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MODULO 1

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CONCILIO VATICANO II 1

IL CONCILIO VATICANO II (1962 - 1965)

Sono gli anni del boom economico => la grande questione trattata da questo Concilio è la

Chiesa di fronte alla contemporaneità.

Ci sono stati 3 anni (1959 - 1962) di lavori preparatori.

11 ottobre 1962 → apertura del Concilio Vaticano II.

Il Concilio fu annunciato da Giovanni XXIII il 25 gennaio 1959.

Il Concilio è suddiviso in 4 periodi.

La lingua ufficiale del Concilio Vaticano II è il latino → oggi non è più così.

-​ è il più grande evento ecclesiastica dell’epoca contemporanea e ha segnato la storia

della Chiesa del secolo scorso

-​ dice che cos’è la Chiesa, qual è la sua identità e la sua missione, come deve

annunciare il Vangelo e come mettersi in relazione al suo interno e con gli altri

-​ ha segnato una tappa fondamentale nella storia del cristianesimo, nella vita della

chiesa cattolica e del suo rapporto con la società contemporanea e con le altre

religioni

Ma nello stesso tempo è un percorso di rinnovamento che ancora deve produrre i suoi frutti.

Scopo del Concilio Vaticano II → approfondire il deposito della fede, affinchè questa sia

presentata in modo che risponda alle esigenze del nostro tempo => non ci sono

particolari definizioni, si tratta solo di un discorso su come presentare la fede al mondo

tenendo in considerazione che il mondo era cambiato.

TESTO: “GAUDET MATER ECCLESIA”

Si tratta del discorso di apertura del Concilio Vaticano II fatto l’11 ottobre 1962.

“La Madre Chiesa si rallegra il titolo è sempre la prima frase del brano perché, per un dono

speciale della Divina Provvidenza, è ormai sorto il giorno tanto desiderato nel quale qui,

presso il sepolcro di San Pietro, auspice la Vergine Madre di Dio , di cui oggi si celebra il

calendario non era ancora stato riformato, quindi, la “festa” della Madre di Dio, al tempo, si

celebrava l’11 ottobre con gioia la dignità materna, inizia solennemente il Concilio

Ecumenico Vaticano II.

Spesso infatti avviene, come abbiamo quando parla di “noi” sperimentato nell’adempiere il

quotidiano ministero apostolico, che, non senza offesa per le Nostre orecchie, ci vengano

riferite le voci di alcuni che, sebbene accesi di zelo per la religione, valutano però i fatti

senza sufficiente obiettività né prudente giudizio. Nelle attuali condizioni della società umana

primo argomento: i giovani. Disprezzo

essi non sono capaci di vedere altro che rovine e guai 2

dei giovani da parte della generazione precedente; vanno dicendo che i nostri tempi, se si

confrontano con i secoli passati, risultano del tutto peggiori; e arrivano fino al punto di

comportarsi come se non avessero nulla da imparare dalla storia, che è maestra di vita, e

come se ai tempi dei precedenti Concili tutto procedesse felicemente quanto alla dottrina

cristiana, alla morale, alla giusta libertà della Chiesa in realtà non è così → i problemi ci

sono e ci sono sempre stati.

A Noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura, che

in realtà tante volte nella

annunziano sempre il peggio, quasi incombesse la fine del mondo.”

Bibbia succede l’esatto opposto: a corte i re volevano il profeta compiacente. Ma qui il papa

sta dicendo il contrario

In generale noi facciamo fatica a comprendere la contemporaneità → lo scenario che hanno

di fronte è quello degli ‘60 di un mondo non globalizzato.

CHE PAPI HANNO FATTO IL CONCILIO?

1.​ San Giovanni XXIII

2.​ San Paolo VI

… E QUELLI CHE LO HANNO APPLICATO:

1.​ Giovanni Paolo I​ (1978)

2.​ Giovanni Paolo II​ (1978 - 2005)

3.​ Benedetto XVI​​ (2005 - 2013)

4.​ Papa Francesco

5.​ …

LO SPIRITO DEL CONCILIO

Per conoscere il Concilio è utile avere un’idea del contesto storico in cui si è realizzato, ma

anche capire l’atteggiamento che è stato proprio di Giovanni XXIII che lo ha voluto e poi di

Paolo VI che lo ha guidato e concluso.

Domande fondamentali che sono emerse:

●​ la Chiesa è capace di dialogare con il nostro tempo, che sta cambiando così

rapidamente e sembra a volte aver messo tra parentesi Dio?

