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400, società e cultura, Storia dell'architettura moderna

Appunti di Storia dell'architettura moderna per l'esame della professoressa Gianasso su: informazioni sulla società e sulla cultura del 400 in territorio italiano. cenni biografici su Filippo brunelleschi e dettagliate informazioni (in più pagine) su santa maria del fiore. Sono anche diffusamente trattate tutte le altre opere di Brunelleschi (ospedale degli innocenti, santo spirito,... Vedi di più

Esame di Storia dell'architettura moderna docente Prof. E. Gianasso

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Il 400

Figura cardine: l'uomo vitruviano

Situazione politica e sociale

Nel quattrocento, l'Italia è divisa tra il regno di Napoli (prima di

dominazione francese e poi Aragonese) e lo Stato Pontificio, che, con il

papa Gregorio XI, nel 1377, era tornato a Roma. La situazione creatasi

“città autonome: sono città filopapali

consente la nascita di piccole stato” e

hanno una cultura molto viva, assumono crescente importanza e si

affiancano a Roma come centro di promozione culturale. Questo fenomeno

dà origine al mecenatismo, cioè il sostegno, da parte delle corti, all'operato

degli artisti. L'Italia rifiorisce culturalmente. In Europa, dopo la guerra dei

100 anni, si formano gli stati nazionali: la Francia con i Borbone, nel 1461,

l'Inghilterra dei Tudor. L'idea di nazione è tuttavia un'idea europea, l'Italia

infatti resta frammentata. Nasce la concezione di artista come uomo di

molteplici competenze, di personalità a tutto tondo: architetto, pittore,

letterato, scultore. I vari Stati italiani hanno una diversa politica ma

un'unità linguistica che consente scambi culturali, appoggiati dalla

rivalutazione della cultura antica, che avviene fin dei primi decenni del

quattrocento.

La cultura

Tra il 1438 e il 1439, Ferrara e Firenze ospitano il concilio che sancisce

l'unione della Chiesa greca con quella latina: è la rappacificazione tra

Oriente e Occidente. L'unione fa sì che la cultura greca possa diventare

parte integrante della cultura latina occidentale, sia a livello prettamente

culturale sia a livello linguistico. Lo studio dell'antico domina il 400 e il

500 insieme allo studio delle antichità romane, attraverso alcuni testi

riscoperti provenienti dal mondo antico. La cultura latina permea l'artista,

il quale studia direttamente il mondo antico attraverso l'analisi filologica di

ciò che di quel mondo resta. È l'inizio del Rinascimento. Precedentemente,

l'architettura non considerava l'antico: era barbara, gotica e romanica.

Questo tipo di architettura viene progressivamente abbandonato, a favore

della reinterpretazione dell'antichità classica. Lo studio dell'antico è

oggetto a cui riferirsi o di cui servirsi per l'architettura dell'epoca.

La conservazione

Nasce in quegli anni la conservazione di ciò che il passato ha consegnato

ai posteri. Per conoscere filologicamente il passato è necessario recarsi sul

posto (Roma) e realizzare disegni degli edifici (disegni percettivi o fatti

attraverso rilievi scientifici).

Le proporzioni

Con Brunelleschi, in pieno 400, si iniziano a misurare gli edifici per

studiarne le proporzioni. Nel 400 e nel 500, le proporzioni sono alla base

del progetto. Tale studio è dettato anche dal ritrovamento del De

architectura di Vitruvio, un trattato di architettura antico, unico testo

dettagliato diretto a noi giunto. Si compone di 10 libri scritti da Marco

Vitruvio Pollione e ripresentati da Cesariano, nel 1521.

Studiare Vitruvio significa confrontarsi con i temi imprescindibili del

fare architettura classica, ad esempio con gli ordini architettonici:

nella spiegazione che Vitruvio fornisce, egli utilizza termini in greco

senza tradurli. Vitruvio guarda all'architettura di Roma ed evidenzia

le proporzioni rispetto al corpo umano, fa paralleli tra gli ordini

architettonici e la figura umana: l'ordine dorico si riferisce alla

forza virile; l'ordine ionico si riferisce alla figura femminile.

