STORIA DELL’ARCHITETTURA 1
dall’antica grecia a all’età tardo barocca.
libro di riferimento: lineamenti di storia dell’architettura
16/09
INTRODUZIONE
La storia dell’architettura nasce come disciplina intorno al Cinquecento, in un periodo in cui
l’architettura comincia a essere codificata come sapere sistematico. Tuttavia, solo a partire
dagli anni Sessanta essa assume pienamente i tratti di una disciplina autonoma, capace di
costruire un discorso storico che ripercorre e analizza i secoli precedenti. In questo contesto,
il linguaggio architettonico viene inteso non solo come forma estetica, ma come vera e
propria modalità espressiva, attraverso la quale si approfondiscono aspetti che la storia
dell’arte tradizionale tende a trascurare, come le modalità di costruzione utilizzate dai
maestri del passato fino alle sperimentazioni contemporanee.
L’architettura viene così osservata nella sua complessità strutturale: non più solo come
insieme di opere isolate, ma come sistema in cui forme, tecniche e funzioni interagiscono tra
loro. Negli ultimi anni, l’attenzione si è concentrata sulla necessità di recuperare e valutare
tutti questi elementi simultaneamente, riconoscendo la complessità dell’architettura come
insieme integrato di conoscenze, tecniche e linguaggi.
GRANDE INFLUENZA DELL’ARCHEOLOGIA
La conoscenza dell’architettura greca e della classicità subì una grande influenza
dall’archeologia. Fino al 1837 la Grecia faceva parte dell’Impero Ottomano, e già dal IV
secolo a.C. l’accesso al territorio era estremamente limitato. Per questo, fino alla fine del
Settecento, la comprensione della cultura greca derivava principalmente dalla cosiddetta
Magna Grecia, ossia dalle colonie greche in Sicilia, Campania e nel Sud Italia. L’idea di
“grecità” che circolava in Europa non corrispondeva quindi alla reale Grecia, ma a una sua
rappresentazione filtrata dai territori accessibili. Tra i primi a realizzare rilievi e pubblicazioni
su queste testimonianze vi fu Jacob Spon, che intorno al Seicento pubblicò i suoi Voyage
La conoscenza della Grecia in senso stretto iniziò solo nel Settecento, grazie a
d’Italia.
viaggi effettuati in Inghilterra e Francia da studiosi come James Stuart e Nicholas Revett.
Finanzialmente sostenuti dalla Society of Dilettanti, compirono campagne di rilevamento
diretto in Grecia, segnando l’inizio di un approccio più scientifico e documentario.
Contemporaneamente, Claude-François Leroy, nel 1758, adottò un metodo diverso: meno
interessato ai dettagli dei rilievi, privilegiava l’emozione e l’esperienza visiva del paesaggio e
delle architetture. Questi diversi approcci posero le basi per le successive campagne
archeologiche della seconda metà del Settecento, che hanno permesso di conoscere con
maggiore precisione il patrimonio greco ancora oggi. La diffusione della conoscenza della
Grecia avvenne anche attraverso altre operazioni di spoglio e collezionismo, tra cui spicca la
vicenda di Lord Elgin, che tra il 1789 e il 1803 smontò numerosi elementi del Partenone ad
Atene e li trasferì in Inghilterra, costituendo il primo nucleo del British Museum. Nonostante
oggi questa vicenda sia considerata una forma di depredazione, contribuì all’influenza della
cultura greca in Europa. Un quadro storico più ampio ci porta fino al 1200 a.C., quando i
popoli dorico, ionico ed eolico si spostarono verso altre regioni della penisola greca, dando
origine a differenti stirpi e a nuovi assetti culturali e architettonici che avrebbero influenzato i
secoli successivi.
PERIODO ARCAICO: VII-VI ac
periodo arcaico,
Durante il tra il VII e il VI secolo a.C., le città-stato greche furono spesso
tiranni,
rette da figure che, pur governando in maniera autocratica, si rivelarono promotori
dello sviluppo urbano, politico e culturale. Fu un periodo di grande fermento, caratterizzato
dalla costruzione di templi, dallo sviluppo delle arti e dalla nascita di nuove forme di
508 a.C. con la riforma
organizzazione sociale. Ad Atene, questo percorso culminò nel
democratica, che pose le basi per la democrazia ateniese e segnò un passaggio
fondamentale nella storia politica della Grecia. Le strutture urbane e architettoniche di
questo periodo risentono dell’influenza delle stirpi dorica, ionica ed eolica, che nei secoli
precedenti avevano popolato diverse regioni della penisola greca, portando con sé modelli
culturali e tecniche costruttive distintive. È proprio da queste prime città e dai loro sviluppi
politici che prenderà forma la successiva grande architettura classica, studiata e
documentata secoli dopo dagli archeologi e dagli storici europei.
