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lungo allora la banca accorda la preferenza a impieghi di lungo periodo indipendentemente dal

rendimento immediato.

..dalle caratteristiche quantitative e qualitative della raccolta di risorse finanziare e dal grado di

capitalizzazione della banca :

capacità della banca di chiudere il circuito impieghi-depositi, tasso di crescita della raccolta

presso la clientela ordinaria. Se i tassi di crescita dei prestiti sono>a quelli della raccolta, allora

vi è fabbisogno di liquidità che comporta riduzione nell'investimento in titoli o raccolta presso il

mercato finanziario. Il volume desiderato degli impieghi non dipende solo dalla quantità della

raccolta ma dalla sua qualità per esempio la composizione dei segmenti di clientela,

l'ammontare medio dei rapporti.

Grado di capitalizzazione=(mezzi patrimoniali)/(totale attività)

E' la capacità di fare fronte a eventuali risultati negativi della gestione derivanti da insolvenze

della clientela.

..dalla struttura e organizzazione della banca: dimensione aziendale e le strutture preposte alla

valutazione di fidi. Più aumentano le dimensioni aziendali, più vi sono possibilità di

diversificazione della clientela e si influisce positivamente sul tasso di crescita sostenibile dei

prestiti. Inoltre le strutture preposte ai fidi devono essere efficienti e effettuare analisi di

affidabilità coerenti con gli obiettivi aziendali e le caratteristiche della clientela.

.la composizione qualitativa del portafoglio prestiti (diversificazione di quest'ultimo): si deve

avere diversificazione nell'erogazione dei prestiti per evitare eccessiva concentrazione del

rischio e rischio per la banca di essere insolvente. Rischi derivano anche dall'instaurazione di

rapporti di finanziamento con soggetti legati alla banca da relazioni proprietarie e interessi

patrimoniali o relazioni con gli esponenti aziendali che possono influire su decisioni della banca.

Queste relazioni possono fare sì che si trasferiscano risorse senza effettivamente valutare il

rischio con trasparenza e si può incorrere in futuro in mancati rimborsi.

Inoltre il portafoglio prestiti deve essere diversificato per garantire flussi positivi alla banca

distribuiti nel tempo . Occorre in tale caso fare molta attenzione ai crediti in c/c poiché in tale

caso i rimborsi non sono predefiniti temporalmente. IL portafoglio prestiti può essere

diversificato anche in funzione delle valute di erogazione dei prestiti, per es. importatori ed

esportatori (recentemente con la moneta unica europea vi è meno diversificazione) e anche

per settori di attività produttiva della clientela. IN quest'ultimo caso la banca deve comporre un

portafoglio dove sono presenti molti settori, comparti e rami di attività con la minore

correlazione possibile in modo che la banca non risulti vincolata alle sorti di una o pochi

componenti del sistema produttivo, alle conseguenze che si ripercuotono su settori simili. Si

può diversificare anche per aree geografiche che di solito coincidono con quella dove la banca

opera oppure no. Quest'ultima diversificazione è importante in quanto molte volte clienti che

appartengono alla stessa area geografica pongono in essere gli stessi comportamenti o un

evento esterno può avere le medesime conseguenze tra di loro.

.criteri per selezionare la clientela

Normativa in materia di prestiti

La banca è soggetta a vincoli pubblici come gli obiettivi di politica monetariae creditizia,

modalità di controllo degli aggregati monetari, ecc..Inoltre è sottoposta alle norme della

vigilanza bancaria. Vi sono specifiche disposizioni normative che riguardano:

.la concentrazione dei rischi per il diretto contraente e i soggetti connessi ad esso come per es.

le società controllate, collegate. La normativa europea prevede:

..def di una nozione soggettiva di grandi rischi con importo da 0 a 10 % dell patrimonio di

vigilanza

..limite individuale per ciascuna posizione di rischio che non può>25% del patrimonio di

vigilanza e 20% per i soggetti collegati(ultimamente è stato rimosso il 20% per questi ultimi)

..def di limite individuale del 40% del patrimonio di vigilanza per banche appartenenti a gruppi

(per i quali deve essere rispettato sempre il limite del 25%)

..def di limite globale(per l'insieme delle posizioni) paria 8 volte il patrimonio di vigilanza (è

stato rimosso ultimamente)

Tali percentuali riguardano attività ponderate per fattori che possono determinare un

contenimento dei rischi (nel caso dei prestiti le garanzie)

Vengono indicate anche le modalità di segnalazione all'organo di vigilanza e le procedure da

seguire nell'assunzione dei rischi.

.le attività che possono generare conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati( per

prevenire abusi e limitare le commistioni tra banche e imprese soprattutto quelle che fanno

capo a soggetti che influenzano le decisioni bancarie.

Cap 9 La gestione degli impieghi in prestiti

Valutazione degli affidamenti

E' la valutazione sulla capacità di rimborso delle aziende che richiedono il credito e la verifica

tra singole singole richieste di affidamento e le scelte della banca sulla dimensione e

composizione del portafoglio prestiti. Una volta concesso il credito la banca deve monitorare la

situazione costantemente per cogliere subito se vi sono problemi nella restituzione del credito

concesso.

