CAPITOLO 4-PROCESSI ORGANIZZATIVI
4.1-PROCESSI E PROCEDURE ORGANIZZATIVE
La Procedura Organizzativa è la descrizione predefinita, strutturata e formalizzata dei comportamenti da
tenere per risolvere determinati problemi e/o svolgere determinate attività. E’ un qualcosa da associare al
concetto di regola, norma.
Si può pensare alla Procedura come un qualcosa da fare per poter realizzare un’attività che fa parte di un
processo.
All’interno delle procedure si ha tutto ciò che è relativo ad una prassi aziendale e le modalità ad esse
associate.
Il Processo Organizzativo è un insieme di attività che, a partire da un input, produce un output che sia di
valore o per un cliente esterno dell’organizzazione o per un cliente interno, ovvero per un altro membro
dell’organizzazione.
• Le procedure indicano le azioni da compiere, mentre i processi funzionano grazie alle azioni delle
persone e alle decisioni che vengono prese durante il loro svolgimento.
• Le procedure identificano le cose da fare mentre con i processi le persone selezionano quali
procedure seguire.
Gli elementi necessari per la descrizione di una procedura/processo sono i seguenti:
1. Elementi di identificazione della procedura organizzativa/processo organizzativo:
• Eventi iniziali attivatori ed input relativi (ad esempio nel processo di evasione ordini l’input relativo
all’evento iniziale è l’ordine del cliente)
• Eventi finali (consegna dell’ordine nell’esempio del processo di evasione ordini) e output della
procedura (documenti, risultati, ecc…)
2. Unità organizzative coinvolte
3. Attività/documenti/informazioni e relativi flussi
Per poter descrivere un processo bisogna comprendere quale sia il flusso di documenti, attività e
informazioni da seguire. Nel solito esempio del processo di evasione ordini, se si ordina il prodotto e all’ufficio
commerciale arriva l’ordine, l’ufficio commerciale deve comunicare con il magazzino e quindi si ha un flusso di
informazioni che permettono tale comunicazione.
Per quanto riguarda le Metodologie necessarie a schematizzare i processi, prenderemo in considerazione:
• MATRICE ATTORI/FASI
Si tratta di una matrice nella quale sulle colonne si inseriscono gli attori e sulle righe le fasi e le attività svolte
(oppure si potrebbe invertire l’ordine). ATTORE
FASE Attore 1 Attore 2 Attore 3 Attore 4 Attore 5
ATTIVITA’ SVOLTE
• FLOW CHART
Il vocabolario di questa metodologia è il seguente:
Collegamento (altro
Processi di foglio o altra parte Documento
inizio/fine di diagramma)
Attività Flusso Archivio
Attività
Punto di decisione Gerarchizzata
4.2-ESERCITAZIONE
ESERCIZIO 1
L’impresa ALFA è caratterizzata da produzione di pezzi meccanici su misura. L’impresa ha una struttura
organizzativa funzionale, la produzione è organizzata a job-shop. L’evasione di un ordine prevede le
seguenti fasi: verifica di fattibilità tecnica, definizione contratto e modalità commerciali, progettazione e
programmazione della produzione, spedizione prodotti. Si indichino le possibili Unità Organizzative
coinvolte ed una procedura di Evasione Ordini formalizzata.
SVOLGIMENTO
Le unità organizzative coinvolte sono:
• Ufficio di Progettazione (Ricerca e Sviluppo)
Per via della verifica di fattibilità tecnica
• Ufficio Commerciale
Per via della definizione e contratto delle modalità commerciali
• Direzione Produzione
Per via della progettazione e programmazione della produzione
• Magazzino
Per via della spedizione dei prodotti
Disegniamo ora la Matrice Attori/Fasi: ATTORE
FASE Cliente Ufficio Commerciale Ufficio Progettazione Produzione Magazzino
1.Emette
ordine 2.Riceve ordine e
comunica all’ufficio
progettazione 3.Verifica fattibilità
tecnica e stima i
tempi e i costi della
produzione
(l’output è la
realizzazione del
preventivo che viene
comunicato all’ufficio
commerciale)
4.Comunica
preventivo al cliente
ATTIVITA’ SVOLTE 5.Decide
se
accettare,
modificare,
rifiutare… 6.Stipula del
contratto 7.Formulazione del
progetto di dettaglio
ed avvio della
produzione 8.Inserimento
ordine nel
piano
produzione 9.Spedizione
del prodotto
10.Emette fattura e
bolla di
accompagnamento
ESERCIZIO 2
La “Tommaso Moro” è una classica biblioteca civica, con una ampia dotazione di libri per soddisfare gusti
