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1 anatomia Appararo Digerente Cavo Orale

Appunti utili per l'esame di anatomia umana della professoressa Rita Businaro. Ho integrato aggiungendo dettagli basati sul trattato di anatomia umana Anastasi. Il materiale è specifico del cavo orale. Università degli Studi La Sapienza - Uniroma1. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Anatomia dell'uomo docente Prof. R. Businaro

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GUANCE

Le guance delimitano lateralmente il vestibolo della bocca e presentano una:

• Parte cutanea: Non presenta delimitazioni regionali nette e la sua forma presenta

variazioni a seconda dell'età, del sesso, del peso e la dentatura.

• Parte mucosa: È delimitata dai solchi vestibolari (ant.) e dalla piega pterigomandibolare

(post.).

• Porzione adiposa: Si trova nello spessore della parete posteriore della guancia e prende

il nome di corpo adiposo (o bolla di Bichat), uno strato di grasso avvolto da una capsula

fibrosa e fra muscolo massetere e muscolo buccinatore.

Strutturalmente la guancia si compone, similmente al labbro, di un:

• Piano cutaneo: epitelio pavimentoso pluristratificato cheratinizzato, presenta numerose

ghiandole sebacee e sudoripare e follicoli piliferi.

• Piano sottocutaneo: terminano alcuni muscoli mimici.

• Piano muscolare:

• Piano mucoso: accoglie numerose ghiandole salivari, le ghiandole malari o geniene. La

mucosa geniena aderisce alla faccia profonda del muscolo buccinatore. A tale livello

sono molto sviluppate le formazioni aponeurotiche, in particolar modo la fascia del

muscolo buccinatore che si fonde con il legamento pterigomascellare ed in avanti

contrae rapporto con il dotto parotideo (o di Stenone).

Vasi e nervi sono identici alle labbra.

I DENTI

Gli uomini presentano due dentature, la dentatura decidua (primaria), la dentatura

permanente (secondaria). Il primo dente deciduo (I molare) erompe al VI mese di vita e tutti

i denti decidui erompono entro il III anno di vita, essa si compone di 20 denti, 5 per ogni

quadrante. Essa si compone di 32 denti, otto per quadrante. Si parla di quadrante perché si

possono dividere le porzioni alveolari di ossa mascellari e mandibolari in due porzioni, destra

e sinistra.

ANATOMIA MACROSCOPICA DEI DENTI

Esistono tre forme principali di dente in ambedue le dentature:

• Incisivi: In ambedue le dentature abbiamo due incisivi per ogni quadrante. Si parlerà

quindi di incisivo centrale (primo incisivo) ed incisivo laterale (secondo incisivo). Non

presentano cuspidi hanno radici singole e in sezione sono circolari. Erompono tra 6-9

anni.

• Canini: I canini sono quattro, uno per ogni quadrante. Presentano una cuspide singola,

con sezione circolare e appuntita. La loro radice è singola. Erompono tra 9-11 anni.

• Premolari: Sono presenti solo nella dentatura permanente, due per ogni quadrante,

denominati primo e secondo premolare, si trovano a sostituire i molari decidui. Essi

presentano due cuspidi. La radice è singola, in alcuni casi può farsi bifida all'apice.

Erompono tra 10-12 anni.

• Molari: Sono due per quadrante nella dentatura decidua e tre in quella permanente, non

sostituiscono nessun dente deciduo in quanto i denti molari decidui vengono sostituiti

dai premolari (sono perciò detti denti monofisari). Vengono denominati primo, secondo

(e terzo) molare in senso mesio-distale, direzione nella quale poi decrescono.

Presentano una sezione quadrangolare e quattro cuspidi. Le radici sono due

inferiormente e tre superiormente. I molari decidui non assomigliano però ai premolari

che li sostituiscono ma di più ai primi molari permanenti. Per quanto riguarda i terzi

molari, poichè in una percentuale di popolazione i denti risultano più grandi dell'arcata

dentaria, i terzi molari, che sono gli ultimi ad erompere, possono rimanere inclusi nella

porzione profonda della mandibola (più raramente della mascella). Erompono a 9-12-18

anni.

