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Appunti istituzioni di diritto romano – Cattedra Gagliardi (M-Q), anno 2021/2022

29 settembre 2021

Perché studiamo diritto romano?

Giustiniano è stato imperatore d’Oriente dal 527 al 565 d.C. L’Occidente dal 395 è stato più sfortunato perché subì le invasioni barbariche e nel 476 d.C. un generale di questi, Odoacre, aveva deposto l’imperatore d’Occidente. L’impero, infatti, era stato diviso dopo la morte di Teodosio I, detto Il Grande, che aveva diviso l’impero tra i due figli Arcadio e Onorio.

In Occidente, l’attuale Europa, si formarono i regni barbarici, come quello degli Ostrogoti, dei Longobardi, dei Visigoti in Spagna. L’impero d’Oriente andò avanti e nel 527 salì al trono Giustiniano, ma l’impero d’Occidente non esisteva più. La sede dell’Oriente era a Costantinopoli, detta Bisanzio in origine.

Gli obiettivi di Giustiniano

Giustiniano ebbe due obiettivi durante il suo impero: il primo fu di riconquistare l’Occidente e riuscì a farlo, in parte, abbastanza rapidamente; secondo, volle realizzare una grande opera giuridica che fosse da riferimento per tutto l’impero: il “Corpus Iuris Civilis”. La realizzò rapidamente, completandola nel 534 ed era diviso in 3 parti.

Egli era salito all’impero nel 526 dopo lo zio Giustino. Si rese conto che il diritto romano era molto complicato perché aveva una storia lunghissima. Le sue norme, infatti, risalivano al 753 a.C., anno di fondazione di Roma. C’era una gran confusione, poiché non si capiva quali norme erano in vigore ed erano numerosissime. Non c’era un corpo unitario che le raccogliesse tutte ed erano “extra vagantes”, ossia casuali. Per i cittadini, gli interpreti, risultava molto difficile orientarsi in questo insieme di norme giuridiche, mancava un’opera che le raccogliesse tutte. Giustiniano raccolse tutto nel “Corpus Iuris Civilis” e dopo aver conquistato l’Occidente volle farle entrare in vigore anche lì.

La diffusione del Corpus Iuris Civilis

Mandò il “Corpus Iuris Civilis” dall’Oriente all’Occidente e lo inviò a Ravenna dove si trovava la sede del suo rappresentante e si mise d’accordo con Papa Vigilio per inviargliela. Successe, però, che dopo qualche anno dall’invio del “Corpus Iuris Civilis”, dopo la sua morte, inizia una progressiva disfatta dei territori conquistati in Occidente e risorsero gli stati barbarici di prima. Il “Corpus Iuris Civilis” con la caduta dell’impero d’Occidente, finì per essere dimenticato, perché i re longobardi non ebbero nessuna intenzione di applicarlo, loro volevano applicare ai sudditi il loro codice.

Non venne più applicato da nessuna parte in Occidente e venne quindi dimenticato. Nel frattempo passarono i secoli e i regni barbarici ebbero la loro storia, ma poi si passò allo sfaldamento di essi e si formano i comuni, ma ancora, nonostante l’indipendenza, non applicarono il diritto romano. (I giudici applicavano ancora il duello tra due persone per capire chi avesse ragione).

La riscoperta del diritto romano

Nel 1088 un signore a Bologna, Irnerio, si imbatté in un manoscritto non noto, chiamato successivamente “littera bononiensis” copia di un testo risalente al sesto secolo. In questo documento c’era il “Corpus Iuris Civilis” di Giustiniano. Questa lettera fu poi rubata dai fiorentini.

Rinacque così il diritto romano. A Bologna venne creata la prima università del mondo nel 1088 per lo studio del diritto romano. Si chiamava “studum iuris”. Irnerio istruì i primi quattro allievi che iniziarono a studiare e andarono a fare dei commenti al “Corpus Iuris Civilis”, la così detta “glossa di Accursio” che fu il risultato dei commenti.

La pandettistica sosteneva che il diritto romano dovesse venire applicato così com’era. Nel 1800 ci fu un nuovo salto. Questo periodo è conosciuto come il periodo delle codificazioni. Tutta Europa aveva sostituito i diritti locali, tipici dell’età barbara.

Il Codice Civile di Napoleone

Nel 1804 si ebbe l’intervento di Napoleone che pubblicò il codice civile francese, un nuovo testo giuridico in cui era riversato il diritto romano, ma in una struttura nuova. Fu il primo codice perfettamente riuscito. In Italia eravamo più indietro. Napoleone portò il codice civile francese in Italia, ma quando cadde tutto tornò come prima. Nel 1861 arrivò l’unità d’Italia e i Savoia si posero il problema: Che fare? Decisero di istituire il primo codice civile italiano nel 1865. Lo scrissero degli studiosi di diritto romano perché fino a quel momento diritto romano e privato coincidevano. Venne poi abrogato nel 1942, quando fu creato il codice attuale.

