Estratto del documento

Apparato ghiandolare mammario

Le mammelle sono organi pari, tipici di tutti i mammiferi; sono strutture ghiandolari alveolari composte di derivazione cutanea, specializzate per la produzione/secrezione del latte. Sono presenti sin dalla nascita sia nel maschio (dove restano rudimentali) che nella femmina; nella femmina, raggiunta la pubertà, per effetto degli stessi ormoni che regolano il ciclo estrale, si manifesta un evidente ingrossamento di tali organi (accrescimento allometrico cioè in misura maggiore rispetto al resto del corpo).

Il loro numero, forma, volume e posizione variano a seconda della specie; si sviluppano ventralmente lungo 2 linee paramediane dette creste/linee mammarie (già presenti dal 3o mese di vita embrionale) che vanno dal cavo ascellare alla regione inguinale. Lungo tali creste sono presenti dei gruppi di cellule specializzate che prendono il nome di gemme mammarie, da cui si origineranno, in base alla diversa posizione, mammelle toraciche, addominali, inguinali ed eventuali sovranumerarie (a cui solitamente non fanno corrispondenza elementi secernenti) solitamente non funzionanti.

Mammogenesi

Periodo embrionale e fetale

Il tessuto ghiandolare della mammella origina, a livello embrionale, dall'ectoderma; prima compaiono 2 creste ectodermiche parallele dette linee del latte, laterali alla linea mediana ventrale del feto, che successivamente perdono la loro continuità e formano una serie di cellule ectodermiche che si organizzano in noduli e sono in posizione e numero variabile a seconda della specie. Da questi noduli derivano le gemme mammarie di forma prima lenticolare poi sferiche e quindi coniche. Nelle bovine, la parte terminale della gemma si allunga a formare il cordone mammario primario che poi, si canalizza ed il lume si dilata e forma una piccola cisterna del latte.

Verso il 4-5 mese nel feto si origina una rudimentale cisterna del capezzolo, dalla cisterna del latte si originano dei cordoni secondari, i futuri dotti. Alla nascita in genere la mammella ha una struttura del tutto rudimentale ed è formata dai capezzoli, dai dotti papillari, da cisterne non ben sviluppate dai dotti e qualche alveolo. Successivamente l'accrescimento della mammella segue, fino alla pubertà, quello generale corporeo (accrescimento isometrico).

Periodo post-natale

Con l'inizio dell'attività ovarica la mammella cresce in misura maggiore del resto del corpo (accrescimento allometrico) in quanto ogni ciclo apporta un lieve aumento della ghiandola fino ad un'età massima di 36 mesi nella bovina. L'accrescimento più evidente si osserva in gravidanza, all'inizio è molto lento, ma successivamente aumenta fino al momento del parto quando l'organo acquista la piena funzionalità.

Il massimo sviluppo, raggiunto al termine di una gravidanza, avviene per effetto del progesterone (che, prodotto dal corpo luteo e placenta, induce una ramificazione dei capillari, lo sviluppo e la conseguente attivazione degli adenomeri) e, espletato il parto, il massimo volume viene poi raggiunto nei primi mesi di lattazione; terminato tale periodo il tessuto ghiandolare regredisce e il volume delle mammelle ritorna normale.

Le mammelle dei 2 lati sono divise da un solco intermammario, solitamente largo e profondo; in specie con più paia di mammelle ci sono anche i solchi traversi che separano distintamente i singoli corpi o quarti. Possono essere quindi in numero diverso a seconda della specie:

  • 2 per lato nella vacca (totale 4 quarti)
  • 1 per lato nella cavalla, capra e pecora (totale 2 quarti)
  • 6-8 per lato nella scrofa (totale 12-16 quarti)

Le mammelle sono dei rilievi di forma globosa in cui si distinguono:

  1. La cute di rivestimento, sottile ed untuosa al tatto per presenza di molte ghiandole sebacee, con peli radi e fini;
  2. Il corpo ghiandolare mammario, detto “quarto”, ha forma emisferica, è accolto nel tessuto sottocutaneo ed è delimitato da fasci connettivali; è costituito da: tessuto secernente a secrezione apocrina (per i lipidi) e/o merocrina (per i protidi) e tessuto connettivo infiltrato da tessuto adiposo;
  3. Il capezzolo, prolungamento cilindrico o conico posto nella parte terminale, presenta cute più resistente e nella vacca e nella scrofa non presenta mai peli. All’estremità libera del capezzolo sono presenti una o più aperture dette osti papillari o orifizi del capezzolo in numero uguale al numero di dotti papillari e seni lattiferi interni al corpo mammario. 1 ostio papillare in vacca, pecora, capra. 2 osti papillari in cavalla e asina. 2-3 osti papillari nella scrofa. 6-10 osti papillari nella coniglia.
  4. Le fasce di sospensione sono di tessuto connettivo fibro-elastico e mantengono le mammelle in situ con il legamento sospensore mediano e i due laterali e che definiscono la capsula fibro-elastica di sostegno. Tali legamenti servono ad attutire gli shock meccanici da deambulazione. Con l’età dopo più lattazioni tali legamenti possono perdere l'elasticità, tendere ad allungarsi e/o rompersi provocando l'insorgere della mammella pendula, più soggetta a mastiti (infiammazioni del tessuto mammario).

In base al numero di dotti papillari presenti nel capezzolo si parla di mammella:

  • Semplice – quando è presente 1 solo dotto papillare e 1 seno lattifero nel quale affluiscono più dotti lobari (ruminanti).
  • Composta – quando nel capezzolo ci sono più dotti e quindi più seni lattiferi (equidi e carnivori).

Sullo sfintere esterno del capezzolo sono presenti anelli muscolari che, insieme ad un "tappo" di cheratina, impediscono la fuoriuscita del latte e che ostacolano la penetrazione di batteri. Le dimensioni del capezzolo variano con la specie:

Specie Lunghezza Diametro
Vacca 6-7 cm 3-3,5 cm
Pecora 3-4 cm 1,3-2,5 cm
Capra 5-7 cm 2-3,5 cm
Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 7
11. Apparato ghiandolare mammario Pag. 1 11. Apparato ghiandolare mammario Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 7.
Scarica il documento per vederlo tutto.
11. Apparato ghiandolare mammario Pag. 6
1 su 7
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze agrarie e veterinarie AGR/17 Zootecnica generale e miglioramento genetico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher met94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Zootecnica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Pasquini Marina.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community