ANATOMIA MICROSCOPICA DEI DENTI

La struttura del dente è formata da una corona, ricoperta da smalto, e una radice, ricoperta

da cemento. Questi due tessuti si riuniscono a livello del margine cervicale o colletto. Il corpo

del dente è invece formato principalmente da dentina, la quale delimita la camera pulpare,

formata dalla polpa dentaria. Il dente è stabilizzato dai legamenti periodontali che lo ancora

all'osso alveolare. Abbiamo inoltre fasci di fibre collagene che, dal cemento, penetrano

l'osso alveolare, detti Fibre di Sharpey.

• Smalto: Lo smalto è il materiale, duro e resistente, che riveste la corona del dente. E' un

tessuto di origine ectodermica, non vascolarizzato, non innervato e acellulare. Esso è

formato per il 95% da materiale organico, principalmente idrossiapatite, per il 4% da

acqua e per meno dell'1% da materiale organico, principalmente amelogenine. Poichè

le cellule che lo producono scompaiono in eruzione lo smalto non è più in grado di

accrescere il suo spessore, 2,5 mm a livello delle cuspidi che si assottiglia ai lati, e la

sua capacità di riparazione è limitata.

• Lo smalto è formato da prismi o tubuli strettamente adesi che si portano dalla giunzione

smaltodentina, fino quasi alla superficie dove lo smalto si fa non prismatico. Ad essi si

trova interposta della sostanza interprismatica formata anch'essa da cristalli di

idrossiapatite. Al microscopio possiamo osservare delle striature trasversali, le strie

trasversali, espressione dell'incremento giornaliero dello smalto. Esse sono di due tipi:

o linee incrementali di Retzius: esprimono l'evoluzione ritmica dello smalto ma

potrebbero essere correlati a disturbi nell'amelogenesi.

o linee trasversali di Hunter-Shreger: dovute al decorso dei prismi che in sezione

possono essere sia trasversali che longitudinali al taglio, con alternanza di zone

chiare e scure.

Possiamo inoltre osservare i fusi dello smalto o ciuffi dello smalto, strutture dovute ad

anomalie nell'amelogenesi o ipomineralizzazione.

• Dentina: È un tessuto avascolare che costituisce la maggior parte del dente. È un tessuto

di origine mesenchimale. Esso è formato per il 70% da minerali e per il 20% da matrice

organica (collagene I, GAG). La dentina si dispone in maniera regolare, formando i tubuli

della dentina che hanno direzione radiale e, in vicinanza dello smalto, possono

ramificarsi. I tubuli sono formati da una particolare dentina, la dentina peritubulare,

differenziata dalla dentina che si trova tra i tubuli, dentina intertubulare, perchè più

mineralizzata. Al loro interno i tubuli contengono i prolungamenti di un singolo

odontobalsto, il cui corpo costituisce uno strato che ricopre la camera pulpare.

La dentina si forma per deposito, sul lato pulpare, di predentina, formata soltanto da

collagene e sostanza cementante. Il confine tra predentina e dentina è dato dai

calcoglobuli, strutture lobulari che rappresentano il fronte di calcificazione della dentina.

Nella dentina possiamo distinguere:

o Dentina primaria: prodotta durante l'odontogenesi, fino all'eruzione del dente.

o Dentina secondaria: prodotta dall'eruzione del dente per tutta la vita, ma si riduce

con il tempo.

o Dentina terziaria: prodotta in seguito a processi carie, traumi e può presentare

tubuli che sclerotizzano per isolare la camera pulpare.

o Polpa dentaria: È un tessuto di origine mesenchimale che presenta le

caratteristiche di connettivo lasso riccamente vascolarizzato ed innervato

contenuto nella camera pulpare. La componente cellulare (macrofagi, linfociti,

fibroblasti etc.) è contenuta in una matrice intercellulare ricca di collagene I e III.

A livello della giunzione fra dentina e polpa abbiamo uno strato cellulare formato

dai corpi cellulari degli odontoblasti. All'apice del dente, in basso, si apre il foro

apicale radicolare, a livello del quale entrano/escono i vasi e i nervi.

ANATOMIA MICROSCOPICA DEL PARODONTO

Il parodonto è l'insieme dei tessuti duri (cemento e osso alveolare) e molli (gengiva,

legamento periodontale) che circondano il dente e lo stabilizzano.

• Gengiva: è la porzione di mucosa masticatoria che riveste i processi alveolari e riveste il

colletto. Essa si insinua anche negli spazi fra due denti contigui andando a costituire la

gengiva libera, per la sua motilità rispetto al resto della gengiva. Essa è separata dal

dente dal solco gengivale.

