I tre scienziati che hanno contribuito alla scoperta degli enzimi, cioè proteine
in grado di velocizzare una reazione, sono Buchner, Sumner e Haldane. Spesso
per funzionare, gli enzimi hanno bisogno dell’intervento di altre molecole non
proteiche, come ioni essenziali e coenzimi; nell’ambito dei coenzimi ci sono
le vitamine, composti che l’organismo non è in grado di sintetizzare da sé e
che quindi deve assumerlo in quantità limitatissime con la dieta. Alcune
vitamine come la B, PP, K, sono prodotte dalla flora batterica; altre entrano
come precursori di coenzimi o ormoni, come la A e la D.
• Vitamine idrosolubili: aiutano gli enzimi (coenzimi vitaminici) come la
B e la C
Tiamina (B1)
Costituita da un anello pirimidinico collegato ad un anello tiazolico per mezzo di
un gruppo metilenico; svolge un ruolo importantissimo nel metabolismo
glucidico (del glucosio). La tiamina funziona da cofattore per molti enzimi
responsabili del metabolismo del glucosio; inoltre ha funzione per il sistema
nervoso, in quanto partecipa alla biosintesi dell’acetilcolina.
La TPP viene sintetizzata a partire dalla tiamina; l’enzima tiamina
pirofosfatasi trasferisce i due dei tre gruppi fosforici dell’ATP alla tiamina per
formare la tiamina pirofosfato, che si chiama così proprio perché presenta due
gruppi fosfato. L’anello tiazolico presenta sopra al C
un H relativamente acido; quando
viene perso, il C acquisisce l’elettrone
dell’H, diventando un carbanione
determinando l’attacco nucleofilo di
una molecola, e diventando la parte
effettivamente attiva più importante della TPP
La forma che interviene nei
meccanismi di reazione in cui sono
coinvolti gli enzimi cui fa da cofattore
è l’idrossi-tiamina-pirofosfato.
Questa interviene nella
decarbossilazione ovvero
nell’eliminazione di un gruppo
carbossilico (CO2); ad esempio la piruvato-deidrogenasi che utilizza TPP.
Riboflavina (B2) È formata da un anello isoallosazinico legato al ribitolo
(catena a 5C).
Quando il gruppo ossidrilico OH
terminale del ribitolo lega un
gruppo fosfato proveniente
dalla reazione con l’ATP, la
molecola che si forma prende il nome di FMN
(flavin-mononucleotide).
Dalla reazione di quest’ultima, con l’aggiunta di AMP (gruppo fosfato +
adenosina (adenina + ribosio) ) si forma il FAD (flavin-adenin-dinucleotide).
Il FAD è un trasportatore di elettroni e di ioni idrogeno H+; esso è infatti un
coenzima delle ossidoriduzioni, come ciclo di Krebs e fosforilazione ossidativa.
Durante il processo di riduzione il FAD può acquistare fino a due atomi di
idro
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