Lezioni di algebra lineare
Contenuto
- Combinazioni lineari di vettori
- Sottospazi vettoriali
- Sottospazio vettoriale generato da un insieme di vettori
- Insiemi di generatori di uno spazio vettoriale
- Insiemi di vettori linearmente indipendenti
- Basi di uno spazio vettoriale
- Dimensione di uno spazio vettoriale
- Coordinate
- Somma e intersezione di sottospazi vettoriali
Prerequisiti
Si presuppone che lo studente conosca la definizione astratta di spazio vettoriale e l’esempio concreto con le operazioni naturali di spazio vettoriale reale R. In alcuni esempi si presuppone anche che lo studente abbia familiarità con la rappresentazione geometrica di R2 e di R3.
Premessa
Supponiamo fissato uno spazio vettoriale reale V. Nel seguito chiameremo vettori gli elementi di V e scalari i numeri reali. Negli esempi V sarà di solito uguale a R3 o a R2.
Combinazioni lineari di vettori
Supponiamo fissati k vettori v1, ..., vk (k intero ≥ 1).
Definizione. Un vettore v si dice combinazione lineare di v1, ..., vk se esistono degli scalari λ1, ..., λk tali che v = λ1v1 + ... + λkvk.
Definizione più generale. Se S è un sottoinsieme, anche infinito, di V, diciamo che il vettore v è combinazione lineare di elementi di S se v è uguale a una somma finita del tipo λ1v1 + ... + λkvk, con v1, ..., vk ∈ S e λ1, ..., λk ∈ R.
Esempio. Il vettore v = 3 è combinazione lineare dei vettori v1 = 4, v2 = −1, infatti v = 1v1 + 2v2 e quindi la condizione della definizione precedente è verificata da λ1 = 1 e λ2 = 2.
Problemi
1. Stabilire se il vettore v = 2 è combinazione lineare dei vettori v1 = 1 e v2 = 3. Se lo è determinare esplicitamente dei coefficienti a e b tali che v = av1 + bv2.
Soluzione. Dobbiamo: (a) stabilire se l'equazione vettoriale xv1 + yv2 = v, nella coppia di incognite reali (x, y) ha soluzioni; (b) se ci sono soluzioni, scriverne esplicitamente una.
Scriviamo esplicitamente l'equazione vettoriale precedente:
x + y = 2
x + 3y = 1
Con facili calcoli troviamo che il sistema scritto sopra ha come unica soluzione la coppia (x, y) = (−7, 4). Quindi: (a) v è combinazione lineare di v1 e v2; (b) a = −7 e b = 4 soddisfano la richiesta del problema (e sono gli unici reali con questa proprietà).
2. Stabilire se i vettori v = 3 e w = 3 sono combinazioni lineari di v1 = 0, v2 = 1, v3 = 3. Se lo sono, determinare esplicitamente i coefficienti di tali combinazioni lineari.
Soluzione. Lo schema di risoluzione è analogo a quello del problema precedente. Per stabilire se v è combinazione lineare di v1, v2, v3, dobbiamo studiare la risolubilità del sistema di equazioni:
x + 2y + z = 2 y + 3z = 3 x + 2y + z = 1
Confrontando la prima e la terza equazione del sistema si vede subito che il sistema non ha soluzioni, quindi v non è combinazione lineare di v1, v2 e v3.
Nel caso di w dobbiamo considerare il sistema:
x + 2y + z = 2 y + 3z = 3 x + 2y + z = 2
che chiaramente è equivalente a:
x + 2y + z = 2 y + 3z = 3
Questo è un sistema risolubile e con infinite soluzioni. Infatti, dalla seconda equazione ottengo y = −3 + 3z e, sostituendo nella prima, x = −7z + 4. Questo vuol dire che qualunque valore reale, diciamo c, io attribuisca a z, la terna (−7c + 4, −3 + 3c, c) è una soluzione del sistema. Quindi, poiché esistono soluzioni, w è combinazione lineare di v1, v2, v3; inoltre, esistono infinite terne di coefficienti (a, b, c) tali che w = av1 + bv2 + cv3; infine, l’insieme di tutte queste terne è {(−7c + 4, −3 + 3c, c) | c ∈ R}. Per ottenere una terna particolare basta attribuire un valore a c, ad esempio per c = 0 ottengo w = v2 + 3v3.