• Sul versante vestibolare ella continua inferiormente con la mucosa alveolare dei solchi

vestibolari. La mucosa alveolare e quella gengivale hanno due colori differenti e perciò

la linea di demarcazione risulta netta, ed è detta linea mucogengivale.

• Sul versante linguale continua, nell'arcata mascellare con la mucosa del palato duro,

mentre sul versante mandibolare con la mucosa del pavimento della cavità orale.

• Strutturalmente essa è formata da un epitelio (epitelio squamoso cheratinizzato nella

gengiva libera, epitelio squamoso non cheratinizzato nella restante gengiva) e da una

lamina propria (presenta le papille coniche nella gengiva libera ma non nella restante

gengiva).

• Cemento: È un tessuto periodontale calcificato di origine mesodermica. Esso è descritto

come un particolare tipo di tessuto osseo ma che a differenza di esso non è

vascolarizzato. È il tessuto che riveste la radice del dente. Al di sopra dello strato di

dentina nei due terzi basali del dente è detto cemento acellulare nel quale prevalgono le

fibre collagene con andamento perpendicolare la superficie, dette fibre estrinseche

(formano la porzione calcificata di legamento periodontale, le fibre perforanti (o di

Sharpey)). Nel terzo apicale della radice è ricoperto da cemento cellulare, infatti a tale

livello troviamo le lacune cementocitarie contenenti i cementociti, in esso prevalgono

fibre collageno ad andamento parallelo, o intrinseche.

• Legamento periodontale: complesso connettivale che si estende lungo tutta la superficie

radicolare del cemento ad occupare la cavità periodontale, fissandosi all'altra estremità

all'osso alveolare. Esso continua in alto con il connettivo gengivale e in basso si pone in

contatto con gli apici radicolari. Il legamento periodontale è formato principalmente da

fibre di collagene che, quando si mettono in rapporto con l'osso alveolare e il cemento

formano le fibre perforanti (o di Sharpey). La componente cellulare del legamento è

formata da cementobalsti, osteoblasti, fibroblasti, residui di cellule epiteliali della radice

(cellule di Malassez) e cellule mesenchimali. Il legamento è fortemente innervato da

terminazioni propriocettive sensibili alle sollecitazioni di pressione. Il legamento svolge

differenti funzioni:

o Protezione dei tessuti del dente da traumi occlusivi;

o Assicurare il dente ai formazioni circostanti;

o Gestire il giusto carico di forza durante l'occlusione, per le numerose terminazioni

nervose.

I fasci di fibre periodontali possono essere suddivisi in cinque gruppi.

o Della cresta alveolare: dal colletto alla cresta alveolare, decorso orizzontale.

o Orizzontali: dal terzo apicale della radice verso l'osso alveolare, orizzontale.

o Obliquo: dalla parete radicolare all'osso alveolare, oblique.

o Apicali: dall'apice delle radici all'osso alveolare, raggiato.

o Interradicolari

VASCOLARIZZAZIONE DEL DENTE

Il dente risulta vascolarizzato in maniera complessa:

• L'arcata dentale superiore è irrorata dall'arteria alveolare superiore posteriore che origina

dalla terza porzione della mascellare interna, per quanto riguarda i molari e i premolari.

Gli incisivi e il canino vengono irrorati dall'arteria alveolare superiore media e anteriore,

le quali si distaccano dall'arteria infraorbitaria (--> III tratto mascellare interna) nel tratto

nel quale essa decorre nel canale infraorbitario.

• L'arcata dentale inferiore: è irrorata dall'arteria alveolare inferiore (--> I tratto mascellare

interna) che decorre nel canale mandibolare per distribuirsi a molari e premolari,

sorpassati i quali si divide in un ramo incisivo, per l'irrorazione degli incisivi e si

anastomizza con la controlaterale, e un ramo mentale, che fuoriesce dal foro mentale

per irrorare il mento.

Arrivati a livello di ciascun dente i vasi alveolari si dividono in numerosi rami che irrorano

l'osso alveolare e i denti. Il drenaggio venoso segue quello delle arterie, le vene alveolari

superiori anteriori si aprono nella vena facciale, le vene alveolari posteriori nel plesso

pterigoideo. Le vene alveolari inferiori posso attraversare il foro mentale e aprirsi nella vena

facciale, oppure in quello mandibolare e drenare nel plesso pterigoideo.

