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il legame con Bellini dal punto di vista stilistico ed iconografico. Dal punto di vista della

RITRATTISTICA si denota il più forte rapporto, in “Ritratto di giovane”, “Ritratto di donna”, “Giovane

uomo”. Anche in piccole immagini destinate alla devozione provata si rifà il legame tra i due: “Madonna

con il bambino” (tema belliniano per eccellenza), “Madonna Haller” e “Madonna del lucherino”. Nella

“Pala del rosario” si nota l’influsso belliniano nell’angelo musicista in basso al centro, la soluzione è

originalissima: formato marcatamente originale, la scena si dilata all’aperto, lasciando spazio agli effetti

di controluce, alla visione atmosferica, ad un sottile realismo.

Malgrado i legami col Bellini la visione di Dürer consente un naturalismo più aspro e pungente.

Summa degli interessi dell’artista è rappresentato dal “Cristo tra i dottori”, collezione Thyssen a Madrid

(1506): guarda verso l’esterno

1) Mantenga => figura in un angolo che

2) Leonardo => il volto grottesco in primo piano rimanda ai suoi studi sulle fisionomie dei volti

3) Bellini => figura in primo piano senza capelli e con barba fluente

- LUCA PACIOLI : maestro di segreta prospettiva, incontrato presumibilmente a Bologna nel 1506.

DüRER, LEONARDO E I PITTORI LOMBARDI DEL QUATTROCENTO:

Il rapporto tra Dürer e Leonardo è stato molto scandagliato dalla critica, soprattutto per ciò che riguarda la

trasmissione a Dürer di idee e teorie di Leonardo.

Questo legame è ben più complesso della semplice imitazione di Dürer per Leonardo.

Il tema più interessante, sia per la critica antica che per quella più recente, è dato dall’incidenza che ebbe

l’arte di Leonardo sul giovane Dürer.

Lo studioso Roberto Salvini , in un libro di trenta anni fa circa, ha parlato di qualità e sostanza del

“leonardismo” di Dürer, interrogandosi su cosa abbia portato Dürer ad interessarsi a Leonardo. La risposta a

questo interrogativo fu trovata nell’atteggiamento scientifico dei due artisti di fronte alla Natura.

In Leonardo “l’arte della pittura è al servizio della conoscenza scientifica”

In Dürer “la scienza racchiusa nella natura è al servizio dell’artista”

In entrambi il risultato è lo stesso, perché entrambi chiedono all’arte di “carpire alla natura le sue norme, ed è

preciso compito della pittura definire la realtà visiva delle cose della natura”.

= strumento principe d’indagine della Natura per Leonardo ; per Dürer ha lo stesso valore

DISEGNO

della parola.

PITTURA = è una scienza

Per Dürer il mondo di Leonardo è come un’interpretazione del mondo naturale e delle cose, che a lui poteva

sembrare più congeniale e condivisibile. Dürer “IL CONIGLIO” 1502 circa

Leonardo “RITRATTO DI DAMA CON L’ERMELLINO”

(particolare dell’ermellino – 1487 circa)

Entrambi gli artisti riescono a penetrare con la stessa acutezza la natura dei due differenti animali,

cogliendone il carattere vigile e le timide reazioni, con gli stessi analitici mezzi di interpretazione.

Dürer “LA GRANDE ZOLLA” (1503)

Si accosta ai molti fiori, ritratti naturali, foglie e frutti dei disegni giovanili di Leonardo (lunette del

“Cenacolo”).

La stessa percezione della natura si rivela affine nella definizione complessiva del paesaggio. Soprattutto nei

disegni:

“Paesaggio” di Leonardo, Uffizi (1473) e “Paesaggio con castello” di Dürer, Albertina (1490-1492).

La sensibilità mostrata da Leonardo e da Dürer nel rappresentare piante, animali, sintetizzare la linea sinuosa

di un dorso o di un collo, la ferinità e vitalità di una belva.

1482– 1483 Leonardo soggiorna a Milano.

Confronto tra “San Girolamo inginocchiato” di Leonardo e “Sant’Eustachio” di Dürer: il leone del primo e il

cane sdraiato tergo del secondo sono in un possibile rapporto di filiazione.

Una reminescenza delle figure del “Cenacolo” di Leonardo sono visibili in “L’adorazione dei magi” di Dürer

(Uffizi, 1504), profonda somiglianza nel modo di sentire e di risolvere i problemi della costruzione di una

figura solida nello spazio.

Nel raffigurare la natura, i due artisti seguono una via d’immagine parallela nella rappresentazione scientifica

della natura, si noti in: acquerelli di Dürer 1494-95 e le stratificazioni di rocce e radici nella sala delle asse,

castello degli Sforza a Milano, 1497-98 di Leonardo.

L’acquerello di Dürer “CAPANNA ABBANDONATA E ROCCE” (1514 circa) mostra un’affinità

impressionante con la sala dell’asse di Leonardo e e la sua “mania” di antropomorfizzare le

Bernardo Zenale

rocce, quindi Dürer potrebbe essere entrato a contatto anche con lui.

I primi contatti di Dürer con Leonardo avvennero durante il primo (supposto) soggiorno di Dürer a Venezia

1494-1495, infatti la maggior parte degli studiosi lo collocano in quel periodo, tranne che la studiosa K.