La funzione dello studio del diritto romano

La funzione dello studio del diritto romano è quella della formazione del giurista. Il nostro diritto privato deriva dal diritto romano. Ciò vale per tutti i diritti europei a base romanistica. L’Inghilterra ha una storia particolare, perché arrivò il “Corpus Iuris Civilis”, poi gli inglesi si distanziarono da esso e stabilirono che le sentenze dei giudici fossero la fonte del diritto. Il diritto inglese ha una radice comune ai sistemi romanisti, ma si chiama “common law” che ha fondamento romano ma che nei secoli si è differenziato. Non hanno mai istituito un codice civile perché hanno un sistema basato sui precedenti. Gli scozzesi invece hanno formalmente in vigore il “Corpus Iuris Civilis”, all’ultimo posto. Sono molto romanistici.

Gli americani hanno un sistema derivato dall’Inghilterra, ma la Luisiana ha il codice civile a base romanista. In Canada c’è il codice civile dello Stato del Quebec. Ci sono poi sistemi non basati sul diritto romano, per esempio, quello islamico o quello indù. I cinesi avevano un loro diritto, non molto raffinato, ma adesso stanno entrando anche loro nel sistema a base romanistica. Hanno preso come modello il codice civile tedesco.

30 settembre 2021

Significato di istituzioni

La parola istituzioni significa studi di diritto privato romano. La storia del diritto invece individua il diritto pubblico romano. Perché si usa il termine istituzioni? Deriva dal latino, instituzio, insegnamento introduttivo. Si parla di istituzioni perché è una convenzione. Questa parola è usata per indicare i corsi di diritto privato. Ai tempi dei romani la parola istituzioni, si riferiva al manuale di diritto privato degli studenti dell’università. Quintiliano, rettore, aveva scritto un manuale per i rettori, chiamato instituzio oratoria.

Espansione di Roma

Roma, dal 753 a.C., si espanse fino a diventare un impero e controllò gran parte del mondo allora noto. C’erano differenze geografiche e norme particolari che trovarono attuazione nelle periferie dell’impero.

Cos’è il diritto?

Si distingue in un senso soggettivo e uno oggettivo. In latino è detto IUS. In senso oggettivo indica un insieme o un sistema di norme. In senso soggettivo, una posizione giuridica di vantaggio che ha un soggetto rispetto ad altri soggetti e questi ultimi devono rispettare questa sua posizione di vantaggio. Si tratta di un dovere, di un obbligo.

  • Esempio: il diritto soggettivo più importante è la proprietà, perché il proprietario ha un diritto sulla cosa, la RES, e ne corrisponde l’obbligo degli altri di non ledere il suo diritto di proprietà.
  • Altro es.: se presto 50 euro a un amico e rimaniamo d’accordo che domani me li restituisce, ho acquisito un diritto soggettivo nei suoi confronti.

Gli inglesi hanno due parole diverse per indicare il diritto: law, per il senso oggettivo e right in senso soggettivo. In senso oggettivo è un insieme di norme giuridiche. Le norme giuridiche sono degli enunciati, espressioni verbali che si distinguono nella struttura e nella funzione. La funzione delle norme è quella di disciplinare e risolvere conflitti di interesse intersoggettivi. Se conosco la norma posso risolvere il conflitto d’interesse tra due soggetti. Regolano le interazioni tra soggetti e la società perché sono alla base dall’organizzatore sociale. Se non c’è società non ci può essere il diritto.

Norme di qualificazione e norme di regolazione

Esistono le norme di qualificazione e quelle di regolazione. Quelle di qualificazione definiscono concetti giuridici. Le norme di qualificazione danno una definizione e una delle più importanti è quella di contratto: ART.1321 c.c.

“Il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.”

Le norme di relazione hanno una struttura particolare, di fattispecie e di effetto, e costituiscono il 99% del nostro ordinamento. Le norme di qualificazione sono molto poche.

Esempi di norme di relazione

  • ART. 575 c.p. Sull’omicidio
  • ART 624 c.p. Sul furto che per i romani doveva andare nel diritto privato.
  • ART. 2043 c.c. Risarcimento per fatto illecito

Codice di Hammurabi, 1000 anni prima dell’inizio della civiltà romana. A Babilonia c’era una norma che anticipa alcune norme di relazione per la loro struttura. Le norme giuridiche vanno distinte dalle altre norme.