I rapporti proporzionali sono trattati da Vitruvio nel terzo libro; nel

quinto egli discute del rapporto tra musica e architettura: egli infatti

studia la musica ed evidenzia il rapporto matematico tra i suoni. Questo

viene riportato in architettura con dei rapporti (1:1, 1:2, 2:3,

3:4) che si ritrovano in quasi tutte le architetture quattrocentesche e

cinquecentesche.

L'uomo al centro dell'universo

Il trattato pone le basi per la nascita della trattatistica moderna e pone

l'uomo al centro della cultura. L'uomo ha importanza riconosciuta

nei confronti di Dio. La classe sociale borghese è forte, ricca, segue

commerci di lusso (Venezia, il doge, la ricca aristocrazia terriera della

terraferma veneta). L'artista, grazie al mecenatismo non solo delle

corti ma esercitato anche dalla classe borghese, ha possibilità di dedicarsi

all'arte, di studiare l'uomo e di produrre. Il 400 e il 500 sono

periodi laici, il papato è visto come forma di potere temporale.

L'uomo si rapporta Dio non solo attraverso la fede ma anche attraverso

la ragione (razionalismo quattrocentesco). L'immagine dell'uomo

vitruviano di Leonardo ben rappresenta l'uomo del periodo

rinascimentale: l'uomo a misura di tutte le cose (e tutte le cose a

misura di nuovo). L'uomo è intellettuale, razionale, precettore, insegnante,

operativo, creativo alla corte dei signori. In filosofia questo concetto si

esprime nella rivalutazione del neoplatonismo (Firenze) e della filosofia

aristotelica (Padova). Nel Rinascimento, l'uomo è signore di se stesso

(cit. Pico della Mirandola). Si affermano in questo periodo

l'antropocentrismo, l'imitazione della natura e l'indipendenza

dell'uomo da Dio.

La prospettiva e i progetti ideali

Gli studiosi del 400 studiano come si costruisce (analisi

strutturale) un edificio e studiano la prospettiva (Filippo Brunelleschi

ne è lo sperimentatore). La prospettiva quattrocentesca è quella centrale

e inizia appunto con le tavole di Brunelleschi, per finire con la

rappresentazione pittorica e architettonica di Bramante. La prospettiva

infatti trova applicazione non solo nelle rappresentazioni dei progetti

reali, ma anche in quelle di città immaginarie. Durante l'Umanesimo e

per tutto il Rinascimento, sono numerosi i teorici e i cultori che fanno

progetti ideali (Sforzinda di Filarete, la città a figura umana di

Francesco di Giorgio).

La perfezione

L'obiettivo degli studiosi è la ricerca della perfezione: essa è

raggiungibile in quanto a misura di uomo e poiché ogni artista compone i

propri capolavori basandosi su ciò che è già stato precedentemente

prodotto, migliorandolo. Per raggiungere la perfezione, si parte dagli

ordini architettonici (dorico, ionico, corinzio, composito, tuscanico).

L'ordine architettonico è il riferimento nella modernità al comporre

architettonico classico; gli ordini architettonici sono utilizzati secondo

il principio della sovrapposizione degli ordini (si sceglie l'ordine

più robusto e lo si colloca al piano terra, successivamente, si

alleggerisce la composizione andando progressivamente verso l'alto con

ordini quali quello ionico e quello corinzio). L'arco che viene

utilizzato è quello a tutto sesto, che genera volte a botte.

La modularità

La modularità è la ripetizione di una misura in pianta o in alzato, che

viene assunta come unità-guida. Solitamente tale misura è individuata nel

raggio della colonna. La ripetizione del modulo crea spesso composizioni

con forte tensione verticale. Alberti sosteneva: "imitare gli

antichi ma per laude superarli".

I tipi edilizi

Argan (Enciclopedia universale dell'arte): scegliere il tipo edilizio è

elemento utile alla progettazione e può sostituirla. Il tipo si rappresenta

in disegni in pianta, in sezioni e in alzato, considerato modello anche

astratto: consente di distinguere gli oggetti e la loro cronologia".

