CITOLOGIA E ISTOLOGIA 26-30 ottobre e 6-9 novembre
TESSUTO EPITELIALE
- Assorbimento;
- Secrezione;
- Trasporto transcellulare;
- Protezione;
- Recezione di sensibilità (papille gustative, retina, cellule capellute);
- Scarsa matrice extracellulare;
- Cellule polarizzate;
- Numerose giunzioni cellulari;
- Presenza della lamina basale;
- Nutrimento e ossigenazione per diffusione.
Ha derivazione da tutti e tre i foglietti embrionali:
- Ectoderma mucosa nasale ed orale, epidermide, cornea, ghiandola
mammaria e ghiandole cutanee);
- Endoderma fegato, pancreas, epitelio respiratorio e epitelio intestinale;
- Mesoderma tubuli renali, epiteli riproduttivi maschile e femminile,
endotelio, mesotelio.
INTRODUZIONE
Gli epiteli sono costituiti da cellule poliedriche polarizzate, strettamente adese
tra loro, con scarsissima matrice extracellulare, limitata essenzialmente a una
lamina basale di qualche decina di nanomeri. Esistono due tipi funzionali di
epitelio: gli epiteli di rivestimento con funzione di interfaccia con l’esterno e gli
epiteli ghiandolari con funzione secretoria. Alcuni sono specializzati, i
neuroepiteli, e possono assumere funzione sensoriale oppure avere proprietà
uniche che ne rendono difficile una classificazione.
Il ricambio cellulare negli epiteli è dovuto alla presenza di popolazioni di cellule
staminali che si dividono in modo asimmetrico, generando a ogni divisione una
nuova cellula staminale e una cellula che procede lungo il differenziamento
terminale. Sulla base del ricambio cellulare, le strutture epiteliali possono
essere: perenni (senza ricambio), stabili (con ricambio minimo), labili (con
elevato ricambio).
Le caratteristiche tipiche delle cellule epiteliali sono la polarizzazione,
consistente nella separazione di un polo apicale e uno basale spazialmente e
funzionalmente distinti, e la forma poliedrica, dovuta all’impaccamento delle
cellule in fogli, tubuli o strutture tridimensionali compatte.
CLASSIFICAZIONE DEGLI EPITELI DI RIVESTIMENTO
Gli epiteli di rivestimento ricoprono la superficie esterna e le cavità interne del
corpo. Hanno un’importanza fondamentale nel regolare il passaggio ai tessuti
sottostanti, e quindi presentano specializzazioni per l’assorbimento, la
secrezione, la difesa dell’organismo, e in alcuni casi, per la recezione
sensoriale. Si dividono in epiteli semplici, composti da un solo strato di cellule,
e composti, formati da più strati.
- Epiteli semplici: le cellule sono disposte a formare un unico strato
poggiante sulla lamina basale. Rivestono internamente il lume della
maggior parte degli organi cavi, come anche la cavità ventrale del corpo.
Sono presenti in tutte le interfacce dove sia necessario scambiare
sostanze (mucose gastrica e intestinale, glomeruli e tubuli renali,
endotelio vascolare, alveoli polmonari). Le cellule possono essere tutte
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dello stesso tipo oppure di più tipi diversi, ma tutte le cellule di un dato
epitelio hanno altezza simile, in quanto questa viene regolata dai
complessi giunzionali con le cellule adiacenti. Le cellule degli epiteli
semplici presentano una fascia di giunzioni occludenti e aderenti, che può
essere continua e completa, discontinua o incompleta. Gli epiteli semplici
si dividono in:
Epitelio pavimentoso semplice: composto da un singolo strato di
cellule con altezza inferiore allo spessore del nucleo, che risulta
sporgente dal piano dell’epitelio. Normalmente hanno scarsa
attività metabolica. Gli epiteli semplici sono specializzati per il
trasporto transepiteliale (pneumociti di tipo I, endotelio capillare,
ansa di Henle e glomerulo renale) oppure rivestono distretti
corporei poco soggetti a stress meccanici.
La membrana apicale degli epiteli pavimentosi semplici può essere
liscia, come nell’endotelio vascolare o corneale, oppure dotata di
microvilli, come nei mesoteli e nell’ansa di Henle.
I complessi giunzionali degli epiteli pavimentosi possono essere
continui, come nell’ansa di Henle, oppure discontinui, come
nell’endotelio capillare linfatico. Le cellule possono essere poligonali
e giustapposte, oppure dotate di interdigitazioni laterali che
aumentano la resistenza meccanica dell’epitelio.
