Architettura romana civile e religiosa
-Storia generale di Roma
Nella metà del VIII secolo a.C. (753) viene fondata Roma, che prende forma da una
aggregazione di villaggi vicini all’ansa del Tevere per poi espandersi verso i colli.
Roma era una città interna al dominio etrusco (civiltà molto estesa al tempo), le cui città
avevano un ordinamento urbano composto da una maglia viaria a forma rettangolare.
Le città coloniali greche, diffuse nel sud Italia, avevano una politica espansiva, in cui erano
sempre presenti le mura e gli edifici pubblici e religiosi.
Il dominio romano è progressivo: dopo la cacciata dei re, si liberano anche dal popolo etrusco,
definendo così una repubblica formata da plebei e patrizi (le due classi civili romane).
Roma inizia la sua espansione coloniale in Italia e nel Mediterraneo, ma nel 27 a.C. termina la
repubblica e nasce l’Impero Romano. Ottaviano viene nominato Augusto e amplia ancor di più
i confini romani, aumentando di conseguenza l’attività edificatoria (nuovi ordinamenti
territoriali e nuove città).
Verso il IV secolo nell’Impero Romano avviene la separazione del territorio e la diffusione del
cristianesimo (313 libertà di religione e 380 religione ufficiale).
-Ordinamenti Territoriali
I nuovi territori dovevano essere organizzati e suddivisi per uso pubblico e privato tramite la
limitazione (limitatio); un tipo comune di limitazione era la centuriazione (centuriatio).
La centuriazione consisteva nella suddivisione del territorio in centurie, parcelle quadrate di lato
20 actus comprese tra rette equidistanti fra loro e parallele alle due principali (superficie di 200
iugeri, circa 50 ha).
La centuriazione veniva tracciata da un militare detto gromatico che, mediante una groma,
tracciava due assi stradali perpendicolari tra loro: il primo generalmente in direzione est-ovest,
chiamato "decumano massimo" (decumanus maximus), il secondo in direzione nord-sud, detto
"cardine massimo" (cardo maximus). Successivamente segnava i cardini e i decumani secondari,
assi stradali paralleli ai principali, cosicché il territorio risultasse suddiviso in superfici quadrate.
Tuttavia, l'orientamento degli assi non sempre coincideva con i quattro punti cardinali: spesso
seguiva la conformazione orografica dei luoghi o l'orientamento di vie di comunicazione
preesistenti (centuriazioni lungo la via Emilia).
-Ordinamento Urbano
Le città di origine romana presentavano una cinta muraria e delle zone specifiche dedicate a
opere pubbliche. Ultimato l’assetto veniva incisa la pianta della città su delle lastre marmoree,
dette “Forma Urbis”.
La centuriazione era basata sullo schema che già adottavano nei “castrum” (l'accampamento nel
quale risiedeva un'unità dell'esercito romano), che però si differenziava dalla presenza del foro
centrale, nell’incrocio delle due vie principali, in cui c’erano gli edifici degli ufficiali.
-Innovazione materiali edilizi
I nuovi materiali e le tecniche hanno consentito di realizzare un patrimonio edilizio in tempi
relativamente brevi con semplici metodi.
Gli edifici venivano realizzati con blocchi lapidei regolari posati a secco; i conci erano estratti
dalle cave, trasportati, lavorati e posati in filari omogenei (“opera isodoma”) con piani di
appoggio continui, disposti nella muratura “di taglio” o “di testa”; la tecnica è chiamata opera
quadrata. Non garbava ai produttori che, tramite esperimenti, hanno maturato una nuova
tecnica detta “opus caementicum”. L’impasto era costituito da: una malta di calce (calce, sabbia
e acqua) e da caementa, ossia scaglie di pietra di varia pezzatura, eventualmente veniva aggiunta
pozzolana (sabbia vulcanica); poi veniva gettato in casseforme lignee oppure, solo per edifici
importanti, in blocchi lapidei squadrati che facevano da rivestimento.
L’opus caementicium consente di ottenere una cortina muraria di rivestimento, solo per gli
edifici più importanti come quelli pubblici e religiosi.
Ad esempio, il mausoleo di Cecilia Metella è ricoperto da blocchi di travertino.
Oltre a paramenti in blocchi (ovvero in "opera quadrata"), i paramenti possono, quindi, essere
costituiti da materiali diversi, collegati da malta. A seconda del paramento si distinguono:
Opera incerta (opus incertum): rivestimento costituito da pietre di piccola pezzatura con
profilo irregolare, diffuso in Italia meridionale. Le pietre venivano legate fra loro con
della malta e fra una pietra e l'altra venivano aggiunti i pezzi più piccoli.
