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Introduzione

Il diritto romano è l’origine del diritto nel mondo occidentale e ne forma anche la base stessa. Il diritto è l’insieme delle regole e norme di comportamento che disciplinano le società civilizzate. Convenzionalmente queste norme sono presenti già nelle società più antiche, in quanto anche greci, e ancor prima egizi, babilonesi, sumeri e tutte le civiltà arcaiche fossero governate da norme. Soltanto che il diritto non è istituzionalizzato, ma è presente in se stesso. La differenza si pone nel fatto che soltanto a Roma si è venuto a costituire un gruppo, un ceto, di esperti del diritto che hanno trasformato questa disciplina, questo insieme di norme, in scienza.

Scienza iuris: scienza del diritto

Gli esperti del diritto erano una cerchia ristrettissima di uomini, prevalentemente facenti parte del collegio sacerdotale, si occupavano di interpretare e creare ulteriore diritto. Occupavano quindi il ruolo che in società contemporanea è ricoperto dai giuristi. Altro punto fondamentale del perché il diritto è originato da quello romano è dato dalla nascita di una letteratura giurisprudenziale. I giuristi mettono per iscritto la propria pratica del diritto, vengono riportate testimonianze della propria esperienza e del proprio lavoro. Questa trascrizione fa sì che nasca un vero e proprio sistema del diritto, in quanto venivano trascritte insieme le considerazioni personali dei giuristi con i casi specifici che hanno affrontato.

Il diritto romano nella storia

Il diritto nasce grazie proprio allo studio fatto su queste opere, che contenevano testimonianze dirette e indirette. Nella storia del diritto romano ritroviamo delle parole chiave quali:

  • Pontefice
  • Giuristi/giurisperiti (iuris periti/iuris prudentes: letteralmente esperienza, scienza del diritto)
  • Giurisprudenza (iuris prudentia)

A Roma il diritto ha una certa vitalità proprio dovuta al fatto che il diritto nasce dalla città. È un periodo molto vasto che ricopre l’arco temporale comprendente 13 secoli. Dall’VIII secolo a.C. fino al VI secolo d.C., anno in cui si ebbe una svolta che avrebbe influenzato tutta la storia giuridica successiva. Si può arrivare persino a una definizione che racchiude tutto: Roma è il suo diritto.

Espansione del diritto romano

Come visto, occupa un periodo temporale molto vasto, e insieme si ha una notevole espansione territoriale e geografica dal momento che Roma attraversò un periodo di graduale espansione grazie all’impero, consequenzialmente la diffusione avvenne parallelamente. Nei vari territori dell’impero, la romanizzazione si attaccò alla vita civile e quotidiana differentemente. Nell’Europa Occidentale, più vicina culturalmente e linguisticamente a Roma, ebbe grande influsso. Nell’Europa Orientale, dove si parlava greco e culturalmente era differente, la radicalizzazione fu molto meno intensa. I giuristi si capisce dunque hanno un ruolo preponderante nella società.

Diritto romano: un sistema di domande

Diritto romano è una disciplina che bisogna affrontare ponendosi domande, principalmente di carattere storico e motoristico:

  • Cosa conosciamo del diritto romano?
  • Chi, cosa, come si crea il diritto a Roma?
  • Qual è la relazione tra produzione del diritto e le forme di governo?
  • Cosa ci resta delle opere dei giuristi?
  • Qual è l’oggetto del diritto? Di cosa si sono occupati i giuristi antichi?

Si può rispondere ad alcune di queste domande. Ad esempio, il diritto nasce da un insieme di organi con un’organizzazione complessa, e non solo per opera dei giuristi. Inoltre, viene a costituirsi in modo diverso durante le diverse forme governative che si sono succedute. Cosa importante è definire l’oggetto del diritto. Il diritto romano infatti è diritto privato in quanto ruolo dei giuristi è quello di risolvere i problemi quotidiani dei cittadini romani, rispondere ai quesiti che di volta in volta si trovano davanti. Di questo si possono fare numerosi esempi:

  • Il pater familias doveva informarsi su come fare testamento;
  • Aveva bisogno di sapere come costituire la dote della figlia che doveva sposarsi;
  • Come effettuare un contratto e consequenzialmente come vendere qualcosa;
  • Come liberare uno schiavo.

