Tecnica bancaria
L’attività bancaria definita ex lege dal 1993 con il Testo Unico della legge bancaria e creditizia è un’attività. Tuttavia, è un’attività d’impresa molto particolare in quanto non è un’azienda manifatturiera ed impresa commerciale, ma è dire che è un’azienda di servizi però è troppo generico perché ha aspetti operativi che non sono riconducibili a nessun’altra azienda e per questo la rendono specifica. Il risparmio in Italia è costituzionalmente tutelato all’art 36. Questo significa che i fornitori della banca sono principalmente i risparmiatori, e la banca non è un’attività imprenditoriale dove c’è rischio d’impresa, dove c’è il rischio di fallire.
La specificità dell’attività bancaria
Le caratteristiche dell’attività bancaria: l’attività bancaria deve essere inquadrata nell’ambito dello studio e dell’analisi dei sistemi finanziari. Il sistema finanziario collega chi ha risorse con chi non ne ha, collega il risparmio con gli investimenti, collega le famiglie con il sistema produttivo, collega fra di loro tutte le varie unità economiche presenti in un sistema e fa sì che accada la circolazione delle risorse. È un sistema finanziario complesso integrato di strumenti, istruzioni e mercati finanziari, che svolge 3 importanti funzioni al centro delle quali ci sono le banche anche se ci sono altri protagonisti (mercati mobiliari, gli agenti, assicurazioni, società di leasing). Il sistema finanziario è tanto più utile a un sistema economico nella misura in cui è efficiente.
Le tre funzioni del sistema finanziario
- Funzione creditizia o di allocazione delle risorse: funzione di selezionare i progetti più redditizi e meritevoli (valutazione del merito di credito) al fine di scegliere fra di essi quali sono i più redditizi; ricordiamo che le risorse sono limitate.
- Funzione monetaria: assicurare l’efficiente funzionamento del sistema dei pagamenti affinché sia efficiente, rapido e poco costoso.
- Funzione di trasmissione degli impulsi di politica monetaria ed economica: attraverso il governo del costo del denaro, del credito, attraverso la manovra sui tassi d’interesse il sistema bancario aveva al centro di tutte le scelte fatte a livello di politica economica e che sono tese (soprattutto in questo momento storico) a far sì che la liquidità non manchi all’economia, che le imprese abbiano facile accesso al credito.
Queste tre funzioni si integrano in un sistema complesso che definiamo sistema finanziario, all’interno del quale interagiscono mercati dove vengono scambiate attività finanziarie (come le azioni, le obbligazioni e i depositi bancari), si utilizzano strumenti e intervengono gli intermediari finanziari. In tutti i sistemi finanziari mondiali, gli intermediari creditizi assumono un ruolo fondamentale all’interno della circolazione delle risorse finanziarie.
Lo scopo del sistema finanziario è quello per cui i datori di fondi e i prenditori di fondi, soggetti che sono strutturalmente eccedentari di liquidità (unità in surplus) e i soggetti che sono strutturalmente deficitari di liquidità (unità in deficit) si incontrino e soddisfino i loro reciproci fabbisogni. Il sistema finanziario si colloca tra queste due unità nel sistema economico e fa in modo che le due unità dialoghino tra di loro scambiandosi reciprocamente attività e passività finanziarie, ovvero strumenti finanziari.
Il sistema finanziario realizza un collegamento nel circuito finanziario in due maniere. Uno è in maniera diretta sul mercato dove vengono scambiate direttamente attività e passività finanziarie, per esempio, in borsa. L’altro circuito che consente di scambiare risorse finanziarie è il circuito che si appoggia agli intermediari, ad esempio, voglio depositare in banca e la banca non mi fa pagare solo il costo della custodia ma anche il servizio legato.
Ragion d’essere teorica della banca
Sulla base di queste premesse, come può essere definita la ragion d’essere teorica della banca? La banca non ha domanda oziosa perché se tutti potessero scambiare autonomamente risorse finanziarie facendo meno delle banche ci sarebbero meno costi. Lo scambio finanziario avverrebbe in modo più efficiente. Naturalmente questo fa capire che la soluzione della banca è una soluzione di second best.