ed esigenze diverse dei cittadini. Si spazia dai testi didattici per gli studenti (scuole dell’obbligo, scuole
superiori, università, ecc.), ai manuali dei principali programmi software, alle guide turistiche delle più
remote località, alla saggistica di storia, letteratura e filosofia, ecc. Le acquisizioni di nuovi libri vengono
decise dal bibliotecario, sig. Brandirali. Per una parte dei nuovi libri la decisione è presa “direttamente” dal
Sig. Brandirali, che valuta l’opportunità di acquistare testi di recente pubblicazione oppure classici di cui la
biblioteca è sprovvista. Per la restante parte di nuove acquisizioni (numericamente più consistente) il
bibliotecario si limita ad accettare le richieste provenienti dagli utenti. La richiesta di un nuovo libro può
essere formulata da qualunque cittadino tramite un apposito modulo da consegnare all’impiegata della
biblioteca, signorina Citterio. Come prima cosa la signorina Citterio verifica (consultando l’archivio “libri
presenti”) che la biblioteca sia effettivamente sprovvista del libro richiesto: a volte infatti, per errore o per
superficialità, viene richiesto l’acquisto di libri che invece sono già presenti in biblioteca. Se si verifica
questa evenienza, la signorina Citterio consegna al richiedente una scheda compilata con la “collocazione”
del libro richiesto e, se il libro è attualmente fuori per prestito, la data di scadenza del prestito. Se invece la
biblioteca è sprovvista del libro, la signorina Citterio verifica se il libro richiesto è già stato ordinato dalla
biblioteca ai fornitori (consultando l’archivio “libri ordinati”). In caso di risposta positiva la signorina Citterio
segnala al richiedente la data in cui è stata effettuata l’ordinazione e la data prevista per la consegna,
altrimenti compila la scheda ufficiale di richiesta libro, indicando i dati completi del libro richiesto (titolo,
autori, casa editrice, codice ISBN. – la signorina Citterio ricava questi dati dal “catalogo ufficiale delle
pubblicazioni”, periodico mensile che contiene anche altri dati sulle nuove pubblicazioni, quali ad esempio
il prezzo di vendita). La scheda compilata è inoltrata al sig. Brandirali per l’approvazione.
Il sig. Brandirali vaglia l’opportunità di approvare la richiesta seguendo due passi logici sequenziali. Il primo
passo è costituito da una “valutazione culturale”: il Sig. Brandirali, pur senza effettuare discriminazioni su
base ideologica o politica, rifiuta l’acquisto di libri dal contenuto volgare, di manuali di dubbia utilità, ecc.
Un valido aiuto in questa fase è fornito al Sig. Brandirali dalla Rete Biblioteche, un archivio elettronico
formato da alcune delle principali biblioteche regionali collegate con una rete informatica, in cui si possono
trovare le recensioni di quasi tutti i libri di nuova pubblicazione. In alcuni casi inoltre il Sig. Brandirali evita
l’acquisto di più libri simili sullo stesso argomento (ad esempio ritiene che una guida turistica sul Giappone
sia più che sufficiente e sia inutile acquistarne una seconda): pertanto prima dell’approvazione verifica i libri
già presenti o ordinati sull’argomento (consultando gli archivi opportuni). Il secondo passo risiede nella
“valutazione economica”. Per gli acquisti di nuovi libri la biblioteca dispone di un budget finanziato
annualmente dall’amministrazione comunale e da alcune aziende locali. Il Sig. Brandirali deve prestare
attenzione sia a non “sfondare” tale budget sia a non esaurirlo tutto nei primi mesi dell’anno (come avviene
invece in altre biblioteche). In caso di rifiuto della richiesta, Il Sig. Brandirali spedisce al richiedente una
lettera specificante il motivo del rifiuto. In caso di accettazione invece il Sig. Brandirali inoltra alla segreta-
ria amministrativa della biblioteca, la signora Paganini, il benestare di ordinazione. La signora Paganini
effettua quindi l’ordinazione, che consiste nell’emissione del buono d’ordine (una copia inviata al fornitore,
una copia archiviata) e nell’aggiornamento degli archivi coinvolti.
Formalizzare la procedura organizzativa per l’acquisto libri della biblioteca Tommaso Moro.