Per l'erogazione di un prestito si parte dalla concessione di un fido che è un impegno o accordo

preliminare assunto dalla banca nel mettere a disposizione del cliente una somma di denaro. Le

condizioni del fido sono le modalità secondo le quali il beneficiario può utilizzare il credito

concessogli.

L'importo del fido è sempre predeterminato dalla banca e non stabilito autonomamente dal

beneficiario e può essere usato o in una sola volta o gradualmente. Lo stesso fido può dare vita

a un solo prestito o a più prestiti. Solitamente dopo il fido a breve distanza temporale si ha la

concessione del prestito. L'estinzione del fido può avvenire:

.se è a tempo determinato, con la scadenza del termine. Ma la banca può revocare

anticipatamente il fido quando vi è una giusta causa (inadempienze contrattuali, sopravvenuta

insolvenza del beneficiario, disposizioni delle autorità su restrizioni creditizie). Essa si tutela

inserendo nel contratto <salvo revoca> o <fine revoca> e dunque ha potere di recesso. La

banca prima di concedere il fido valuta:

.la consistenza patrimoniale dell'impresa anche per aggredirla in caso di insolvenza. Questa

testimonia anche la passata capacità di produrre reddito. Si usano criteri statistici che

stabiliscono correlazione diretta tra capacità di rimborso e profilo patrimoniale del richiedente.

L'ammontare del prestito viene fissato in rapporto al valore delle garanzie reali offerte, alla

consistenza patrimoniale di eventuali terzi garanti e ai valori di alcune poste patrimoniali del

beneficiario. Vengono valutati i beni immobili e i titoli negoziati sul mercato finanziario, i crediti

e le scorte, il capitale circolante netto(attività correnti meno passività correnti), il valore dei

quozienti di liquidità (attività correnti/passività correnti e attività correnti depurate dalle

scorte/passività correnti)

.la capacità reddituale attuale e quella futura. L'esistenza di elementi patrimoniali è valutata in

maniera accessoria. Si valuta il risultato operativo, il reddito netto, il cash flow, il flusso netto di

cassa, tutto proiettato su periodi futuri. Storicamente le banche usavano il primo approccio, il

secondo approccio si è diffuso con il miglioramento della qualità informativa aziendale,

l'affidabilità dei bilanci, ecc.. La banca valuterà i fattori che influenzano la capacità di produrre

reddito, cioè i programmi aziendali, i processi produttivi e commerciali, la tecnologia, le risorse

a disposizione per la realizzazione dei processi. Inoltre si valuterà anche il quadro

macroeconomico, settoriale e geografico-territoriale in cui l'azienda opera. Infatti la

generazione futura del reddito idoneo a rimborsare il prestito ricevuto dipende da scelte

gestionali e da fattori ambientali.

L'istruttoria di credito

Svolgimento di indagini e analisi per fornire elementi di valutazione sulla capacità di rimborso

dell'impresa richiedente credito e sui rischi dell'operazione. L'istruttoria non si effettua

necessariamente nello stesso modo in tutte le banche, ma dipende da circostanze interne della

banca (dimensione aziendale, n° di sportelli, struttura organizzativa, qualità e grado di

preparazione dei quadri aziendali), da circostanze collegate alle imprese che richiedono il

prestito (attività economica svolta, dimensioni e struttura organizzativa impresa, precedenti

rapporti di fido con la banca, relazioni con la banca stessa), infine dal tipo di credito richiesto

(breve, medio e lungo termine, garantito o meno).

L'istruttoria di affidamento si articola in 5 fasi:

1)accertare la validità ed esattezza dei dati costitutivi l'azienda (es. regime patrimoniale,

iscrizione al registro imprese, ecc..) e le dichiarazioni rilasciate dal richiedente quando ha

presentato la richiesta di fido

2)analisi sull'andamento nel tempo del rapporto tra banca e impresa (es. eventuali insolvenze,

analisi della posizione centrale dei rischi, verifica protesti, ritardi, insolvenze)

3)analisi qualitative su: struttura e andamento del settore in cui opera l'impresa, caratteristiche

generali e politiche di gestione dell'impresa, fondatezza dei suoi programmi futuri.

4)analisi quantitative di tipo:

..consuntivo: analisi di bilancio, dei flussi finanziari, dei quozienti tra poste dell'attivo e del

passivo

..previsionale: quantificare la capacità di rimborso dell'impresa fondandosi su bilanci preventivi

generali (non di breve periodo, si costruiscono in base a determinate ipotesi lo sp che serve a

stimare l'indebitamento bancario e prevedere l'ammontare e la struttura dei fabbisogni e il ce

dell'impresa che serve a quantificare la dinamica dei redditi) e di cassa (usato per previsioni di

breve, brevissimo periodo, stima delle future entrate e uscite monetarie).

