Estratto del documento

Principali metodi di integrazione europea

Nella storia europea ci sono 3 metodi principali di integrazione europea:

  • Metodo confederale: Creare un’alleanza stabile tra gli Stati europei, che non rinunciano alla loro sovranità.
  • Metodo federale: Forma più stabile e duratura tra Stati che rinunciano a parte della loro sovranità per conferirla alla federazione sovranazionale.

Questi metodi diventano chiari con la nascita degli USA: 13 colonie britanniche si staccano dalla madrepatria con la guerra di Indipendenza, dopo la quale ogni Stato diventa indipendente. Firmando il patto della confederazione, creano un insieme di Stati che restano sovrani ma che si uniscono in un’associazione dove collaborano tra loro. Nel 1787, a Philadelphia, si scrive una Costituzione, che implica principi e organizza il funzionamento dell’apparato statale. La Costituzione americana dà vita agli USA, dove i 13 Stati sovrani trasferiscono parte della loro sovranità alla federazione che la gestisce in modo indipendente. La costituzione decide quali compiti e diritti restano agli Stati e quali alla Federazione, come esercito, moneta, e tasse.

“Confederazione” e “Federazione” derivano dal latino “Foedus” (patto) e rimandano a un’altra parola latina “Fides” (fiducia): accordo che si basa sulla fiducia nei confronti degli altri soggetti.

Metodo funzionalista

Introdotto da un gruppo di pensatori del ‘900 come via di mezzo tra Federazione e Confederazione. Monnet, padre del funzionalismo, credeva che una federazione fosse impossibile e che servisse una confederazione, da ottenere con una comunità che si occupi di un settore economico piccolo, come la CECA, per poi estendersi.

Deficit dell'Europa moderna

L’Europa dell’età moderna ha avuto 4 deficit:

  • Dal ‘600 al ‘900 è luogo di anarchia internazionale. La guerra può scattare sempre; soluzione: creare un terzo potere superiore tramite una Federazione.
  • In questo caos, la Germania vuole espandersi, rafforzando la propria potenza nazionale. Serve mettere dei limiti.
  • Tra fine ‘700 e inizio ‘800, l’economia cambia diventando più integrata in modo naturale con i commerci. La politica ne rimane esclusa e questo squilibrio è risolto con la federazione.
  • Problema “strategico”: riguarda grandi potenze (Francia, Gran Bretagna), che non hanno più i poteri di prima. Gli europei così divisi non sono in grado di influenzare la politica internazionale.

Europa nella mitologia greca

Dalla mitologia greca, Europa fu rapita da Zeus sotto forma di toro bianco e portata a Creta, dove si consumarono le nozze. Dalla loro unione nasce la dinastia cretese o minoica. Nelle fonti greche “Europa” era la nostra Grecia, che non indicava solo un territorio ma aveva caratteristiche e valori come ragione, razionalità, libertà, diritto. Machiavelli crea l’idea di Europa come luogo di libertà contro l’Asia (oppressione). Sottolinea la divisione dell’Europa in Stati indipendenti dove ogni Stato sceglie la forma di governo (Asia: grandi imperi). Ciò porta a rischi perché più Stati indipendenti ci sono, più la possibilità di conflitti cresce. Machiavelli propone una soluzione: non si può risolvere la guerra europea ma si deve ragionare in termini di equilibrio delle potenze, che pur separate, si trovano in equilibrio.

Il lamento della pace di Erasmo da Rotterdam

Erasmo da Rotterdam afferma che la guerra è inaccettabile dal punto di vista morale e cristiano, perché mette uomini contro uomini e i cristiani tra di loro non devono combattersi, ma chiarire in modo pacifico. La colpa è di chi detiene il potere e dei loro consiglieri. I sovrani prendono decisioni per interessi legati alla vita di corte, non alla vita del popolo. La guerra va limitata e contrastata anche per ragioni pratiche perché non porta vantaggi a nessuno.