PERIODO CLASSICO: V-IV ac
Periodo Classico
Il della Grecia, che si estende tra il V e il IV secolo a.C., è caratterizzato
da grandi eventi militari, politici e culturali che determinarono il predominio della civiltà greca
nel Mediterraneo. Tra il 492 e il 490 a.C. la Grecia affrontò l’invasione persiana, ottenendo
una vittoria decisiva nella battaglia di Maratona. Successivamente, nel 483 a.C., Temistocle
promosse la costruzione di una potente flotta navale, in contrapposizione alla fazione di
Aristide che proponeva la distribuzione del denaro pubblico ai cittadini. Temistocle motivò la
sua proposta sottolineando la minaccia rappresentata dalla vicina città di Egina, e questa
strategia si rivelò determinante per la vittoria greca durante la battaglia di Salamina. Tra il
480 e il 474 a.C. si svolse la seconda guerra contro i Persiani, che culminò con la conquista
periodo di
di Atene da parte dei Greci. Negli stessi anni, la Grecia esercitava anche un
predominio culturale e commerciale in Italia meridionale, consolidando la diffusione dei
Pericle
suoi modelli artistici e architettonici. Questo periodo coincide con l’età di (460-429
a.C.), caratterizzata da una politica di egemonia culturale che portò Atene al suo apice
periodo aureo
politico, artistico e architettonico, segnando il cosiddetto della città. Nel IV
Filippo II di
secolo a.C., la scena politica della Grecia subì profondi cambiamenti:
Macedonia (359-336 a.C.) riuscì a unificare la maggior parte delle poleis greche attraverso
la Lega Ellenica, esclusa Sparta, ponendo le basi per un fronte comune contro l’Impero
Alessandro Magno
Persiano. Alla sua morte, suo figlio (336-323 a.C.) portò a compimento
le ambizioni del padre, conquistando l’Impero Persiano. Dopo aver sconfitto Dario III a
Gaugamela nel 331 a.C. e aver preso le sue capitali, Alessandro avanzò verso l’Egitto nel
332 a.C., dove fu accolto come liberatore e ricevette l’investitura divina, consolidando così la
diffusione della cultura greca su scala intercontinentale. Il Periodo Classico rappresenta
quindi un momento di straordinaria fioritura politica, militare e culturale, che non solo
determinò la supremazia della Grecia nel Mediterraneo, ma influenzò profondamente lo
sviluppo dell’architettura, dell’arte e della filosofia nei secoli successivi.
PERIODO ELLENISTICO: IV-I ac
Periodo Ellenistico,
Il che va dal IV al I secolo a.C., inizia con la morte di Alessandro
divisione del suo vasto impero
Magno e la conseguente tra i suoi generali, dando origine
a tre regni principali: Macedonia, Siria ed Egitto. Questa frammentazione segnò l’inizio di
un’epoca in cui la cultura greca si diffuse ampiamente nel Mediterraneo e in Medio Oriente,
mantenendo una forte influenza artistica, architettonica e culturale, pur in un contesto
politico frammentato. Nel corso del II secolo a.C., la Grecia perse gradualmente la sua
conquista romana della Macedonia
indipendenza politica: nel 146 a.C. la sancì la fine
dell’autonomia delle città-stato greche. Successivamente, nel 30 a.C., l’Egitto
tolemaicocadde sotto il dominio romano: Ottaviano sconfisse Marco Antonio e Cleopatra
nella guerra civile, con la battaglia decisiva di Azio. La vittoria di Ottaviano segnò la fine dei
dominio romano sull’Egitto,
regni ellenistici e l’inizio del che fu trasformato nella prima
provincia imperiale romana, governata da un prefetto. Il periodo ellenistico, pur
caratterizzato da profonde trasformazioni politiche e militari, è fondamentale nella storia
dell’architettura e dell’arte, perché rappresenta la diffusione e l’adattamento dei modelli greci
in nuovi contesti geografici e culturali, influenzando le forme architettoniche, urbanistiche e
artistiche fino all’epoca romana.
ORIGINE DEL TEMPIO
Come diceva Vitruvio nel I sec a.C. (de Architectura II,13) l’architettura monumentale ebbe
origine da edifici in argilla e legno derivati dalla primitiva capanna, inizio della creazione di
uno spazio abitabile.