5)relazione di fido: si fa la sintesi delle valutazioni precedenti e si indicano gli aspetti positivi e

negativi della proposta di fido. Si formula così una proposta all'organo decisore che ha ad

oggetto importi, garanzie e condizioni). Lo statuto attribuisce tutti i poteri in materia di

concessione di fidi al cda che con apposite delibere delega un'ampia parte di queste facoltà

agli organi sottoposti (comitato esecutivo, amministratore delegato, direttore generale), la

direzione generale stabilisce i limiti di autonomia degli organi del servizio fidi e le dipendenze

di altro livello. IL servizio fidi inoltra al direttore generale le proposte di fido per domande che

eccedono la loro autonomia concessagli.

Innovazioni nei criteri di valutazione del credito bancario

A partire dagli anni 90 le principali banche internazionali hanno elaborato modelli in grado di

misurare il rischio del proprio portafoglio prestiti in modo più preciso.

Rischio di credito: oltre all'insolvenza della controparte riguarda anche il miglioramento di

condizioni economiche del cliente che genera perdite per la banca. Questo è fonte anche di

speculazione perché le condizioni potrebbero essere favorevoli alla banca e non al cliente.

Inoltre dobbiamo fare riferimento allo spread applicato alle diverse classi di rating, il premio per

il rischio di mercato si può modificare non perché si modifica il rating della controparte ma

perché si modifica l'avversione al rischio degli investitori e quindi il rendimento che gli stessi

chiedono a fronte di un medesimo rischio di prima. Vi sono 3 componenti del rischio di credito:

1)tasso di crescita atteso (elr expected loss rate): valore medio della distribuzione dei tassi di

perdita, è stimato ex ante sui prezzi applicati dal mercato al debitore. L'ELR consta di 2

elementi:

..probabilità di insolvenza della controparte (probability of default PD), dipende dal merito di

credito del debitore

..tasso di perdita in caso di insolvenza (loss given default LGD)

ELR=PD*LGD

LGD=1-RR

RR= recovery rate , tasso di recupero atteso in caso di insolvenza che dipende dalla natura del

finanziamento e dalle garanzie prestate.

2)variabilità della perdita attorno al suo valore medio, cioè il rischio che la perdita risulti ex post

di ammontare>rispetto a quella ex ante (tasso di perdita inattesa). Questo può essere ridotto

con diversificazione per aree geografiche,, settori merceologici, dimensioni delle imprese. La

perdita attesa può essere ridotta diversificando il portafoglio.

3)effetto diversificazione, diminuzione del tasso di perdita inattesa quando nello stesso

portafoglio inseriamo crediti che hanno tassi di perdita inattesa con correlazione<1. Cioè

inseriamo un prestito che con il portafoglio stesso ha una correlazione<1

3 approcci per la stima del tasso di perdita attesa:

..modelli analitico soggettivi usati già nell'istruttoria di fido (analisi quantitative, qualitative..)

tali modelli colgono informazioni non possibili da cogliere per analisi statistiche e beneficiano

dell'esperienza del personale bancario addetto alla valutazione dei fidi. Tali modelli però sono

sensibili a fattori soggettivi

..dati prodotti dalle agenzie di rating

..adozione di modelli statistici chiamati modelli di rating interni. Il vantaggio è dato

dall'oggettività nella valutazione, lo svantaggio è dato dal fatto che non catturano fattori

qualitativi ma in preponderanza quantitativi.

Il tasso di recupero dipende da :

.gravità dello stato di insolvenza, entità del divario tra valore attività e passività del beneficiario

del prestito

.facilità con cui le attività dell'impresa possono essere convertite in in liquidità

.presenza di garanzie reali e personali

.grado di esposizione nei confronti di altri creditori

IL tasso di recupero si stima con:

.valutazione soggettiva della banca sulla base dell'esperienza storica registrata nel suo

portafoglio prestiti. Tassi medi di recupero registrati in passato

.dati di recovery desumibili dal mercato dei corporate bonds e dei prestiti sindacati

Controllo del credito concesso

La banca una volta concesso il credito:

.procede ad una revisione su base annua del credito concesso anche quando il cliente vuole

ampliare la sua linea di credito o modificare le condizioni contrattuali (le modalità coincidono

con quelle adottate nell'istruttoria di fido)

.monitora continuativamente il comportamento del soggetto affidato per cogliere subito

l'insorgenza di eventuali problemi e difficoltà. Si usano strumenti peculiari di questa fase volti

a:

..valutare la gestione dell'impresa

..valutare la gestione dell'attività svolta nei confronti del sistema bancario, per es. come viene

usato il credito concesso

..valutare i rapporti dell'impresa con tutte le banche finanziatrici

La Centrale dei Rischi

Serve per valutare i rapporti dell'impresa con tutte le banche finanziatrici

E' definita servizio per la centralizzazione dei rischi bancari, è stata costituita nel 1964 ed è

gestita dalla Banca d'Italia. Le banche e i principali intermediari non bancari sono obbligati a

comunicare alla Banca d'Italia un'ampia gamma di informazioni sui crediti accordati e le

relative modalità di utilizzo. La Banca d'Italia, per ogni nominativo per il quale le altre banche

hanno dato il fido, devono fornire informazioni sulla sua situazione dei crediti. IN queto modo le

banche possono costruire la posizione globale del rischio del cliente verso il sistema. Si

possono richiedere informazioni su soggetti a cui è stato già concesso il fido o a cui deve essere

ancora concesso( fase istruttoria). Al momento vengono rilevate tutte le posizioni di

importo>30.000 € e tutte le posizioni in sofferenza. La centrale dei rischi è utile anche alla

banca d'Italia che trae importanti info sulle politiche creditizie e l'andamento della domanda di

credito. Tali info devono essere sottoposte a valutazione, per esempio il fatto che un'impresa

abbia richiesto vari prestiti significa che la stessa ha capacità di ottenere finanziamenti dal

sistema ma anche che può incorrere in sovraindebitamento. Oppure la riduzione del n° di

finanziatori può essere dovuta a contrazioni del fatturato. La banca deve leggere tali info sulla

base delle info che essa possiede sull'impresa. Le info fornite dalla centrali dei rischi possono

essere parziali perché perché molte imprese possono finanziarsi tramite imprese dello stesso

gruppo, presso banche estere, ecc...Per rimediare a ciò sono nati sistemi privati di rilevazione

dei rischi creditizi gestiti su base associativa dalle banche stesse.

Monitoraggio dell'andamento del rapporto

Si monitora la modalità di utilizzo del credito concesso, in particolare le operazioni in c/c per

misurarne l'intensità e il grado di utilizzo. La banca riscontra anomalie quali:

.insolvenze o ritardi di incasso dovuti a inadempimento dei clienti dell'impresa.

.operazioni anomale per dimensioni, tipologia, strumenti di regolamento e caratteristiche della

controparte

.utilizzi elevati e rigidi degli affidamenti a breve termine che di solito celano difficoltà

finanziarie

.ritardi nell'adempimento delle obbligazioni contrattuali a scadenza prefissata, per es. ritardo

nel rimborso delle rate di prestiti a medio e lungo termine.

Bisogna fare attenzione all'uso sconfinato di credito oltre l'ammontare accordato che accade

nel nostro sistema bancario. Per ovviare ciò bisognerebbe revocare il fido o aumentare la linea

di credito nel caso questa risulti inadeguata già dall'inizio. Bisogna indagare attraverso info

dalla centrale dei rischi se tale fatto è isolato o se è su base continuativa. Si deve procedere nel

monitoraggio dell'andamento del rapporto a elaborazioni di report sintetici da mettere a

disposizione dei responsabili della gestione del rapporto.

Recupero del credito e gestione del contenzioso

Si tratta di gestire rapporti con i soggetti che non sono più adempienti in maniera puntuale. La

banca deve decidere se proseguire il rapporto o meno e per fare ciò definisce con chiarezza le

situazioni di difficoltà perché ci si può trovare di fronte a lievi situazioni di difficoltà. La banca

divide i prestiti in:

.vivi o esposizione in bonis: operazioni nelle quali non si riscontrano difficoltà o problemi di

rimborso da parte delle clientela

.esposizioni deteriorate o crediti problematici a loro volta suddivisi in:

..sofferenze: esposizioni per cassa nei confronti di soggetti in stato di insolvenza, previsioni di

perdite o venir meno di garanzie. Si tratta di soggetti la cui capacità di rimborso è pregiudicata

e la banca deve valutare tempestivamente se la situazione può rientrare nella normalità

oppure no

..partite incagliate o incagli: posizioni creditizie riferite a debitori che hanno manifestato

temporanee difficoltà di rimborso, non conclamate difficoltà aziendali ma tensioni di liquidità

che possono essere superate in un periodi di tempo

..esposizioni scadute e/o sconfinanti: insieme delle posizioni in cui lo scaduto e lo

sconfinamento perdura da>180 gg e che non sono ricomprese nelle classi precedenti,

sofferenze e incagli. Sino al 31-12-2011 il periodo di tempo era di 180 gg, dopo è diventato di

90 gg.

..crediti ristrutturati: insieme delle posizioni creditizie per le quali la banca, a causa del

deterioramento delle condizioni economico-finanziarie del debitore, acconsente a modifiche

delle condizioni contrattuali.

Quest'insieme di classi non si riferisce ai crediti di firma in quanto l'inadempimento da parte del

cliente trasforma i prestiti di firma in prestiti per cassa.