Nuovo consigliere di Crucé

“Nuovo consigliere di Pirro d’Epiro, che suggerì al sovrano che, per godersi la calma non serviva una guerra.” Crucé parla di un approccio politico (diverso dal morale di Erasmo): propone la creazione di un’assemblea composta da tutti i sovrani della Terra, che poteva avere sede a Venezia (porta tra Europa cristiana e Oriente) ed essere presieduta dal Papa, ma assegnava al Sultano il ruolo di vicepresidente.

William Penn e il progetto di unione europea

William Penn, autore inglese del filone quacchero (variante del protestantesimo europeo visto con sospetto dall’Inghilterra per alcune idee eretiche), voleva fondare una colonia in America e nel 1681 decise di emigrare e colonizzare una zona più a ovest e a sud del New Jersey, futura Pennsylvania. Nel 1693 scrive “Discorso intorno alla pace presente e futuro in Europa”, proponendo la costituzione di una Dieta o Parlamento o Stati Generali. Si immagina un Parlamento di 90 deputati. La sovranità interna degli Stati (poteri di governo del territorio) resta agli Stati, mentre la sovranità esterna (rapporti con altri Stati) al Parlamento.

Saint-Pierre e la pace perpetua

Saint-Pierre, filosofo francese, scrive “Projet pour rendre la paix perpetuelle en Europe”, proponendo un’istituzione sovra-nazionale (union europénne) organizzata come congresso arbitrale di rappresentanti degli Stati. Era contrario alle guerre e serviva la teoria giusnaturalistica di Locke e Hobbes: la nascita di Stati moderni si spiega con un contratto dove gli uomini lasciano lo stato di natura lasciando ad un terzo parte, o tutti, i loro diritti, un concetto noto come “Domestic analogy”.

Critica di Rousseau

Rousseau critica il progetto di San Pierre:

  • Progetto velleitario: progetto forte ma senza le condizioni necessarie per essere realizzato poiché era irragionevole pensare che i sovrani europei accettassero la decurtazione di alcuni poteri.
  • L’autonomia delle parti che compongono l’Europa. Esso è composto da Stati diversi che vogliono rimanere tali.

Montesquieu e la separazione dei poteri

Montesquieu, pensatore francese, fondatore della teoria politica della separazione dei poteri, scrive:

  • Lo spirito delle leggi: Una costituzione si dice libera solo se nessun governante può abusare del suo potere. Necessità di netta separazione tra legislativo, esecutivo (Principe) e giudiziario.
  • Le riflessioni sulla monarchia universale in Europa: Concetto di impero, e ci si interroga sulla possibilità o impossibilità che si instauri di nuovo in Europa. Montesquieu è dalla parte dell’impossibilità per ragioni fisiche (clima, caratteristiche di territorio) e per ragioni morali (politica, religione, costumi). Ciò porterebbe l’Europa a diventare una nuova Asia (impero di terrore) e non va bene perché quella dell’Europa è una storia di libertà.
  • Le lettere persiane: Satira dei costumi francesi: due viaggiatori persiani (Usbek e Rica) che criticano.

Voltaire e l'illuminismo francese

Voltaire, rappresentante dell’illuminismo francese, movimento filosofico culturale dove la ragione sostituisce la religione, sostiene la necessità di uscire dal cristianesimo recuperando altre idee di Europa che hanno preceduto quella cristiana (greca o romana).

Lemonnier e la pace in Europa

Lemonnier lotta per la pace in Europa. Per lui serve evitare un’altra guerra franco-prussiana e creare una pace stabile tra Francia e Germania. Descrive il modello federale degli USA e lotta per convincere i popoli europei a seguirne l’esempio. La sovranità va condivisa in modo duale tra stati membri e livello federale. La federazione avrebbe politica estera, moneta, diritto di pace e guerra; mentre gli stati membri avrebbero giustizia, polizia, imposte.

Marx ed Engels e il socialismo

Marx ed Engels sostengono che solidarietà e uguaglianza tra gli uomini sono aspirazioni realizzabili solo partendo da una profonda analisi scientifica della moderna società industriale, noto come socialismo scientifico. Marx considera le istituzioni europee come sovrastrutture che nascondono il vero nucleo. La storia del socialismo si articola in 3 momenti:

  • Prima internazionale: Associazione internazionale dei lavoratori.
  • Seconda internazionale: Organizzazione internazionale fondata sui partiti socialisti e laburisti europei.
  • Terza internazionale: Organizzazione internazionale dei partiti comunisti.

