TOSSICITA' GENERALE
4 ott tossicologia
I fattori che influenzano la distribuzione di uno xenobiotico dipende da più fattori:
-come 'affinità dei tessuti, si trovano dei recettori, sostanza a cui il tossico è capace di legarsi,
possono essere ance enzimi
-il flusso sanguigno è molto importante, ad esempio il fegato è sottoposto a tantissime sostanze
tossiche a causa dell'afflusso della vena porta. Altri come il rene, il cervello e il cuore, si vedono
arrivare col sangue molte sostanze tossiche. Il tessuto adiposo è poco perfuso ad esempio ha poco
afflusso di sangue, tuttavia è molto permeabile a tossici liposolubili.
Anche le proteine plasmatiche possono impedire o facilitare il passaggio di tossici
– La via di somministrazione è importante,
– La velocità di metabolismo, che mi permette di capire se la sostanza viene metabolizzata
– prima di avere effetti tossici rilevanti.
Anche la redistribuzione può essere influenzata come nel circolo entero-epatico, sono circoli per cui
le sostanze tossiche possono rimanere per più tempo nell'organismo.
Il metabolismo ha la funzione di rendere la maggior parte delle sostanze tossiche idrosolubili in
modo da renderle più facilmente eliminabili. Tuttavia alcune sostanze entrano nell'organismo come
inerti ma a causa del loro metabolismo diventano tossiche (come il benzene). La tossicità inoltre
viene influenzata da sesso, età...
Un'importante misura presa durante gli avvelenamenti è quello di favorire e velocitare l'escrezione
della sostanza tossica, sia per via renale, che fecale, che respiratoria.
La presenza di più sostante tossiche (o xenobiotici) possono addizionare i loro effetti tossici:
● azione additiva, quando due tossici a cui si è esposti contemporamneamente danno luogo a un
effetto tossico che è semplicemente la somma dei due. Es 15.50 minuti
● azione sinergica, due sostanze sommate danno luogo a un potenziamento dell'effetto tossico
finale. Solitamente succede quando le sostanze tossiche non agiscono entrambe sullo stesso identico
bersaglio.
● Potenziamento, quando una delle due sostanze non è tossica riesce a potenziare quella tossica
● antagonismo, la possibilità di sommistrare la sostanza che antagonizzi l'azione del tossico. Ci
sono diversi tipi di antagonismo, quello classico recettoriale (avvelenamento di organofosforici e la
tropina, oppure l'esempio del naloxone per risvegliare dal coma da oppiacei). Un altro tipo di
antagonismo è quello chimico, dove una sostanza chela il tossico, come il dimercaprolo che ha due
gruppi tiolici in grado di chelare i metalli pensanti.
Altro antagonismo è quello di tipo funzionale dove il meccanismo dell'azione del tossico e
dell'antagonista sono completamente diversi, un esempio è quello delle convulsioni da stricnina
antagonista della glicina, dove per bloccare le convulsioni si può utilizzare le benzodiazepine
(diazepam). La prima va sul recettore della glicina, le benzodiazepine vanno sul recettore del gaba.
Posso anche sfruttare la cinetica del farmaco, posso ad esempio contrastare l'assorbimento (come la
lavanda gastrica, o il carbone attivo che assorbe tantissimo ma che non viene assorbito a livello
dell'intestino, fa da spugna). Questo è un antagonismo sulla biodisponibilità. Per un avvelenamento
per via cutanea basta una doccia,o con solo acqua o con detergente. Non c'è antagonismo per
avvelenamento per via respiratoria.
L'utilizzo dei diuretici può essere un buon modo per aumentare l'esc