SVOLGIMENTO
Con la rappresentazione tramite flow chart:
Cliente
Modulo Libri ordinati
Citteri
Catalogo Ufficiale Libri presenti
Prima verifica
Collocazione Presente Ordinato Data ordine e previsione
Risultato
oppure data di consegna
Verifica
riconsegna Assente
Scheda Libro
Relativamente alla seconda parte dell’esercizio, si continua il flow chart precedente:
Brandirali
Libri presenti Rete
Valutazione bibliotecaria
Culturale
Libri ordinati Si No
Benestare Risultato Motivo rifiuto
Valutazione
ordinazione
Paganini Fornitore
Buono ordine
Ordinazione
Libri ordinati
Libri presenti
ESERCIZIO 3 (15/12)
Descrivere e formalizzare una possibile procedura di Evasione Ordini di un’azienda che produce per il
magazzino, seguendo i seguenti passi:
1. Individuare gli eventi iniziali e finali
2. Individuare le attività principali e la loro sequenza
3. Individuare gli attori o gli uffici coinvolti
4. Indicare la modulistica necessaria, da chi è prodotta e il suo flusso
Schematizzare graficamente la procedura tramite una matrice U.O./Attività
SVOLGIMENTO
1. Cliente effettua ordine (ricezione ordine) - Consegna ordine (ricevimento prodotto)
2. Conviene anticipare il punto 3 per svolgere più agevolmente il punto 2 …
Quantità Consegnata
→
3. Cliente Ordine →
Magazzino e spedizioni Spedizione
→
Ufficio Commerciale Verifica
Ufficio fatturazione→ Fattura
Gli altri punti sono inclusi nel 2.
ESERCIZIO 4
Per cambiare il proprio piano di studi, uno studente dell’Università della Calabria deve consegnare un
modulo di richiesta alla segreteria studenti. Un primo controllo sul modulo è effettuato dall’addetto allo
sportello, che ne verifica la correttezza. Se sono necessarie delle modifiche lo restituisce allo studente,
altrimenti lo inoltra agli uffici della segreteria. Qui si verifica la correttezza formale della richiesta (se i
crediti complessivi sono sufficienti, se sono rispettate le propedeuticità,…) e si controlla se la variazione
richiesta è standard, confrontandola con le direttive del consiglio di dipartimento. Se, in seguito alla verifica
di correttezza formale, la richiesta non è ritenuta corretta, esistono due alternative: o la richiesta è
considerata inaccettabile (ed in questo caso lo studente è avvisato per mezzo di una mail e il processo
termina), oppure lo studente è convocato per apportare le opportune modifiche. Se la richiesta è standard,
il piano di studi è modificato, si aggiorna il database della segreteria contenente i dati dello studente e lo si
avvisa. Altrimenti si invia un modulo con la richiesta al Consiglio di Dipartimento. Questo valuta
l’ammissibilità della richiesta e comunica via email alla segreteria l’esito. In caso di esito positivo si modifica
il database della segreteria. Infine si comunica l’esito allo studente ed il processo termina.
SVOLGIMENTO Studente
Modulo Mail
Addetto
Mail Modulo
Sportello Mail
No
Corretto
Mail Si
Segreteria
Non
Ammissibile Modifiche
Corretto
Si Si DB
Segreteria Segreteria
Standard
Modulo
Dir CdD
Esito Si
Segreteria Esito
No
Segreteria Fine
CAPITOLO 5-MODELLI ORGANIZZATIVI INNOVATIVI
Con “Modelli Organizzativi Innovativi” si fa riferimento a tutti i modelli organizzativi e gli approcci
all’organizzazione successivi alla scuola classica di Taylor, Fayol ecc…
5.1-MODELLI ORGANIZZATIVI CONTINGENTI
5.1.1-IL CONTINGENTISMO
Diversi studiosi hanno cominciato a porre l’attenzione su alcuni aspetti (tecnologie, strategia,…) e sono
giunti al pensiero per cui non esiste un modello di organizzazione corretto e ottimo in assoluto ma,
quando si va a progettare un’organizzazione, bisogna tenere conto di alcuni fattori contingenti specifici
dell’organizzazione.
Tra i modelli e schemi organizzativi principali del contingentismo:
Periodo di riferimento
Anni ’60,’70
H. Simon: Teoria della razionalità limitata
Nei modelli economici il soggetto decisore ha una razionalità limitata, cioè
non è in grado di valutare tutte le opzioni possibili per scegliere la soluzione
ottima. Si sceglie la soluzione ottima solo in base alle opzioni di cui si è a
conoscenza.
Inquadramento storico- J.Thompson (1967)
concettuale Mette in evidenza il ruolo delle interazioni tra le unità organizzative,
l’organizzazione è un sistema in cui i sottosistemi interagiscono scambiandosi
informazioni e ciò crea problemi di coordinamento.
Von Bertalanffy: Teoria dei Sistemi (1968)
Ogni sistema è il risultato dell’interazione coerente tra i sottosistemi che lo
compongono.
Superamento della One Best Way
Elementi Unificanti Ricerca delle variabili che incidono sulla varietà delle forme organizzative
Modello Strategia/Struttura Organizzativa
Chandler-Scott L’organizzazione dipende molto dalla strategia, ci deve essere coerenza e
legametra strategia e organizzazione.