Kant e la pace perpetua

Dopo la Rivoluzione francese, Kant osserva un periodo di guerra poiché le monarchie europee combattevano la Francia per reprimere altre rivoluzioni. Nel 1794 fu stipulata la Pace di Basilea, accordi di pace tra Francia e Prussia, Spagna e Langraviato d’Assia-Kassel (principato del Sacro Romano Impero, corrispondente al Regno di Svezia e Finlandia). Da qui Kant si ispira per scrivere “Per la pace perpetua”. La pace di Basilea più che pace era una tregua, per questo Kant pensa che le sue idee potessero trasformare la tregua in una pace più duratura. Kant presenta il suo scritto come ipotetico trattato di pace. L’opera è strutturata in 9 articoli:

Preliminari:

  • Nessuna conclusione di pace può definirsi tale se fatta con riserva segreta di una guerra futura.
  • Nessuno stato indipendente deve essere comprato o venduto (non è una proprietà ma persone).
  • Gli eserciti permanenti (avendo come unica finalità la guerra) devono cessare.
  • Non si devono fare debiti pubblici in merito a guerre esterne allo Stato: la guerra è una spesa e non un investimento e indebitarsi per fare guerra risulta una doppia spesa.
  • Nessuno stato deve interferire nella costituzione e nel governo di un altro Stato.
  • Nessuno stato in guerra deve permettersi ostilità da rendere impossibile la fiducia reciproca nella pace futura.

Definitivi:

  • Diritto interno: in ogni stato la costituzione civile deve essere repubblicana e istituita secondo il principio dell’uguaglianza dei cittadini, libertà, davanti alla legge.
  • Diritto internazionale: la libertà di uno stato è garantita dal non-intervento di Stati esterni.
  • Diritto cosmopolitico: chiunque entri in un territorio straniero e si comporti pacificamente deve ricevere ospitalità e non essere trattato da nemico.

Saint-Simon e il positivismo sociale

Saint-Simon, fondatore del positivismo sociale, propone una riorganizzazione della società su basi scientifico-tecnocratiche, con l’idea che il progresso debba trasformare la società verso il meglio. Il progresso per lui era continuo ed inarrestabile. Ammirava gli scienziati come “nuovi santi”, da ammirare al posto della borghesia.

Il Risorgimento e l'unità dell'Italia

Il Risorgimento vede l’Italia conseguire la propria unità nazionale. Figure principali: Mazzini, Cattaneo, Garibaldi.

  • Mazzini: Democratico che si dedicò alla lotta per un’Italia unita e repubblicana. Pensiero: idea della liberazione dell’Italia solo con la creazione di uno Stato repubblicano unitario. Per lui la vera repubblica è il luogo dove libertà e giustizia sono realizzate per tutti. Lo mette in atto con l’associazione politica insurrezionale, la “Giovine Italia”, i cui obiettivi erano: trasformazione dell’Italia in una repubblica democratica unitaria, secondo i principi di libertà, di unità e di indipendenza; creazione di una confederazione europea di Stati democratici che vivessero in pace.
  • Cattaneo: Federalista. Quando si parla di Europa, dice che in un sistema di Stati europei democratici o no c’è un problema di fondo sulle RI: anarchia internazionale. Si basava sulla speranza di rapporti fraterni tra Stati, ma era un pensiero pessimista perché anche dopo l’unione, tutti gli Stati sovrani formano uno scenario anarchico. Per evitarlo la soluzione è creare un’istituzione internazionale per risolvere i conflitti, dentro ad una federazione. Il suo federalismo ha 2 volti: uno interno (per difendere la libertà delle identità locali) e uno europeo (per garantire la pace).
  • Garibaldi: Servì la patria anteponendo gli ideali risorgimentali a ogni interesse personale e fu paladino della libertà e dell’uguaglianza tra uomini. Dice che per uscire dallo stato di anarchia serve uno Stato europeo. Il discorso sulla pace e sulla costruzione di istituzioni comuni va fatto a livello internazionale e propone la creazione di un congresso mondiale permanente, che garantisse l’unità delle nazioni e l’impossibilità delle guerre.