I capillari linfatici hanno un’elevatissima permeabilità paracellulare
che consente l’ingresso nel circolo linfatico di particelle di grandi
dimensioni, come i chilomicroni, mentre nell’ansa di Henle la
permeabilità paracellulare è molto bassa, per consentire di
mantenere i gradienti idrosalini necessari per la concentrazione
dell’urina; nei capillari sanguiferi la permeabilità delle vie
paracellulari varia grandemente a seconda dei distretti considerati,
e all’interno delle cellule si possono notare meccanismi di
transcitosi e fenestrature. I capillari possono essere: continui (nel
tessuto nervoso, nel muscolare e nel connettivo), fenestrati
(nell’intestino, nel pancreas, nelle ghiandole endocrine) o
sinusoide/discontinuo (nel midollo osseo, nella milza, nel fegato,
nelle ghiandole endocrine).
L’epitelio dell’alveolo polmonare è formato da:
Pneumociti di tipo I: cellule molto appiattite, che seppur
o presenti in numero minore rispetto a quelle di tipo II, grazie
alla loro estensione ricoprono circa il 90% della cellula;
Pneumociti di tipo II: cellule di forma rotondeggiante e
o sporgenti dalla superficie alveolare. Contengono i corpi
lamellari, che si trovano vicino alla membrana con la quale si
fondono per riversare all’interno dell’alveolo il loro secreto, il
surfactante (fosfolipidi + proteine surfactanti A, B, C e D),
una sostanza tensioattiva che impedisce l’eccessiva
distensione dell’alveolo nell’inspirazione e il suo collasso
nell’espirazione;
Cellule della polvere: sono i macrofagi alveolari e hanno un
o aspetto rotondeggiante. Fagocitano particelle carboniose del
pulviscolo atmosferico che arriva negli alveoli con l’aria
inspirata e lo depositano nei setti intertubulari.
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Epitelio cubico semplice: è composto da un singolo strato di
cellule con altezza uguale al diametro e forma strutture tubulari.
Generalmente riveste dotti ghiandolari (ghiandole salivari,
ghiandole sudoripare, pancreas esocrino, tiroide e superfice
dell’ovario). Si possono osservare nelle cellule mitocondri a
palizzata organizzati da una serie di profonde ripiegature della
membrana plasmatica, dette labirinto basale. Questa struttura è
tipica delle cellule specializzate per il trasporto transepiteliale
attivo di sostanze. Al polo apicale le cellule degli epiteli cubici
semplici possono essere lisce (come nel dotto collettore renale) o
dotate di un orletto a spazzola, costituito da centinaia di brevi
microvilli disposti in modo compatto (come nei tubuli prossimali
renali), questa specializzazione appare associata all’aumento della
superficie apicale e si ritrova nelle cellule con elevata attività di
assorbimento. Cellule cubiche si osservano anche nei mesoteli in
corrispondenza di alcuni organi parenchimatosi, quali la milza, il
fegato e l’ovario, del diaframma e di regioni ristrette del grande
omento, come anche in aree dove il mesotelio è stato danneggiato.
Nelle ghiandole salivari, i dotti striati non hanno solo funzione di
trasporto della saliva dagli adenomeri alla cavità orale, ma
modificano attivamente la composizione della saliva.
Epitelio colonnare semplice: è composto da un singolo strato di
cellule con altezza maggiore del diametro e riveste il tubo
digerente, dallo stomaco al retto, e le tube di Falloppio. Nel tubo
digerente, gli epiteli colonnari semplici sono composti da un
mosaico di cellule, tra cui cellule assorbenti (dotate di orletto a
spazzola), secernenti esocrine (presenza di granuli di secreto al lato
apicale) e secernenti endocrine (presenza di granuli di secreto al
lato basale). L’epitelio tubarico è invece caratterizzato dalla
presenza di decine di ciglia mobili al polo apicale, che generano un
flusso apicale per spostare l’oocita lungo le tube.
Epitelio pseudostratificato: si osserva nelle vie aeree a partire
dalle cavità nasali e dalla rinofaringe fino alla trachea, ai bronchi e
ai bronchioli. I nuclei cellulari si trovano ad altezze diverse e al
microscopio ottico questo epitelio appare stratificato. Si trovano
cellule caliciformi, che producono muco, e cellule multicigliate, che
lo muovono verso le vie aeree superiori e digerenti. La variante non
cigliata si trova nell’epididimo, nell’uretra maschile e nei grossi
dotti escretori ghiandolari.
