Architettura di età tardoantica
Età tardo imperiale: da Diocleziano a Costantino (284-337)
(Palazzo di Diocleziano a Spalato, Terme di Diocleziano a Roma, Arco di Costantino, Basilica imperiale e Porta Nigra a Treviri, Basilica di Massenzio a Roma, Tempio di Minerva Medica (Ninfeo degli Orti Liciniani) a Roma)
Nel lungo regno (284-305) Diocleziano affrontò la riorganizzazione dell’impero romano e suddivise in 4 parti l'impero romano (non 4 capitali ma 4 sedi!):
- Diocleziano: Roma e Asia Egitto
- Massimiano: Milano, Italia, Spagna e Africa
- Costanzo Cloro: Treviri, Gallie e Anglia
- Galerio: Tessalonica (Salonicco), Grecia e Balcani
Alcune città, diventate capitali, furono potenziate o completamente reimpiantate. Fondata ex-novo fu Spalato, città della Dalmazia dove Diocleziano si ritirò dopo il 305. Nella sua fase di ritiro, diventa sede importante di gestione politica; Diocleziano impose un esterno come un accampamento militare, un’estensione da città, funzione e nome di palazzo.
Spalato
Forma bloccata e regolare: tre lati verso terra e uno verso il mare, sui tre lati di terra la città è scandita da torri quadrate che in corrispondenza delle porte diventano ottagonali. Il lato verso il mare è rettilineo, compreso tra le due torri angolari. Dalla porta Aurea alla porta a mare e da quella Argentea a quella Ferrea, due assi si intersecavano come in un accampamento militare (“cardo” e “decumano”), la disposizione delle porte era: aurea N, argentia E, ferrea O.
N: due settori destinati alle guardie e ai giardini. S: settori destinati all’imperatore. Al centro: il peristilio smistava da una parte (Est) al mausoleo e dall’altra (Ovest) al tempio, verso gli appartamenti imperiali (Sud) e verso il mare (Nord). Peristilio: arco impostato su colonne.
Ottima qualità della pietra di Brazza, calcare molto compatto che consentiva architravi ampi e snellezza degli archivolti; possibilità di essere lavorata in dettaglio.
Treviri
Anche Treviri fu arricchita da edifici notevoli: Aula Palatina, due ali porticate precedute da un nartece e affiancate da due peristili, l'accesso basilicale rettangolare e un'esedra. Fu sede del tetrarca, 71 x 32m. Immense pareti costituite da pilastroni collegati ad archi e doppio ordine di aperture, due livelli completamente aperti e lo spazio unitario di sede imperiale. L'interno era inondato di luce e l'abside era coperta all'altezza del tetto. La struttura è in mattoni, al tempo stuccata e rivestita di marmi. Porta Nigra, porta della città costruita su due livelli e con due avancorpi a difesa della porta stessa.
Con il grande incendio del 283 a Roma, il Foro Romano fu interamente rimodellato:
Basilica di Massenzio (305-310)
Nell’area danneggiata dall’incendio, tra Palatino, Foro Romano e Colosseo, sarà realizzata la Basilica Nova. Aveva funzione laica e civica. Porta una serie di innovazioni nel sistema basilicale, è all'inizio del secolo e, per coprire il maggior spazio possibile con un minor ingombro visivo eliminando file di colonne, introduce un secondo asse sancito sia dalla rampa di accesso sia dalla seconda esedra aperta sul lato lungo, che candivano 3 vani voltati a botte perpendicolari e simmetrici alla navata centrale, coperta da una volta a crociera (retta non da colonne ma da pilastri), volte a botte sulle parti laterali.
Le volte a crociera, impostandosi sul colmo delle volte a botte, permettevano l’apertura di grosse finestrature sui lati lunghi della basilica inondata di luce. La spinta delle crociere era scaricata mediante archi rampanti esterni sui setti laterali. L'ingresso da sud avveniva attraverso un portico ad archi. Abside collocato sul lato nord: metamorfosi dello spazio basilicale, da trasversale a longitudinale.
Tempio di Minerva Medica
Ambiente decagono in laterizio (nove esedre + ingresso), struttura consolidata con due esedre in opera vittata. Struttura della cupola in concreto (cementizia), con dieci costoloni in laterizi.
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