Nel modello Modigliani-Miller l’esistenza degli intermediari (di cui la banca è archetipo) è da imputare alle imperfezioni del mercato. Modigliani e Miller fanno delle forzature, ad esempio il modello presuppone un mondo dove gli operatori siano perfettamente razionali. Nella realtà, ciò che si verifica sono ipotesi diverse dalla certezza e dalla omogeneità delle aspettative fra operatori. Modigliani e Miller presuppongono imperfezioni a livelli dei meccanismi di mercato (è il mercato che non funziona), gli operatori di per sé sarebbero irrazionali e informati. Cosa che viceversa non è, perché se c’è una caratteristica che connota strutturalmente sia i sistemi economici sia quelli finanziari è la caratteristica delle asimmetrie informative. La teoria finanziaria maggioritaria, convincente, spiega il fatto che le banche esistono e sono necessarie, anche se sono un costo, sulla base del concetto delle asimmetrie informative. Asimmetrie che caratterizzano non solo i mercati ma anche i contratti, cioè gli strumenti che vengono scambiati sul mercato e anche i datori e i prenditori di fondi che non sono affatto razionali.
Rimedio all’asimmetria informativa
Come facciamo a rimediare all’asimmetria informativa? Inserendo la figura dell’intermediario in quanto l’individuazione nell’intermediario finanziario (soprattutto in quello creditizio) è in grado di offrire la soluzione ideale al trasferimento di risorse fra soggetti in surplus e soggetti in deficit, grazie ad alcune specificità operative. La banca (intermediario) interviene sull’asimmetria informativa in tre modi:
- Attraverso la produzione continua e qualificata di informazioni relative ad un ampio e diversificato numero di imprese (ad esempio specializzata in base alla tipologia di clienti, come quelle di Rimini che sono a contatto con il turismo).
- Le banche fanno ex ante prima che si concluda uno scambio, un’analisi approfondita che si chiama attività di screening. Lo screening permette alle banche di raccogliere una gran mole di informazioni sul soggetto che chiede denaro in modo tale da misurare e percepire il rischio che è ineliminabile. Perché l’incertezza è uno stato di natura ineliminabile.
- Le banche non smettono di produrre informazioni perché dopo la fase iniziale dello screening avviene la fase del monitoring successivo ex post. Con il monitoring la banca controlla successivamente il debitore, verificando che quella situazione iniziale non sia peggiorata o sperabilmente migliorata.
Tutto questo è reso possibile dal fatto che, quelle che abbiamo definito come asimmetrie informative vengano attenuate quando non colmate o comunque notevolmente ridotte.
Specificità dell’attività bancaria
Qual è la specificità dell’attività bancaria? Di volta in volta individuata nella funzione monetaria e in quella creditizia (o in una combinazione di entrambe). Nella realtà la caratteristica fondamentale della banca consiste nel fatto che le sue passività (i depositi in c/c), sono accettati come mezzi di pagamento.
Una cosa fondamentale: perché le passività della banca sono accettate come strumento di pagamento? Tale accettazione non deriva da norme imperative (come nel caso della moneta legale, emessa dalle banche centrali; il venditore non può rifiutare la moneta) bensì da un rapporto fiduciario (da cui l’importanza del capitale reputazionale) che si stabilisce fra i partecipanti allo scambio e fra questi e la banca; in altre parole, le banche svolgono la propria funzione monetaria e creditizia in quanto il pubblico continua ad avere fiducia nella moneta bancaria (che impedisce la corsa agli sportelli). È grazie al capitale reputazionale che la banca ottiene la fiducia di tutti i partecipanti allo scambio e del pubblico e questo è fondamentale.
Ne deriva che la natura monetaria dei depositi e la gestione del sistema dei pagamenti rappresentano le caratteristiche peculiari della banca di deposito che lavora con il pubblico, non è una banca d’affari o d’investimento. Tale ruolo viene in parte ridotto, soprattutto per quanto riguarda il legame fra moneta e credito poiché il peso dei depositi e della moneta nel portafoglio degli operatori in surplus si riduce, grazie alla maggiore efficienza dei mercati mobiliari ed all’esistenza di strumenti alternativi di pagamento.
