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Storia e teoria del progetto

Design e progettazione in Italia

Design significa ovviamente progetto, progettazione. In Italia nasce dagli anni 50 del secolo scorso, attestato per la prima volta nel 1954 in "stile industria", rivista specializzata (prima si chiamava arti decorative, poi arti applicate e poi progettazione artistica per l'industria). Nasce il compasso d'oro, anno fondamentale.

All'inizio viene usato con la grande diffusione del design italiano, anche se in realtà era una parola straniera. Si è tenuto il termine "progetto" anche per i corsi perché si è fatta la traduzione ma si parla esattamente di design anglosassone: in Italia il design è affiancato alle scuole di architettura, nascono scuole che puntano solo sul design solo nei fine anni 80 (solo Mari, Munari e Joe Colombo non sono architetti tra i grandi designer italiani; i fratelli Castiglioni sono gli unici che però hanno fatto solo prodotti nonostante architetti).

Le scuole di architettura nascono all'inizio del 1861 e poi nel 1919/1922 viene precisata una legge per le scuole di architettura, come architettura integrale (che ha anche basi umanistiche) che quindi permette ai designer di diventare anche art director (vedi Ponti).

Le parole chiave

Storytelling vs ricerca - Il modo per legare la circolarità dello storico alla pratica e la ricerca, è lo storytelling: la narrazione per argomentare le scelte progettuali.

Fonti (bibliografia, archivi) - La ricerca storico critica nel campo del progetto è basata sulle fonti: che possono essere fonti primarie (archivi) e bibliografie. Nel design (a differenza dell'architettura, vedi Vasari) gli archivi sono più sfaccettati e vari (registri più pop e divertenti). Tra gli archivi abbiamo i "brevetti di invenzione" (paternità a un progetto, esiste anche un sito dove si trovano tutti i brevetti, google patent), ci sono gli "archivi personali/autonomi" che per i designer non sempre sono pubblici o aperti ma privati (archivio Rossi, Magistretti, studio Castiglioni o archivi d'impresa come Kartell; qui si trovano anche gli aspetti più economici e giuridici). Associazioni musei impresa .it ha un archivio online in ogni caso qualsiasi archivi consultiamo bisogna che essi vadano interrogati, in quanto non esiste storia oggettiva.

Teoria del quadrifoglio

Per quanto riguarda la storia del progetto si usa la teoria del quadrifoglio, 4 fasi fondamentali per restituire la storia di un progetto:

  • Progetto, ideazione (non solo idea ma anche conti)
  • Produzione (anche prototipazione, correzione, archivi)
  • Comunicazione (grafiche, campagne)
  • Consumo (cosa succede se messo sul mercato)

Il designer prima era considerato solo un problem solver, ora è più un problem finder.

Il linguaggio e lo stile

Il linguaggio è dato dagli "ismi". Le genealogie ci danno la possibilità di confrontare i vari design. Lo stile, importante (parole chiave sul power point), deve essere anche basato sulla contemporaneità o all'aspirazione alla classicità.

Libri consigliati:

  • La forma del tempo, Kubler
  • Equilibri

Il triangolo aristotelico: arte, tecnica, ideologia/società

Ognuno di questi aspetti è variato nel tempo, anche solo in modo inconscio. Aspetti principali:

Colori, contorni e piano

Gerrit Rietveld - Red and blau, 1981-23, è un esempio chiaro di qualcosa di composto per piani, che si possono percepire anche e soprattutto grazie ai contorni e i colori. Potremmo inserire questa sedia in un legame forte con l'arte ma sicuramente, anche se minore, con la tecnica e l'ideologia.

Piegare (+ modellare, involucro)

Da un aggetto planare con un'azione o reale o metaforica si può arrivare a una tridimensionalità ottenuta in modo concettualmente diverso; rispetto alla sedia di Rietveld, nella quale si accosta, si usano dei giunti, per arrivare alla tridimensionalità, per piegare si usa un elemento continuo - sedia Zig Zag di Rietveld (o Zig Zag ripresa da Blumer). Il Vitra Museum di Gerty è un esempio di edificio modellato, che esprime un volume dinamico che richiama la scultura, come le altre sue architetture.

