La questione su Dio e sull’uomo nel mondo moderno
Il dilemma dell’umanesimo ateo
L’umanesimo ateo pone l’uomo come problema, riducendo Dio a
questione secondaria. L’uomo moderno è chiamato a riflettere sul senso
della propria vita, sulla realtà che lo circonda e sulle relazioni con gli altri.
Documenti chiave del Vaticano II
Nostra Aetate: dialogo tra la Chiesa cattolica e altre religioni
(buddismo, non credenti).
Dei Verbum: tratta la divina rivelazione e la tradizione della
Chiesa; evidenzia come Dio si incontri con l’uomo tramite
l’incarnazione in Cristo, cioè un Dio che si fa uomo.
Problemi dell’uomo moderno
Il mondo moderno è fortemente globalizzato, tutti i settori della vita
(sanità, finanza, politica, cultura) sono interconnessi.
L’uomo si sente alienato (lontano da Dio): perde certezze
religiose e la visione di un universo ordinato da Dio. Nella società
moderna, globalizzazione e scienza/tecnologia mettono in crisi
certezze religiose:
Due fattori principali mettono in discussione l’uomo e la religione:
Globalizzazione: riduce le sicurezze date dalla religione.
o Scienza e tecnologia: mettono in dubbio l’identità e
o l’autenticità umana, trasformando l’uomo in oggetto di
immagine.
Tradizionalmente, Dio ha dato ordine al mondo e una funzione all’uomo,
rendendolo centrale nella creazione. L’uomo trova sé stesso solo
rispondendo a domande sul senso della vita e del reale, risposta che
può venire solo da Dio. Anche alienato, l’uomo conserva la
trascendenza: capacità di interrogarsi sul senso ultimo della vita. 1 di 36
Fede e ragione
La fede in Dio è un atto ragionevole: apre la mente umana a
comprendere tutte le realtà.
Nel mondo moderno, invece, l’uomo tende a credere solo in ciò che
è percepibile dai sensi.
Dibattito sulla modernità - Per poter tornare alla vecchia ideologia, la
tradizione ha proposto un “Programma di restaurazione”, a cui si sono
però opposti coloro a favore di una “Teologia della secolarizzazione”
Programma di restaurazione: mira a riportare la centralità di Dio
e della tradizione.
Teologia della secolarizzazione: propone di distinguere Dio dal
mondo, promuovendo un nuovo modo di comprenderlo.
Nonostante le ideologie moderne, secondo Kasper, la coscienza
della necessità di Dio resta viva nell’uomo moderno. Nonostante le
nuove ideologie, Kasper sostiene che nell’uomo moderno è ancora
viva la coscienza dell’importanza della presenza di Dio nella vita
degli uomini.
La questione antropologica e le sfide della modernità
Blumenberg: la perdita di potere del cristianesimo è anche
un’opportunità per recuperare autenticità del suo messaggio.
Propone due atteggiamenti dell’uomo per fronteggiare la modernità:
Autoaffermazione: esercizio della libertà senza Dio,
o organizzazione autonoma del mondo.
Autogiustificazione: uso della ragione dell’uomo per
o comprendere scienza e tecnologia, giustificando il presente e
il futuro umano.
Blumberg sostiene che l’età moderna viene interpretata come una
reazione critica al Cristianesimo, che promuove l’auto-fondazione
autonoma dell’uomo. Per questo motivo la fede deve trovare un punto di
incontro con la modernità
La sua tesi comprende anche il conflitto tra autonomia (uomo
indipendente) e teonomia (uomo in relazione a Dio): 2 di 36
Esclude l’eteronomia, dove si incontrano 2 libertà: quella di
o Dio e quella dell’uomo => da qui capiamo quanto l’idea di
libertà di ogni essere umano sia venuta al mondo con il
Cristianesimo.
Fattori storico-reali del conflitto
Nasce nel 16° secolo con:
Riforma protestante → guerre religiose.
o Nascita della borghesia → valorizzazione della ragione umana.
o
Si cercò di trovare un fattore comune a tutti gli uomini, il quale fu
identificato nella ragione, che veniva usata dagli uomini per
rispondere a quelle questioni sul senso della vita, riducendo il ruolo
di Dio e portando a un mondo sempre più ateo e razionalizzato.
Dio veniva a poco a poco sostituito dall’autonomia della ragione.
Effetti antropologici e sociali dell’umanesimo ateo
Ci si pone delle domande:
Quali sono gli effetti dello svuotamento di senso? → lo
o svuotamento del senso della vita ha portato a considerare
l’uomo come puro oggetto di indagine.
Qual è l’impatto culturale delle scienze moderne? → l’impatto
o porta a una riduzione del bene comune a bene individuale. Si
può raggiungere il bene della comunità solo con il
perseguimento del bene individuale.
Weber individua 4 pilastri della modernità:
Scienza: definisce il futuro dell’uomo con regole
o razionali/matematiche.
Organizzazione del processo economico: organizzazione
o razionale dei processi.