Contenzioso e recupero del credito

Si tratta del lavoro svolto dal servizio legale o contenzioso che mira a max il recupero delle

somme date in prestito. La banca quando vi è una difficoltà nel rimborso dei prestiti decide

innanzitutto se attivare o meno tali procedure di recupero crediti oppure mantenere la

posizione creditizia presso gli uffici e le unità che ne hanno curato la gestione sino a quel

momento. Se opta per la prima scelta il rapporto con il cliente deve considerarsi concluso. La

banca prima di adire per vie legali può:

.astenersi dall'uso di vie legali per non esporre l'impresa al rischio di una generalizzata revoca

dei fidi.

.astenersi da vie legali quando le possibilità di recupero sono quasi nulle per non incorrere in

costi inutili

.tentare di chiedere ulteriori garanzie al debitore

.concordare con il cliente un percorso di rientro dall'esposizione con scadenze ben definite. Ciò

è possibile quando le difficoltà dell'impresa sono ritenute temporanee.

.favorire un intervento di ristrutturazione finanziaria proponendo un piano strategico e di

preventivi economico-finanziari pluriennali. Tali soluzioni sono complesse perché le imprese

possono essere esposte con altre banche, inoltre devono intervenire sia un nuovo soggetto

economico sia consulenti legali, strategici, finanziari. Tale soluzione è stata adottata

recentemente in quanto la liquidazione di varie società ha avuto ripercussioni negative

sull'intera società.

Trasformare i crediti bancari in partecipazioni con un mutamento quindi della natura del

rapporto tra banca e impresa

Fattori che incidono sull'attivazione o meno del recupero crediti:

.caratteristiche dell'impresa e sua esposizione creditizia

.quota di rischio coperta dalla banca rispetto al sistema

.incidenza del rapporto sul portafoglio prestiti della banca

.rilievo sociale o locale dell'impresa

.gravità della crisi affrontata dall'impresa

.esistenza di garanzie soprattutto reali con le quali porre in essere l'azione revocatoria

Soluzioni complesse per la gestione dei prestiti in sofferenza: bad banking

La gestione dei crediti di dubbio recupero è affidata dalle banche ad apposite strutture

specializzate, spesso con l'ausilio di consulenti esterni. Non tutte le banche agiscono allo stesso

modo.

Attività di bad banking: i grandi gruppi bancari concentrano i crediti di dubbio realizzo in un

soggetto controllato dalla capogruppo e destinato a gestire in chiave specialistica tale attività.

Tale soggetto, indipendentemente dalla natura giuridica, prende il nome di bad bank. Missione

del bad bank è quella di max il recupero dei crediti anche mediante la cartolarizzazione.

Vantaggi del bad banking:

.forte specializzazione tecnico-professionale

.minori costi operativi rispetto alla gestione interna del recupero crediti all'interno della banca

.utilizzo di tecniche gestionali come la cartolarizzazione per i quali occorrono dimensioni di

portafoglio minimo consistenti

.attività bancarie non sono più appensantite da un portafoglio di crediti scarsamente esigibili

.risparmio di patrimonio di vigilanza derivante dalla cessione di attività ad alto rischio

Le banche quindi hanno esternalizzato la gestione del recupero crediti a società specializzate

esterne.

Cap10 Le forme tecniche dei prestiti bancari

Sono il complesso degli strumenti che permettono alla banca di mettere a frutto le somme

raccolte portando a compimento la propria funzione di intermediazione creditizia.

Caratteristiche dei prestiti:

.la banca assume una posizione creditoria nei confronti della clientela

.la contabilizzazione dei prestiti avviene nell'attivo dello stato patrimoniale

.la banca assume un rischio di liquidità

Tipologie di prestiti bancari

I prestiti bancari possono essere classificati in base a diversi criteri:

.categorie di aziende beneficiarie: si fa riferimento alla residenza dei beneficiari dei prestiti:

..prestiti a clientela residente (prestiti sull'interno) che può configurarsi in:

...intermediari finanziari (soprattutto banche)

...amministrazioni pubbliche

...altri residenti (società non finanziarie, famiglie consumatrici e produttrici, istituzioni senza

scopo di lucro)

..prestiti all'esterno, verso clientela residente in altri paesi dell'UE o in paesi extraue

.scadenze: distinguiamo tra impieghi:

..a breve termine:operazioni a scadenza fissa con durata fino a 18 mesi e quelle a scadenza

indeterminata salvo revoca

..medio e lungo termine: oltre i 18 mesi, a medio termine operazioni con durata fino a 60 mesi,

lungo termine con durata oltre i 60 mesi)

.denominazione dell'unità di conto: prestiti in € e valuta diversa da€

.forme tecniche: prestiti

..per cassa: la concessione del prestito porta a un'erogazione di risorse finanziarie da parte

della banca

..di firma:l'erogazione di risorse finanziarie non avviene o avviene in seguito ad inadempienza

del cliente

La scadenza dei prestiti bancari: prestiti a breve e a medio e lungo termine

In passato le banche italiane erano divise in banche che svolgevano la funzione di

intermediazione creditizia nel breve periodo e banche che la svolgevano nel medio e lungo

periodo. Ora le banche operano sia nel breve che nel medio e lungo periodo. I prestiti bancaria

breve periodo servono a finanziare gli squilibri nei flussi di cassa delle imprese soprattutto il

capitale circolante netto. L'estinzione di tali prestiti di solito avviene con l'incasso dei crediti e

con il compimento del ciclo del circolante. Tali prestiti salvo eccezioni non hanno bisogno di

garanzie reali. I prestiti a medio e lungo termine invece hanno come obiettivo la copertura dei

fabbisogni per investimenti in immobilizzazioni materiali, immateriali, ecc... e sono

supplementari ai mezzi propri aziendali. Tali prestiti hanno una natura poco variegata (es.