Tipologie di norme

  • Norme morali, che riguardano il buon comportamento e danno un’indicazione di comportamento (es.: restituire un favore a un amico).
  • Norme religiose, per esempio i comandamenti della religione cristiana. Nel sistema islamico ciò è diverso, perché lì hanno una forte commistione tra norme religiose e giuridiche. I talebani oggi dicono che appiccheranno le norme del corano. Le norme che regolamentano un ente religioso, invece, non sono norme religiose, sono norme giuridiche a tutti gli effetti e valgono solo per determinati contesti e sono il diritto ecclesiastico e canonico.
  • Norme aventi rilevanza sociale sono studiate dai sociologi, come Malinovski che nel 1926 scrisse un libro che diventò famoso “Crimini e costumi nelle società selvagge”; aveva studiato gli abitanti della Nuova Guinea dove non esistevano norme giuridiche, ma si basavano soltanto su norme sociali, modelli di comportamento e gli abitanti erano obbligati a seguirle e se non lo facevano si sentivano diversi. Il sociologo disse che prima del diritto c’era tutto questo, le società umane arrivano ad avere il diritto, ma prima di svilupparlo si autoregolamentavano seguendo dei modelli di comportamento. Lo chiama pre diritto, ossia una fase attraversata dalle società umane, anche dai romani. Nei sistemi in cui esiste il diritto ci sono norme aventi fattispecie ed effetti, ossia conseguenze, sanzioni che vengono imposte dall’ordinamento.

Si parla di coercizione, i soggetti sono obbligati a sottostare alla sanzione. Della coercizione si occupano gli organi dello Stato: polizia giudiziaria, ufficiale giudiziario. La coercizione è l’imposizione della sanzione.

Norma romana arcaica

Norma romana arcaica: LEGGE DELLE XI TAVOLE (451/450 a.C.). “Si membrum rupsit, ni cum eo pacit, talio esto” “se un soggetto ha rotto un arto a un altro soggetto, se i due non fanno la pace (accordo economico), abbia luogo la legge del taglione” il soggetto che ha subito la lesione, può causare un’identica lesione al soggetto che gliel’ha causata. Si trovava in una legge delle 12 tavole ed è un versetto, chiamate così perché venivano imparate a memoria.

Gli organi dello Stato non erano previsti. Sono norme giuridiche o no? Sì, perché c’è fattispecie ed effetto, ma è una di quelle particolari, ossia arcaica perché colui che infligge la sanzione è il soggetto leso, non un organo dello Stato. Perché? Perché è una norma arcaica, stilata quando lo Stato non era ancora in grado di organizzazioni ampie.

Edward Hoebel e la coercizione

Edward Hoebel, morto nel 1993, scrisse “Il diritto nelle società primitive” e coniò una nuova espressione: colui che infligge la sanzione è, in questo caso, soggetto autorizzato dallo Stato, poiché esso non ha la struttura per occuparsene. Agente socialmente autorizzato.

1 ottobre 2021

La storia di Roma

La parola diritto romano fa riferimento a Roma, quindi trattiamo il suo diritto. Roma ha una storia molto lunga; la fondazione di Roma è legata all’arrivo in Italia di Enea, figlio di Venere e difensore di Troia. Secondo la tradizione, sbarcato in Italia ha sposato la figlia del re latino, Lavinia e il loro figlio, Ascanio o Iulo ha fondato Albalonga. Dopo 200 anni da ciò sul regno di Albalonga, a sud di Roma c’erano 2 fratelli, Amulio e Numitore. Amulio scacciò il fratello e uccise i figli tranne Rea Silvia che un giorno mentre prendeva il sole vicino al fiume disse che passò di lì il Dio Marte e rimase incinta, era sacerdotessa. Generò due figli, Romolo e Remo. Amulio si arrabbiò e abbandonò questi bambini su una zattera sul Tevere. Questi bimbi furono allattati dalla lupa e fondarono Roma da grandi. La fondano insieme e nel momento di darle il nome, decisero di osservare il volo degli uccelli, i romani lo facevano spesso. Chi avesse visto più uccelli avrebbe dato il nome alla città. La città si chiamò Roma da Romolo. Giurarono di difendere la città da chiunque avesse violato i confini e Romolo fece i confini con l’aratro e i buoi. Remo violò questi confini perché erano fatti male, secondo lui, e Romolo lo uccise perché aveva giurato di farlo. La città nasce con un fratricidio. Data: 21 aprile 753 a.C.