VASCOLARIZZAZIONE DEL PARODONTO

La gengiva è vascolarizzata dalle arterie mascellare interna (--> c. esterna) e linguale (-->

c. esterna).

• Superiormente è irrorata, nel suo lato vestibolare, dalle arterie alveolari superiori anteriori

e posteriori e dalla buccinatoria (--> II mascellare interna), mentre sul lato palatale,

arteria palatina maggiore (--> III mascellare interna)

• Inferiormente è irrorata, nel suo lato vestibolare dalle alveolari inferiori, dalla buccinatoria

e, anteriormente dalla mentale. Nel suo lato palatale è irrorata dall'arteria linguale (--> c.

esterna) e dalla alveolare inferiore.

I vasi formano una estesa rete anastomotica:

• Nella porzione apicale dalle arterie destinate alla polpa che, prima di entrare nel foro

apicale danno rami al legamento.

• Lungo la radice dalle diramazioni interdentali, o interadicolari, dell'arteria alveolare che

si portano all'osso alveolare e quindi anche al legamento.

• Nella porzione apicale dalle arterie gengivali che discendono.

DRENAGGIO LINFATICO DEL DENTE

I denti drenano nei linfonodi sottomandibolari omolaterali. Unica eccezione è rappresentata

dai linfatici degli incisivi mandibolari che possono drenare nei linfonodi sottomentali.

DRENAGGIO LINFATICO DEL PARODONTO

I linfatici della gengiva buccale di entrambe le arcate drenano ai linfonodi sottomandibolari

ad eccezione di quella presente a livello degli incisivi inferiori che drena nei linfonodi

sottomentali.

INNERVAZIONE DEL DENTE

L'arcata superiore è innervata dai nervi alveolari superiori posteriori per i denti molari (--> n.

mascellare a livello della fossa pterigopalatina --> trigemino), alveolare superiore medio per

i premolari (--> n. infraorbitario --> t n. mascellare), e il nervo alveolare superiore anteriore

per gli incisivi (--> n. infraorbitario).

L'arcata inferiore è innervata dai nervi alveolari inferiori del nervo mandibolare (-->

trigemino)

Le fibre che arrivano alla polpa da tali formazioni nervose sono:

• Fibre simpatiche motorie, vasocostrittrici che derivano dal ganglio cervicale superiore e

che arrivano alla camera pulpare mediante plessi perivascolari.

• Fibre simpatiche sensitive, derivanti dal ganglio di Gasser (o del nervo trigemino) e che,

arrivati nella polpa formano un plesso in vicinanza dei corpi cellulari degli odontoblasti.

Essi si suddivdono a loro volta in:

Mieliniche (A∂):

o responsabili del dolore acuto, a livello della camera pulpare

perdono la guaina mielinica e possono anche penetrare i tubuli dentinali, vicino ai

processi degli odontoblasti.

o Amieliniche (C): correlate al dolore cronico. Anche queste possono penetrare i

tubuli.

INNERVAZIONE DEL PARODONTO

Gengiva: L'innervazione della gengiva superiore è data dai nervi alveolari superiori

posteriore, medio e anteriore (versante vestibolare), e dai nervi palatino maggiore, minore

(versante palatale). L'innervazione della gengiva inferiore è data dai rami gengivali del nervo

alveolare inferiore (tutti e due i versanti), del nervo linguale (versante linguale) e del nervo

mentale (versante vestibolare).

Legamento periodontale: Riceve terminazioni nervose sensitive per la sensazione

dolorifica oltre che per la propriocezione. Tali terminazioni sono simili ai corpuscoli di Ruffini.

Riceve inoltre fibre simpatiche destinate ai vasi.

ODONTOGENESI

Mentre lo smalto è di origine ectodermica (epiteliale), il cemento, la dentina e la polpa hanno

origine dal mesenchima. VI-VII sett. l'ectoderma che riveste gli archi mascellari e

mandibolari si approfonda nel mesenchima, a livello dei futuri denti decidui, numerose

cellule che si aggregano e formano le gemme dentali. Tali gemme sono 20, 10 per arcata.

XI sett. la gemma raggiunge una forma di cappa (lo stadio è appunto detto "a cappa") e si

viene a formare l'organo dello smalto. A tale livello possiamo distinguere un epitelio esterno,

un epitelio interno e, tra i due, una popolazione cellulare immersa in abbondante sostanza

intercellulare, il reticolo dello smalto.