Epitelio respiratorio: sono presenti:
Cellule cigliate cilindriche (circa il 30%): rimozione del muco
o e del materiale inglobato;
Cellule caliciformi (circa il 30%): produzione di mucinogeno;
o Cellule basali (circa il 30%): multipotenti;
o Cellule a spazzola (circa il 3%): funzione poco nota;
o Cellule sierose (circa il 3%): produzione di fluido sieroso;
o Cellule a piccoli granuli (circa 3-4%): rilascio di sostanze con
o funzione endocrina.
- Epiteli stratificati: negli epiteli composti le cellule formano più strati, solo
il più basale dei quali poggia sulla lamina basale. Rivestono
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esternamente il corpo, formando l’epidermide, i peli, le mucose che
ricoprono gli sbocchi dell’apparato digerente ed urogenitale, l’esofago e
la parte anteriore dell’occhio. Regioni molto limitate di epiteli composti
sono presenti nei dotti di alcune ghiandole. Il ruolo principale degli epiteli
stratificati è la protezione meccanica. La maggior parte degli epiteli
composti presenta in superficie cellule appiattite, che possono essere
vive (come nelle mucose), oppure morte (come nell’epidermide).
L’urotelio è un epitelio composto considerato a parte, in quanto le sue
cellule hanno forma variabile e caratteriste peculiari, e non sono quindi
classificabili in nessuno dei tre tipi morfologici. Si dividono in:
Epitelio pavimentoso stratificato cheratinizzato: forma
l’epidermide e gli annessi cutanei (peli e unghie). Lo strato basale è
organizzato in unità proliferative contenenti una o più cellule
staminali, che danno origine a colonne clonali di cheratinociti. I
cheratinociti si spostano verso la superficie attraversando lo strato
spinoso, lo strato granulare, impermeabile grazie alla presenza di
giunzioni strette, nel quale inizia il processo che porterà alla
corneificazione, e lo strato corneo, dove le cellule muoiono e
vengono desquamate alla superficie. Durante il viaggio verso la
superficie, i cheratinociti esprimono in modo transiente proteine
legate alle giunzioni intercellulari. Le cellule nello strato
superficiale, i corneociti, sono corneificati e morti. La
corneaficazione richiede la precedente cheratinizzazione delle
cellule, inclusa l’aggiunta di uno strato proteico (l’involucro corneo)
alla superficie citoplasmatica della membrana cellulare. Si
distinguono due tipi di epitelio corneificato: quello morbido (come
l’epidermide), nel quale esiste uno strato granuloso e lo strato
corneo si desquama, e quello duro (come le unghie), nel quale non
si osserva uno strato granuloso e gli strati superficiali di corneociti
non si desquamano.
Strato basale: strato germinativo contenente cheatinociti
o staminali responsabili del rinnovamento dell’epidermide.
Presenza di emidesmosomi e giunzioni aderenti (uno strato);
Strato spinoso: sono saldamente unite da desmosomi con
o integrine presenti in ponti citoplasmatici (“spine”).
Mantengono l’attività mitotica. Il passaggio di un
cheratinocito dallo strato basale a quello spinoso è
caratterizzato dalla sintesi di un numero maggiore di
tonofilamenti costituiti da citocheratina aggregati in fasci più
spessi rispetto allo strato basale (tonofibrille). Sono presenti
melanosomi e cheratinosomi. Questi ultimi sono granuli con
lamelle chiare e scure, contengono materiale lipidico che
forma nello spazio intercellulare dello strato granuloso una
barriera all’acqua. (4-8 strati);
Strato granuloso: cellule appiattite con grossi granuli di
o cheratoialina che contengono filaggrina (aggrega i filamenti
di cheratina in macrofibrille). Anche qui cheratinosomi la cui
funzione è quella di proteggere la pelle dalla disidratazione
(3-5 strati);
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Strato lucido con cellule acidofile, prive di nucleo e di
o organuli, presente solo nella pelle più spessa. Le cellule
contengono filamenti di cheratina fittamente addensati
(pochi strati);
Strato corneo: corneociti appiattiti privi di nucleo e ripieni di
o filamenti di cheratina fittamente aggregati immersi in una
matrice amorfa. Spessore variabile. Resistente agli insulti
chimici e meccanici grazie ad uno spesso strato definito
involucro cellulare corneificato proteico-lipidico e contribuisce
ad impermeabilizzare l’epidermide grazie ad un monostrato
di molecole lipidiche (idrossiceramide) situate sulla faccia
esterna dell’involucro corneificato;
I corneociti vanno incontro a continua desquamazione e le
o cellule devono essere rinnovate.