leasing, mutui e finanziamenti a medio e lungo termine) ma al loro interno hanno clausole

contrattuali e soluzioni tecniche che possono mutare a seconda delle esigenze dell'impresa.

Hanno un rischio +elevato rispetto ai prestiti a breve perché le previsioni di rimborso del

cliente sono tanto+incerte quanto + lunga è la scadenza del prestito. L'innovazione finanziaria

ha eroso la differenza tra le due tipologie di prestito.

Prestiti in valute diverse dall'euro

Non esiste alcun vincolo di erogazione di prestiti in valute diverse dall'euro. La banca corre il

rischio di cambio.

Le forme tecniche dei prestiti per cassa a breve termine

I prestiti per cassa a breve termine sono categorie di prestiti molto diffuse con caratteristiche

molto diverse soprattutto sulla modalità di uso del credito da parte del beneficiario, le

prestazioni a carico della banca, i termini di rimborso, le garanzie, le componenti che

determinano il costo del credito. A tali operazioni corrispondono specifiche forme giuridico

contrattuali disciplinate dal Codice civile e leggi speciali.

1)Apertura di credito in c/c

E' regolata nel c/c dove la banca mette a disposizione del cliente una somma di denaro da

utilizzare liberamente per la copertura dei propri fabbisogni finanziari. IL correntista può

utilizzare una o più volte la somma messa a disposizione e poi mediante versamenti può

ripristinare l'originaria situazione. Il beneficiario può gestire il conto in maniera flessibile, egli è

tenuto a corrispondere alla banca interessi e altre somme dovute a titolo di commissioni e

rimborsi per spese sostenute dalla banca. Se il fido è a tempo determinato il rimborso del

capitale è dovuto alla scadenza, se è a tempo indeterminato è dovuto dietro richiesta da parte

della banca. L'apertura di credito in c/c può essere:

.credito per elasticità di cassa: il cliente è stato autorizzato dalla banca a prelevare in misura

eccezionale somme eccedenti le proprie disponibilità senza preventiva concessione di un fido.

Si tratta di un prestito vero e proprio che differisce dall'apertura di credito in c/c perché ha

importo e durata limitati e il saldo è solo saltuariamente a credito della banca essendo quasi

sempre a debito della banca. Si hanno perciò scoperti di conto di breve durata ai quali si

applicano interessi e altri condizioni contrattuali previste.

.apertura di credito in c/c ordinaria: la banca stabilisce preventivamente un limite max di

scoperto, il cliente può diminuire il proprio debito con vari versamenti e ricostruire la

disponibilità originaria del conto. Ha una scadenza breve e viene usata da imprese per coprire

fabbisogni finanziari temporanei che derivano da sfasamenti temporali tra incassi e pagamenti.

IL saldo di tale c/c può essere sia a debito che a credito, presenta molte variazioni. La banca

sopporta da prassi che il beneficiario prelevi somme eccedenti lo scoperto snaturando quella

che è la natura di tale strumento. Il rischio per la banca così aumenta perché il rimborso del

credito non dipenderà dalla chiusura del ciclo monetario dell'impresa ma da altre circostanze.

.apertura di credito in c/c garantita: si ha la presenza di garanzie collaterali richieste dalla

banca quando per es. vi sono difficoltà nel valutare l'affidabilità del cliente o quando

l'operazione ha dei fini particolari diversi dalla semplice gestione ordinaria dell'impresa, per es.

ristrutturazioni. Le garanzie possono essere:

..apertura di credito in bianco: cioè senza garanzie reali:

...personali: fideiussione concessa da persone di indiscussa e sicura solvibilità che hanno

rapporti di interesse con l'azienda accreditata

...avallo di effetti rilasciati alla banca dal beneficiario

...cambiale emessa dal garante

..garanzie reali:

...costituzione di diritti di pegno

...ipoteca su beni immobili

Tale tipo di apertura di credito ha tassi di interesse superiori rispetto alle altre perché la banca

si assume maggiori rischi.