Capire lo schema mentale di un progetto aiuta a capire il tipo, come

esso è stato costruito e l'epoca della costruzione e insegna a fare

nuovi progetti. È fondamentale saper leggere i disegni e individuare le

linee comuni di alcuni edifici o di determinati periodi: questo consente

di individuare un modello.

L'edificio residenziale

Il palazzo aristocratico, con il primo piano nobile, viene definito nel

quattrocento.

È un edificio civile, costruito da famiglie abbienti, che occupa un intero

lotto. Nel 400, il palazzo ha uno sviluppo in pianta e una distribuzione

planimetrica particolari: dispone di un cortile interno e di un giardino, che

assume una sempre maggiore importanza nella progettazione della intera

casa. Solitamente il palazzo ha struttura quadrangolare, possiede un cortile

e due prospetti .

- Il prospetto principale affaccia su strada, è molto diverso dal

prospetto interno, perché deve esprimere la ricchezza e la potenza del

casato. È principalmente rivestito di bugnato (rivestimento con lastre

rettangolari lisce o rustiche per irrobustire la composizione,

comunica solidità ed è usato soprattutto per il basamento, decorativo

e non strutturale) ed è arricchito con una fascia marcapiano (la fascia

denuncia all'esterno il cambiamento interno del piano, decorativa,

segna il cambio piano per la sovrapposizione dell'ordine e per un

progressivo alleggerimento; nel caso in cui gli ordini architettonici

non siano impiegati nel progetto, la fascia marcapiano delinea un

progressivo alleggerirsi nei materiali di finitura).

- Il prospetto interno, si affaccia sul cortile o sul giardino, è

un prospetto intimo, dispone di una composizione "privata". Sono

tipici altri elementi: archi a tutto sesto e teorie di archi al piano

terra per creare un loggiato, un portico lungo il cortile. Verso il

cortile le teorie di archi generano un atrio, al piano superiore,

definiscono logge e terrazze con affaccio sul giardino.

La villa extraurbana

La villa extraurbana è un edificio residenziale, situato fuori dai centri

urbani, che in alcuni casi è destinato unicamente a riposo del Signore,

all'ozio (Lazio e centro Italia); in altre aree geografiche, accoglie

anche la funzione produttiva (produzione agricola, in Veneto).

Quest'ultima tipologia di villa accoglie non solo spazi abitativi ma

anche per la produzione. Il progetto della villa di campagna e progetto del

giardino sono relazionati all'ambiente circostante.

La chiesa

Le numerose chiese del quattrocento possiedono diversi tipi di pianta:

- Pianta a croce greca: struttura con transetto e navata centrale uguali

- Pianta a croce latina (immissa: il transetto é due terzi della navata

principale; commissa: il transetto forma una T con la navata principale)

Dall'analisi di Santa Maria Novella, emergono alcuni elementi tipici:

- l'organizzazione delle navate e della loro diversa altezza,

- l'uso dell'arco tutto sesto che é modulo per comporre ed è

caratteristico della facciata,

- l'uso degli ordini,

- l'uso di materiali di diversi colori (marmo bianco, verde, grigio),

- timpani di chiusura,

- coperture a cupola,

- la creazione di campate con archi a tutto sesto.

Architettura militare fortificata

Studio delle forme delle fortificazioni.

Firenze

Firenze é città egemone in cui lavorano i principali architetti artisti del

400-500.

Nel 1434, con Cosimo de' medici, Firenze, da Repubblica (comune),

diventa una signoria: il passaggio é molto importante. Il ceto emergente a

Firenze é il ceto dei mercanti. In città, è tuttavia importante la

presenza di numerosi ordini religiosi (domenicani, francescani,

agostiniani, benedettini): la loro presenza influenzerà i vari tipi di

chiesa presenti in città.

