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Dispensa di storia economica

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Indice

  1. Gli elementi fondamentali dell'analisi storico-economica
  2. Declino italiano e ascesa della Gran Bretagna
  3. Rostow, Gerschenkron, Pollard, Douglas North e Paul David
  4. Belgio, Francia e Germania
  5. La periferia dell'Europa
  6. Il declino inglese e l'ascesa dell'USA e Giappone
  7. Ascesa americana
  8. Ascesa giapponese
  9. Le rivoluzioni industriali
  10. La Prima guerra mondiale e le sue conseguenze
  11. Dopo la Prima guerra mondiale
    • Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia, USA
  12. Teorie economiche
    • Instabilità, stabilità e una via di mezzo
  13. Ripresa economica
    • Gran Bretagna, Germania, Italia, Francia, USA
  14. Anni '30
  15. Seconda guerra mondiale
    • Germania, Gran Bretagna
  16. Ripresa economica europea
    • Piano Marshall
    • Nascita della CECA
  17. Bretton Woods, FMI e banca mondiale
  18. Americanizzazione e Welfare State
  19. Golden age
  20. Motivi della crescita
  21. Fine della golden age
  22. Integrazione europea
  23. Seconda parte sull'Italia
  24. L'Italia dalla periferia al centro
  25. Italia, culla dello sviluppo economico
  26. I motivi del declino dell'Italia
  27. Elementi che collegano l'Italia con il resto d'Europa
  28. La fuga dei cervelli e il problema demografico
  29. Un quadro generale dell'Italia
  30. Crescita economica dell'Italia
  31. L'effetto della guerra sull'economia e società italiana
  32. Nazionalizzazione del capitale estero
  33. Politiche economiche del regime
  34. Le industrie italiane
  35. Prima e Seconda guerra mondiale
  36. Stato imprenditore
  37. Dopo la Seconda guerra mondiale

La presente dispensa è stata appositamente sviluppata per il corso di storia economica all'interno del corso di laurea in economia delle banche presso l'Università Bicocca, tenuto dal professor Valerio Vanini. Questa dispensa copre in modo completo tutti gli argomenti trattati nel corso, offrendo un'ampia panoramica che può risultare utile anche per altri corsi che includono tematiche simili.

Oggetto del corso: lo sviluppo economico

Nel corso analizzeremo, perché alcune economie sono riuscite a diventare principali fautrici dello sviluppo economico. Perché l'Europa ha cambiato il mondo e non altre civiltà? Perché la Gran Bretagna ha completato il processo di rivoluzione industriale? Per rispondere a queste due domande, dobbiamo fare un'analisi sul lungo periodo.

3 grandi civiltà

Nel 7000 A.C. la popolazione da nomade comincia a sedimentarsi e a coltivare, questa cosa porta alla formazione delle città, luoghi dove si formeranno le istituzioni e cuore delle civiltà. Le 3 grandi civiltà che emergeranno sono quella europea, cinese e musulmana. In un momento queste civiltà mostrano un cambiamento, un processo di cambiamento che differenzia queste civiltà, ovvero nell'alto e basso medioevo.

Il cammino dell'Europa

Tra il X e XI secolo l'Europa intraprende un cammino diverso che la porta alla rivoluzione industriale. L'Europa aveva risorse fisiche e climatiche diverse, cose importanti, perché è più facile adattarsi. Il mar Mediterraneo offre buone caratteristiche, anche la Cina e la zona dell'impero musulmano avevano buone basi (tipo sbocco sul mare), ma non sufficienti per lo sviluppo economico. Queste condizioni fisico-climatiche sono necessarie per lo sviluppo economico. Le 3 civiltà hanno poi avuto diverse organizzazioni sociali ed economiche basate su diverse riflessioni filosofiche e culturali. L'Europa si è imposta delle regole per usare le risorse fisiche e questo ha permesso lo sviluppo economico. Secondo Douglas bisogna tenere conto anche delle idee che hanno influenzato pesantemente lo sviluppo economico. Paul Drevis, path dependance, dobbiamo tenere conto di come i comportamenti si sono sedimentati e sono rimasti nel tempo.