Sottospazi vettoriali
Definizione. Un sottospazio vettoriale di V è un sottoinsieme non vuoto di V chiuso rispetto alle operazioni di V.
Quindi dire che U è un sottospazio vettoriale di V vuol dire:
- (1) che U è un sottoinsieme di V che contiene almeno un vettore;
- (2) che se il vettore u appartiene a U, anche tutti i vettori di tipo λu (con λ ∈ R) appartengono a U;
- (3) che se i vettori u1 e u2 appartengono a U, anche il vettore u1 + u2 appartiene a U.
Osservazioni.
- Poiché 0v = 0 per ogni vettore v, dalle condizioni (1) e (2) della definizione segue che un sottospazio vettoriale contiene sempre il vettore 0.
- Dalle condizioni (2) e (3) segue che: se U è un sottospazio vettoriale di V, allora tutte le combinazioni lineari di vettori di U appartengono ancora a U.
- [Dimostrare] Un sottospazio vettoriale di V è a sua volta uno spazio vettoriale reale.
Esempi.
- Il sottospazio nullo (o banale). Il sottoinsieme {0} è un sottospazio vettoriale di V. Infatti: (1) contiene 0, quindi non è vuoto; (2) tutti i vettori di tipo λ0 (λ ∈ R) sono uguali a 0 e quindi stanno in {0}; (3) se u1 e u2 stanno in {0}, allora u1 = u2 = 0 e quindi u1 + u2 = 0.
- Il sottospazio improprio. [Dimostrare.] V stesso è un sottospazio vettoriale di se stesso.
- [Dimostrare.] Se fissiamo un sistema di riferimento nello spazio e identifichiamo i punti dello spazio con gli elementi di R3, tramite le coordinate, allora: tutte le rette passanti per l’origine e tutti i piani passanti per l’origine sono sottospazi vettoriali di R3.
N.B. Nel caso V = R3, i sottospazi descritti negli esempi 1, 2 e 3 precedenti sono tutti i sottospazi vettoriali di V. [Provate a dimostrare anche questo. Alla fine della lezione dovrebbe esservi del tutto chiaro.]
Sottospazio vettoriale generato da un insieme di vettori
Fissiamo un insieme non vuoto di vettori S ⊆ V.
Definizione. Il sottospazio vettoriale generato da S, che denoteremo con Span S, è il minimo sottospazio vettoriale di V che contiene S.
Spiegazione della definizione: “minimo” vuol dire: “ogni altro sottospazio vettoriale che contiene S contiene anche Span S”.
Teorema. Span S coincide con l’insieme di tutte le combinazioni lineari di vettori di S.
Schema di dimostrazione. [Capire e provare a completare.] Dobbiamo dimostrare due cose:
- che l’insieme di tutte le combinazioni lineari di vettori di S è un sottospazio vettoriale che contiene S.
- che è minimo nel senso spiegato sopra.
Per il punto 1 dobbiamo far vedere: (a) che sommando due combinazioni lineari di elementi di S si ottiene ancora una combinazione lineare di elementi di S (facile!); (b) che moltiplicando per uno scalare una combinazione lineare di elementi di S si ottiene ancora una combinazione lineare di elementi di S (facile!).
Per il punto 2 basta usare l’Osservazione 2 della sezione 2. Da questa segue direttamente che se un sottospazio vettoriale di V contiene S, allora contiene anche Span S.
Esempi.
- Span {0} = {0} perché è già un sottospazio vettoriale.
- [Dimostrare.] Fissiamo v ∈ V, v ≠ 0. Allora Span {v} è l’insieme di tutti i multipli scalari di v. In R2 e in R3, con l’usuale rappresentazione geometrica, si ottiene che Span {v} è la retta passante per l’origine su cui giace il vettore v.