Dall'analisi urbanistica delle carte storiche, si denota che Firenze è

cresciuta per fasi:

- Un primo impianto romano (assi perpendicolari)

- Impianto medievale (dopo il 1000: al centro della città la

lottizzazione densa, con vie strette, isolati lunghi, vicini e stretti,

separati da rittane, cioè fogne a cielo aperto, che demarcavano le

varie proprietà)

- Prima estensione, in una prima cinta di mura (gli isolati sono meno

densi e dispongono di aree verdi)

- Fuori dalla prima cinta di mura (ci sono spazi aperti con monasteri e

comandanti)

Dal 13º secolo a Firenze si erano costituite le arti, le corporazioni per le

persone che svolgevano la stessa attività (mercanti, banchieri, artigiani

della lana, della seta eccetera).

Filippo Brunelleschi

(1377, 1446)

Filippo Brunelleschi nasce a Firenze da un'agiata famiglia della

borghesia fiorentina. É il teorizzatore della prospettiva e delle

proporzioni, in seguito alle quali definirà il suo modulo e i suoi

principi compositivi, che lo distingueranno da Leon Battista Alberti.

l’analisi

Brunelleschi codifica sistemi compositivi, studia attraverso

concreta, è architetto e progettista, è costruttore ma non teorico.

Si iscrive all'arte della seta per esercitare una professione e, nel

1404, dopo aver sostenuto l'apposito esame, diventa maestro

all'interno della corporazione. Per studiare direttamente

l'architettura antica si reca a Roma, studia le forme, la composizione

e si interroga su quale processo seguire per ottenere una determinata

composizione, trovata come modello all'interno del mondo classico.

Brunelleschi studia nello spazio e nel costruito: ne sono un esempio le due

tavolette in cui teorizza la prospettiva (sono due tavole, perdute, descritte

tuttavia dei suoi biografi, in cui Brunelleschi teorizza la prospettiva

centrale in modo scientifico). Le prime opere di Brunelleschi sono opere

scultoree; nel 1401 Brunelleschi partecipa insieme a numerosi altri artisti

al concorso per la realizzazione della seconda porta del battistero di

Firenze: per questo concorso egli presenterà la formella scultorea

rappresentante il sacrificio di Isacco. La formella di Brunelleschi è molto

centralizzata, al centro della composizione appare la mano dell'angelo

che ferma il gesto violento di Abramo: è il punto centrale intorno cui

comporre un’unitaria composizione. Nonostante la qualità del lavoro di

Brunelleschi, il concorso è vinto da Ghiberti (1378), il quale propone una

composizione divisa a metà (sacrificio, Abramo) maggiormente apprezzata

della cultura ancora di impronta medievale dell'epoca, che prevedeva

la focalizzazione di momenti specifici. Altre opere scultoree di

Brunelleschi si trovano all'interno di Santa Maria Novella (crocifisso)

e nella cappella Pazzi (alcuni tondi scultorei).

Cronologia

- 1417: realizzazione della cupola di Santa Maria del fiore e invenzione

del sistema costruttivo che sarà modello di cupola anche per San Pietro

- 1419: realizzazione o spedale degli innocenti

- 1420 realizzazione della basilica di San Lorenzo

- 1430 1440: Santa Croce (impianti basilicali)

- Cappella pazzi, in Santa Croce (pianta centrale)

- Rotonda degli angeli

- Palazzo medici (completato da Michelozzo)

Il progetto di Santa Maria del fiore

All'inizio del quattrocento, la chiesa di Santa Maria del fiore è

ancora priva di una copertura, che si prevedeva a cupola. Il primo

progetto per il Duomo di Firenze era di Arnolfo di Cambio (da cui

l'impianto longitudinale). Francesco Talenti, in epoca successiva, ne

allunga la pianta, arrivando fino al campanile di Giotto. Questo punto

serviva risolvere la copertura all'incrocio del transetto e della navata

centrale senza invadere altro spazio urbano.