Queste origini sono state rintracciate tramite gli scavi, nel X ac gli scavi di Lefkandi hanno
permesso la scoperta dell’Heroon di Toumba, un edificio monumentale, risalente al 950 a.C.
al di sotto del pavimento si trovava una tomba con i resti di un uomo cremato accanto ad
una donna seppellita completamente, accanto a quattro cavalli sacrificati. Grande capanna
che terminava ad abside ed era suddivisa in 5 vani, era una tomba del capo protettore della
comunità, retto per la celebrazione della memoria. Primo luogo di sepoltura con ambienti
precedenti per altre attività. 67 elementi di sostegno verticali per il tetto equidistanti e utili per
proteggere pareti in argilla e legno, costituiscono il perimetro e sostengono la copertura a
spioventi. La presenza di elementi esterni nel memoriale costituisce il primo esempio certo di
peristasi a colonne, una caratteristica specifica dei templi antichi. Alle origini dell’architettura
(monumentale) abbiamo questa struttura di culto. Nella solida precisione della pietra e poi
del marmo, la capanna dei sovrani fu nobilitata ad ideale di abitazione delle divinità,
richiamata dall'immagine di culto interna, che dai primi idoli in legno e bronzo passò a scala
umana e monumentale.
Interesse particolare al culto delle divinità.
Molte costruzione ad oggi non sono pervenute a causa dei materiali e delle costruzioni che
non sono riuscite a conservarsi, dunque abbiamo una conoscenza ristretta.
TIPOLOGIA DEI TEMPLI
dipendono dal rapporto tra la struttura e le colonne
-in antis: le colonne sono inglobate tra due setti murari
-prostilo: colonne davanti, autonome, staccate dai setti murari
-anfiprostilo: colonne staccate dai setti ma sia davanti che dietro
-periptero: con un perimetro di colonne che circonda l’essenza muraria del tempio
-diptero: due giri di colonne attorno ai setti murari
-pseudo-diptero: solo un giro di colonne ma con le dimensioni del tempio diptero
-Monoptero (o tholos): a pianta circolare, spesso coperta da una cupola. utilizzato con scopo
funerario e religioso nei secoli
In base alla tipologia cambia anche la funzione del tempio stesso
Si arriva al periodo classico tramite “aggiustamenti successivi”, nel momento in cui si
iniziano a realizzare i primi edifici di culto in materiali sempre diversi, si arriva ad una fase
conclusiva, ossia ad una canonizzazione della tipologia, intorno al VII secolo.
composizione generica della tipologia:
-stilobate: basamento, piattaforma a base rettangolare di pietra a cui si accede tramite tre o
più gradini (crepidoma)
-peristilio: colonnato che circonda gli ambienti
-naos: cella, spazio per il culto, rettangolare con ingresso sul lato corto in cui è conservato il
simulacro delle divinità
-pronao: vestibolo con colonne che introduce alla cella
-opistodomo: vano posteriore della cella
Ogni tempio ha una sua specificità, in qualsiasi periodo o città, non esistono due tempi
uguali, possono dipendere dalla divinità o anche da chi li commissiona e così via.
ARTEMISION di Corfù
Corfù è uno dei primi luoghi dove viene realizzato un tempio periptero con queste
caratteristiche tra il 580-570 ac, primo esempio con cui fù definito l’ordine dorico. Diametro di
22.4x 47.6 m, impostato su planimetria quasi modulare di 8 x 17 colonne, alte 5 volte il
diametro della colonna stessa, poste a interassi di 3 m. Sempre equidistanza tra i sostegni
verticali di tre metri. Muri della cella allineati con l’asse della
terzultima colonna, la cella è poi divisa in tre navate con un doppio
ordine di colonne a sostegno della copertura. L’adyton era un
ambiente chiuso e riservato situato nella parte posteriore della cella
(naos), accessibile solo ai sacerdoti. Opistodomo chiuso. Pieno
componimento di un architettura in pietra coperta in terracotta.
Tra VII-Vi ac l’architettura templare si stacca nettamente dal modello
ligneo, anche se alcuni elementi rimangono.
Per la teoria vitruviana nei triglifi sopra l’architrave il fregio dorico
ricorrerebbe alle testate delle travi trasversali poste sulla peristasi.
l’elemento fondamentale nell’architettura del tempio greco è la
colonna: l’armonia e la perfezione architettonica sono basate sulla
forma e sulle proporzioni delle colonne. Gli stili architettonici greci
sono stati codificati come ordini da Vitruvio: dorico, ionico, corinzio.
L’ordine si sviluppa nel Peloponneso, in Sicilia e nella Magna Grecia.
dorico
colonna dorica:
-fusto (scapo) quasi cilindrico
-con circa 20 scanalature a spigolo vivo
-si stringe verso l’alto, rastrematura
-poggia direttamente sullo stilobate
-diametro della base (imoscapo) differente da quello superiore (sommoscapo)
-entasis, fusto con leggera curvatura
Il capitello che collega la colonna e l’architrave è composto:
-echino: elemento di raccordo con profilo convesso, si trova tra il collarino e l’abaco
-abaco: lastra superiore quadrata
La trabeazione invece è costituita da:
-architrave: lunghi blocchi di pietra lisci che poggiano
sull’abaco
-fregio: metope e triglifi che si alternano
frontone timpano
(esterna) (interna)
HERAION di Olimpia (600-590 a.C.)