Stato moderno: promuove leggi e uguaglianza indipendenti
o da Dio.
Ethos razionale della vita: l’uomo può trovare certezza solo
o in sé. 3 di 36
Tutto ciò crea sottosviluppo, oppressione e discriminazione in quanto le
scienze moderne non possono sostituirsi a Dio.
Nietzsche critica l’umanesimo ateo: perché ci presenta una società
irrazionale e violenta senza Dio. Per migliorare questa situazione
bisogna rivalutare Dio.
Dalla crisi del moderno si arriva alla crisi del postmoderno
Lyotard: la sua visione del postmoderno = mondi diversi si
avvicinano, incompatibili tra di loro, di conseguenza, la
comunicazione è complessa, essendo costretti a stare insieme
sorgono continui conflitti e competizioni.
I sistemi sociali derivanti dalla modernità diventano estremamente
complessi, sottoponendo l’individuo a una multiformità di
informazioni e pressioni, spesso contraddittorie. Questa
situazione viene percepita come un segno di democrazia, in
opposizione a ogni totalitarismo.
Caratteristiche del pensiero postmoderno
Rifiuto della totalità e dell’identità: non si cerca più una sintesi
metafisica o religiosa del mondo. Da qui nasce un pensiero debole
che porta all’annullamento della persona, all’esclusione di Dio e alla
relativizzazione della realtà.
La religione diventa esperienza individuale e consumistica:
ognuno prende ciò che soddisfa le proprie esigenze del momento.
Ognuno vive esperienze religiose diverse in base alle esigenze del
momento. Nel postmoderno non conta più l’appartenenza a una
religione definita.
Il postmoderno riflette anche sul concetto di libertà, ne mette in
discussione la reale possibilità.
L’uomo postmoderno non è pienamente libero: è schiavo dei
propri istinti o delle manipolazioni di potere.
La libertà ridotta a consumo impedisce di sviluppare un’identità
autentica e una crescita spirituale.
La libertà umana vera, secondo la tradizione cristiana, si realizza
solo in Dio, che guida la persona nel compiere scelte responsabili.
4 di 36
Aspetti positivi e limiti del postmoderno
Il postmoderno mostra una certa apertura verso:
- la solidarietà,
- il riconoscimento della pluralità culturale e religiosa.
Tuttavia, desta perplessità il modo in cui tali valori vengono
promossi, poiché spesso sfociano in un relativismo culturale e
religioso che nega ogni verità oggettiva.
Nonostante l’apertura verso pluralità, solidarietà e relativismo culturale, il
postmoderno:
Svuota l’identità dell’uomo;
Impoverisce la persona;
Priva la vita di senso, perché la libertà non è più orientata al bene
vero, ma ridotta a impulso o desiderio momentaneo.
L’unico elemento che può rendere l’uomo veramente libero è Dio. In
sua assenza si verifica:
l’impoverimento dell’uomo,
lo svuotamento dell’identità personale,
la perdita del senso ultimo della vita.
Parlare di Dio è parlare dell’uomo
In una situazione di modernità ci si domanda: come parlare in modo
comprensibile di Dio e dell’uomo inteso come creato ad immagine e
somiglianza di Dio? Secondo Kasper oggi è impossibile rispondere a
questa domanda poiché vi è sempre più una visione “atea” del mondo,
basata su una non correlazione tra l’uomo e Dio.
Però la Tradizione religiosa risponde alla domanda, infatti sostiene che c'è
sempre un collegamento diretto tra uomo e Dio.
- Dio risponde alle domande fondamentali dell’uomo su senso della
vita e identità.
- L’uomo manifesta la propria libertà e dignità aprendosi a Dio.
5 di 36
La risposta cristiana all’umanesimo ateo
La speranza cristiana risponde al bisogno di senso dell’uomo,
fondandosi sull’affermazione: “l’uomo è creato a immagine di
Dio”.
Questa somiglianza si realizza in Gesù Cristo, vero uomo vero
Dio attraverso il mistero dell’incarnazione e quello della
resurrezione:
Incarnazione: Dio si fa uomo, entra nella vita quotidiana
o dell’uomo.
Per capire in cosa essa consiste bisogna definire i termini di:
- Avvenimento: qualcosa di nuovo entra a far parte della vita
dell’uomo.
- Mistero: è qualcosa di non previsto, non definito, non voluto
direttamente dall’uomo.
Dio è diventato un avvenimento nell’esperienza quotidiana di ogni
uomo, dando vita al Cristianesimo.
Come ha fatto Dio a comunicare con gli uomini?
L’uomo incontra Dio nella persona di Gesù, che assume sembianze
umane, attraverso l’incarnazione.
Questo incontro rinnova l’uomo, rendendolo una creatura nuova,
salvata da Dio.
L’essere figli di Dio diventa possibile proprio grazie
all’incarnazione, essa è mediazione essenziale tra il cristianesimo e
la comprensione moderna dell’uomo.
Resurrezione:
o
La resurrezione di Cristo è un mistero fondamentale.
