Introduzione a Cicerone
Cicerone nacque ad Arpino nel 106 a.C. da una famiglia equestre. Il padre lo fece istruire dai migliori maestri di Roma. Per studiare retorica, diritto e filosofia si mise al seguito di oratori e giuristi affermati. Questa è una forma di insegnamento trasmessa dall'esempio diretto. Il Foro era una sorta di grande scuola a cielo aperto dove poteva fermarsi chiunque fosse interessato. I maestri di Cicerone furono i due Scevola, Molone e Filone.
Opere
Dei suoi versi composti da giovane non ci è giunto nulla. Abbiamo però un trattato di retorica: De Inventione, in due libri, che doveva contenere un'esposizione della dottrina dell'oratoria. Questa dottrina prevedeva una ripartizione dell'oratoria in cinque parti, di cui la Inventio. Queste dottrine furono elaborate nel mondo greco e Cicerone è tra i primi a proporre una sintesi in latino. Viene pubblicata anche la Retorica ad Herennium, il cui autore è anonimo. Non si sa quale manuale sia stato scritto per primo (se quello di Cicerone o quello dell'autore anonimo).
Esordio nel foro
Nell'81 a.C., Cicerone diventò avvocato. Ma già dall'anno precedente Silla aveva instaurato a Roma un regime personale che mirava a mettere il potere nelle mani dell'aristocrazia dei Senatori. Cicerone iniziò a difendere degli imputati. Cicerone mostrò grande coraggio nella Pro Quinctio e nella Pro Roscio Amerino. Roscio era stato accusato di parricidio dal liberto di Silla, Crisogono.
Il viaggio in Grecia
Tra il 79 e il 77 a.C. Cicerone intraprese un lungo viaggio di studio in Grecia e in Asia Minore.
L'esordio in politica: la questura in Sicilia
Di ritorno a Roma, Cicerone fu eletto questore per l'anno 75 a.C. Inviato a Lilibeo, l'attuale Marsala, si distinse per lo scrupolo e la correttezza della sua amministrazione.
Il processo contro Verre
I siciliani fecero una denuncia per concussione contro Verre e diedero il ruolo di accusatore a Cicerone, il loro ex questore. Il processo si tenne nell'estate del 70 a.C. Verre scelse come difensore Ortensio, il più potente e ricco avvocato di Roma. Aveva come tentativo quello di scalzare Cicerone e come accusatore scelse Quinto Cecilio Nigro. Il primo atto era la Divinatio: i giudici dovevano indovinare quale dei due sarebbe stato l'accusatore più adatto. Vinse Cicerone. Verre fece in modo che il processo si svolgesse il più tardi possibile, ma iniziò comunque il 5 Agosto.
Le Verrinae: Actio prima
Cicerone, che sapeva di dover fare presto, rinunciò a un'ampia orazione e iniziò a sorpresa l'interrogatorio del testimone. La difesa, presa alla sprovvista, chiuse il processo. Verre scappò e andò in esilio volontariamente a Marsiglia.
Le Verrinae: Actio secunda
Cicerone scrisse una lunga orazione da tenere nell'Actio Secunda. I cinque discorsi di questa Actio sono orazioni dedicate alla carriera criminale di Verre.
Cursus honorum
- Diventa edile nel 69 a.C.
- Pretore nel 66 a.C.
- Console nel 63 a.C.
Nel 66 a.C., quando Cicerone era pretore, dovevano esserci due spedizioni: contro i pirati e il re del Ponto, Mitridate. Pompeo fece entrambe le spedizioni e divenne potente, e il Senato iniziò a preoccuparsi. Cercò in tutti i modi infatti di non dargli il potere. Cicerone si schierò dalla parte di Pompeo e nel 66 a.C. pronunciò un'orazione: pro lege Manilia. Cicerone riuscì a convincere così il senato e Pompeo si sentì in debito con lui. Pompeo prese dunque il comando. Cicerone si preparò per diventare console (infatti lo diventò nel 63 a.C.).
La congiura di Catilina
Nel 63 a.C., fra i candidati per il consolato, c'era anche Catilina. Questo, aristocratico, aveva sperperato tutti i suoi soldi, quindi per guadagnare scelse di diventare console. Non riuscì a diventare console per due volte, e alla terza volta decise di fare una congiura, che consisteva anche nell'uccisione dei consoli. La voce di questa congiura si diffuse e arrivò alle orecchie di Cicerone. Cicerone svelò la congiura e convocò un'assemblea straordinaria del senato, e pronunciò la prima CATILINARIA (di quattro CATILINARIE), nel tempio di Giove Statore (perché era un luogo sacro e quindi sicuro). Cicerone puntava a persuadere Catilina ad autodenunciarsi. Infatti, Catilina scappò da Roma.
La seconda e la terza CATILINARIA vennero dette davanti al popolo, e la quarta in senato. La quarta CATILINARIA aveva come obiettivo quello di stabilire la pena per i congiurati. Cicerone propose la pena di morte, ma Cesare, amico di Catilina, cercò di convincerlo di non farlo (e di fare qualcos'altro, come la confisca dei beni ecc). Ma Cicerone, grazie anche a Catone l'Uticense, riuscì a farli condannare a morte senza processo. Svelata la congiura, Cicerone riuscì ad avere successo, venendo nominato Pater Patriae.
Orazioni importanti
Nel 62 a.C., ci furono altre due importanti orazioni:
- Pro Murena: Cicerone difese un tizio, diventato console, accusato di aver truccato i voti. Molto probabilmente era colpevole, ma Cicerone scelse di difenderlo per evitare che il prossimo a candidarsi come console fosse Catilina.
- Pro Archia: difese un poeta greco accusato di aver insultato Roma con la sua poesia. Quest'orazione è importante soprattutto perché contiene un'esaltazione della cultura e della poesia. Cicerone sottolinea che la cultura è importante per la formazione sia dell'oratore che dell'uomo politico.
Primo triumvirato
Nel 63 a.C., Pompeo vinse la guerra contro Mitridate e tornò a Roma, scontrandosi con il senato perché non gli voleva dare le terre per i veterani. Cesare ne approfittò per fare un triumvirato, con l'aggiunta di Crasso. È certo che in origine il triumvirato dovesse comprendere anche Cicerone, ma questo non volle perché amava tantissimo la repubblica e non accettava che il potere politico fosse nelle mani di quattro persone e non in quelle del Senato. Siccome il potere da questo momento in poi era nelle mani dei triumviri, Cicerone perse d'importanza nella politica.
Degrado
Nel 58 a.C. fu eletto tribuno della plebe Clodio. Questo era un populares, nemico di Cicerone, infatti fece una legge contro di lui: LEX CLODIA, che condanna all'esilio chi condanna senza un regolare processo un cittadino. Condannato all'esilio, Cicerone trascorse poco più di un anno fuori da Roma.
-
Cicerone. La vita e le opere. [es. di Civiltà Latina]
-
Alfieri - vita ed opere
-
Leopardi: vita, opere
-
Bramante, vita e opere