Dimensioni di 18.76x 50.01, si tratta di una testimonianza della transizione da strutture
lignee e con mattoni crudi a costruzioni in pietra.
Si trova alle pendici della collina del Gaion spianante. Tempio esastilo periptero che
presenta una peristasi (colonnato che circonda la cella) di 6x16 di colonne doriche.
La cella è di 20 x 100 piedi, ossia 6,52 x 32,6 m, i lati sono allineati all’asse della penultima
colonna, questo rappresenta la norma dei templi greci del tempo. Gli assi laterali del muro di
questa corrispondono alle colonne e queste ancora corrispondono alle colonne della
peristasi. Sopra grandi strati di pietra alti quasi un metro, i muri erano in mattoni crudi, alle
estremità abbiamo poi le ante e gli stipiti della porta rivestiti in legno.
TEMPIO DI ZEUS, Olimpia (470 ac)
Nonostante ad oggi ne rimangono solo le rovine, fu una struttura di grandissima importanza.
Rappresenta il modello canonico dell’ordine dorico, è collocato su terreno spianato e rialzato
di tre metri. Poggia su un crepidoma a tre gradoni che sosteneva lo stilobate di 27.68 x
64.12 m.
Principio di proporzionalità basato su un modulo con interasse tra le colonne /5,22 m) che
equivale a 16 piedi dorici. Presenta poi una peristasi di 6 x 13 colonne e una cella a tre
navate con la principale di 20 piedi e le laterali di 10.
-RICORDARE CHE UN PIEDE DORICO EQUIVALE A 0.326 M
TEMPIO DI APOLLO a Corinto (540 a.C.)
Fa parte del più vasto sito archeologico che include l’antica agorà, teatri e altre strutture. Il
tempio è di ordine dorico esastilo con colonne scanalate e robuste in calcare oolitico locale
alte 6.5 m che poggiano direttamente sullo stilobate
senza base.
Originariamente la peristasi presentava 6 colonne sul
fronte e 15 sui lati lunghi. Presenta una curvatura
convessa della base. All’interno della peristalsi si
trovava la cella, o naos, che ospitava la statua della
divinità. La cella era divisa in due navate da due file di
colonne. Tempio rivestito in stucco bianco.
SANTUARIO DI APHAIA a Egina (ca 570 a.c)
Costruito interamente in pietra, si tratta di un tempio prostilo tetrastilo, con cella tripartita e
doppio colonnato, con colonne monolitiche alte 3.40 m.
Architrave alto ⅓ rispetto alle colonne. Si tratta di un notevole esempio di tempio
dorico, rinomato per le sue proporzioni e
lo stato di conservazione che però si deve
ad una ricostruzione successiva al 510
a.c. dopo un incendio. La ricostruzione
(stratificazione) avvenne nel 490, durante
il passaggio dall’età arcaica a quella
classica. Con una peristasi di 6 x 12
questa volta e colonne alte 5.33 volte il
diametro del tempio. La cella presenta un
doppio ordine di colonne che presentano
anche una leggera curvatura e
inclinazione verso l’interno, per correggere
le leggere distorsioni ottiche (caratteristica
tipica dei tempi greci).
Tempio realizzato in pietra calcarea locale mentre alcune parti decorative sono fatte in
marmo.
Composto da blocchi di uguale altezza (isodomi) con solchi a U sulle testate degli architravi
che indicano la regolarizzazione degli elementi costruttivi. Per la composizione vengono
impiegate macchine di sollevamento.
All’interno naos con statua della divinità composta internamente da un doppio colonnato,
probabilmente a due piani, che divideva lo spazio in tre navate.
Il tempio comprendeva anche un pronao (portico d’ingresso) e un opistodomo (vano
posteriore simmetrico al pronao ma non comunicante con la cella).
MAGNA GRECIA
La pianificazione urbana si vede già a partire dal VI ac nelle colonie della Grecia, nello
specifico in magna grecia (agrigento). In Sicilia si hanno regolari pianificazioni degli
insediamenti già pochi anni dopo le varie fondazioni.
Ad Agrigento (ca 500 a.C.) si costruisce un impianto stradale adattato al sito tramite piccoli
spianamenti di te
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Storia dell’architettura 1
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Storia dell’architettura I (parte 1)
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