Opera reticolata (opus reticolatum): paramento costituito da piccole piramidi tronche a
base quadrata in pietra, con la punta inserita nel cementizio e disposte in diagonale a
formare un reticolo. (inclinati a 45°)
Opera laterizia (opus testaceum): paramento costituito da mattoni o laterizi, di forma
triangolare, con la punta inserita nel cementizio (analogo all’opus reticolatum), assai
utilizzato nella prima età imperiale per la sua economicità. Infine, veniva rivestito con
blocchi marmorei oppure intonacato.
Opus listata (opus vittatum): paramento costituito da filari di laterizi alternati a filari di
altri materiali
Il laterizio romano era realizzato con l’argilla e aveva varie misure:
Bipedali (bipedales): quadrati di due piedi di lato (59 cm);
Sesquipedali (sesquipedales): quadrati di un piede e mezzo di lato (circa 44 cm);
Bessali (bessales): quadrati di due terzi di piede romano di lato (circa 20 cm);
Si producevano anche tegole, coppi, tubature e “tegulae mammatae”, con lo scopo di creare
intercapedini all’interno delle murature per gli ambienti umidi.
I diatoni sono blocchi parallelepipedi disposti, all’interno di una struttura muraria, con la
maggior lunghezza ortogonale al muro, che consentivano una migliore aderenza della muratura.
-Archi, Volte, Cupole
I romani non inventarono il sistema spingente, in particolare l'arco, ma avrebbero assimilato
questa tecnica costruttiva da altre civiltà come gli etruschi. Iniziarono a sperimentare l'arco per
risolvere delle esigenze di carattere pratico, poi diventò base del loro linguaggio espressivo.
I romani utilizzarono prevalentemente l'arco a tutto sesto e la volta a botte e a crociera.
Nelle civiltà preromane veniva utilizzato il sistema trilitico, formato da due elementi portanti
verticali detti montanti ed uno portato chiamato architrave; strutturalmente il masso portato
deve auto sostenersi e i piedritti vanno a controbilanciare il peso dell’architrave (sistema non
spingente). Il limite di questa struttura è la distanza tra un sostegno e l'altro (l’interasse o luce),
perché i blocchi tendono a fessurarsi per effetto del loro stesso peso.
Elementi dell’arco:
piedritti o spalle sono gli elementi di sostegno;
piano di imposta, piano da cui inizia l’arco;
freccia è la distanza tra il piano d’imposta e la chiave dell’arco;
intradosso, parte curva interna dell’arco;
estradosso, parte curva esterna dell’arco;
la luce è l’interasse tra i due piedritti;
il sesto è il rapporto tra luce e freccia, definisce la geometria dell’arco;
i conci sono gli elementi lapidei dell’arco;
il concio di chiave è quello centrale;
la linea alle reni è individuata dal piano che si sviluppa a circa 30° a partire dal piano
d’imposta;
Sistema strutturale: l’arco si posa sui
pilastri e tende a spingerli verso
l’esterno; dal piano dei reni si sviluppa
una forza obliqua, che deve essere
contenuta nel terzo medio centrale della
sezione di base, per evitare il
ribaltamento del piedritto vengono
aumentate le dimensioni delle murature
laterali. La forza obliqua può essere
suddivisa in due unità, una verso
l’esterno (di trazione) e una verso il
basso (di compressione). volte semplici o composte
A seconda dei casi possiamo avere delle :
volte semplici hanno un intradosso privo di spigoli, cioè formata da una sola superficie;
la volta a botte è un cilindro tagliato a metà, che poggia con continuità sulla muratura;
la cupola si può considerare come una semisfera;
la volta a vela ricopre una pianta quadrata con superficie semisferica ed è sezionata con
piani perpendicolari al piano orizzontale;
volte composte hanno un intradosso costituito da spigoli, cioè formate da più superfici;
la volta a crociera è costituita da un numero pari d’unghie (che appoggiano su sostegni
puntiformi) e permette una maggiore libertà nella organizzazione dello spazio coperto;
la volta a padiglione è costituita da un numero pari di fusi (che posano su una muratura
continua);
la volta a ombrello ha la forma di una cupola, ma è suddivisa in spicchi identici da
costoloni, viene utilizzata in ambienti poligonali e poggia su pilastri in corrispondenza
degli spigoli.