Essa si comprende attraverso il rapporto amore-amicizia: l’amore
umano dovrebbe essere eterno, ma la morte lo interrompe,
mostrando la fragilità dell’uomo.
Evento: Gesù muore sulla croce, abbandonato da tutti, ma riceve
nuova vita, tornando tra gli uomini. 6 di 36
Significato: la resurrezione dimostra che l’amore è più forte della
morte.
Implicazione: con Cristo risorto, è possibile costruire nuove
relazioni di amore tra le persone e portare avanti i valori della
religione cristiana.
Il contributo del Cristianesimo alla modernità
Nella società moderna, il Cristianesimo unifica mondo umano e mondo in
termini di scienza, tecnica, politica e cultura.
Recupera gli aspetti positivi della modernità: autoaffermazione della
persona e rispetto dell’alterità, senza trascurare la relazione costante
tra Dio e l’uomo.
Due sono i fattori fondamentali emersi nel dialogo tra Cristianesimo,
modernità e postmodernità:
- Autoaffermazione della persona → la libertà e il desiderio di
conoscere la realtà sono espressione di apertura all’Assoluto.
- Alterità → la realtà è multiforme e la diversità va riconosciuta; la
pluralità deve essere integrata in comunione, evitando
relativismo.
Modello sociale e religioso
La Chiesa e le istituzioni devono armonizzare individualità e alterità,
dando dignità alla persona e promuovendo relazioni aperte all’Assoluto.
Gesù Cristo rappresenta il culmine di questa unificazione: in Lui si
incontrano desiderio di autonomia e apertura al divino, dimensione
naturale e spirituale.
Sacramenti come luoghi di incontro con Dio
Il Battesimo è il luogo dell’incontro tra uomo e Dio, in cui la libertà
dell’uomo si assimila a quella di Cristo e si apre alla libertà divina.
L’Eucaristia, invece, rende presente il dono totale di Cristo e sostiene il
cammino di resurrezione personale verso una vita nuova.
Attraverso questi sacramenti, individualità e alterità confluiscono in un
percorso univoco, incarnato nella relazione tra Padre, Figlio e Spirito
Santo. 7 di 36
Unificazione tra fede, ragione e cultura
La Trinità rompe/rappresenta il superamento
o dell’individualismo tipico della modernità e post-modernità.
Il Cristianesimo, infine, promuove il dialogo tra fede e ragione
o e con le scienze, affinché il progresso sia sempre orientato al
servizio autentico dell’uomo e al rapporto con l’Assoluto.
Seconda parte
La fede cristiana nell’universo religioso: evangelizzazione e
dialogo Islamo-Cristiano
Dialogo e pluralismo culturale e religioso
I modelli multiculturalisti e multireligiosi, sebbene ancora presenti,
favoriscono spesso la separazione tra gruppi culturali e religiosi,
causando ghettizzazione urbana e aumentando i conflitti etnici.
Riconoscere la pluralità delle posizioni culturali e religiose potrebbe ridurre
i conflitti, ma le diversità continuano a generare divisioni.
Huntington sostiene che il mondo sia multipolare dal punto di vista
culturale e religioso e quindi non riconducibile all’unità. Un esempio è
il polarismo culturale tra Occidente e Oriente: l’Occidente è più
razionale e secolare, mentre l’Oriente è più sincretico e olistico.
Accanto al polarismo culturale vi è il polarismo religioso, caratterizzato
dallo scontro tra religioni con pretese universalistiche di salvezza =>
Rinunciare a tali pretese ridurrebbe i conflitti, ma comporterebbe una
perdita di identità religiosa.
In questo contesto emergono tre posizioni teologiche:
Esclusivismo: afferma l’unicità di una sola religione;
Inclusivismo: riconosce Cristo come compimento della verità
presente in tutte le religioni;
Teocentrismo: relativizza l’evento di Cristo ed è respinto dal
Cristianesimo.
Hick propone una “realtà ultima comune” nello Spirito Santo per la
convivenza pacifica. Tuttavia, tale approccio è rifiutato da Ebraismo, Islam
8 di 36
e Cristianesimo perché minaccia l’identità religiosa. Le differenze sono
troppo profonde.
Si conclude quindi che trovare un punto comune universale tra tutte
le culture e religioni è estremamente difficile.
Dialogo cristiano e integrazione culturale
Le società moderne sono caratterizzate dalla pluralità di culture e
religioni, favorita dall’immigrazione. È necessario trovare modalità di
integrazione rispettose delle differenze culturali e religiose.
Occidente: la sfida principale è riscoprire e proporre identità
storica e culturale, integrando i nuovi arrivati.
Oriente: si punta a preservare un’identità olistica e culturale,
chiedendo agli stranieri di integrarsi.
Nei contesti dove il Cristianesimo è consolidato (es. Filippine), i cristiani
possono essere promotori di integrazione tra culture e religioni
diverse. La mediazione di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, permette
di ricondurre tutte le diversità
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.