Modello Meccanico/Modello Organico
Se c’è un ambiente stabile è preferibile un’organizzazione meccanica che,
sulla base di questa stabilità, punta sull’efficienza.
Burns e Stalker In contesti instabili (in cui cambiano esigenze dei clienti, tecnologie o si ha la
presenza di turbolenze) sopravvivono meglio quelle organizzazioni che sono
incentrate sulla capacità di rilevare immediatamente i segnali di
cambiamento e adattarsi.
Modelli Tecnologia/Organizzazione
Joan Woodward Ci sono diversi modelli tecnologici di gestione della produzione e questi
impattano sul tipo di produzione.
Incertezza Flussi Di Lavoro/Organizzazione
Perrow mette in evidenza l’incertezza dei flussi di lavoro; ci sono situazioni
Charles Perrow nelle quali si sa già come risolvere il problema e situazioni con casi
straordinari che implicano incertezza nello svolgere i compiti. Questa
incertezza impatta sul modello organizzativo
Pugh et al. (Aston Studio Multidimensionale dell’Organizzazione
Group)
Lawrence e Lorsch Ambiente/Organizzazione: differenziazione e integrazione
Abbiamo visto che un punto fondamentale dei Modelli Contingenti è il superamento della One Best Way e
quindi della monocasualità dei modelli meccanicistici/positivisti/riduzionisti della scuola classica.
Questo perché si riconosce la multicasualità nel determinare le scelte organizzative: le cause che possono
portare ad una scelta sono tante e interagiscono e si influenzano tra di loro.
Si ha il riconoscimento di variabili molto più ampie (individuali, sociali, tecnologiche) e di molteplici
determinanti delle forze organizzative, che sono interconnesse e complesse (piccole variazioni sulla
variabile possono creare degli impatti imprevisti e imprevedibili o difficilmente calcolabili a priori).
Si passa dalla razionalità assoluta alla razionalità limitata e intenzionale.
Si fanno quindi delle ricerche concettuali ed empiriche sulle variabili che incidono sulla varietà delle
forme organizzative.
La visione contingente che unifica i vari autori prevede che bisogna analizzare alcuni specifici fattori e
preoccuparsi che questi fattori contingenti, tipicamente esterni all’azienda, siano coerenti con la struttura
organizzativa.
Non esiste una struttura organizzativa migliore in assoluto ma a seconda del contesto e dei fattori
contingenti si ricerca la struttura organizzativa più coerente.
Il Contingentismo vede quindi nella complessità, nell’incertezza e nella volatilità la causa dei cambiamenti
organizzativi. Tale filone di pensiero segna il passaggio da organizzazioni statiche e predeterminate ad
organizzazioni complesse e flessibili.
5.1.2-MODELLO ORGANIZZATIVO DI SEILER
Ci sono delle Variabili Ambientali (esogene, cioè esterne), il sistema organizzativo nel suo complesso e le
finalità istituzionali (obiettivo complessivo dell’organizzazione).
Nel Sistema Organizzativo si individuano tre sottosistemi:
• Variabili di Contesto (progettabili)
Mentre con il blocco di sinistra delle variabili ambientali non ci possiamo fare nulla, come la
legislazione, la cultura e altri fattori esterni (è difficile, ad esempio, far lavorare le donne senza velo
nei paesi in cui la religione lo richiede,…), nel sistema organizzativo possiamo effettuare delle scelte.
Consideriamo ad esempio la voce “Variabili Individuali”. Si potrebbe decidere, durante la selezione
per assumere delle persone, di basarsi sulle competenze che hanno quest’ultime o sulle loro soft
skills.
La voce “Variabili Sociali” fa riferimento al modo in cui le persone interagiscono all’interno
dell’organizzazione.
La voce “Variabili Tecniche” fa riferimento alle tecnologie che è possibile adottare
nell’organizzazione.
• Variabili Risultanti
Si progettano quindi alcune variabili, ma poi dall’altro lato bisogna vedere quali sono i risultati
dell’organizzazione in termini di efficienza, efficacia organizzativa, soddisfazione individuale.
• Comportamento Organizzativo
La colonna al centro è come se racchiudesse in se dei “sensori”, cioè indicatori che fanno presumere
se si sta procedendo nella giusta direzione.
Ad esempio, relativamente alle interazioni tra unità organizzative, eventuali continui coni di
bottiglia, blocchi di flussi lavorativi, ecc… potrebbero portare ad una scarsa efficienza.
Alla fine, si considerano le Finalità Istituzionali;
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Teoria Sistemi organizzativi innovativi
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Sistemi organizzativi, parte 3 - La struttura organizzativa
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Sistemi organizzativi, parte 1 - Progettazione organizzativa
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Sistemi organizzativi, parte 2 - L'evoluzione delle teorie organizzative