- [Dimostrare.] Fissiamo u, v ∈ R3. Se u e v non sono proporzionali, allora otteniamo che la rappresentazione geometrica di Span {u, v} è il piano passante per l’origine che contiene i vettori u e v. [Problemi: 1. Cosa succede se u e v sono proporzionali? 2. Cosa può essere Span {v, w}, nella rappresentazione geometrica, se u, v, w sono tre vettori arbitrari in R3? 3. Se u e v sono due vettori non proporzionali di R2, cosa è Span {u, v}?]
Insiemi di generatori di uno spazio vettoriale
Definizione 1. Un insieme di generatori di V è un insieme di vettori S, incluso in V, tale che ogni vettore di V sia combinazione lineare di vettori di S.
Definizione 2. V si dice finitamente generato se ha un insieme di generatori finito.
Osservazioni.
- Dire che S è un insieme di generatori di V equivale a dire che V = Span S. [Spiegate perché.]
- Se S è un insieme di generatori di V, allora ogni sottoinsieme S′ di V che contiene S è ancora un insieme di generatori di V. (I generatori che non compaiono esplicitamente in combinazione lineare hanno coefficiente nullo).
Esempi.
- 1, 0 è un insieme di generatori di R2, perché per ogni vettore a ∈ R2 si ha:
a = a + b. - L’esempio precedente si generalizza a Rn, n ≥ 1: per i = 1, ..., n chiamiamo ei il vettore di Rn con tutte le componenti nulle tranne la i-esima, che invece è 1. Allora {e1, ..., en} è un insieme di generatori di Rn. Infatti per ogni vettore [a1, ..., an] ∈ Rn si ha:
[a1, ..., an] = a1e1 + a2e2 + ... + anen. - L’esempio precedente dimostra che Rn è finitamente generato, per ogni n ≥ 1.
Problemi
[Cfr. con i problemi della Sezione 1.]
1. Dimostrare che 2, 1 è un insieme di generatori di R2.
Soluzione. Dobbiamo dimostrare che ogni vettore di R2 è una combinazione lineare dei due vettori dati, cioè che dato un arbitrario [a, b] ∈ R2, possiamo trovare x, y tali che x[2, 1] + y[4, 5] = [a, b]. Questo equivale a dire che il sistema nella coppia di incognite reali (x, y)
2x + y = a 4x + 5y = bè risolubile qualunque siano i “termini noti” a e b. Chi ricorda la regola di Cramer dirà subito che questo è vero, e in più il sistema ha soluzione unica, perché 2·5 - 4·1 ≠ 0. Allo stesso risultato si arriva anche provando direttamente a risolvere il sistema: si trova che qualunque siano a e b il sistema ha soluzione, unica, x = (5a - b)/6, y = (b - 2a)/3.
2. Consideriamo il sottospazio vettoriale V di R3, V = Span {v1, v2, v3} dove v1 = [0, -1, 2], v2 = [1, -1, 3], v3 = [2, 1, 1]. Dimostrare che {v1, v2} è un insieme di generatori di V.
Soluzione. Dobbiamo dimostrare che tutti gli elementi di V sono combinazioni lineari di v1 e v2. Per prima cosa, visto che v3 appartiene a V, v3 stesso deve essere combinazione lineare di v1 e v2. Con un calcolo diretto, analogo ai calcoli visti nella Sezione 1, troviamo infatti che v3 = -7v1 + 3v2. Ora, per definizione, V è generato da {v1, v2, v3} e quindi tutti i suoi elementi sono combinazioni lineari di v1, v2, v3. Ma se sostituiamo a v3 la sua espressione come combinazione lineare di v1 e v2, riusciamo a trasformare ogni combinazione lineare di v1, v2, v3 in una combinazione lineare dei soli v1 e v2, che è quello che vogliamo.
Insiemi di vettori linearmente indipendenti
Fissiamo un insieme di vettori {v1, ..., vk} (k intero positivo) nello spazio vettoriale reale V.
Definizione. L’insieme {v1, ..., vk} si dice linearmente dipendente se esistono degli scalari a1, ..., ak non tutti nulli tali che
a1v1 + ... + akvk = 0.