La vasta area del Mediterraneo ha in comune la religione che fa capire come la persona umana sia sacra e inviolabile, questo ha permesso il nascere della democrazia e poter disporre i propri beni, nonché la libertà. A questo si aggiunge la razionalità, quindi si supera la religione. Poi la conoscenza della natura e il suo uso ai fini dell'uomo. Quindi quella europea si costituisce su delle convinzioni filosofiche e religiose dalle quali scaturisce il rispetto della persona, alle quali è riconosciuta la libertà di intraprendere anche in maniera razionale per utilizzare le risorse che la natura mette a disposizione, in tutto questo c'è la scienza, la competizione. L'Europa trasforma tutto questo in modalità di comportamento, ovvero in istituzioni. L'Europa partendo da quei presupposti crea delle istituzioni e riconosce la libertà che riconosce la libera iniziativa e questo implica la concorrenza. L'Europa è un contesto in cui le varie parti sono in concorrenza tra di loro, di fatti in Europa ci sono state tante guerre, ma questo anche in Italia in cui le varie città sono in competizione tra di loro. La concorrenza seleziona i comportamenti più efficaci, ma la concorrenza c'è solamente quando c'è la libertà. Questo produce ordine che si danno all'interno delle città che poi diventerà quello degli stati nazionali. Ordine su come ci si organizza e la concorrenza. Esempio le corporazioni decidono come deve avvenire la concorrenza. Una buona concorrenza deve essere ordinata, quindi devono esserci delle regole da rispettare, un po' come in una gara.

Inoltre, in Europa c'era stato la divisione dei poteri per indebolire il despota. Anche la giustizia è un altro aspetto importante che emerge, in cui si ha l'onere della prova, ovvero che bisogna dimostrare la colpevolezza e questo per proteggere le persone dal despota di turno. Habeas corpus. In tutto questo l'Europa produce anche dei beni pubblici, ovvero le infrastrutture che permettono l'esplicitazione della libertà e piena concorrenza. Deve esserci un'autorità che deve avere l'onere di gestire questi beni pubblici, esempio costruire le mura di difesa. Nasce la finanza pubblica. Questo porta al concetto della “no taxation without representation”, ovvero coloro che pagano le tasse vogliono essere rappresentati, concetto inesistente in Cina dove c'era un despota. Questo fa nascere il parlamento e il consiglio, questo lo farà molto bene la Gran Bretagna.

Tutti questi elementi portano alla grande divergenza dell'Europa dal resto dal mondo. Cosa che diventa nota solamente nel '500, perché le invasioni barbariche hanno rallentato il processo. Uno storico Acemoglu individua gli elementi della grande divergenza nel fatto che le istituzioni permettono di usare delle risorse coinvolgendo sempre di più la società.

Quindi l'Europa era costituita da diverse città, non era un'entità omogenea comandata da un unico ordinamento.

Economia mondo

Braudel nella sua ricostruzione nel lungo periodo parlava di economia mondo, cioè economie che sono concentrate in una capitale da cui si producevano le migliori iniziative che si diffondevano nel resto del mondo. La prima grande economia mondo era il Mediterraneo e in particolare le città italiane (rinascimento), in seguito si affacciarono altri capitali. Quindi il centro comincia a spostarsi. A Firenze e in altre città italiane si confrontarono le migliori menti e artisti come Michelangelo e Leonardo da Vinci, il tutto in un territorio dalle dimensioni molto ridotte. Poi c'è un'espansione e altre aree seguono l'Italia come le Fiandre e le città fiamminghe. Anche per questo l'Olanda diventa indipendente dalla Spagna. Queste aree concorrono con il Mediterraneo, Amsterdam e altre città con Venezia ecc. Concorrono alcune innovazioni, soprattutto nei comportamenti che fanno nascere nuove istituzioni. Le innovazioni più significative viste al giorno d'oggi sono le soluzioni che permettono di sostenere quei traffici e commerci, quindi regole che rendano affidabili gli scambi commerciali.

Innovazioni

Quindi le banche che nascono circa nel '500, nascono banchieri fiorentini (Medici), genovesi. I Medici avevano le più grandi banche europee con filiali in tutta Europa. A Siviglia arriva l'oro dalle Americhe, i banchieri hanno la capacità di trasformare l'oro che veniva dall'America in credito e debiti da poter dare alle varie monarchie. Le banche trasformano oro in monete.

In Italia si formalizza la partita doppia, fondamento del capitalismo secondo un monaco tedesco, perché la partita doppia razionalizza il guadagno. Fibonacci formalizza la partita doppia, un tipo di comportamento. Firenze all'epoca era la capitale finanziaria del mondo.

