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Il 400: figura cardine e situazione politica e sociale

L'uomo vitruviano

Nel quattrocento, l'Italia è divisa tra il regno di Napoli (prima di dominazione francese e poi Aragonese) e lo Stato Pontificio, che, con il papa Gregorio XI, nel 1377, era tornato a Roma. La situazione creatasi "città autonome: sono città filopapaliconsente la nascita di piccole stato" e hanno una cultura molto viva, assumono crescente importanza e si affiancano a Roma come centro di promozione culturale. Questo fenomeno dà origine al mecenatismo, cioè il sostegno, da parte delle corti, all'operato degli artisti. L'Italia rifiorisce culturalmente. In Europa, dopo la guerra dei 100 anni, si formano gli stati nazionali: la Francia con i Borbone, nel 1461, l'Inghilterra dei Tudor. L'idea di nazione è tuttavia un'idea europea, l'Italia infatti resta frammentata. Nasce la concezione di artista come uomo di molteplici competenze, di personalità a tutto tondo: architetto, pittore, letterato, scultore. I vari Stati italiani hanno una diversa politica ma un'unità linguistica che consente scambi culturali, appoggiati dalla rivalutazione della cultura antica, che avviene fin dai primi decenni del quattrocento.

La cultura

Tra il 1438 e il 1439, Ferrara e Firenze ospitano il concilio che sancisce l'unione della Chiesa greca con quella latina: è la rappacificazione tra Oriente e Occidente. L'unione fa sì che la cultura greca possa diventare parte integrante della cultura latina occidentale, sia a livello prettamente culturale sia a livello linguistico. Lo studio dell'antico domina il 400 e il 500 insieme allo studio delle antichità romane, attraverso alcuni testi riscoperti provenienti dal mondo antico. La cultura latina permea l'artista, il quale studia direttamente il mondo antico attraverso l'analisi filologica di ciò che di quel mondo resta. È l'inizio del Rinascimento. Precedentemente, l'architettura non considerava l'antico: era barbara, gotica e romanica. Questo tipo di architettura viene progressivamente abbandonato, a favore della reinterpretazione dell'antichità classica. Lo studio dell'antico è oggetto a cui riferirsi o di cui servirsi per l'architettura dell'epoca.

La conservazione

Nasce in quegli anni la conservazione di ciò che il passato ha consegnato ai posteri. Per conoscere filologicamente il passato è necessario recarsi sul posto (Roma) e realizzare disegni degli edifici (disegni percettivi o fatti attraverso rilievi scientifici).

Le proporzioni

Con Brunelleschi, in pieno 400, si iniziano a misurare gli edifici per studiarne le proporzioni. Nel 400 e nel 500, le proporzioni sono alla base del progetto. Tale studio è dettato anche dal ritrovamento del De architectura di Vitruvio, un trattato di architettura antico, unico testo dettagliato diretto a noi giunto. Si compone di 10 libri scritti da Marco Vitruvio Pollione e ripresentati da Cesariano, nel 1521. Studiare Vitruvio significa confrontarsi con i temi imprescindibili del fare architettura classica, ad esempio con gli ordini architettonici: nella spiegazione che Vitruvio fornisce, egli utilizza termini in greco senza tradurli. Vitruvio guarda all'architettura di Roma ed evidenzia le proporzioni rispetto al corpo umano, fa paralleli tra gli ordini architettonici e la figura umana: l'ordine dorico si riferisce alla forza virile; l'ordine ionico si riferisce alla figura femminile. I rapporti proporzionali sono trattati da Vitruvio nel terzo libro; nel quinto egli discute del rapporto tra musica e architettura: egli infatti studia la musica ed evidenzia il rapporto matematico tra i suoni. Questo viene riportato in architettura con dei rapporti (1:1, 1:2, 2:3, 3:4) che si ritrovano in quasi tutte le architetture quattrocentesche e cinquecentesche.