Quattro linee cellulari:
I cheratinociti (ectoderma): differenziamento
o cheratinizzazione;
I melanociti (creste neurali): strato basale e spinoso, muniti di
o prolungamenti ramificati, contengono i melanosomi,
circondati da membrana e con struttura lamellare (tirosinasi)
melanina, capace di assorbire la luce, di due tipi:
eumelanina (marrone-nero) e feomelanina (giallo-rosa);
Le cellule del Langerhans (midollo osseo): cellule dendritiche,
o assenza di tonofilamenti e granuli di Birbek implicate nella
risposta immunitaria;
Le cellule di Merkel: abbondanti nella punta delle dita, nella
o mucosa orale, alla base dei follicoli piliferi
meccanorecettori.
Epitelio pavimentoso stratificato non cheratinizzato:
comprende quelli delle mucose, quelli che rivestono la parte
anteriore del globo oculare e quelli delle corde vocali. L’epitelio
delle mucose è simile all’epidermide, ma le cellule degli strati
superficiali rimangono vive, e non formano una barriera alla
disidratazione, per questo le mucose devono essere mantenute
costantemente umide. Le cellule superficiali di membrana
presentano micropliche di membrana, dal significato incerto.
L’epitelio anteriore della cornea è composto da uno strato di cellule
basali colonnari, uno di cellule alate intermedie, e 1-3 strati di
cellule squamose superficiali dotate di microvilli e giunzioni
occludenti a tenuta.
Epitelio cubico composto: tessuto epiteliale piuttosto raro,
tipicamente osservato in associazione con l’epitelio cubico
semplice a livello delle ghiandole salivari. Rivesti qualche grosso
dotto escretore.
Epitelio colonnare composto: molto raro. Generalmente si lo
troviamo solo in grossi dotti escretori, nell’uretra peniena, in un
breve tratto dell’epiglottide e sulla superficie interna della
palpebra. Ha funzione di proteggere e tappezzare grossi dotti o
superfici particolarmente irrorate.
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Epitelio di transizione/urotelio: si osservano uno strato
superficiale di cellule a ombrello, uno intermedio di cellule
poligonali e uno basale di cellule cuboidali. Gli uroteli si trovano
solo nelle vie urinarie, a partire dai bacinetti renali fino a parte
dell’uretra, e presentano specializzazioni atte a ridurne la
permeabilità, aumentarne l’estensibilità e proteggerne la superficie
luminale. Le cellule a ombrello sono un singolo strato di cellule
spesso multinucleate, dotate di giunzioni occludenti, al cui forma
passa da cuboidale quando l’epitelio è rilasciato, a squamosa
quando viene stirato. La membrana apicale delle cellule a ombrello
contiene placche caratteristiche con composizione lipidica
contenenti un aggregato cristallino di 1000-3000 unità di proteine
integrali dette uroplachine. Al di sotto della membrana si osservano
vescicole discoidali contenenti uroplachine, associate a filamenti di
cheratina. La rete di filamenti di cheratina forma dei tunnel
perpendicolari alla membrana, presumibilmente legati al traffico
delle vescicole discoidali, che si fondono con la superficie apicale in
risposta allo stiramento dell’epitelio. Al di sotto delle cellule a
ombrello si trovano da uno a cinque strati di cellule intermedie
mononucleate, spesso clavate, connesse le une alle altre e alle
cellule a ombrello da desmosomi e giunzioni gap. Il numero di strati
intermedi sembra variare a seconda dello strato di distensione
delle vie urinarie. L’urotelio viene rinnovato lentamente, ma se
viene danneggiato rigenera in pochi giorni. Una popolazione di
cellule staminali dell’urotelio si trova nello strato basale, ma un
ruolo importante nella riparazione del danno epiteliale viene
giocato dallo strato superficiale delle cellule intermedie, che
possono differenziarsi in cellule a ombrello.
Vescica vuota: epitelio formato da tre tipi di cellule disposti in
o più ordini: cellule basali, clavate e cupoliformi o ad ombrello.
Superficie convessa.
Vescica piena: epitelio si assottiglia. Si uniscono alla
o membrana anche numerose vescicole presenti nel citoplasma
superficiale.
CARATTERISTICHE DELLE CELLULE EPITELIALI