Il diritto romano è per sua natura diritto privato

Inoltre, è anche per sua natura un diritto casistico, rispondono concretamente a un problema concreto, quindi regola il rapporto tra privati. Solo molto più tardi i giuristi antichi si interessano al diritto pubblico. La storia del diritto si può dividere in quattro periodi principali:

  • Repubblica
  • Età monarchica
  • Principato
  • Dominato, Giustiniano 509 a.C.

Come si trasmette il diritto?

Per poter rispondere a questa domanda bisogna fare un passo temporale e passare al VI secolo d.C. In epoca giustiniana. Giustiniano I fu imperatore per quasi 40 anni, dal 527 d.C. al 565 d.C. In questo periodo l’impero è molto diverso da quello delle origini e da quello del II secolo d.C., il quale fu il periodo di massima espansione. L’impero mantiene infatti l’unità fino al IV secolo, alla fine del quale si decide di dividerlo in due, un impero d’Occidente che crollò nel 476 d.C., e quello d’Oriente, molto più longevo in quanto cadde nel 1453.

Iura et arma: diritto ed esercito

I motivi dai quali deriva questa scelta erano principalmente d’efficienza per meglio governare i vasti territori. L’Occidente viene eroso dalle continue battaglie e invasioni barbariche, le quali venivano a formare anche civiltà e regioni all’interno dei territori imperiali. Questo dato è importante in quanto fa chiarezza su uno degli obiettivi che Giustiniano si era posto, ovvero la riconquista dei territori perduti. Infatti, riconquista nel 530 l’Africa spostandosi verso la Spagna e l’Italia riconquistando nel giro di 3 anni buona parte dei territori perduti. Quello che tuttavia si proponeva non era solo riconquista geografica, in quanto si proponeva una riconquista anche di quei valori che nel corso del tempo si sbiadirono: il diritto.

Codificazione del diritto

A questo proposito dà l’ordine di compilare e codificare (fenomeno di grande risalto nel periodo antico) un codice. Ad oggi noi siamo stati in grado di leggere le opere dei giuristi antichi proprio grazie a questa iniziativa. Giustiniano dà dunque vita a una grande opera di codificazione la quale raccoglie le leges et iura. Tuttavia, vi fu un lavoro di grande selezione delle leggi imperiali, in quanto vengono riportate solo le leggi di un determinato periodo, e precisamente quelle che partono dal II secolo d.C. che sono anche quelle più vicine a lui e alla sua epoca.

Opere dei giuristi

La raccolta prende il nome di corpus iuris civilis, corpo del diritto civile. Questo era il diritto vigente al quale bisognava e doveva fare riferimento, utilizzando SOLO il diritto contenutovi. Si potrebbe dire che è un diritto nuovo ma è anche vero che è vecchio al tempo stesso, questo perché è sì un diritto nuovo, ma riprende e rielabora l’antico.

Perché Giustiniano dà vita al corpus iuris?

L’opera ha prima di tutto scopo pratico e poi è anche la principale forma di conoscenza del diritto. Crea il nuovo rivisitando l’antico. Quest’opera è divisa in quattro parti. Il primo codice che diede ordine di scrivere è il novus iustinianus codex in cui sono raccolte le leggi imperiali ma viene abrogato e sostituito dal codex repentinae praelectiones. Del primo codice sono rimasti solo frammenti.

Nel 528 una costituzione viene emanata da Giustiniano con le quali dà avvio ai lavori per quella che sarà poi la haec quae necessario. Questa raccolta è necessaria in quanto riduce la lunghezza delle liti. Nel passato però vi si veniva a creare un problema: l’autenticazione, dal momento che ogni tipo di intervento ed attività di copiatura era affidata a privati e quindi si poteva incorrere in alterazioni con parole copiate male, abbreviazioni e in generale vari errori che andavano ad intaccare il significato stesso del lavoro del giurista. Proprio per riuscire ad evitare ciò, Giustiniano dà l’ordine che i testi della sua raccolta NON possano essere più toccati o modificate.

Inoltre, vi è la pubblicazione di un’altra costituzione, quella del 529, che pubblica il codice che successivamente entrerà in vigore. La compilazione dei digesta, digesta sei pandectae, è la parte più importante dell’intero codice in quanto raccoglie l’interezza, o perlomeno l’intero delle leggi selezionate, del diritto giurisprudenziale.

Struttura del Digesto

Si è davanti a un’antologia nella quale vengono raccolti frammenti da varie opere di giuristi diversi, attivi tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C. Si ha una selezione ristrettissima, in quanto si è raccolto, mediamente, soltanto il 5% dell’interezza dei frammenti, anche se queste possono essere definite solo congetture. Il 530 è l’inizio della pubblicazione dei digesta attraverso la pubblicazione della costituzione de autore dando incarico a Triboniano di fare la selezione sopracitata.

