(4, 5) = (a, b). Questo equivale a dire che il sistema:
2x + y = a
4x + 5y = b
è risolubile qualunque siano i “termini noti” a e b. Chi ricorda la regola di Cramer dirà subito che questo è vero, e in più il sistema ha soluzione unica, perché 2 · 5 − 4 · 1 ≠ 0. Allo stesso risultato si arriva anche provando direttamente a risolvere il sistema: si trova che qualunque siano a e b il sistema ha soluzione, unica, x = 5a-b6, y = b-2a3.
[In generale vale il fatto seguente: due vettori non proporzionali in R2 costituiscono sempre un insieme di generatori di R2. Sapete trovare una spiegazione geometrica di questo?]
2. Consideriamo il sottospazio vettoriale V di R3, V = Span {v1, v2, v3}, dove v1 = -12, v2 = 01, v3 = 23.
Dimostrare che {v1, v2} è un insieme di generatori di V.
Soluzione. Dobbiamo dimostrare che tutti gli elementi di V sono combinazioni lineari di v1 e v2. Per prima cosa, visto che v3 appartiene a V, v3 stesso deve essere combinazione lineare di v1 e v2. Con un calcolo diretto, analogo ai calcoli visti nella Sezione 1, troviamo infatti che v3 = −7/3 v1 + 3 v2 [fate il conto]. Ora, per definizione, V è generato da {v1, v2, v3} e quindi tutti i suoi elementi sono combinazioni lineari di v1 e v2.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.