Il ruolo delle banche nei mercati monetari e il ruolo della banca nei sistemi di pagamento viene progressivamente intaccato sia dalla presenza di altri operatori ma anche dal fatto che esistono strumenti alternativi di pagamento e anche dal fatto che i mercati mobiliari sono più efficienti. Se per adesso il legame tra la gestione dei pagamenti e le banche è ancora il più forte di tutti, il legame fra moneta e credito tende ad allentarsi. Quindi ci sono canali alternativi di finanziamento, ci sono mercati, mercati mobiliari, gli investitori privati ecc. È ovvio che è impensabile che determinati tipi di attività vengano finanziate interamente con capitale di rischio e anzi (basta pensare al tunnel sotto la manica) in moltissimi casi esistono i prestiti sindacati che sono prestiti fatti da imprese bancarie che non riuscirebbero da sole a fare tutto quello che viene richiesto ma si mettono insieme e suddividono il rischio. Ciò riporta l’enfasi sulla funzione creditizia (selezionare i meritevoli di credito) e sulla responsabilità in termini di allocazione delle risorse che ricadono sugli intermediari creditizi. Un mercato creditizio è tanto più efficiente quanto più riuscirà ad allocare ai progetti veramente meritevoli le risorse.
L’attività bancaria è quindi specifica. La specificità della banca consiste nell’intreccio fra la funzione monetaria e quella creditizia, che si caratterizza per il fatto che l’inserimento nel sistema dei pagamenti mette la banca nella condizione migliore per svolgere la funzione di allocazione del credito, grazie alla fornitura di informazioni continue e riservate sui prenditori di fondi, sulle loro condizioni di liquidità, sui mercati nei quali operano e sul grado di rischio del loro attivo.
Definizione di attività bancaria
In Italia dal ’93 abbiamo il Testo unico in materia bancaria e creditizia che ha sostituito la vecchia legge bancaria. Questo Testo unico nasce in un ambito, quello europeo, soprattutto all’epoca da una grande volontà di apertura dei mercati, da una grande volontà di uniformità di regole del gioco tali da agevolare la concorrenza, la volontà di tutti i protagonisti del mercato di agire a 360 gradi operando anche fuori dai confini. La definizione che dà l’art 10 del testo unico è una definizione decisamente che toglie ogni dubbio.
Art 10 TULB: La raccolta di risparmio tra il pubblico e l’esercizio del credito costituiscono l’attività bancaria. Essa ha carattere d’impresa (e questo non era scontato in un paese come il nostro, dove l’esercizio dell’attività bancaria era prerogativa di istituti di diritto pubblico o comunque posseduti dallo Stato). Dire che l’esercizio bancario ha carattere d’impresa, vuol dire che le banche stanno in piedi se guadagnano, non hanno una finalità di interesse pubblico; però per svolgere questo esercizio imprenditoriale occorre essere banche iscritte ad un albo previsto dal testo unico. L’esercizio dell’attività bancaria è riservato alle banche. Le banche esercitano, oltre all’attività bancaria, ogni altra attività finanziaria (i.e. consulenza), secondo la disciplina propria di ciascuna, nonché attività connesse o strumenti. Sono salve le riserve di attività previste dalla legge ciò significa dire che i due rischi, quello assicurativo e quello creditizio, non possono incontrarsi mai.
Natura dell’attività bancaria
Ciò che distingue le banche dagli altri intermediari finanziari è la natura particolare delle loro passività (ossia i fondi che devono rimborsare a coloro che li hanno depositati, tutelati in Italia dalla Costituzione e queste passività sono e devono essere le prime ad essere pagate). I clienti che depositano presso la banca possono usufruire di una serie di servizi, possono utilizzare le somme depositate sotto forma di conto corrente per effettuare “transazioni” (vale a dire, pagamenti) mediante strumenti di pagamento quali l’assegno, il bonifico o l’utilizzo di carte di debito. I depositi costituiscono una delle componenti quantitativamente più rilevanti della moneta.
Le banche svolgono un ruolo fondamentale nella trasmissione della politica monetaria dalla banca centrale all’intera economia, perché la banca centrale usa le banche per trasmettere i propri impulsi di politica monetaria al sistema economico. D’altra parte, le banche fanno parte della politica monetaria perché sono il perno del sistema dei pagamenti. Le banche raccolgono fondi attraverso i depositi ed emettono obbligazioni (che consistono, in sostanza, nella promessa di rimborsare le somme ricevute, in una data stabilita e con un certo rendimento); mantengono una quota dei fondi raccolti in forma di cassa, per poter soddisfare le richieste dei clienti, e investono concedendo prestiti e acquistando titoli.