Rischi legati al commercio, come la pirateria, prezzi e malattie, quindi ci vogliono degli strumenti di protezione che sono le assicurazioni, esse nascono a Venezia come forma di protezione del commercio nel lungo periodo e in lunga distanza. Per mandare una nave a commerciare a lunghe distanze, bisogna raccogliere molte risorse e non basta più una singola famiglia commerciale, ma essa deve allearsi con altre e nasce la commenda, essa si evolverà nella società di capitali.

Bisogna disciplinare la banca, la crescita di queste società e le assicurazioni e questo fa nascere la lex mercatoria, il codice di commercio.

Declino italiano e ascesa della Gran Bretagna

Qui la fase propulsiva delle città italiane si esaurisce e hanno dato il massimo contributo, perché poi c'erano altre città che prendono il posto di quelle italiane. In Italia si combattono delle guerre soprattutto per l'egemonia economica, chi verrà ad appropriarsi dello sviluppo economico delle città italiane. L'Italia cessa di essere la guida economica e culturale dell'Europa e lascia ad altri questo ruolo. Secondo uno storico il rinascimento è l'ultimo canto del cigno e una rinuncia, da qui dal XVII secolo comincia il declino economico, anche Manzoni definisce Milano come in declino per la peste e gli Lanzichenecchi. L'Italia non si riuscirà a riprendere, ma sarà sostituita dalle città del nord che creano nuove istituzioni, come ad Anversa dove nel 1531 nasce la prima borsa finanziaria e si danno regole per gli scambi di capitale, ma nasce anche il servizio postale. In Gran Bretagna nel '600 c'era Shakespeare e nel frattempo in Gran Bretagna si era creato un centro di potere. Nel '600 l'Inghilterra ha uno stato che le permette di diventare da spettatrice a protagonista della rivoluzione industriale. Prove di questa mutazione si ha col 1624 la nascita del brevetto che testimonia quanto innovazione ci sia. Si passa da un'economia mondo del Mediterraneo alle grandi esplorazioni del '500 e '600, in cui ci sono le grandi espansioni di Magellano e Colombo e l'Europa amplia i propri orizzonti. Si importa la patate (cibo principale in nord Europa), il caffè (parte dai paesi arabi e arriva in Brasile). Per tradurre le scoperte geografiche in tratte commerciali sono necessarie le compagnie mercantili, nascita della Compagnia delle Indie Orientali. Tutto questo genera un cambiamento di scala, presupposto della rivoluzione industriale. Il testimone del cambiamento è passato dal Mediterraneo all'Atlantico.

Tutte queste ragioni hanno reso l'Europa l'epicentro dello sviluppo economico, all'interno di questo contesto nasce la rivoluzione industriale che non è una rottura improvvisa. Adesso la domanda è perché l'Italia (aveva ottimi presupposti) non ha completato questo processo, ma è stato completato dalla Gran Bretagna.

Gran Bretagna

Con la rivoluzione industriale c'è stato un cambiamento, come produzione di acciaio, ferrovie, macchine a vapore, puddellaggio e altre innovazioni. Quindi ci sono elementi simbolici che sono l'espressione della rivoluzione industriale, però sono sedimentazioni di processi molto lunghi e a noi interessa capire come si è arrivati qui e quali sono stati gli elementi che hanno permesso questo in Gran Bretagna. Nel 1851 c'è stata una grande esposizione al Crystal Palace, un'esposizione universale di tutte le innovazioni industriali e la Gran Bretagna mostra tutta la sua potenza industriale e dava la possibilità di imitarla e quindi gli altri paesi potevano imparare. A noi interessa il percorso che ha permesso di arrivare a quei livelli prima degli altri paesi e non tanto il risultato in sé, cosa importante è che questo non è stato un passaggio/cambiamento repentino, ma un processo lungo.

Fattori favorevoli alla rivoluzione industriale della Gran Bretagna

Prima cosa in Gran Bretagna c'è un clima favorevole e un terreno che offre molte risorse, soprattutto il carbone, questo ha permesso la rivoluzione energetica. Ha un territorio molto agricolo. Tra il Seicento e il Settecento c'è stata la possibilità di produrre molti più beni alimentari e liberazione di risorse (uomini e donne) da impiegare per la rivoluzione industriale. Tuttavia, vi sono tutte delle innovazioni/istituzioni, quindi ci sono tutti i presupposti per una rivoluzione industriale. Inoltre, è un'isola quindi non deve fare guerre con altre nazioni per il suo territorio e c'è un unico stato che sta per emergere.