Le operazioni di smobilizzo di crediti

Sono una serie di operazioni che hanno lo scopo di smobilizzare crediti di natura commerciale

grazie alle quali l'azienda può disporre anticipatamente di somme di denaro rispetto alla loro

naturale scadenza. Tali operazioni sono:

.sconto di effetti: il cliente cede alla banca salvo buon fine la cambiale non scaduta e questa

cede al cliente l'importo della cambiale in anticipo rispetto alla sua scadenza decurtato da

interessi e commissioni. Si ha un credito commerciale non scaduto incorporato in una cambiale

e si richiede il rispetto di requisiti:

..formali: accettazione degli effetti cambiari, durata min e max, piazza di pagamento

..sostanziali: effettiva esistenza e natura commerciale del credito smobilizzato

Lo sconto di effetti può essere:

.occasionale

.sistematico e allora si ha un castelletto di sconto: la banca concede un fido garantito da

cambiali poiché l'azienda vuole sistematicamente anticipare l'incasso dei propri crediti cambiari

Costo dello sconto di effetti: interesse applicato, commissioni per oneri amministrativi, rimborsi

per spese fiscali e di incasso della cambiale

Sovvenzione cambiaria: gli effetti sono emessi dalla stessa azienda finanziata per ottenere

credito dalla banca. Sono pagherò diretti emessi dall'azienda cliente all'ordine della stessa

banca. Tale operazione è + rischiosa per la banca perché il rimborso del credito non dipende

dal buon fine di un credito commerciale vantato dall'impresa ma dalla disponibilità finanziaria

di quest'ultima. Quindi la banca richiede forme di avallo da parte di terzi.

.anticipo salvo buon fine su ricevute bancarie:

la banca accorda un importo max di credito. Si tratta di riba (ricevute bancarie) cioè documenti

di natura non cambiaria emessi dall'azienda creditrice per l'incasso tramite banca di un credito

relativo alla fornitura di merci o servizi con pagamento differito. Nelle riba si hanno gli estremi

della fattura di vendita e le generalità del cliente in modo da evidenziare il sottostante rapporto

commerciale. La banca che ha ricevuto il documento per curarne l'incasso invia al debitore un

avviso nel quale si specifica lo sportello di pagamento. A pagamento avvenuto la banca

consegna al debitore la ricevuta già quietanzata dal creditore sin dal momento dell'emissione

valida come documento probatorio per dimostrare l'estinzione del debito. IN caso di mancata

riscossione la banca restituisce al cliente la ricevuta non pagata. A differenza della cambiale il

creditore non può elevare protesto nei confronti del debitore perché la riba non ha natura di

titolo di credito, né di titolo esecutivo. La banca accredita sul c/c del cedente la riba l'importo

nominale degli effetti e delle riba nel momento in cui vengono presentate per l'incasso anche

se con valuta successiva. La valuta degli addebitamenti del cliente precederà quella degli

accreditamenti e si avrà intenzionalmente uno scoperto di valuta che darà luogo al calcolo di

interessi attivi per la banca. Tale forma tecnica è simile all'apertura di credito in c/c garantita da

crediti e la banca corre rischi intermedi tra lo sconto e l'apertura di credito in c/c.

.anticipo su fatture: la banca accetta le fatture entro la capienza del castelletto anticipi su

fatture valutando il nominativo dell'impresa debitrice e la scadenza. Di solito l'importo

anticipato è uguale all'ammontare delle fatture dedotte da uno scarto (20-30%). L'importo

accreditato viene scritto in dare in un conto fruttifero anticipi su fatture e parallelamente

accreditato con valuta immediata in c/c. IL conto anticipi produce interessi debitori calcolati

sull'importo anticipato per tutta la durata dell'anticipo. A scadenza esso sarà estinto

dall'impresa debitrice o da quelle cedente se la prima non paga.

Costi dell'operazione: tasso di interesse che è<a quello applicato ai saldi debitore del c/c di

corrispondenza e> a quello dei conti anticipi su effetti salvo buon fine.

Forma dell'operazione:non si cedono i crediti ma il mandato irrevocabile del loro incasso da

parte della banca. La cessione se è presente è sempre pro solvendo ( il cedente garantisce sia

l'esistenza del credito che la solvibilità del creditore ceduto in modo tale che la banca si possa

rivalere sul cedente se il ceduto non adempie)

.factoring: il cliente cede alla banca o a una società specializzata secondo apposite forme

giuridiche i propri crediti commerciali. La banca presta tali servizi:

..gestione dei crediti (contabilizzazione, incasso, eventuale recupero in caso di insolvenza)

..garanzia contro l'insolvenza del debitore (cessione pro soluto, il cedente garantisce solo

l'esistenza del credito e non la solvibilità del creditore ceduto, la sua eventuale insolvenza è a

carico della banca e non dell'impresa cedente)

..finanziamento attraverso il regolamento anticipato delle partite scadute

La differenza con le altre operazioni di smobilizzo dei crediti sta nel fatto che la banca o la

società specializzata offre i servizi citati prima soprattutto la garanzia per rischio di insolvenza.