La soluzione verrà trovata da Brunelleschi, ma ancora non si è del tutto

certi di come la cupola sia stata costruita, avendo presentato nel tempo

numerose fessurazioni (durante e immediatamente dopo la costruzione,

forse a causa di terremoti). La cupola ha andiamo di 46 m (supera il

canonico 40 m di diametro per costruzioni straordinarie, canone

dell'epoca). Come mostra un affresco in Santa Maria Novella, il sistema

strutturale che reggeva la cupola doveva essere a centine lignee. Servivano

tuttavia macchinari appositi per la costruzione, per alzare il materiale ad

alta quota, per tenere in piedi la struttura durante la sua costruzione. La

leggenda vuole che Brunelleschi abbia fatto riempire l'intero tamburo

sottostante la cupola di terra mista a monete. Dopo aver realizzato la

cupola, avrebbe fatto eliminare la terra dalle persone povere, consentendo

che si tenessero le monete. Ovviamente questa teoria è stata dimostrata

falsa: sono stati effettivamente costruiti dei macchinari per la

realizzazione della cupola. Il cantiere inizia nel 1417, tuttavia il

documento ufficiale, in volgare, che descrive rapporti proporzionali, la

disposizione dei mattoni, il tipo di costruzione voluto da Brunelleschi è

datato 3 giugno 1420. La cupola doveva innestarsi su un tamburo

ottagonale preesistente dotato di oculi circolari, dotato successivamente di

tribune morte per rinforzare la struttura. Il cantiere per la realizzazione

della cupola di Santa Maria del fiore si protrae fino al 1432 ma

Brunelleschi vincerà un secondo concorso, aggiudicandosi la realizzazione

della lanterna, da porsi in cima alla cupola. Pertanto il cantiere occuperà

tutta la sua vita, finendo nel 1436. In tutto questo tempo, egli seguirà

numerose altre opere architettoniche, diffondendo il suo pensiero anche

fuori da Firenze, senza abbandonare il cantiere del Duomo.

Brunelleschi ha come modello, per Santa Maria del fiore, le cupole di

Roma e il Pantheon e la cupola del battistero di Firenze, in più poteva

osservare all'interno della stessa cattedrale le cupole delle tribune.

Tuttavia sono stati ipotizzati anche riferimenti più lontani, come

coperture orientali (Santa Sofia) e riferimenti iraniani.

Elementi

Dalle sezioni, emerge che la cupola è a doppia calotta, questo permette la

costruzione di una cupola di grandi dimensioni. La cupola è cerchiata con

anelli di chiusura a diverse altezze e dispone di un sistema a costoloni; è

ricoperta da tegole inchiodate rosse, che le conferiscono il caratteristico

aspetto rossastro nello skyline di Firenze. Dallo spaccato

assonometrico, emerge la volontà di creare una cupola circolare

semisferica, simile a quella del Pantheon: tuttavia il problema è

l'ampiezza del diametro. La cupola pertanto viene resa autoportante

cioè in grado di autosostenersi senza l'aiuto delle centine lignee che

tradizionalmente servivano a sostenere i materiali durante la posa. La

cupola è divisa in otto spicchi attraverso dei costoloni, che si innalzano

dai vertici dell'ottagono di base. Tali spicchi si innalzano come vele

dai lati dell'ottagono. Il sistema di costruzione della cupola è

ideato con una curvatura a misura di quinto acuto negli angoli.

Nonostante l'auto portanza, la cupola ha seri problemi strutturali: per

rinforzare il tamburo sono necessarie delle tribune morte, che vengono

lati dell’ottagono

costruite di base per irrobustirne la struttura a seguito

di numerosi terremoti. Il rivestimento esterno della cupola proteggere la

calotta interna, che è quella propriamente strutturale. Le due calotte sono

collegate tra loro e vengono costruite in parallelo.

Durante la costruzione Brunelleschi fa aggiungere anelli per cerchiare le

cupole, ma questo tipo di collegamento non è sufficiente: pertanto

vengono fatti partire otto costoloni nei vertici dell'ottagono di base. Tali

costoloni relazionano tra loro le due calotte. Questa soluzione non è

sufficiente: le vele della cupola sono ancora prive di un sostegno. Pertanto

vengono aggiunte 16 costole nello spazio delle vele. Le costole sono

ottenute proiettando sul lato dell'ottagono di base il punto medio del lato

dall’ottagono

del quadrato che resta sporgente a seguito della formazione

dello stesso (ribaltamento con compasso).