L'uomo al centro dell'universo

Il trattato pone le basi per la nascita della trattatistica moderna e pone l'uomo al centro della cultura. L'uomo ha importanza riconosciuta nei confronti di Dio. La classe sociale borghese è forte, ricca, segue commerci di lusso (Venezia, il doge, la ricca aristocrazia terriera della terraferma veneta). L'artista, grazie al mecenatismo non solo delle corti ma esercitato anche dalla classe borghese, ha possibilità di dedicarsi all'arte, di studiare l'uomo e di produrre. Il 400 e il 500 sono periodi laici, il papato è visto come forma di potere temporale. L'uomo si rapporta a Dio non solo attraverso la fede ma anche attraverso la ragione (razionalismo quattrocentesco). L'immagine dell'uomo vitruviano di Leonardo ben rappresenta l'uomo del periodo rinascimentale: l'uomo a misura di tutte le cose (e tutte le cose a misura di nuovo). L'uomo è intellettuale, razionale, precettore, insegnante, operativo, creativo alla corte dei signori. In filosofia questo concetto si esprime nella rivalutazione del neoplatonismo (Firenze) e della filosofia aristotelica (Padova). Nel Rinascimento, l'uomo è signore di se stesso (cit. Pico della Mirandola). Si affermano in questo periodo l'antropocentrismo, l'imitazione della natura e l'indipendenza dell'uomo da Dio.

La prospettiva e i progetti ideali

Gli studiosi del 400 studiano come si costruisce (analisi strutturale) un edificio e studiano la prospettiva (Filippo Brunelleschi ne è lo sperimentatore). La prospettiva quattrocentesca è quella centrale e inizia appunto con le tavole di Brunelleschi, per finire con la rappresentazione pittorica e architettonica di Bramante. La prospettiva infatti trova applicazione non solo nelle rappresentazioni dei progetti reali, ma anche in quelle di città immaginarie. Durante l'Umanesimo e per tutto il Rinascimento, sono numerosi i teorici e i cultori che fanno progetti ideali (Sforzinda di Filarete, la città a figura umana di Francesco di Giorgio).

La perfezione

L'obiettivo degli studiosi è la ricerca della perfezione: essa è raggiungibile in quanto a misura di uomo e poiché ogni artista compone i propri capolavori basandosi su ciò che è già stato precedentemente prodotto, migliorandolo. Per raggiungere la perfezione, si parte dagli ordini architettonici (dorico, ionico, corinzio, composito, tuscanico). L'ordine architettonico è il riferimento nella modernità al comporre architettonico classico; gli ordini architettonici sono utilizzati secondo il principio della sovrapposizione degli ordini (si sceglie l'ordine più robusto e lo si colloca al piano terra, successivamente, si alleggerisce la composizione andando progressivamente verso l'alto con ordini quali quello ionico e quello corinzio). L'arco che viene utilizzato è quello a tutto sesto, che genera volte a botte.

La modularità

La modularità è la ripetizione di una misura in pianta o in alzato, che viene assunta come unità-guida. Solitamente tale misura è individuata nel raggio della colonna. La ripetizione del modulo crea spesso composizioni con forte tensione verticale. Alberti sosteneva: "imitare gli antichi ma per laude superarli".

I tipi edilizi

Argan (Enciclopedia universale dell'arte): scegliere il tipo edilizio è elemento utile alla progettazione e può sostituirla. Il tipo si rappresenta in disegni in pianta, in sezioni e in alzato, considerato modello anche astratto: consente di distinguere gli oggetti e la loro cronologia. Capire lo schema mentale di un progetto aiuta a capire il tipo, come esso è stato costruito e l'epoca della costruzione e insegna a fare nuovi progetti. È fondamentale saper leggere i disegni e individuare le linee comuni di alcuni edifici o di determinati periodi: questo consente di individuare un modello.

L'edificio residenziale

Il palazzo aristocratico, con il primo piano nobile, viene definito nel quattrocento. È un edificio civile, costruito da famiglie abbienti, che occupa un intero lotto. Nel 400, il palazzo ha uno sviluppo in pianta e una distribuzione planimetrica particolari: dispone di un cortile interno e di un giardino, che assume una sempre maggiore importanza nella progettazione della intera casa. Solitamente il palazzo ha struttura quadrangolare, possiede un cortile e due prospetti.

  • Il prospetto principale affaccia su strada, è molto diverso dal prospetto interno, perché deve esprimere la ricchezza e la potenza del casato. È principalmente rivestito di bugnato (rivestimento con lastre rettangolari lisce o rustiche per irrobustire la composizione, comunica solidità ed è usato soprattutto per il basamento, decorativo e non strutturale) ed è arricchito con una fascia marcapiano (la fascia denuncia all'esterno il cambiamento interno del piano, decorativa, segna il cambio piano per la sovrapposizione dell'ordine e per un progressivo alleggerimento; nel caso in cui gli ordini architettonici non siano impiegati nel progetto, la fascia marcapiano delinea un progressivo alleggerirsi nei materiali di finitura).
  • Il prospetto interno, si affaccia sul cortile o sul giardino, è un prospetto intimo, dispone di una composizione "privata". Sono tipici altri elementi: archi a tutto sesto e teorie di archi al piano terra per creare un loggiato, un portico lungo il cortile. Verso il cortile le teorie di archi generano un atrio, al piano superiore, definiscono logge e terrazze con affaccio sul giardino.