Chiameremo una relazione del tipo sopra una relazione di dipendenza lineare tra i vettori v1, ..., vk.
L’insieme {v1, ..., vk} si dice linearmente indipendente se non è linearmente dipendente.
Nota. Spesso diremo in modo meno formale che “i vettori {v1, ..., vk} sono linearmente dipendenti (indipendenti)”.
Esempi.
- {0} è linearmente dipendente perché per ogni a si ha a0 = 0 e quindi, per ogni a ≠ 0 fissato, l’identità precedente fornisce una relazione di dipendenza lineare.
- V = R2. L’insieme 1, 2 è linearmente dipendente: si ha, ad esempio,
-2[1, 2] + 4[0, 1] = 0. - V = R3. L’insieme 1, 1, 2 è linearmente dipendente: si ha, ad esempio,
1[1, 1, 2] - 1[1, 1, 1] = 0. - V = R3. L’insieme 1, 2, 3 è linearmente dipendente: si ha, ad esempio,
[1, 1, 0] - 2[0, 1, 1] = 0. - V = R3. L’insieme 1, 2 è linearmente indipendente, perché se
a[1, 2] + b[1, 0] = 0,allora a e b sono necessariamente entrambi nulli.
Osservazioni.
- Un insieme formato da un singolo vettore {v} è linearmente dipendente se v = 0, mentre è linearmente indipendente se v ≠ 0 (perché in questo caso av = 0 solo se a = 0).
- Se k > 1 e {v1, ..., vk} è linearmente dipendente, allora almeno uno dei vettori vi è combinazione lineare degli altri. [Dimostrazione: per ipotesi esistono dei reali ai, i = 1, ..., k, tali che a1v1 + ... + akvk = 0 e almeno uno degli ai ≠ 0. Ma se ai ≠ 0, dalla relazione precedente ottengo:
vi = -Σ(aj/ai)vj.]
È facile dimostrare che vale anche il viceversa [fatelo], quindi si ha che: {v1, ..., vk} è linearmente dipendente se e solo se almeno uno dei vettori vi è combinazione lineare degli altri.
Come caso particolare dell’osservazione precedente otteniamo che: un insieme di due vettori è linearmente dipendente se e solo se i due vettori sono proporzionali.
Se {v1, ..., vk} è linearmente dipendente, allora ogni insieme di vettori di V che contiene {v1, ..., vk} è linearmente dipendente. [Dimostrazione: una relazione di dipendenza lineare tra i v1, ..., vk può essere vista come una relazione che coinvolge anche altri vettori, con coefficiente 0 (cfr. Esempio 3)]
Problemi
1. Stabilire se 1, 2, -1 è linearmente dipendente o indipendente.
Soluzione. Dobbiamo stabilire se è possibile trovare tre scalari x, y, z, non tutti nulli, tali che:
x[1, 2, 1] + y[-1, 0, 2] + z[1, -1, 1] = 0.Questa equazione vettoriale è equivalente al sistema lineare:
x + y + z = 0 - x + 2y + z = 0 x - y + z = 0quindi dobbiamo stabilire se questo sistema ha almeno una soluzione diversa dalla terna (0, 0, 0) (è chiaro che quest’ultima è una soluzione). Sottraendo la terza equazione dalla prima otteniamo che ogni soluzione deve soddisfare z = 0. Sostituendo 0 a z troviamo che deve valere anche x + y = 0 e - x + y = 0 e da qui facilmente che x = y = 0. Ne concludiamo che l’insieme di vettori dato è linearmente indipendente.
2. Sia v1 = -1, v2 = 1, v3 = -1. Stabilire se {v1, v2, v3} è linearmente dipendente o indipendente. Dire se è possibile scrivere ognuno dei tre vettori dati come combinazione lineare degli altri due.
Soluzione. La prima risposta è immediata se usiamo le Osservazioni 3 e 4: i primi due vettori sono proporzionali, quindi linearmente dipendenti, ne segue che tutto l’insieme è linearmente dipendente. Anche la seconda risposta è immediata: è chiaro che il primo vettore è combinazione lineare di v2 e v3.
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