Una parte della raccolta e degli investimenti può essere effettuata nei confronti di soggetti esteri (cd. “attività e passività sull’estero”) però è limitata a poche banche estere presenti in Italia e a quelle banche grandi italiane (i primi 10 gruppi) che fanno anche operazioni all’estero. Infine, nei sistemi bancari moderni, le banche acquistano e vendono fondi sul mercato interbancario (ossia, fra loro).
Alla fine del 2019 erano presenti in Italia 485 banche; tra cui 126 hanno la forma di Spa, 22 sono banche popolari, 25 banche di credito cooperativo e 78 succursali di banche estere.
Evoluzione del sistema bancario in Italia dal 1860 ad oggi
La storia del sistema bancario italiano inizia con l’unificazione d’Italia (1861). In precedenza vi erano tanti sistemi bancari quanti erano gli Stati in cui l’Italia era divisa. Successivamente dal 1860 possono essere individuati 5 periodi riguardanti la legislazione bancaria italiana, ciascuno con tratti caratteristici differenti.
- Il 1° periodo va dall’Unità d’Italia al 1926 anno in cui si ebbe il primo intervento legislativo di rilievo nell’ambito bancario;
- Il 2° periodo va dal 1926 al 1936, anno in cui venne emanata la cosiddetta “legge bancaria”;
- Il 3° periodo va dall’introduzione della legge bancaria fino alla fine degli anni ’70;
- Il 4° periodo comprende gli anni ’80 e i primi anni ’90. Esso rappresenta un momento delicato della storia della legislazione bancaria italiana: una fase di transizione verso la nascita di un nuovo orientamento creditizio che avrà il suo apice con l’introduzione, dal 1° Gennaio 1994, del Nuovo Testo Unico su banche e credito.
- Il 5° periodo va dal 94 fino al 99. Durante questo periodo, si verifica il processo di unificazione monetaria ed ha inizio nel 99, data in cui l’euro viene introdotto come mezzo di pagamento, nei Paesi dell’unione monetaria, in tutte le transazioni bancarie, e termina nel 2002, data in cui le banconote nazionali non possono più circolare e l’unica valuta legale è l’euro per tutti i Paesi che hanno aderito all’UE.
1° periodo – dall’Unità d’Italia al 1926
È il periodo in cui avvengono gli scandali bancari più grossi. La famosa banca romana che fallisce in epoca giolittiana. Tra il 1865 e il 1926 l’attività bancaria era caratterizzata dalla mancanza di una specifica disciplina. Le uniche norme applicabili erano quelle contenute nel codice del commercio del 1882. In base a tali norme, le “operazioni di banca” erano qualificate come atti di commercio e, di conseguenza, i commercianti erano considerati coloro che, per professione abituale, effettuavano tali operazioni. L’attività bancaria era liberamente esercitata. Questa libertà portò alla creazione di un ingente numero di banche, molte delle quali, però, non possedevano la struttura patrimoniale (cioè avere poco capitale di rischio, c’era solo capitale dei risparmiatori) necessaria per l’esercizio del credito e svolgevano prevalentemente attività speculative.
Le tre più grandi aziende di credito italiane erano la Banca Commerciale, il Credito Italiano ed il Banco di Roma. Esse adottano il modello della banca mista. Questa tipologia di banca si caratterizzava per alcuni tratti distintivi, soprattutto in termini di rischiosità operativa.
Il modello della banca mista
Le attività del modello della banca mista erano quelle di:
- Raccogliere il risparmio attraverso lo strumento del deposito (sia a vista che vincolato);
- Erogare credito mediante la concessione di finanziamenti sia a breve sia a medio-lungo termine e fornire capitali alle imprese anche attraverso l’assunzione di partecipazioni (mercato mobiliare).
La banca mista in Italia raccoglie il risparmio presso il pubblico e poi fa credito in due modi, mescolando così due rischi che possono essere nocivi, ovvero prestito e divento socio. Assumendo partecipazioni in imprese finanziate è fonte di conflitto di interessi. I dissesti bancari che si verificarono dopo la 1° Guerra Mondiale...
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