Le popolazioni in Italia prima di Roma

Sapere un’infarinatura generale sulla parte storica prima di Roma. Nel 600 a.C abitavano già diverse popolazioni indigene in Italia. I latini arrivarono tra il 3000 e il 1500 a.C. con una migrazione dalle regioni che fanno da confine tra Europa e Asia, dal 3000 iniziarono tante migrazioni dei popoli indoeuropei, in tutte le direzioni, India, Europa, Asia centrale e tra loro c’erano i latini che si stanziarono nella regione del Lazio, si aggiunsero agli etruschi e ai sicani (sapere i nomi dei popoli che c’erano in Italia a quei tempi).

A nord del Tevere c’erano gli etruschi e i romani erano il popolo più a contatto con loro per via del fiume. Lo scontro tra etruschi e latini fu inevitabile. Gli etruschi conquistarono Roma e dopo alcuni re latini e sabini abbiamo quelli etruschi. I sabini confinavano con Roma. La tradizione dice che ci fu una fusione tra romani e sabini testimoniato dal Ratto delle Sabine, che dice che i romani erano tutti maschi, perché erano coloni inviati da Albalonga, perché Romolo li avrebbe chiamati per fondare Roma, e non c’erano quindi donne. Invitarono i sabini a una festa e dopo di che chiusero le porte della città, trattenendo le donne e cacciando gli uomini e le sposarono. I sabini tornarono arrabbiati per fare la guerra, ma le donne si sono frapposte tra romani e sabini dicendo di non fare la guerra perché non volevano restare senza mariti e senza padri. Questo generò un’alleanza tra romani e sabini, c’è stata una fusione in età arcaica. Ciò è testimoniato dal nome che si danno i romani POPULUS ROMANUS QUIRITES, popolo romano dei quiriti. Quiriti significa sabini, perché nella loro lingua quiris significava lancia e loro ne erano sempre armati. Altra ipotesi, perché la fusione è avvenuta tra romani di Roma e sabini di una città stato, Cures, da cui deriva quiriti.

I re di Roma e la Repubblica

Il primo re di Roma fu Romolo, romano, dopo la fusione arrivò un co-reggente, Tito Tazio, sabino. Non era strano perché anche ad Albalonga i re erano due, quindi era accettabile. Tito Tazio morì presto in una guerra, motivo per cui è poco conosciuto. A Romolo successe Numa Pompilio, sabino, e dopo Tullo Ostilio, romano, poi Anco Marzio, sabino. Questo è il periodo della monarchia romana-sabina. Siamo intorno al 617 a.C. quando, probabilmente, Roma fu conquistata dagli etruschi e per 100 anni rimase controllata dagli ultimi tre re di Roma e furono considerati quasi tutti tiranni, soprattutto l’ultimo Tarquinio il Superbo.

I romani si ribellarono, li cacciarono da dove erano venuti nel 509 a.C. Succede che non tornano più alla forma della Monarchia. Nel 509 a.C. inizia la Repubblica e durerà fino al 27 a.C. Che durerà quindi 482 anni. La differenza fondamentale è che nella Repubblica non c’è un magistrato che rimane in carica tutta la vita, era un nome che nelle città-stato antiche indicava le autorità di governo. Il REX era un magistrato vitalizio, ma con il passaggio a Repubblica ci sono due supremi magistrati, i consoli, che stanno in carica un anno. Il senato è l’organo di consiglio dei magistrati e dove stavano gli ex magistrati per lo più a vita. I consoli si occupavano anche dell’esercito. Poi c’erano i pretori, magistrati inferiori, che sovraintendevano ai processi privati, eletti dal popolo e stavano in carica un anno. Si occupavano di un po’ di tutto. Questa situazione politica dura tanto, fino al 27 a.C. Quando dopo una crisi diventa imperatore Augusto che fonda l’impero che dura 592 anni, fino al 565 d.C. Egli fu il primo imperatore, poi ci furono i successori.

Fasi dello studio del diritto privato

La storia di Roma non viene chiesta all’esame, basta sapere quello che abbiamo detto in classe, sono circa le prime 90/80 pagine del libro. La tripartizione tra Regno, Repubblica e Impero riguarda il diritto pubblico romano. Tre fasi per lo studio del diritto privato:

  • Età arcaica 753 a.C - 242 a.C. Ci interessa perché è il periodo in cui il diritto romano nasce e Roma è una piccola città-stato appena nata, un borgo di pastori che rimane confinata al suo interno, al massimo si espande in Italia. È il periodo iniziale del diritto privato romano. Questa età non coincide con la prima fase della storia costituzionale, ma è più ampia perché comprende tutto il restante periodo.
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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher RacheleMi202 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Gagliardi Lorenzo.
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