○​ il tempo evolve velocemente → un esempio è il design delle chiese stesse

●​ in questa situazione quali sono le questioni della fede essenziali, decisive che

riguardano la vita de cristiano e della chiesa? Che cosa è necessario aggiornare,

senza modificare il deposito della fede?

○​ sulla base del deposito della fede, che cosa è necessario cambiare per

rendere più funzionale la veicolazione del messaggio? 3

●​ idea di chiesa come comunità e comunione, come popolo di Dio in cammino, come

sacramento dell’amore di Dio

○​ solitamente si pensa ai sacramenti (al plurale), ma anche la Chiesa stessa in

realtà è un sacramento

●​ il ruolo decisivo della chiesa locale e dei vescovi

○​ il vescovo è nella pienezza della sua chiesa

●​ la centralità della Parola di Dio nutrimento di ogni cristiano

●​ il rapporto liturgia e vita

○​ il culto ha qualcosa a che vedere con la mia vita? Si, bene. No, allora c’è

qualche problema

●​ l'universale vocazione alla santità di tutti i battezzati e la teologia del laicato (nuova

visione della Chiesa)

●​ la dimensione ecumenica: dialogo con le religioni cristiane e il dialogo con le religioni

non cristiane

4 PERIODI DEL CONCILIO

1.​ 11 ottobre - 8 dicembre 1962

l’11 ottobre ebbe inizio la prima sessione di lavori, con la celebrazione

➢​ liturgica (discorso Gaudet Mater Ecclesia di Giovanni XXIII)

l’8 dicembre ‘62 i lavori furono sospesi senza che fosse stato promulgato

➢​ nessun documento; i Padri bocciarono infatti quasi tutti i testi redatti nella fase

preparatoria e si rese necessario un periodo di riflessione

2.​ 29 settembre - 4 dicembre 1963

Giovanni XXIII muore il 3 giugno del ‘63

➢​ il 21 giugno del ‘63 fu eletto papa Paolo VI.

➢​ I lavori ripresero. Si sottolinea il carattere pastorale dell’assemblea. Si

discusse sull’essenza della Chiesa e sul ministero episcopale → infatti tutti i

documenti vengono redatti in questa fase

novità: furono ammessi 11 laici come uditori, alcuni parroci e alcune donne

➢​ fu istituito un ufficio stampa del concilio

➢​

3.​ 14 settembre - 21 novembre 1964 4

sorsero alcune discussioni sulla Nota Explicativa praevia accolta nella

➢​ costituzione della Chiesa e viene garantita la posizione primaziale del papa

4.​ 14 settembre - 8 dicembre 1965

Paolo VI annunciò l’istituzione del sindoto dei vescovi

➢​ l’8 dicembre del ‘65 Paolo VI chiude il Concilio

➢​

COSTITUZIONI

Sono tutte al femminile.

1.​ La Sacrosanctum Concilium ​ sulla liturgia

2.​ Lumen gentium ​ ​ ​ sulla Chiesa

3.​ Dei Verbum ​ ​ ​ ​ sulla divina rivelazione

4.​ Gaudium et spes ​ ​ ​ sulla Chiesa nel mondo

DICHIARAZIONI

Sono: Gravissimum Educationis sull'educazione cristiana

➔​ Nostra Aetate sulle relazioni con le religioni non cristiane

➔​ Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa

➔​ 5

TESTI CONCILIO VATICANO II

“GAUDET MATER ECCLESIA”

- Giovanni XXIII, 11 ottobre 1962 - discorso di apertura del Concilio

Venerabili Fratelli,

1. La Madre Chiesa si rallegra perché, per un dono speciale della Divina Provvidenza, è

ormai sorto il giorno tanto desiderato nel quale qui, presso il sepolcro di san Pietro, auspice

la Vergine Madre di Dio, di cui oggi si celebra con gioia la dignità materna, inizia

solennemente il Concilio Ecumenico Vaticano II.

Origine e causa del Concilio Ecumenico Vaticano II

3. 1. Quanto all’origine e alla causa del grande avvenimento per il quale Ci è piaciuto

adunarvi, è sufficiente riportare ancora una volta la testimonianza, certamente umile, ma che

Noi possiamo attestare come sperimentata: la prima volta abbiamo concepito questo

Concilio nella mente quasi all’improvviso, e in seguito l’abbiamo comunicato con parole

semplici davanti al Sacro Collegio dei Padri Cardinali in quel fausto 25 gennaio 1959, festa

della Conversione di San Paolo, nella sua Patriarcale Basilica sulla via Ostiense. Gli animi

degli astanti furono subito repentinamente commossi, come se brillasse un raggio di luce

soprannaturale, e tutti lo trasparirono soavemente sul volto e negli occhi tuttavia la

Nello stesso tempo si accese in tutto il mondo un enorme

contentezza non era così forte.

interesse, e tutti gli uomini cominciarono ad attendere con impazienza la celebrazione del

Concilio.