La distanza tra le costole rimaneva tuttavia diversa: pertanto si

cerca di renderle il più regolari possibili. Parte dello spazio tra le due

calotte è attualmente percorribile con scale fino quasi all'anello di

chiusura. La muratura laterizia, nella parte bassa, si compone di laterizio

misto a pietra, nella parte alta è costituita unicamente da laterizio. I

dall’opus

mattoni sono disposti a spinapesce, disposizione che deriva

mattoni contemporaneamente seguono l’angolo di

spicatum romano. I

curvatura della vela e tendono all'autoportanza. Tuttavia questo sistema

costruttivo non arriva fino in cima alla cupola. Brunelleschi dispone

pertanto i mattoni a spinapesce in un'unica elica che gira tutto intorno alla

cupola geometricamente. I mattoni vengono posati ogni volta con una

diversa inclinazione. Per determinare l'inclinazione, ogni volta

diversa, crea un sistema di archi che partendo da un vertice in alto,

intersecandosi con la cupola, rendono possibile la determinazione

dell'inclinazione dei mattoni. I mattoni degli ultimi cerchi verso

l'anello di chiusura hanno una diversa inclinazione rispetto tutti gli

altri che permette loro di non crollare. L'ultimo lato ottagonale

sull'anello di chiusura è curvo.

La lanterna

La lanterna comporta un’aggiunta di peso alla sommità della cupola.

- è cuspidata (chiusa con una cuspide)

- segnala tensione verso l'alto, indicata da aperture lunghe strette,

tipicamente gotiche, ma chiuse con un arco a tutto sesto

- dispone di un contrafforte rinascimentale (per la presenza dell'arco a

tutto sesto) e volute a dorso di delfino

- la piramide chiude la lanterna

- la struttura della lanterna pesa ma tiene insieme la cupola saldando

tutto ciò che era stato precedentemente costruito.

Ospedale degli innocenti

- 1419 apertura del cantiere

- 1423 chiusura del cantiere

L’ospedale degli innocenti fu commissionato a Brunelleschi dall'arte

degli orafi, è collocato all'interno della prima cerchia muraria,

fuori dal centro più densamente costruito. È un orfanotrofio la cui

realizzazione porta all'apertura di piazza dell'Annunziata. È

caratterizzato da regolarità compositiva, proporzionalità e modularità.

Dalla pianta si nota come il porticato di accesso si affacci su chiostro

quadrato (modello monastico) con ingresso centrale. Sul cortile centrale

si affacciano da sinistra la chiesa e da destra i dormitori.

Il progetto del portico

Il portico si compone di nove arcate con archi a tutto sesto che separano

campate coperte da volte a vela. Il portico è appoggiato su un basamento

di nove gradini (riferimento al Tempio con ordine architettonico

codificato: stilobate). Solo la teoria dei nove archi è sopraelevata, in

quanto le parti laterali in muratura piena incorniciano la composizione e

poggiano direttamente a terra. Le arcate poggiano su colonne (carattere di

Brunelleschi), diversamente dal sistema previsto dai Alberti, che le

faceva poggiare su pilastri. Nella parte in muratura piena, sono presenti

paraste che sostengono una fascia marcapiano (strutturale).

L'intercolumnio, cioè lo spazio di un'arcata, diventa modulo

dell'intera composizione. Le nove campate sono nove cubi tra loro

uguali, coperti da semisfere. L'intercolumnio, raddoppiato, arriva

dalla base del portico fino alla seconda fascia marcapiano. Lo spazio tra

i due archi è risolto con un cerchio. Il piano superiore ha una modularità

(riferita all’intercolumnio)

doppia e si estende dalla cornice più bassa fino

al secondo solaio. La cornice marcapiano è tangente agli archi. Sulle

chiavi d'arco, passa l'asse di simmetria dell'arcata che è anche asse per il

vertice del timpano delle finestre del piano superiore. Le finestre sono

appoggiate alla cornice marcapiano più alta. L'ordine architettonico

scelto è quello corinzio, a cui è stato aggiunto un pulvino: si

tratta di una piramide rovesciata che collega il capitello all'imposta

dell'arco e consente l'innalzamento della colonna fino a raggiungimento

dell'altezza voluta. Sul muro retrostante una serie di archi riprende le

arcate più esterne con peducci, cioè semi capitelli decorativi.

