Chirurgia accessi vascolari per terapia infusionale
Vie di accesso vascolare
Le vie di accesso vascolare possono essere:
- Vie periferiche: vene periferiche arto superiore e vene periferiche arto inferiore. Vengono utilizzate nei pazienti in cui le vene dell'arto superiore non sono più isolabili o per continui cicli di chemioterapia o a causa di trombosi.
- Vie centrali:
- Succlavia: è la più utilizzata.
- Giugulare.
- Femorale: utilizzata in caso di difficoltà di accesso alla succlavia e alla giugulare; più che come accesso per infusione continua è prediletta come via di accesso centrale nei pazienti in cui è difficoltoso fare prelievi per altre vie.
Nell'arto superiore viene utilizzato come accesso più frequente alla piega del gomito la vena omerale o la vena basilica mediale. Vengono anche utilizzate le vene sul dorso della mano e più raramente la vena ulnare.
Nell'arto inferiore, se deve essere un accesso momentaneo per un prelievo, si utilizza la vena femorale. Di norma, gli accessi periferici prediletti per infusioni di lunga durata sono: le vene del dorso del piede o anche la safena nella sua porzione distale. Quest'ultima, dal terzo medio della gamba in giù, è più superficiale e termina anteriormente al malleolo mediale mentre posteriormente al malleolo mediale termina la tibiale posteriore. La differenza fra queste due vene è che la safena fa parte del circolo superficiale mentre la tibiale posteriore, anche se dislocata in superficie, fa parte del circolo profondo.
Terapia infusionale periferica
Nella via di accesso periferica vengono utilizzati dei presidi specifici per la somministrazione dei farmaci: dall'ago collegato alla siringa, al butterfly, all'agocannula con camicia esterna morbida e mandrino interno metallico.
Differenza di utilizzo di questi presidi: perché usare il butterfly o l'agocannula?
- Il butterfly, più piccolo e sottile, è meno traumatico però ci dà una minore sicurezza di mantenimento e durata dell'accesso venoso; inoltre, essendo metallico, può ledere le pareti della vena creando un ematoma anche con un semplice movimento del paziente. Il butterfly viene comunque utilizzato nelle somministrazioni di breve durata o rapide.
- L'agocannula si preferisce usarlo nelle somministrazioni di lunga durata; una volta inserito e tolto il mandrino metallico traumatizza meno la vena e crea minori danni alla parete, anche con i movimenti, e permette al paziente una maggiore libertà. Questo viene valutato dal tipo e dalla durata dell'infusione. Normalmente l'agocannula si eparinizza e può essere mantenuto in loco anche senza infusione per diversi giorni.
Per la terapia infusionale periferica servono:
- La bottiglia contenente il liquido da infondere.
- Il deflussore che comprende un gocciolatoio.
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