Prima di tutto bisognava raccogliere il diritto preesistente e creato fino all’epoca contemporanea e racchiuderlo in 50 libri, misura che è propria del digesto. Entra in vigore il 16 dicembre del 533 grazie alla costituzione Tanta o Dedoken. Oltre alla divisione in 50 libri vi è una divisione interna:

  • Divisione in libri
  • Divisione in titoli
  • Denominazione rubrica

In maiuscolo viene indicato il nome del giurista autore del frammento, seguito dal libro e il nome dell’opera del frammento. Per citare il digesto si possono avere 3/4 numeri, ad esempio: D. 1; 1; 1; 2. Digesto; libro; titolo; paragrafo frammento; sottoparagrafo. Le prime righe sono il principio indicato solitamente con pr. Tutti i frammenti del titolo hanno in comune lo stesso argomento anche se la materia NON è raccolta cronologicamente. Non vi è presente una spiegazione dell’autore, nessuna nota, solo il frammento riportato. Tutto ciò che si sa su quest’opera è dovuto proprio grazie alla lettura della stessa.

Il modello del digesto è servito come modello delle codificazioni moderne del 1800 e 1900. Oltre alla forma strutturale, è usato come modello anche per il contenuto dei singoli titoli. La selezione ha privilegiato il contenuto, distruggendo le opere degli antichi giuristi. Tutto quello che non era contenuto all’interno del digesto era inutile, in quanto non gli veniva affidata alcuna considerazione.

Vi è inoltre una predominanza del contenuto a discapito della ricostruzione del pensiero e della visione della vita e del diritto dei singoli giuristi, in quanto non vi sono note anagrafiche o comunque che possano ricostruire il pensiero. La raccolta viene a diventare, proprio per questo motivo, grande perdita. La compilazione è paragonabile a decreti imperiali, e ne ordinò la copia di un certo numero di copie del digesto. La littera fiorentina è una copia vicina agli esemplari voluti da Giustiniano ed è anche la migliore che ci è pervenuta. Risale al VI secolo d.C. E viene chiamata anche pisana in quanto conservata a Pisa fino al 1406.

Se in Oriente è stata più a lungo utilizzata e conservata, grazie anche all’influenza e l’azione diretta dell’imperatore, in Occidente il crollo dell’impero ha determinato anche la perdita delle tracce del digesto fino all’XI secolo quando venne ritrovato e studiato, riscoperto da Irnerio. Questa riscoperta è alla base della ricoperta e studio del diritto. Innero fondò la scuola dei glossatori con l’aggiunta al codice di glasse (la spiegazione dei frammenti). Si parla dunque di diritto romano e tradizione romanistica.

Il diritto romano oggi

In Cina, nel 2020, è terminata la codificazione del primo codice civile e per stenderlo è stato ripreso, studiato e usato come modello proprio il codice di Giustiniano. Gli insegnamenti del digesto sono ancora riscontrabili in epoca contemporanea. Nel 533, Giustiniano decide di dare alla luce un manuale, le istitutiones.

Istitutiones sive elementa: elementi essenziali

Da avvio a una riforma degli studi giuridici in quanto le istitutiones erano proprio il manuale usato dagli studenti per studiare diritto. Scrive per la cupida leva studenti, per i giovani appassionati e desiderosi di apprendere. Grazie alla riforma alcune scuole di diritto vennero chiuse, vennero stabiliti i luoghi dove studiare e fornirono il manuale, avendo così l’intero controllo del mondo del diritto. Anche in questo manuale vi è la divisione per libri, in questo caso 4, in titoli e vi è anche la stessa rubrica che apre i digesta, una corrispondenza d’ordine che crea anche più facilità nello studio. Tuttavia non sono presenti i nomi dei giuristi e tutto scorre come fosse un monologo pronunciato dall’imperatore stesso. Inoltre, mentre nel digesta i frammenti sono solo copiati, qui è presente anche un lavoro di codifica. I commissari hanno preso il manuale di Gaio usandolo come fonte, il quale manuale è pervenuto a noi nella sua interezza. La constitutions omnes stabilisce cosa bisogna studiare nei vari anni in cui si affronta lo studio giurisprudenziale.

