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LEOPARDI
- Nasce nel 1798 a Recanati, nelle Marche, da una famiglia appartenente alla
nobiltà terriera.
- cresce in un ambiente bigotto e conservatore, che in un primo tempo influenza
le sue idee.
- viene inizialmente istruito da precettori ecclesiastici, poii suoi studi da solo.
- Dotato di un’intelligenza precoce, in pochi anni accumula un’enorme quantità di
conoscenze, impara le lingue antiche e moderne
LA CONVERSIONE DALL’ERUDIZIONE AL BELLO E L’AMICIZIA CON GIORDANI
- Tra il 1815 e 16 si verifica il passaggio dall’erudizione al bello, la sua
conversione letteraria.
- Non trae più alcuna soddisfazione dal semplice possesso di conoscenza, ma si
entusiasma per la poesia di Virgilio, Omero e Dante.
- Fondamentale è la sua amicizia con Pietro Giordani, un letterato di orientamento
classicistico ma di idee democratiche e laiche.
LA CRISI DEL 1819 e CONVERSIONE DAL BELLO AL VERO
- avverte ora il bisogno di uscire dall’atmosfera chiusa e stagnante di Recanati.
- nell’estate del 1819 tenta la fuga dalla casa paterna ma il suo piano viene
scoperto.
- Deluso e afflitto da una malattia agli occhi, cade in uno stato di totale
scoraggiamento, che lo porta ad elaborare una lucida e complessa riflessione
sull’infelicità dell’uomo , l’ angoscia esistenziale e sulla vanità di tutte le
cose .
- La crisi del 1819 segna il passaggio dal bello al vero, cioè dalla poesia di
immaginazione alla poesia nutrita di pensiero.
- Nel 1822 si reca a Roma ospite di uno zio, ma rimane deluso dall’ambiente
intellettuale che gli sembra vuoto e meschino.
- Torna nel paese natale e nel 1824 sentendosi privo dell’ispirazione per produrre
versi, si dedica alla prosa producendo le Operette Morali, in cui espone il suo
pensiero filosofico.
- soggiorna a Milano, Bologna e Firenze.
- Tra 1827-28 si sposta a Pisa. Qui si risveglia la vena poetica e compone i
cosiddetti Grandi Idilli, tra questi A Silvia.
- A causa delle cattive condizioni di salute è costretto a tornare a Recanati, dove
vive isolato nel palazzo paterno.
ULTIMA FASE
- Nel 1830 comincia una nuova fase, partecipa attivamente al dibattito culturale e
politico.
- Va a Firenze, dove frequenta il salotto letterario presso la nobildonna Fanny
Taglioni Tozzetti, per la quale il poeta nutre un’intensa passione non corrisposta.
La delusione d’amore ispira una nuova serie di canti: il Ciclo di Aspasia.
- In questo periodo, Leopardi stringe una forte amicizia con il patriota napoletano
Antonio Ranieri, con il quale nel 1833 si stabilisce al Napoli, dove resterà fino
alla morte nel 1837.
LETTERE E SCRITTI AUTOBIOGRAFICI
LE LETTERE -> folto gruppo di lettere.
- non destinate alla pubblicazione ma alla comunicazione personale e privata.
- a Pietro Giordani (i propri tormenti interiori, le sofferenze e i propri progett)
- ai familiari, al fratello Carlo, alla sorella Paolina (esperienze personali). 2
- al padre rivelano i difficili rapporti familiari, insieme a un estremo bisogno di
affetto e calore umano.
IL ROMANZO AUTOBIOGRAFICO
- Leopardi progetta un romanzo autobiografico, che non sarà mai portato a
termine.
- Il primo titolo: Storie di un’anima -> significativo perché indica che l’autore
avrebbe voluto concentrarsi sullo sviluppo di una vicenda intima.
- A tal fine lo scrittore accumula vari appunti.
IL PENSIERO E LA POETICA DEL VAGO E DELL’INDEFINITO
LO ZIBALDONE
- Il processo delle teorie filosofiche e letterarie di Manzoni si può seguire
attraverso le pagine dello Zibaldone, una sorta di diario intellettuale scritto tra il
1817 e il 1832.
- La parola Zibaldone, che significa mescolanza confusa di cose diverse, è usata
da Leopardi per indicare la varietà degli argomenti, annotati giorno per giorno
senza un criterio organizzativo.
LA NATURA BENIGNA
- Al centro della riflessione di Leopardi vi è il tema pessimistico dell’infelicità
dell’uomo.
- Il poeta identifica la felicità con il piacere
, sensibile e materiale.
- Ma egli riflette sul fatto che gli individui desiderano un piacere che sia infinito per
estensione e durata .
- Pertanto, poiché nessuno di quelli goduti dall’uomo può soddisfare questa
esigenza, nasce in lui un senso di insoddisfazione costante.
- Per il poeta, l’uomo è destinato a essere sempre infelice per la sua stessa
costituzione, ma la natura è in questa prima fase concepita da leopardi come
madre benigna, offre all’uomo come rimedio l’immaginazione e le illusioni,
grazie alle quali egli non si rende conto della sua effettiva miseria.
- uomini primitivi, che erano più vicini alla natura, erano capaci di immaginare
e dunque felici perché ignoravano la loro reale infelicità.
- L’uomo moderno ha abbandonato l’immaginazione e si è affidato soltanto alla
ragione.
IL PESSIMISMO STORICO
La prima fase del pensiero Leopardiano è costruita sul contrasto tra natura e
ragione, tra antichi e moderni .
- Gli antichi, nutriti da illusioni, erano capaci di azioni eroiche e magnanime.
- Il progresso della civiltà ha fatto scomparire le illusioni -> ha reso i moderni
incapaci di azioni eroiche -> ha generato vigliaccheri