Virus oncolitici
I virus oncolitici sono utilizzati nella terapia contro il cancro, in particolare come vettori adenovirali che lisano le cellule tumorali risparmiando quelle sane. Questi virus possono essere di due tipi: naturalmente oncolitici e geneticamente modificati. Un virus oncolitico ideale dovrebbe avere caratteristiche specifiche per poter essere usato contro il tumore. Deve entrare preferenzialmente nelle cellule tumorali, ma può comunque entrare in qualsiasi tipo cellulare per poi replicarsi solo in quelle tumorali. Inoltre, i virus devono essere in grado di non causare malattie gravi o blande. L'ideale è utilizzare virus per cui esistono farmaci in grado di bloccarne la replicazione in caso di effetti avversi.
Adenovirus e infettività selettiva
Gli adenovirus hanno sempre un'infettività selettiva. Modificando la fibra del pentone, si può modificare il tropismo del virus stesso. Ad esempio, si possono utilizzare anticorpi bispecifici, uno dei quali riconosce e lega la fibra di adenovirus mascherando l’antirecettore, mentre l’altro sito di legame riconosce l’EGFR. Questo anticorpo bidirezionale, saturando tutti gli antirecettori del virus, impedisce il riconoscimento dell’anticorpo normale.
Strategie di modifica dei virus
Un'altra strategia è quella di modificare i virus che sfruttano la pathway della p53, che arresta il ciclo cellulare in G1 se c’è danno al DNA. In circa la metà dei tumori umani si riscontrano problemi a livello della p53, e il danno non comporta un arresto in G1, portando a una replicazione continuativa delle cellule. Gli adenovirus possono sfruttare questa via poiché il prodotto di E1B è rappresentato da 5 proteine, di cui la principale è la 55K, che lega e inibisce la p53.
Esempio di virus modificato: ONYX-015
Sfruttando questa strategia, sono stati sviluppati alcuni virus, il primo dei quali è stato ONYX-015. Questo virus possiede una delezione del gene E1B e non produce la 55K: nelle cellule normali, il virus non riesce a replicarsi perché manca di E1B. Tuttavia, nelle cellule tumorali riesce a farlo poiché in esse manca o è danneggiata la p53, che interromperebbe il ciclo cellulare in G1. Dal primo trial clinico si è visto che questo virus aveva molto successo, con circa un terzo dei pazienti che aveva una significativa riduzione della massa tumorale, e in alcuni casi si è ottenuta la remissione completa del tumore. Si è rilevato che questo virus ha un'attività potenziata se combinato con la chemioterapia, che può essere più blanda rispetto a quella normale.
Parvovirus autonomi
Un altro tipo di virus oncolitici naturali sono i Parvovirus autonomi, che possono replicarsi solo in cellule predisposte a... [testo interrotto]