Contemporaneamente:

1. le cellule mesenchimali attorno all'organo dello smalto iniziano a proliferare formando

il sacco o follicolo dentale,

2. le cellule mesenchimali all'interno dell'organo dello smalto formano la papilla dentale.

Ora papilla dentale, follicolo dentale e organo dello smalto formano il germe dentale. XIV

sett. l'organo dello smalto forma una struttura detta a campana (stadio "a campana"), inizia

a formarsi l'abbozzo della corona del dente. XVIII sett. alcune cellule mesenchimali della

papilla si trasformano in preodontoblasti e poi odontoblasti ed iniziano ad apporre dentina,

mentre le cellule dell'epitelio interno si trasformano in preameloblasti e poi ameloblasti per

apporre smalto. La cementificazione avviene ad opera dei cementoblasti che differenziano

dalle cellule mesenchimali. L'odontogenesi prevede sempre prima la dentinogenesi rispetto

all'amelogenesi.

• La dentinogenesi avviene tramite sintesi e secrezione di matrice organica, detta

predentina, che viene successivamente mineralizzata, mediante apposizione di calcio sotto

forma di globuli, i calciblobuli, che rappresentano la riserva di calcio.

Gli odontoblasti depositano poi la dentina in direzione dello smalto (ricorda che gli

ameloblasti fanno l'inverso così i due strati si accrescono allontanandosi e per questo un

odontoblasto man mano che emette dentina si allontana dagli ameloblasti ed è costretto a

emettere al suo polo apicale un prolungamento citoplasmatico, il processo odontoblastico.

• L'amelogenesi segue la dentinogenesi ed inizia con la produzione di una sottile matrice a

contatto con la dentina, che viene subito mineralizzata parzialmente. La mineralizzazione

definitiva avviene nella fase di maturazione.

• La cementificazione inizia a sviluppo della corona terminato poichè, ora, inizia quello della

radice. La radice si forma per proliferazione degli epiteli.

IL PALATO

Il palato è una formazione osteofibromucosa che costituisce la maggior parte della volta

della cavità buccale, nei 2/3 anteriori è formato da palato duro e nel terzo posteriore è

formato dal palato molle, privo di scheletro fibroso di sostegno.

PALATO DURO

Anatomia macroscopica del palato duro: Esso è formato dai processi palatini delle ossa

mascellari e delle lamine orizzontali delle ossa palatine. Il palato duro si porta lateralmente

e anteriormente fino alle gengive e posteriormente al palato molle. Esso è concavo verso il

basso, di forma ogivale anche se può presentare delle differenze individuali. Nel mezzo

presenta un rafe mediano, il rafe palatino, posto in corrispondenza del punto di fusione dei

processi palatini. Anteriormente abbiamo, dietro i due incisivi centrali superiore, il rilievo

terminale del rafe, la papilla incisiva, a livello della quale sbocca il canale incisivo. Il palato

duro è ricoperto da gengiva masticatoria. Su ogni lato del rafe troviamo numerose pieghe

della mucosa palatale che formano le pieghe palatine trasverse, atrofiche nella vecchiaia.

Anatomia microscopica del palato duro: Il palato duro è composto da una mucosa che

aderisce strettamente al periostio che riveste lo scheletro del palato duro. È formato da:

• tonaca mucosa di tipo masticatorio che presenta un epitelio squamoso stratificato

cheratinizzato

• lamina propria che presenta numerose papille alte e sottili. Aderisce al periostio

soprattutto a livello della linea mediana mentre anteriormente decorre su uno strato

adiposo nel quale decorrono i vasi e i nervi palatini maggiori.

Il rapporto fra mucosa e periostio è diverso se lo si considera anteriormente o

posteriormente. Anteriormente troviamo fasci fibrosi che si fissano al periostio e delimitano

compartimenti nei quali sono contenuti i corpi adiposi che danno passaggio ai vasi.

Posteriormente i compartimenti sono occupati dalle ghiandole palatine, ghiandole

tubuloacinose ramificate a secrezione mucosa. La tonaca sotto-mucosa è quindi adiposa

anteriormente e ghiandolare posteriormente.

Vascolarizzazione del palato duro: E' irrorato dall'arteria palatina maggiore (--> III

mascellare interna), nel canale palatino maggiore emette i rami palatini minori che si

distribuiscono al palato molle e alla tonsilla (si anastomizzano con la palatina ascendente -


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Bilirubina92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia dell'uomo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Businaro Rita.

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