Anatomia I – Prof.ssa Ferrucci
Apparato linfoide
L'insieme degli organi nei quali avviene la maturazione delle cellule linfoidi, cioè linfociti B e T, cellule circolanti e importanti per la nostra difesa immunitaria. Grazie ad essi avviene la risposta immunitaria specifica verso gli antigeni estranei. Sono in grado di riconoscere specificamente un antigene che non appartiene al nostro organismo e di mettere in atto risposte volte alla sua eliminazione, risposte che variano tra linfociti B e T. Si distinguono organi linfoidi primari o centrali e organi linfoidi secondari o periferici.
Organi linfoidi primari
Negli organi linfoidi primari avviene la maturazione dei linfociti antigene-indipendenti, cioè linfociti B e T, che acquisiscono il loro primo differenziamento a partire da cellule emopoietiche indifferenziate. Questo primo differenziamento non richiede la presenza di antigeni estranei. Questi organi sono il midollo osseo e il timo.
Una volta differenziate, queste cellule devono riconoscere e annientare gli antigeni estranei e subire un ulteriore processo di differenziamento, che avviene negli organi linfoidi secondari: milza, linfonodi, e MALT (tessuto linfoide associato alle mucose, che si trova a livello della lamina propria delle mucose, in cui possono localizzarsi dei linfociti). Qui i linfociti vengono a contatto con gli agenti estranei e scatenano la risposta immunitaria.
Il midollo osseo si trova nella diafisi delle ossa lunghe, dove troviamo tutti i precursori delle cellule del sangue ma anche delle cellule della linfa, nel tessuto emopoietico, in cui avviene la maturazione dei linfociti B, dove B sta per bone marrow o anche per borsa di Fabrizio, un organo degli uccelli in cui furono scoperti per la prima volta.
Il timo è accolto nella porzione superiore del mediastino e in esso avviene la prima maturazione dei linfociti T, dove T sta appunto per timo. È altamente rappresentato nell’infanzia e comincia a regredire fino a diventare un ammasso adiposo con pochi aggregati di tessuto linfoide nell’adulto.
Organi linfoidi secondari
Altri organi sono la milza e i linfonodi, dislocati in tutto il nostro organismo lungo i vasi linfatici, da cui ricevono e in cui immettono la linfa, ritrovandosi aggregati in veri e propri gruppi in regioni specifiche: collo, cingolo scapolare, a livello inguinale, nel mediastino, a stretto ridosso degli organi addominali.
La formazione di queste cellule comincia durante lo sviluppo intrauterino. A partire dal secondo mese è il fegato ad avere la maggior parte della funzione emolinfopoietica, e anche la milza, tutti organi linfoidi primari che in seguito perdono questa funzione e la delegano al midollo osseo, che acquista sempre più importanza fino alla nascita.
Linfocitopoiesi
A partire da una cellula staminale indifferenziata pluripotente, per effetto sia di fattori di tipo umorale (sostanze rilasciate e riconosciute da specifici recettori) sia per interazione con cellule specifiche che incontrano negli organi linfoidi primari, si possono innescare tutti i processi di maturazione che portano questa cellula indifferenziata a diventare una cellula linfatica.
Questo ambiente fatto da cellule e sostanze rilasciate da specifiche cellule viene a essere l’ambiente ottimale negli organi linfoidi primari; nel midollo osseo ci sono le condizioni favorevoli al differenziamento in linfocita B, nel timo ci sono le condizioni favorevoli al differenziamento in linfocita T. Quando lo sviluppo è completo, queste cellule vengono immesse nel sangue e nella linfa e possono completare la maturazione negli organi linfoidi secondari.
Milza
Organo linfoide secondario, che non soltanto ha funzioni nel differenziamento dei linfociti B e T, ma anche funzione di emocateresi, cioè rimozione dal sangue di tutti gli elementi figurati (piastrine, globuli rossi) non più funzionali o danneggiati. Gli eritrociti sono infatti anucleati e non possono riparare i loro danni. La loro emivita ha durata media di 2,5-3 mesi, dopo i quali devono essere rimossi dal sangue. A livello splenico comincia la prima fase di riconoscimento di queste cellule e la prima fase di rimozione, che sarà completata dal fegato.