Bauer e Renner e la questione nazionale

Bauer e Renner, marxisti, riformisti e rivoluzionari, scrivono “La questione nazionale e la socialdemocrazia”. Per risolvere la questione sociale (economica) e quella nazionale (minoranze), serve convincere le minoranze che per vedere riconosciuti i loro diritti non serve uscire dall’impero ma creare una federazione pluri-nazionale.

Lenin e l'imperialismo

Lenin, politico e rivoluzionario russo, marxista, sostiene che gli stati capitalistici, essendo in sovrapproduzione, vogliono vendere i propri prodotti quindi gli interessi dei paesi entrano in conflitto. Quando ci sono tanti produttori sopravvivono solo quelli più grandi. Problema: concentrazione di capitale nelle loro mani, non sanno cosa farne e quindi occupano Stati stranieri per investire capitale. Ciò porta alla guerra tra Stati che vogliono investire negli stessi territori.

Kautsky e l'ultra-imperialismo

Kautsky, socialdemocrazia tedesca, sostiene che l’imperialismo è un prodotto del capitalismo industriale sviluppato. La politica imperialista può essere sostituita dalla politica “ultra-imperialista”: sfruttamento in comune di risorse mondiali.

Trockij e la prospettiva federalista-europea

Trockij, politico russo, membro del partito comunista dell’URSS, è favorevole a una prospettiva federalista-europea. L’economia si muove su una scala così grande che lo Stato nazione non riesce a contenerla. C’è un capitalismo che si spende oltre i confini nazionali ma la politica resta nazionale. Si supera il piccolo Stato creando una federazione europea (Stati Uniti d’Europa).

Società delle nazioni

La Società delle Nazioni è un’organizzazione internazionale creata per evitare nuove guerre. Aveva delle debolezze: rinuncia da parte degli Stati di farne parte e le decisioni non possono farle rispettare perché non hanno forze armate.

Seeley e gli Stati Uniti d'Europa

Seeley individua nella costituzione federale americana un modello da seguire per realizzare l’unificazione europea, conciliando democrazia ed efficienza. Per evitare la guerra non basta dire che è disumana, ma va capito che ruolo svolge nelle relazioni internazionali, funzione cardinale: offre agli Stati l’unico strumento per venire a capo dei contrasti che insorgono. Serve trovare un’alternativa funzionale alla guerra, che si sta nell’istituzione di un “tribunale per le controversie internazionali”, a cui va affiancato un parlamento o un governo.

Lothian e la prevenzione della guerra

Lothian, Philip Kert, che ereditò il nome di Lord Lothian, scrive “La prevenzione della guerra”, raffigura la guerra, definendola una “barbarie” non inevitabile, che scoppia tra paesi solo perché non si è riusciti a creare un sistema alternativo capace di risolvere con mezzi ragionevoli le loro controversie. La causa dei conflitti è la divisione dell’umanità in stati sovrani separati, da cui deriva l’assenza di ordine. La guerra nasce per due cause:

  • Meccaniche (o strutturali): nascono perché c’è un’articolazione del sistema degli Stati in Europa.
  • Psicologiche: secondo lui i popoli e gli Stati sono più orientati a fare la guerra.

Robbins e il protezionismo

Robbins, economista inglese liberale, dopo l’800, il liberalismo è minacciato da nuove forme di economia, come il protezionismo: politica economica tesa a difendere i prodotti nazionali contro la concorrenza straniera, tramite dazi. Il protezionismo nasce se ci sono blocchi nella nazione che vogliono essere...

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 12
Storia dell'idea di Europa  Pag. 1 Storia dell'idea di Europa  Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 12.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'idea di Europa  Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 12.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia dell'idea di Europa  Pag. 11
1 su 12
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gaia.rolandi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'idea di europa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Chirico Paolo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community