La villa extraurbana

La villa extraurbana è un edificio residenziale, situato fuori dai centri urbani, che in alcuni casi è destinato unicamente a riposo del Signore, all'ozio (Lazio e centro Italia); in altre aree geografiche, accoglie anche la funzione produttiva (produzione agricola, in Veneto). Quest'ultima tipologia di villa accoglie non solo spazi abitativi ma anche per la produzione. Il progetto della villa di campagna e progetto del giardino sono relazionati all'ambiente circostante.

La chiesa

Le numerose chiese del quattrocento possiedono diversi tipi di pianta:

  • Pianta a croce greca: struttura con transetto e navata centrale uguali
  • Pianta a croce latina (immissa: il transetto è due terzi della navata principale; commissa: il transetto forma una T con la navata principale)

Dall'analisi di Santa Maria Novella, emergono alcuni elementi tipici:

  • L'organizzazione delle navate e della loro diversa altezza
  • L'uso dell'arco tutto sesto che è modulo per comporre ed è caratteristico della facciata
  • L'uso degli ordini
  • L'uso di materiali di diversi colori (marmo bianco, verde, grigio)
  • Timpani di chiusura
  • Coperture a cupola
  • La creazione di campate con archi a tutto sesto

Architettura militare fortificata

Studio delle forme delle fortificazioni.

Firenze

Firenze è città egemone in cui lavorano i principali architetti artisti del 400-500. Nel 1434, con Cosimo de' Medici, Firenze, da Repubblica (comune), diventa una signoria: il passaggio è molto importante. Il ceto emergente a Firenze è il ceto dei mercanti. In città, è tuttavia importante la presenza di numerosi ordini religiosi (domenicani, francescani, agostiniani, benedettini): la loro presenza influenzerà i vari tipi di chiesa presenti in città. Dall'analisi urbanistica delle carte storiche, si denota che Firenze è cresciuta per fasi:

  • Un primo impianto romano (assi perpendicolari)
  • Impianto medievale (dopo il 1000: al centro della città la lottizzazione densa, con vie strette, isolati lunghi, vicini e stretti, separati da rittane, cioè fogne a cielo aperto, che demarcavano le varie proprietà)
  • Prima estensione, in una prima cinta di mura (gli isolati sono meno densi e dispongono di aree verdi)
  • Fuori dalla prima cinta di mura (ci sono spazi aperti con monasteri e comandanti)

Dal 13º secolo a Firenze si erano costituite le arti, le corporazioni per le persone che svolgevano la stessa attività (mercanti, banchieri, artigiani della lana, della seta eccetera).

Filippo Brunelleschi (1377, 1446)

Filippo Brunelleschi nasce a Firenze da un'agiata famiglia della borghesia fiorentina. È il teorizzatore della prospettiva e delle proporzioni, in seguito alle quali definirà il suo modulo e i suoi principi compositivi, che lo distingueranno da Leon Battista Alberti.

L'analisi

Brunelleschi codifica sistemi compositivi, studia attraverso concreta, è architetto e progettista, è costruttore ma non teorico. Si iscrive all'arte della seta per esercitare una professione e, nel 1404, dopo aver sostenuto l'apposito esame, diventa maestro all'interno della corporazione. Per studiare direttamente l'architettura antica si reca a Roma, studia le forme, la composizione e si interroga su quale processo seguire per ottenere una determinata composizione, trovata come modello all'interno del mondo classico. Brunelleschi studia nello spazio e nel costruito: ne sono un esempio le due tavolette in cui teorizza la prospettiva (sono due tavole, perdute, descritte tuttavia dai suoi biografi, in cui Brunelleschi teorizza la prospettiva centrale in modo scientifico). Le prime opere di Brunelleschi sono opere scultoree; nel 1401 Brunelleschi partecipa insieme a numerosi altri artisti al concorso per la realizzazione della seconda porta del battistero di Firenze: per questo concorso egli presenterà la formella scultorea rappresentante il sacrificio di Isacco. La formella di Brunelleschi è molto centralizzata, al centro della composizione appare la mano dell'angelo che ferma il gesto violento di Abramo: è il punto centrale intorno al quale ruota l'intera composizione.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher IlariaB.93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Torino o del prof Gianasso Elena.
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