Sagrestia Vecchia di San Lorenzo o Cappella de’Medici

in quest’opera,

Brunelleschi, lavora come chi conosce perfettamente il

cantiere, lavora per valorizzare la struttura e le forme pure: utilizza

cerchi e quadrati in pianta, semisfere e cubi in alzato. Esalta queste

forme con materiali diversi, per evidenziare le linee: infatti la

superficie è in gran parte intonacata di bianco, mentre gli elementi

strutturali o apparentemente strutturali sono in pietra serena. L'uso

del cerchio è identificato come l'uso della forma di Dio. Sacrestie,

chiese e cappelle infatti sono dotate di forme che relazionano la chiesa,

il fedele e Dio, non con viste o vedute particolari, ma con la purezza delle

forme. La sagrestia vecchia è commissionata da Giovanni Abelardo de

Medici, ma non è solo una sagrestia: essa è anche una tomba per il

committente e sua moglie (c'è spazio per le urne, ma queste non sono

messe in evidenza). Gli interventi alla sagrestia sono datati 1422, 1424,

1428 e il modello di riferimento per l'architetto sono il Sancta

Sanctorum a Roma e il battistero della cattedrale di Padova, unitamente

alla cappella degli Scrovegni.

Il progetto

La sagrestia vecchia del Brunelleschi si colloca sul lato

sinistro del transetto della basilica di San Lorenzo, a Firenze. Lo spazio

in pianta è pensato come quadrato. La dilatazione in un rettangolo avviene

con l'aggiunta di spazi che vorrebbero essere collegati e confluenti

al quadrato centrale. Tale zona è definita scarsella e si tratta di un

quadrato più piccolo confluente nel quadrato principale. In alzato, questi

spazi prevedono cubi sovrapposti, coperti da una cupola emisferica

soprastante: questo concetto trasmette un'idea di finissima

precisione, infatti, in pianta, la cupola appare come un cerchio inscritto

in un quadrato (tuttavia l'innesto della cupola non è quadrato ma

circolare). Il disegno possiede rigorose proporzioni, sia in pianta sia

in alzato, attenti rapporti modulari in relazione alle singole parti (tuttavia le

proporzioni dell'aula principale non sono direttamente proporzionali a

quelle utilizzate nella scarsella). Lo schema di copertura prevede una

cupola su base circolare risolta a spicchi (12) separati da nervature:

questo sistema prende il nome di sistema a crestevele. La funzione delle

creste è quella di tenere le vele in posizione con diverse inclinazioni; in

ogni spicchio è presente un tondo (da notare il cambio di materiale da

intonaco a pietra serena). Al di sotto della copertura, tutti gli elementi

strutturali o apparentemente strutturali sono in pietra serena (grigi). Il

prospetto centrale delle pareti della sagrestia della scarsella può

essere diviso in tre parti: la fascia che divide la copertura dalla parte

basamentale è alla stessa altezza in entrambi gli ambienti. In entrambi, lo

spazio è diviso da elementi verticali e orizzontali che sono tra loro

collegati e tenuti insieme degli elementi strutturali più grandi, in

particolare da paraste d'angolo, cioè semipilastri negli spigoli o nei

vertici del quadrato. Il concetto è molto semplice: Brunelleschi fa finta

che il pilastro che genera le paraste esterne con sei scanalature sia


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Storia dell'architettura moderna per l'esame della professoressa Gianasso su: informazioni sulla società e sulla cultura del 400 in territorio italiano. cenni biografici su Filippo brunelleschi e dettagliate informazioni (in più pagine) su santa maria del fiore. Sono anche diffusamente trattate tutte le altre opere di Brunelleschi (ospedale degli innocenti, santo spirito, san lorenzo, la sacrestia vecchia, cappella pazzi, palazzo medici). sono presenti cenni su Michelozzo, sullo sviluppo della prospettiva e sulle influenze di brunelleschi su artisti coevi. Il testo e accompagnato da numerose immagini esplicative.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in architettura e costruzione città
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher IlariaB.93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Torino - Polito o del prof Gianasso Elena.

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