Primo tassello è la Magna Carta, fondamento su cui la Gran Bretagna costruisce il proprio stato e viene limitato il potere della monarchia e quindi la difesa della persona trova il suo fondamento anche nella Magna Carta. Nel '600 c'è la repubblica di Cromwell in cui c'è una guerra civile che termina con la gloriosa rivoluzione che produce un'architettura istituzionale della monarchia e quindi la monarchia esercita il suo potere nel rispetto delle norme e viene limitato il suo potere che va a premiare la persona e la libera iniziativa.

La banca d'Inghilterra nasce nel 1694 ed è una banca centrale e quindi deve regolamentare la moneta che prima era lasciato a discrezione dei banchieri, i quali coniavano monete con meno oro e quindi svalutavano le monete e c'è la necessità di qualcuno che protegga la moneta e questo favorisce gli scambi commerciali. Inoltre, vi è un sistema giuridico, il common law che rende le consuetudini delle norme giuridiche, la società assume dei comportamenti che poi diventano delle norme. La common law è più rapida nel cogliere le innovazioni ed è molto più flessibile. Con i navigation acts si disciplinano gli scambi in entrata e in uscita dalla Gran Bretagna e si decide che possono essere esportate e importate merci solamente con navi inglesi, questo favorisce la formazione di una flotta superiore a quella olandese. Si decide che non si può importare tessuti già stampati dall'India e questo favorisce la formazione di un'industria tessile interna, Calico acts. Il lubrificante dello sviluppo è il denaro ed è necessario che sia un'istituzione che lo fa circolare, le country banks e le merchant banks londinesi che finanziano i commerci e le spedizioni. La Gran Bretagna aveva interesse ad avere sbocchi commerciali e non la conquista fisica a differenza della Francia/Spagna e questa cosa chiedeva molti investimenti e quindi la formazione di banche sia locali e di interesse ultra nazionale. Tutto questo accompagnato anche da un cambiamento culturale con l'illuminismo scozzese come con Adam Smith (fondatore dell'economia politica e cerca di spiegare da dove arriva la ricchezza e lo sviluppo economico) e David Yume e questi due si influenzano a vicenda. C'è un dialogo tra atti e fatti che si influenzano a vicenda. Tutti questi cambiamenti istituzionali, nascita delle industria tessile, rivoluzione agricola.

Agricoltura inglese

Con la rivoluzione agricola la Gran Bretagna non inventa niente, ma impara grazie ai grandi viaggiatori che importano la tecnica dall'Europa, soprattutto dalla Lombardia dove c'era una agricoltura molto innovativa e produttiva come nel caso dei navigli che porta l'acqua dal nord e la porta nelle aree asciutte come a Lodi e questo permette di costruire territori nelle aree asciutte, quest’uso dell'acqua permette di introdurre cicli agricoli diversi di cereali e foraggio, il quale permette di mantenere gli alimenti delle bestie che sono tenute al chiuso e permette di produrre più concime e rendere più fertili i territori. Il problema dell'area lombarda è che geograficamente è troppo piccola, per di più in Italia c'era il problema di sanare tutta l'area padana che era una palude. Tutte queste modalità più efficaci vengono imparate dagli inglesi e le importano in Inghilterra.

Vengono emanati degli atti che permettono di chiudere i terreni. Nel tempo si sono sedimentate delle pratiche che consentivano ai poveri di far pascolare le bestie in terreni di altre persone ed aveva un significato per i meno abbienti, però questo penalizzava la crescita, perché i proprietari dei terreni non erano incentivati a investire, ma una volta che sono stati chiusi i terreni, poi i proprietari si sono sentiti incentivati a fare investimenti. Esempio con la caccia alla volpe in cui si continua a saltare le staccionate, perché sono stati recintati tutti i terreni.

Rivoluzione energetica

Alcuni studiosi spiegano la rivoluzione industriale come una rivoluzione energetica, cioè l'utilizzo del carbon coke. Ci sono delle tecniche che permettono di trasformare il carbone fossile in carbon coke, questo ha aperto l'utilizzo a nuovi usi come quello della macchina...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cornualghost di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Varini Valerio.
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