Vitruvio libro IV riguardo i tre ordini dell'architettura
La fase dorica
È la prima e molto antica. Sull'Acaia e sul Peloponneso regnò Doro. Egli nell'antica città di Argo fortificò il tempio di Gionone e così in altre parti della Grecia. La specifica geografica, nella sua nascita, è casuale: carattere fortuito. Determinazione di caratteri riconoscibili che nascono per caso. Non si dice "facciamo il dorico", ma nasce come un edificio, come stile senza preoccuparsi di rispettare delle regole precise.
Seconda metà del VII secolo (in madre patria e Magna Grecia: località in cui verrà anche riscoperto il dorico). Dati di tipo nomenclatorio: ci ricordiamo l'architettura del carpentiere (assemblamento di elementi già pre-costruiti).
Posa su un basamento, non sul terreno direttamente: gradonato - solleva dal terreno - ascesa gradinata al tempio (numero dei gradini diverso) - conferisce eleganza. Funzionalità pragmatica e funzionalità simbolica (alto = divinità, e quindi i gradini).
Il piano di appoggio si chiama stilòbate (stilo = colonna, bate = basamento, la parte che sta sotto la colonna). Il crepidoma (lo stilo dorico non ha una base come gli altri stili che hanno un podium) si poggiano sullo stilobate. Non c'è mediazione tra lo stilobate e il primo rocco della colonna (il fusto della colonna).
Il fusto si compone di più rocchi: collarino (o ipotrachelio) e anuli (fa già parte del capitello, non sempre sono presenti). Il capitello è composto di echino (riccio di mare) e abaco (parallelepipedo). Materiali e tecniche più evolute: il legno è diverso dalla pietra. Il marmo risponderà alla necessità di mostrare la bellezza: il marmo è lucido, che è migliore del legno. Essendo poi costoso: manifestazione di magnificenza.
Nel VII secolo la pietra viene a inserirsi nella costruzione della colonna. Da colonna monolitica (unico pezzo della colonna di legno) a colonne di pietra assemblate da chiavi di bronzo (formate da più rocchi). La realizzazione delle scanalature avveniva in situ, dopo che i rocchi erano assemblati. Rastremati verso l'alto (a differenza di Creta etc.): al limbo scapo ha un diametro superiore del sommo scapo. A differenza dello ionico e del corinzio: sono incassate. Appare come rozzamente assemblate.
Sul capitello poggia la trabeazione: sono tutti pezzi singoli, come atomi che insieme formano cellule, apparati, tessuti, organi, fino a formare un organismo. L'“organismo” è il tempio.