La realizzazione delle volte richiedeva il sostegno di strutture provvisorie chiamate cèntine;
erano generalmente in legno e a seconda dell'ampiezza potevano assumere una configurazione
diversa. Le centine servivano per appoggiare sopra i conci lapidei oppure il conglomerato
cementizio nella fase di costruzione, terminata la struttura la centina veniva rimossa.
Metodologie per realizzare le volte: nervature a reticolo, manto di bipedali (per ottenere un
intradosso liscio e omogeneo da intonacare o affrescare) e a cassettoni (finitura con forme
diverse, romboidali o ottagonali).
-Architettura pubblica civile
Il Foro Romano è una parte della Roma Antica situato tra il Palatino e il Campidoglio e
costituiva il centro commerciale, religioso e politico della città di Roma.
La piazza aveva una forma geometrica non regolare (rapporto tra i lati di 2 a 3, da Vitruvio), la
cui prima sistemazione risale all'età regia.
Durante la fase imperiale, l'antico Foro Romano apparve insufficiente alle funzioni di centro
amministrativo e di rappresentanza, dunque Giulio Cesare diede inizio alla costruzione di un
nuovo complesso monumentale con la realizzazione delle due grandi basiliche (Emilia e Giulia)
sui lati lunghi della piazza, completate da Augusto.
I Fori Imperiali costituiscono una serie di cinque piazze monumentali colonnate e edificate nel
corso di un secolo e mezzo nel cuore della città di Roma da parte degli imperatori (Traiano,
Cesare, Augusto, Vespasiano, Nerva):
-Foro di Cesare: una piazza con portici sui lati lunghi e con al centro del lato di fondo il tempio
dedicato alla dea Venere.
-Foro Augusto: si disponeva ortogonalmente al foro di Cesare e i portici che sorgevano sui lati
lunghi si aprivano alle spalle in ampie esedre (spazi semicircolari coperti), destinati ad ospitare le
attività dei tribunali. Erano arricchiti da statue di personaggi reali e mitologici e da un tempio.
-Foro Vespasiano: celebra la pace romana e la vittoria sui Giudei, è un vasto quadrilatero
circondato da portici, con il tempio inserito nel lato di fondo e una biblioteca, in cui l'area
centrale era sistemata a giardino in terra battuta, con vasche d'acqua e basamenti per statue.
-Foro di Nerva: unifica i complessi precedenti, nell'area irregolare rimasta libera tra i Fori
esistenti, metteva tutti in comunicazione tra loro; lo spazio obbligato; il tempio si addossò
all'esterno dell'esedra del Foro di Augusto, mentre lo spazio rimanente era utilizzato per un
ampio ingresso.
-Foro di Traiano: è l’ultimo dei fori e il più esteso, articolato e monumentale, chiuso sul fondo
dalla Basilica Ulpia, alle cui spalle sorse la Colonna di Traiano con a lato due biblioteche, i
portici si aprivano sul fondo con delle ampie esedre semicircolari; progettato da Apollodoro e
completato poi da Adriano, dopo lo sbancamento di un declivio.
Il Foro di Pompei era luogo di scambi commerciali e di gestione urbana e del potere politico,
concentrato negli edifici circostanti il foro.
La piazza, orientata nord-sud, ha una forma rettangolare interamente colonnata ed è circoscritta
tra alcuni degli edifici più importanti della città come quelli della pubblica amministrazione, la
basilica, il macellum, la mensa ponderaria, i templi di Apollo, Giove, Vespasiano e dei Lari
Pubblici e l'edificio di Eumachia e nel lato nord è delimitato da archi onorari, abbelliti con
statue.
Non seguiva lo schema dettato da Vitruvio,
sia per quanto riguarda l'ampiezza della
struttura, che per il sistema di strade che si
intersecavano.
Presentava una originaria pavimentazione
in tufo, in seguito sostituita con lastre di
travertino.
-Mercati traianei
È un complesso commerciale composto da negozi affiancati, distribuiti su di un doppio livello,
la cui conformazione ricorda un centro commerciale: un corridoio centrale con i negozi (di beni
alimentari) ai lati, due corpi scala, che permettono la salita sul secondo piano dove sono situate
ulteriori botteghe. Al piano terra l'accesso è diretto, mentre al primo piano avviene tramite dei
ballatoi, da sbocchi nei sottarchi della volta crociera.
La copertura è costituita da una serie di volte a crociera in opus caementicium, le cui cariche e
spinte sono assorbite da una struttura di pilastri, che scandiscono i fianchi della zona centrale e
si collegano con le murature di base, scaricando
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