Giunti, connessioni

Il passaggio tra i veri giunti e la loro idea metaforica è minimo, Van Der Rohe - Sedia Barcellona. In questo caso non si trova mobilità né snodo, è solo una saldatura. Dobbiamo immaginare che fu prodotta in uno degli ultimi anni del Bauhaus, e in realtà non richiama il futuro e l'artigianalità, ma un lusso, una comodità. Un altro giunto è quello a baionetta di Safdie - Habitat 67.

Bibliografia sul sito, De Fusco dovrebbe andare bene + Dellapiana e Montanari - Una storia dell'architettura contemporanea, Design as an attitude di Alice Rawshorn consigliato si trova in pdf.

Storia e teoria del progetto - Il colore nel design e nell'architettura dal 1700 al 1900

Il bianco

Richiama la bellezza ideale della forma classica, il migliore nel suo genere (storia Ericlea e Repubblicana 5/6 secolo in Grecia e 1 secolo in Roma, Augusteo), il significato di purezza: fu il primo a cui si diede un senso e un significato nella storia. La scoperta del colore e la soluzione del bianco fuori, colorato dentro (pompeiano) riprende poi lo studio che porterà al bianco purista (LC). Viene poi ripreso nel Rinascimento e Neoclassicismo.

Quando iniziano le origini della moderna archeologia, anni 1830, Hittorf scavando in Magna Grecia scopre una serie di parti di tempio colorate (policromia dei templi greci - Selinunte), con triglifi color carta da zucchero ottenuta dal ferro ecc, architravi gialle zucca e anche le parti nascoste hanno del colore. Egli scandalizza tutto il mondo artistico, introducendo l'idea del colore e eliminando l'idea del bianco, teoria derompente rispetto a quelle antecedenti. Il mondo va in dibattito e i risultati sono divergenti, il colore è importantissimo e scandalizza.

L'Altes Museum di Berlino di Schinkel risponde alla richiesta del principe prusso per il mantenimento e la condivisione di ritrovamenti archeologici turchi - il Museo riprende il modello della stoà, acropoli (la stoà è una struttura tipica dell'architettura greca antica, costituita da passaggi coperti o portici). Altri edifici del 1830 riprendono totalmente il bianco, classico, come il Walhalla (che però è antitesi come nome, in quanto aldilà delle religioni nordiche / simili Partenone cristiano) di Klenze a Ratisbona. Negli anni il bianco diventa quindi simbolo di eleganza (Adam - Osterley House - interni e colonne).

Quando si liberano gli spazi domestici di Pompei ed Ercolano, si scopre che buona parte degli interni hanno fondo bianco e costante: a partire da un errore si pensa di aver scoperto una nuova dimensione domestica in alternativa dei grandi palazzi bianchi, ma che arriva agli interni. Il bianco diventa soluzione di ambienti domestici da monumentale che era. Ovviamente questo era un errore (il colore era preponderante nei templi e nelle case) - questo deriva anche da un senso funzionale, il bianco rende luminosità. Il bianco successivamente da classico ed elegante prende un senso di modernità e futuro, come viene letto ora (esempio dei vasi bianchi e colorati).

In realtà in questo momento la modernità è il misto tra moderno e antico, colorato e bianco, cambiamento attuale nel mondo e nella visione artistica e di design. Il momento in cui veramente il bianco diventa colore della sottrazione di tutto ciò che non è forma pura - villa Savoye, Le Corbusier, il quale era fissato con il bianco. La maggior parte dei suoi volumi erano bianchi, se non per le parti verdi che si confondessero con il prato, in modo che questo bianco ne risaltasse la sua purezza e perfezione (non a caso usava anche la sezione aurea). Questo accadeva non perché il bianco fosse perfetto a livello funzionale, poiché si sporcava e invecchiava molto più velocemente - e in realtà Le Corbusier eliminò un sacco di cose utili, come i davanzali, che toglievano il senso di purezza - ma appunto perché richiamava la semplicità ed eleganza.

Il colore usato in senso funzionale e convenzionale

Eclettismo: Atteggiamento filosofico fondato sulla coordinazione di principi o dottrine particolari, scelti...

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saraaforestiero di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e teoria del progetto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Torino o del prof Dellapiana Elena.
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