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Le Corbusier

Venerdì 4 novembre 2022 14:25

Charles-Edouard Jeanneret

È lo pseudonimo di Charles-Edouard Jeanneret, di origine svizzera, ed era un personaggio molto fastidioso per quello che era l'ambiente culturale francese a lui contemporaneo. Il padre era un orologiaio, ovvero un raffinato incisore e decoratore (un artigiano artista) mentre la madre una musicista.

Nel 1900 inizia la sua formazione come incisore nella scuola di arte applicata ed è allievo di Charles L'Eplattenier, membro di una loggia massonica e inserito in una catena di collaborazioni. Le Corbusier si manterrà sempre in contatto con il maestro. I disegni della scuola di arte decorativa erano di tipo Art Nouveau svizzero, caratterizzato dalla presenza nei motivi della stilizzazione delle conifere svizzere. Tra i primi suoi lavori ci sono le decorazioni pittoriche della facciata di Villa Fallet.

Italia

Per staccarsi dallo stile locale intraprende un viaggio, sotto suggerimento di L'Eplattenier; il primo viaggio lo compie da settembre a dicembre 1907. Le Corbusier annota ciò che vede su un quadernino. La particolarità di Le Corbusier è di non ritrarre interi edifici ed elementi ma di raffigurarli scomposti in modo da studiarne le macchine. Questo procedimento deriva dal classicismo razionalista francese (Perret). Quando va in Francia si ferma nello studio di Perret, che diventa suo maestro, e anche con lui rimane in contatto per tutta la vita. La formazione con Perret è fondamentale perché a quel tempo era l'unico a saper usare il cemento armato plasmandolo in forme a piacere.

Dopo una sosta in Svizzera compie un secondo viaggio in Oriente dove visita Praga, Vienna, Budapest, Istanbul, Atene. Al ritorno si ferma alla Certosa del Galluzzo, vicino a Firenze. Si tratta di un monastero dei certosini in cui c'è una chiesa con doppio chiostro; attorno al secondo chiostro si aprono le celle dei monaci. Ogni cella aveva la peculiarità di avere uno spazio di verde in cui meditare ed entrare in contatto con la natura stando separati dal verde collettivo del chiostro centrale. Le celle disegnano un'alternanza di pieni e vuoti che denotano il mantenimento dell'individualità in un contesto che prevedeva anche spazi aperti a un pubblico molto vasto.

1900-fine prima guerra mondiale: formazione, Chaux-de-Fonds e i voyages

Villa Jeanneret-Perret - Maison Blanche. Tornato a casa il padre gli commissiona la casa di famiglia, che prende il nome di Villa Jeanneret-Perret, o Maison Blanche. Le Corbusier non otterrà mai il diploma di architetto, quindi è un architetto non architetto. La villa si trova sopra una collina che alle spalle ha un bosco di conifere e davanti un pendio che scende a valle. L'utilizzo del bianco, totalizzante quasi, va in forte contrasto con quello che era lo stile corrente caratterizzato da colori scuri e ricche decorazioni. Il bianco, come per Olbrich, lo prende dai villaggi di marinai del Mediterraneo e rappresenta la purezza in cui il volume vince sopra il partito decorativo della superficie. Sotto allo spiovente del tetto non mette più una fascia decorativa ma una fascia continua di finestre molto vicine tra di loro che disgregano la parete (anticipano le finestre a nastro). All'interno progetta un salotto con pianoforte centrale (disegnato da lui in modo di averlo di misura corretta) in cui accogliere gli ospiti. La carta da parati la disegna lui come anche i mobili, questo deriva dalla sua formazione tipica dell'Art Nouveau che prevedeva l'opera d'arte totale.

Maison Dom-ino: nuovo modo di costruire

La Maison Dom-ino è un prototipo che fa da esempio per un nuovo modo di costruire. Si basa su piani illuminati in cui le pareti scompaiono, aprendo alla possibilità di avere grandi vetrate a parete. Questo sistema lo pensa come un modo rapido ed economico per ricostruire il territorio martoriato delle Fiandre. Ciò che importa di questo progetto è che lo scheletro sia industrializzato ed economico. Questo scheletro poi si poteva completare a piacere.

Villa Turque

Villa Schwob, o Villa Turque, ha un fronte strada molto chiuso, costituito da una grande facciata con piccoli ovali come finestre che le danno un'aria orientale. La facciata sul giardino invece è tutta trasparente con tre piani di vetrate che rivelano che la casa è in cemento armato.

Fine prima guerra mondiale - fine anni '20: Il Purismo

Alla fine della prima guerra mondiale si trasferisce a Parigi. Le Corbusier rimane molto appassionato di pittura, tanto che nel secondo dopoguerra, quando ormai ha la carriera avviata, dedica metà giornata alla pittura e l'altra metà all'architettura. Assieme a Ozenfant dichiara superato il cubismo a favore del purismo. I due, assieme a Dermee, scrivono un libro e pubblicano una rivista che promette di pubblicare tutte le arti all'interno di uno stesso contenitore: L'esprit nouveau. Avendo pochi collaboratori, non essendo famosi, Le Corbusier trova diversi pseudonimi, tra cui quello di Le Corbusier, in modo da trattare argomenti diversi fingendo di avere esperti per ogni settore. Grazie all'esprit nouveau scrive diversi articoli provocatori nei confronti del mondo dell'architettura proponendo suoi progetti innovativi.

Maison Atelier per Amedee Ozenfant

Maison-atelier per Amedee Ozenfant ha un atelier in alto e in basso. Questa casa viene costruita nei quartieri poveri che raccoglievano tutti gli artisti; in questo periodo nascono i famosi quartieri come Montmartre e Montparnasse. Queste zone vengono così riqualificate e aumentano di valore. Queste case d'artista sono degli importanti banchi di prova perché danno completa libertà agli architetti. In questa casa Le Corbusier disegna il primo angolo svuotato con pareti e soffitto svuotati a favore di grandi vetrate. Sul tetto due grandi shed prendono la luce migliore. Portare un elemento del mondo industriale sulla casa di un artista è una rivoluzione che mette sullo stesso piano due ruoli ben diversi della stessa società. Riceve poi altre commesse per case d'artista come Maison-Atelier Guiette, Ville Lipchitz-Miestchaninoff e Maison-Atelier Ternisien.

Maison Citrohan

Nel 1922 produce il progetto teorico di Maison Citrohan, che evoca il nome dell'auto Citroen. Le Corbusier in questo periodo sta teorizzando che la casa deve essere come una macchina, con un funzionamento universale uguale per tutti. Quindi la casa deve essere una macchina completamente funzionale e funzionante che si adatti a un pubblico universale. Questa casa è un prototipo che può essere sia attaccato al terreno che messo sopra dei pilotis ma anche riproducibile a schiera o in altezza con sovrapposizione.

Città contemporanea per tre milioni di abitanti

In occasione del Salon d'Automne esprime il suo pensiero rivolto a rivalutare l'urbanistica non più relegato al decoro pubblico. Così esegue il progetto teorico della città contemporanea per tre milioni di abitanti. Nella planimetria si riconosce la derivazione della pianta geometrica tipica del classicismo razionale. È un complesso con precisi confini oltre i quali si estende il verde che può in futuro essere usato per espandere la città. Al centro c'è la grande piazza con le strutture pubbliche al servizio della popolazione. Nei margini esterni dell'edificato la maglia cambia diminuendo la densità abitativa attraverso l'uso di corti interne. Al centro mette dei variabili spazi aperti.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matilde.fabbriani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell’architettura contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Scalzini Silvia.
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