La milza ha anche altre funzioni: marziale, cioè di deposito ed eventuale rimessa in circolo del ferro, diretta conseguenza della demolizione degli eritrociti (l’emoglobina viene distrutta e il Fe viene staccato dall’eme e depositato nella milza, per poi essere immesso nuovamente in circolo legato alla proteina transferrina); serbatoio di sangue, vale parzialmente per l’uomo, molto di più per animali come gatto e cavallo, a livello dei quali la milza raccoglie grandi volumi di sangue; difesa; emopoietica e linfopoietica, durante lo sviluppo intrauterino, cioè ha funzione di organo linfoide primario che comunque rimane molto limitata rispetto a quella del fegato.
Situzione
La milza si trova in cavità addominale, nell’ipocondrio di sinistra (in alto a sinistra) compreso tra diaframma in alto e lo stomaco e il colon in basso e in avanti, in una loggia delimitata da questi elementi. La milza occupa lo spazio tra la 9a e 11a costa; in particolare l’asse longitudinale decorre parallelo alla 10a costa.
La loggia lienale, cioè lo spazio interno alla cavità addominale occupato dalla milza, è in gran parte delimitata dal diaframma in alto, lateralmente e anche indietro. Questo muscolo laminare a forma di cupola separa la cavità toracica dalla cavità addominale. Altri organi che la delimitano sono la flessura colica sinistra, in basso e in avanti, e il legamento frenocolico (dal diaframma alla flessura colica sinistra) che chiude la loggia lienale, sulla cui superficie superiore vi è la fossetta lienale su cui poggia la milza e detta perciò substentaculum lienis.
La loggia è chiusa in alto e in avanti dal corpo e fondo dello stomaco e indietro è in rapporto con il rene (porzione laterale della faccia anteriore del rene di sinistra) e un po’ anche col surrene di sinistra. Dall’apertura della loggia lienale, arrivano alla milza vasi e nervi. La milza è completamente avvolta dal peritoneo (gli organi avvolti dal peritoneo sono organi molto mobili); abbandonando la milza, questo si dirige verso gli organi adiacenti formando dei legamenti.
I reni sono completamente retroperitoneali e il pancreas è quasi completamente retroperitoneale (perché la coda è l’unica parte rivestita dal peritoneo e quindi mobile); un altro organo quasi completamente retroperitoneale è il duodeno, tutto retroperitoneale ad eccezione del primo segmento che risulta mobile. Il legamento pancreaticolienale è un legamento di natura peritoneale, che dall’ilo della milza si porta verso il pancreas e lo riveste. Questi legamenti vengono sfruttati dai vasi e nervi che giungono a questi organi; infatti il legamento pancreaticolienale contiene la parte iniziale della vena lienale che proviene dalla milza e la parte terminale dell’arteria lienale.
Nella parte alta questo legamento si porta verso il diaframma e prende il nome di legamento frenicolienale, che è una dipendenza del pancreaticolienale e funge da mezzo di fissità per la milza, perché si fissa appunto al muscolo diaframma. Il peritoneo che riveste la milza si porta ancora in basso verso la grande curvatura dello stomaco, formando il legamento gastrolienale, in cui decorrono dei vasi che vengono staccati dalla parte terminale dell’arteria lienale e raggiungono lo stomaco (vasi gastrici brevi).
Rapporti
In sezione trasversale, a livello di T10, si può notare che la milza si trova posteriormente e molto spostata a sinistra, rispetto allo stomaco. Si trova in rapporto con il diaframma e le coste e poi con il rene e il pancreas, organi retroperitoneali. La milza è rivestita completamente dal peritoneo, che in corrispondenza dell’ilo abbandona la milza per raggiungere gli organi vicini.
Tra la milza e il rene non c’è un legamento, ma c’è il peritoneo, che è stratificato. Il legamento pancreaticolienale si porta al labbro posteriore dell’ilo della milza e contiene i vasi splenici; dal labbro anteriore si origina il legamento gastrolienale che contiene vasi collaterali che vengono staccati dall’arteria lienale e irrorano lo stomaco. Tra la parete posteriore dello stomaco e gli organi retroperitoneali (p.e. pancreas) è presente uno spazio, una cavità virtuale (per la pressione nella cavità addominale, in realtà, questi organi si trovano ad essere molto compressi).