2. In questi tre anni è stato svolto un lavoro intenso per preparare il Concilio il concilio parte

ma non si sapeva ancora di cosa discutere, con il programma di indagare più accuratamente

ed ampiamente quale fosse in questa nostra epoca la condizione della Fede, della pratica

religiosa, dell’incidenza della comunità cristiana e soprattutto cattolica.

[…]

4. Illuminata dalla luce di questo Concilio, la Chiesa si accrescerà, come speriamo, di

ricchezze spirituali e, attingendovi il vigore di nuove energie, guarderà con sicurezza ai

tempi futuri. Infatti, introducendo opportuni emendamenti ed avviando saggiamente un

impegno di reciproco aiuto, la Chiesa otterrà che gli uomini, le famiglie, le nazioni rivolgano

davvero le menti alle realtà soprannaturali. Le realtà soprannaturali sono quelle. Si tratta di

trovare il nuovo linguaggio

[…]

Opportunità di celebrare il Concilio

2. Spesso infatti avviene, come abbiamo sperimentato nell’adempiere il quotidiano ministero

apostolico (brano dei profeti di sventura), che, non senza offesa per le Nostre orecchie, ci

vengano riferite le voci di alcuni che, sebbene accesi di zelo per la religione, valutano però i 6

fatti senza sufficiente obiettività né prudente giudizio. Nelle attuali condizioni della società

umana essi non sono capaci di vedere altro che rovine e guai; vanno dicendo che i nostri

tempi, se si confrontano con i secoli passati, risultano del tutto peggiori; e arrivano fino al

punto di comportarsi come se non avessero nulla da imparare dalla storia, che è maestra di

vita, e come se ai tempi dei precedenti Concili tutto procedesse felicemente quanto alla

dottrina cristiana, alla morale, alla giusta libertà della Chiesa.

3. A Noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura, che

annunziano sempre il peggio, quasi incombesse la fine del mondo. il ragionamento è di

ordine storico, Giovanni XXIII ha una formazione da storico della Chiesa e dice che lui

stesso, da storico, non conosce un solo momento semplice nella storia della Chiesa =>

riguardando tutti i Concili fatti in precedenza non si può dire che fossero andati tutti bene.

Secondo Giovanni XXIII si diventa profeti di sventura nel momento in cui si vuole sempre e

comunque vedere il peggio e non vedere quei punti di luce.

5. Questo è facile arguire se si considerano con attenzione i problemi e i pericoli di natura

politica ed economica del giorno d’oggi. Essi tengono così occupati gli uomini da distogliere i

loro interessi e le loro preoccupazioni dal fatto religioso, che è di pertinenza del sacro

Magistero della Chiesa viene detto negli ‘60 con il boom economico, ecc., ma allora oggi

Questo modo di agire non

cosa dovremmo dire? → ha una componente antropologica.

manca certo di errore, e dev’essere giustamente riprovato. Tuttavia nessuno può negare che

queste nuove situazioni indotte hanno almeno questo vantaggio, che vengono così eliminati

quegli innumerevoli impedimenti con cui un tempo i figli del secolo erano soliti ostacolare la

libera azione della Chiesa. Basta sfogliare di sfuggita gli annali ecclesiastici per constatare

con evidenza che gli stessi Concili Ecumenici, le cui vicende sono registrate a caratteri d’oro

nella storia della Chiesa, sono stati spesso celebrati non senza gravissime difficoltà e motivi

di dolore a causa dell’indebita ingerenza del potere civile Pio IX quando arrivano i bersaglieri

non è contento perché c’era una mentalità di equilibrio di potenza e di un territorio (la Chiesa

si chiede come fare senza un territorio). Talvolta infatti i Principi di questo mondo si

proponevano sinceramente di assumere la protezione della Chiesa, ma molte volte ciò non

avveniva senza danno e pericolo spirituale, perché più spesso essi erano guidati da calcoli

politici e si preoccupavano troppo dei propri interessi. basta pensare a quanti sovrani nella

storia si sono definiti "protettori della Chiesa”, ma in realtà pensavano solo al loro interesse

personale, per esempio sceglievano loro i preti, ecc. => Giovanni XXIII sottolinea che è stato

un bene che i due poteri (quello del sovrano e quello della Chiesa) si siano separati, ma

ovviamente ci è voluto tempo per accettarlo

Compito principale del Concilio: difendere e diffondere la dottrina

5. 1. Quel che più di tutto interessa il Concilio è che il sacro deposito della dottrina