Con il secondo codice, i digesta e le istitutiones è stato raccolto l’insieme delle leggi durante il quale Giustiniano era ancora vivo. Le novellae, novellae constitutions (nuove leggi), vengono raccolte in seguito alla morte dell’imperatore, infatti non è una raccolta ufficiale ma fatta da privati, con un gran numero di influssi anche di altre civiltà, come quella greca. La raccolta ordinata da Giustiniano è sia punto d’arrivo che di partenza, in quanto raccolta di frammenti del passato e insieme avvio dello studio del diritto moderno e contemporaneo.

Età monarchica

La monarchia è la prima forma di governo romano ma non ci è pervenuta una conoscenza saldissima. Qui ognuno aveva il proprio ruolo e inoltre è divisa in due fasi:

  • Latino-sabina: debole economicamente e anche territorialmente;
  • Etrusca: ultima fase e periodo in cui si gettano le basi del potere della futura civiltà romana;

Il regno nasce in seguito al sinecismo, il fenomeno per il quale una serie di tribù vicine si unisce per necessità. Il rex guida la società ed ha tutto il potere decisionale, giuridico e governativo nelle sue mani. Gli veniva conferito anche il pieno potere religioso.

Domande sulla monarchia

Anche in questo argomento ci si devono porre alcune domande:

  • Che tipo di monarchia è quella romana?
  • Come avviene l’elezione del re?
  • Qual è il ruolo giocato dal popolo?
  • Chi crea il diritto? Solo il re? Ha collaboratori?

Le testimonianze del periodo monarchico sono posteriori, contrastanti e molte volte assegnano un valore mistificatorio alla realtà, trasformando così quanto davvero accaduto. La Roma antica nasce dall’aggregazione di piccole civiltà sul colle Palatino. Nonostante i gruppi erano vari e misti, la popolazione era composta in maggioranza da latini, sabini ed etruschi. L’organizzazione sociale si divide in tre nuclei:

  • Familias: al capo del quale vi è un pater familias che esercita una potestas, un potere, su moglie, figli e cose, categoria nella quale rientravano anche gli schiavi. È il nucleo caratterizzante l’intera società romana fino al collasso;
  • Gens: insieme dei nuclei familiari che si riconoscevano tutti discendenti da un antenato, progenitore comune;
  • Clientes: il nucleo di persone subordinate al pater familias;

È presente un’ulteriore divisione e distinzione sociale connaturata all’interno della società stessa, quella tra patrizi e plebei. Lo storico Livio dice come i patrizi sarebbero i capi, patres, che avrebbero fondato Roma insieme a Romolo. La tradizione letteraria vigente vuole e voleva condurre la nascita di Roma alla Grecia, dalla quale sarebbe derivata la grandezza in quanto civiltà avanzata e civilizzata. I plebei sono invece tutto il resto della popolazione, in contrasto con il ristrettissimo gruppo aristocratico. Gli scontri fra fazioni sociali occupano la maggior parte della storia repubblicana, in quanto i plebei volevano raggiungere un’equitazione di diritti.

Organizzazione sociale

Il popolo tuttavia non era nemmeno una massa indistinta, ma vi era una rigida divisione, nata proprio da Romolo il quale la divide in 3 tribù gentilizie e 30 curie, 10 per ogni tribù. Le tribù sono 3 perché Roma è stata creata da latini, sabini ed etruschi:

  • Tites - latini
  • Ramnes - sabini
  • Luceres - etruschi

All’interno di ciascuna tribù era in atto una divisione ancora più analitica in 10 curie. Questa divisione è fondamentale in quanto la popolazione delle curie era la stessa che forniva l’esercito. Quindi dà origine all’esercito più antico di Roma, e anche alla prima assemblea popolare, la comitio curiato. Le 10 curie di ciascuna tribù dovevano fornire 1000 uomini all’esercito formando così un esercito di un totale di 3000 uomini, il più grande dell’epoca.

Competenze dell'assemblea popolare

Possiamo condurre delle competenze all’assemblea popolare? Cosa faceva?

  • Testamentum lalatis comitis
  • Detestatio sacrorum
  • Comitio curiato Adrogatio

La costituzione delle origini è formata al vertice dal rex, cui seguono il comizio curiato e il senato. È stata messa in dubbio l’esistenza del regnum proprio per la mistificazione presente per questo periodo. Tuttavia ci sono dei “fossili” che accertano l’esistenza di questo. Ancora in età repubblica.

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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher imcalledtea di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni e storia del diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Caterini Enrico.
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