Crawford Luber, che attraverso lo studio di una ventina di acquerelli di Dürer, colloca il suo viaggio a

Venezia nel 1506, in quanto i dipinti di quel periodo si avvicinano maggiormente alla tecnica dei veneziani.

Le influenze precedenti al 1506 sono per la C. Luber riconducibili a delle stampe viste da Dürer in

Germania. Questa teoria non è esattamente valida, in quanto non è certo che Dürer si sia accostato alle

tecniche dei veneziani da subito.

Secondo PANOFSKY il 1503 è l’anno in cui Dürer aderisce maggiormente alla conoscenza dell’arte di

Leonardo.

La conoscenza precedente al 1503 dell’arte di Leonardo da parte di Dürer, si vedrà attraverso due possibili

intrecci:

La presenza di Ambrogio de’ Predis (sodale di Leonardo per la “Vergine delle Rocce”) nel 1493-94

1) a Innsbruck , presso l’imperatore Massimiliano. Ambrogio esegue il ritratto di

1502

Massimiliano I, sembra difficile pensare che non presupponga anche sedute dal vero.

Presumibilmente Dürer passò a Innsbruck alla metà degli anni Novanta. Nel 1494 Dürer

probabilmente vede i disegni di Leonardo, prima che a Venezia. Nel 1503 Dürer sviluppa il tema del

“Redentore”, come De’ Predis e un suo allievo: maestro della pala sforzesca.

Tra il 1500 e il 1504 JACOPO DE’ BARBARI trasmette Leonardo

2) a Dürer. Lo stesso Jacopo

sembra aver dato dei suggerimenti a Leonardo: attraverso la sua “Coppia di nudi in un interno”

stessa posizione di due amanti in un disegno di Leonardo. Jacopo sembra incorporare reminescenze

di Leonardo tramite GIOVANNI AGOSTINO DA LODI, anche Dürer conosce le sue opere

GALEAZZO SANSEVERINO ha sicuri rapporti con Leonardo, tant’è che alcuni disegni di

3) Leonardo possono essere stati mostrati a Dürer durante il soggiorno di Sanseverino a Norimberga.

Dürer, all’epoca del suo secondo viaggio a Venezia (1506-1507),

Tutti questi stimoli potrebbero aver indotto

a ricercare pitture e disegni di Leonardo.

Probabilmente ad indurre Dürer alla ricerca di Leonardo possono essere stati i suoi allievi, precedentemente

al 1505, che si erano trasferiti in buon numero a Venezia già dal 1495.

Desunzioni leonardesche di Dürer, prima del 1505:

1498 “Madonna della scimmia” (incisione) => bambino desunto

- dalla composizione di Leonardo

“Madonna del gatto”, ripresa da nella “Madonna col Bambino” (o dei garofani).

Andrea Solario

L’opera di Solario fu vista da Dürer, che la riprese nell’acquerello “Madonna degli animali” (1503) e

- nella “Madonna del rosario” (Venezia 1506).

Nella “Madonna col bambino e santi” di Solario, il Bambino si richiama a modelli

- di Dürer, mentre

la testa di San Simeone sembra richiamarsi all’opera di Dürer “Gesù fra i dottori” (1506).

Il “Ritratto di giovane” (pinacoteca di Brera) di Solario potrebbe aver influenzato il “Ritratto di

- giovane uomo” di Dürer a Vienna. Probabilmente l’opera di Solario potrebbe essere pre-datata al

1495 anziché al 1506. Il “Ritratto di giovane uomo” di Dürer deriva dalla “Vecchia” di Giorgione.

dipinse la “Madonna con il

- Un altro leonardesco, il cosiddetto Francesco Napoletano

Bambino”, presumibilmente dipinta a Venezia per via del paesaggio lagunare. Si notino dei

Dürer, che si rifanno a quest’opera e alla gamba levata del Bambino.

dipinti e delle incisioni di

Questi spunti creano un’osmosi tra Leonardo, l’arte lombarda del 1400 e Dürer.

DüRER E LA “MANIERA MODERNA” DI FIRENZE

ALBRECHT

Dalla biografia su Andrea Del Sarto di Giorgio Vasari, si evince il forte ascendente che Dürer

esercita su Del Sarto, primo caposcuola fiorentino della cosiddetta “maniera moderna”.

Vasari più propriamente si rifà a due affreschi del Del Sarto nel Chiostro dello Scalzo:

“Predica di Giovanni Battista” (1515 circa)

- “Battesimo delle turbe” (1516 circa)

-

Secondo il Vasari, l’idioma oltramondano avrebbe avuto un fortissimo impatto nel secondo decennio del

1500.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti su Albrecht Durer della professoressa Macioce che portano a conoscere più a fondo l'artista tedesco.
Si prendono in esame gli anni dei contatti con grandi maestri quali Mantegna, Jacopo De Barbari, Giovanni Bellini e Luca Pacioli, Leonardo ed i pittori lombardi del 400.
In questi appunti della professoressa Macioce su Albrecht Durer si analizzano anche una biografia del Vasari su Andrea Del Sarto e il suo rapporto con Durer.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in letteratura musica spettacolo
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte e dello spettacolo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Macioce Stefania.

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