custodire = mantenere quello

cristiana sia custodito e insegnato in forma più efficace

che già c’è, quello che deve cambiare è il modo di insegnamento della dottrina che deve

essere più efficace. 2. Tale dottrina abbraccia l’uomo integrale, composto di anima e di

corpo, e a noi, che abitiamo su questa terra, comanda di tendere come pellegrini alla patria

celeste. 7

5. Ma perché tale dottrina raggiunga i molteplici campi dell’attività umana, che toccano le

persone singole, le famiglie e la vita sociale, è necessario prima di tutto che la Chiesa non

distolga mai gli occhi dal sacro patrimonio della verità ricevuto dagli antichi; ed insieme ha

bisogno di guardare anche al presente, che ha comportato nuove situazioni e nuovi modi di

vivere, ed ha aperto nuove vie all’apostolato cattolico. (ci sono anche nuove vie geografiche,

ma sono una cosa positiva)

6. Per questa ragione la Chiesa non è rimasta indifferente a quelle meravigliose scoperte

dell’umano ingegno ed a quel progresso delle idee di cui oggi godiamo, né è stata incapace

di onestamente apprezzarle; ma, seguendo con vigile cura questi fatti, non cessa di

ammonire gli uomini perché, al di sopra dell’attrattiva delle realtà visibili, volgano gli occhi a

Dio, fonte di ogni sapienza e di ogni bellezza, affinché essi, ai quali è stato detto:

"Soggiogate la terra e dominatela", non dimentichino quel rigorosissimo comando: "Adora il

Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto", perché il fascino fuggente delle cose non impedisca

il vero progresso.

In che modo va sviluppata oggi la dottrina => la dottrina è quella, ma la chiesa deve

capire come diffonderla più efficacemente tra le persone. Per es. evolve la lingua stessa (la

Bibbia di oggi è stata riscritta nel 2008, quella precedente era degli ‘70 e sono cambiate

alcune parole e alcuni modi di dire) + evolve il modo di pensare

[…] Al presente bisogna invece che in questi nostri tempi l’intero insegnamento cristiano sia

sottoposto da tutti a nuovo esame, con animo sereno e pacato, senza nulla togliervi, in

quella maniera accurata di pensare e di formulare le parole che risalta soprattutto negli atti

(i due concili precedenti); occorre che la stessa dottrina sia

dei Concili di Trento e Vaticano I

esaminata più largamente e più a fondo e gli animi ne siano più pienamente imbevuti e

informati, come auspicano ardentemente tutti i sinceri fautori della verità cristiana, cattolica,

apostolica; occorre che questa dottrina certa ed immutabile, alla quale si deve prestare un

assenso fedele, sia approfondita ed esposta secondo quanto è richiesto dai nostri tempi.

Altro è infatti il deposito della Fede, cioè le verità che sono contenute nella nostra veneranda

dottrina, altro è il modo con il quale esse sono annunziate, sempre però nello stesso senso e

nella stessa accezione. Va data grande importanza a questo metodo e, se è necessario,

applicato con pazienza; si dovrà cioè adottare quella forma di esposizione che più

corrisponda al magistero, la cui indole è prevalentemente pastorale.

In che modo vanno combattuti gli errori

2. Non c’è nessun tempo in cui la Chiesa non si sia opposta a questi errori; spesso li ha

anche condannati, e talvolta con la massima severità. Quanto al tempo presente, la Sposa

immagine della Chiesa come sposa di Cristo => c’è amore preferisce usare la

di Cristo

medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore; pensa che si debba

andare incontro alle necessità odierne, esponendo più chiaramente il valore del suo

insegnamento piuttosto che condannando. Non perché manchino dottrine false, opinioni,

pericoli da cui premunirsi e da avversare; ma perché tutte quante contrastano così

apertamente con i retti principi dell’onestà, ed hanno prodotto frutti così letali che oggi gli

uomini sembrano cominciare spontaneamente a riprovarle, soprattutto quelle forme di

esistenza che ignorano Dio e le sue leggi, riponendo troppa fiducia nel progresso della

tecnica, fondando il benessere unicamente sulle comodità della vita. Essi sono sempre più 8

consapevoli che la dignità della persona umana e la sua naturale perfezione è questione di

grande importanza e difficilissima da realizzare. Quel che conta soprattutto è che essi hanno

imparato con l’esperienza che la violenza esterna esercitata sugli altri, la potenza delle armi,

il predominio politico non bastano assolutamente a risolvere

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia.jean di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Morelli Lorenzo.
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