CAPITOLO 2
Gli anni del centrismo 1948-1960 1
- La I Legislatura 1948-1953 1.1 La frattura internazionale
La collocazione al centro del sistema che la DC attribuisce a se e ai suoi alleati non
altera il disegno bipolare di fondo. Uno spazio dove si affolla un gran numero di partiti.
La formula del pluralismo polarizzato, integrata dalla tesi che individua nelle
dinamiche interne ai due poli un movimento centripeto, cioè la corsa nei partiti a
creare una zona centrale dove esercitare il potere con il massimo consenso. Il polo di
destra è suddiviso: S: PSLI C: DC e PRI D: MSI, MONARCHICI e PLI Il polo di sinistra è
suddiviso: S: PCI C: PSI D: PSLI Il centro: DC, PRI, PSLI e PLI Il centro è l'area di
governo, invece nei sistemi USA e di Gran Bretagna si alternano destra e sinistra. Con
il bipartitismo imperfetto si evidenzia quell'impossibilità di attivare il meccanismo
dell'alternanza maggioranza-opposizione che immobilizzerà il quadro politico italiano
fino a determinare la paralisi sul finire degli anni Ottanta. Rimangono due divisioni:
quella internazionale determinata della guerra fredda e destinata a pesare fino alla
caduta del muro di Berlino nel 1989 e quella tra democrazia e dittatura che si risolverà
con la mutazione di MSI in AN tra il 92 94. Per quanto riguarda la prima divisione, a
favore dell'alleanza con gli USA si schiereranno tutti i partiti tranne PCI e PSI (in un
primo momento anche MSI). Quanto alla seconda, solo i neofascisti dichiareranno di
puntare esplicitamente alla dittatura, i comunisti, malgrado il loro legame con Mosca,
rimarranno leali alla Repubblica democratica che hanno contribuito a fondare nel
1945-1948. Le forze politiche democratiche e filo-atlantiche stabiliranno una sorta di
Conventio ad excludendum, che vieta l'ingresso all'area di governo ai partiti
filosovietici. Neanche l'MSI potrà perché si temono manovre per destabilizzare le
istituzioni democratiche. Tale veto caratterizza un'altra peculiarità del sistema italiano,
in quanto, nei successivi quarantacinque anni, l'area della rappresentanza non
coinciderà mai con l'area dei partiti legittimati a governare. Vale a dire che c'è una
parte consistente della classe politica alla quale è consentito sedere in Parlamento, ma
non sui banchi del governo.
1.2 I partiti dell'opposizione di sinistra
PSI : In casa socialista, si consuma la pesante delusione della sconfitta del FDP. Le
tensioni interne portano alle dimissioni di Nenni dove gli succederà Alberto Jacometti.
Si rimprovera Nenni il suo eccessivo appiattimento sulla linea del PCI, che è costato
l'espulsione del PSI dall'internazionale socialista. Invertire la rotta senza avere la
sponda della destra di Saragat appare impossibile per i nuovi dirigenti che rimangono
al potere per un anno solo. Ritornerà Nenni che riadatterà la sua vecchia strategia; la
frattura internazionale per lui rende evidente che la ricerca di altre strade altro non
vuol dire che aderire al blocco f iloamericano, come hanno fatto i socialisti di Saragat.
Malgrado la sua dichiarazione di neutralità rispetto ai due blocchi internazionali, Nenni
non nasconde la sua ammirazione per l'URSS dai quali indirettamente riceve appoggio
finanziario. Il legame con i comunisti appanna la loro identità; solo a partire dagli anni
'50 il legame fra PSI e PCI si incomincia a indebolire. PCI : La delusione in casa
comunista invece non si traduce in nessuna protesta interna, ma il malumore c'è e si
manifesta quando nel '48 un giovane militante attua un attentato nei confronti di
Togliatti. L'amarezza e la delusione esplodono in una serie di manifestazioni di piazza.
La forza pubblica sta già provvedendo a soffocare i fuochi insurrezionali; non si hanno
dubbi di un probabile esito negativo in caso di rivoluzione. I dirigenti che sostituiscono
Togliatti, si faranno interpreti del suo pensiero ordinando la smobilitazione, evitando
disastrose per il partito. Ma non riusciranno a evitare tre conseguenze: la rottura
dell'unità sindacale, l'alibi fornito alle forze reazionarie che chiedono a gran voce la
messa fuori legge del PCI e la criminalizzazione del mondo del lavoro. Il partito però
ingaggerò un'altra battaglia, più difficile da combattere perché la Polizia non può
intervenire con la repressione contro i "partigiani della pace". Tale mobilitazione avrà
successo a causa della paura dilagante in Europa di un altro devastante conflitto. Sono
gli USA a minacciare guerra, mentre l'URSS invoca la pace a nome del proletariato
mondiale.
1.3 I partiti della coalizione di governo
DC: L'entrata nella NATO (North Atlantic Treaty Organization) costituisce il primo atto
in politica estera del governo centrista. De Gasperi si rende però conto di quanto sia
difficile far digerire un'alleanza militare al paese che ancora è scosso dal conflitto
appena finito. Non sottovaluta nemmeno le resistenze interne, specie nelle sinistre
dove l'anello più debole appare il PSLI, che è legato alla tradizione neutralista delle
socialdemocrazie europee. L'alleanza però è accolta bene da liberali e repubblicani e il
loro sostegno basta a compensare l'astensione di una parte del PSLI. La ricostruzione
impone le scelte economiche al centro del dibattito tra partiti dove De Gasperi ha
intenzione di continuare l'indirizzo di Einaudi, ovvero di lasciare l'economia libera
senza interferenze da parte dello Stato. Scelta che appare in antitesi con gli indirizzi
keynesiani che intraprendono gli altri stati europei; gli aiuti del piano Marshall vengono
utilizzati dall'Italia per riempiere le casse vuote dello Stato. Le conseguenze di tale
politica però sono pesanti perché il mercato non riesce a mettersi in moto senza le
spinte decisive da parte dello Stato (caratteristiche in una politica economica stile
keynesiano). U
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