Le anticipazioni su pegno

Sono contratti di prestito monetario a breve termine con scadenza determinata garantita da

pegno di merci, di valori mobiliari o di crediti, pegno che è costituito dall'azienda affidata nei

confronti della banca finanziatrice. Vi sono due contratti:

.uno principale di prestito detto polizza di anticipazione dove vi sono le principali clausole del

contratto:

..oggetto dell'operazione (un bene mobile)

..ammontare del prestito su pegno

..forma

..scadenza

..modalità di estinzione del contratto

..procedura da adottare in caso di insolvenza

..vari compensi spettanti alla banca

.uno accessorio di costituzione di pegno: il debitore dà in pegno alla banca un bene mobile che

deve essere restituito dopo l'estinzione del contratto di prestito

Diritti della banca:

.diritto al rimborso e pagamento interessi

.tiene in pegno il bene mobile per tutto il periodo del prestito

.estingue il finanziamento accordato rivalendosi sul ricavato della vendita del bene mobile in

opposizione a eventuali creditori

.vende la garanzia in caso di insolvenza del debitore

IL debitore:

.perde la disponibilità del bene anche se ne mantiene la proprietà.

.può riottenere in tutto o in parte le cose impegnate rimborsando il credito

Oggetto del pegno:

.può essere conservato presso la stessa banca o terzi depositari (si inviano alla banca i

documenti rappresentativi della merce data in pegno)

.il valore del bene mobile dato in pegno è di norma>al finanziamento concesso

.se il valore della garanzia reale diminuisce oltre il 10% rispetto al momento della stipula del

contratto, la banca può chiedere al cliente un supplemento di garanzia o il rimborso parziale

del credito concesso. Se il cliente non esegue ciò la banca può vendere parzialmente o

totalmente le cose impegnate secondo procedure stabilite dalla legge

.la banca valuta attentamente i beni conferiti in pegno soprattutto se sono merci che possono

essere deperibili, non idonei a essere conservati, ecc.. In generale la banca accetta quindi beni

come metalli preziosi, materie prime come grano, cotone che possono essere negoziati su

mercati internazionali con modalità standardizzate, semilavorati.

L'anticipazione può essere:

.a scadenza fissa

.in c/c: le somme vengono messe a disposizione del cliente che le usa secondo le sue esigenze

pagando interessi sulla sola quota realmente impiegata: è un'apertura di credito in c/c

garantita da pegno

Il finanziamento in valori mobiliari: riporto, pronti contro termine e prestito di titoli

Finanziamento in valori mobiliari: trasferimento temporaneo di titoli contro denaro.

Si può trattare di:

.operatori che richiedono un prestito a breve termine fornendo una contropartita in titoli: il

soggetto trasferisce i titoli a pronti e riceve la temporanea disponibilità del controvalore in

denaro, ottiene dunque un prestito di cassa. Alla scadenza del contratto la banca restituirà i

titoli della stessa specie al proprio cliente dietro restituzione del prestito da parte di

quest'ultimo. La remunerazione della banca è uguale alla differenza tra prezzo a termine e a

pronti dei titoli, infatti il prezzo a termine è>di quello a pronti

.un soggetto può chiedere in prestito dei titoli per regolare un'operazione per es. per acquisire

il diritto di voto in assemblea o altri diritti accessori. La controparte che cede i titoli, di solito è

un intermediario finanziario, è in grado di smobilizzare il proprio portafoglio ottenendo una

remunerazione aggiuntiva rispetto a quella che gli stesso titoli gli procureranno. Il costo

dell'operazione è dato dalla differenza tra prezzi a pronti e a termine.

Le operazioni di finanziamento in valori mobiliari possono essere di 3 tipi contrattuali:

..il riporto

..la compravendita di titoli a pronti contro termine

..il prestito di titoli: si trasferisce la proprietà di un titolo da un soggetto mutuante(lender) a un

soggetto mutuatario(borrower) in cambio di garanzia dalla tipologia e valore predeterminati. IL

valore della garanzia è dato dall'andamento del mercato dei titoli oggetto del prestito. IL

mutuatario assume l'impegno di svolgere un'operazione di segno contrario a una scadenza

prefissata mediante la restituzione al mutuante di titoli equivalenti a quelli ottenuti in prestito

e di un corrispettivo per remunerare il servizio ricevuto. IL compenso che spetta al mutuante è

dato dal tasso di interesse sull'importo del prestito su base giornaliera. IL mutuatario al termine

dell'operazione rientra in possesso dei titoli dati in garanzia. Si ha dunque il trasferimento a

pronti dei titoli dal lender al borrower contro adeguata garanzia in contanti o in titoli di altra

natura. Al termine il borrower restituisce al lender titoli della medesima specie e quantità oltre

al compenso previsto per il prestito. Inoltre il lender restituisce la garanzia al borrower, tale

garanzia ha maturato rendimenti su tutta la durata dell'operazione. Sotto il profilo civilistico si

tratta di un contratto di mutuo che ha come oggetto valori mobiliari. IL borrower diventa quindi

proprietario dei titoli ricevuti per l'intera durata del prestito.

Le forme tecniche di prestito bancario a medio e lungo termine

Mutuo

Consiste in un prestito monetario nel quale il beneficiario è obbligato al pagamento degli

interessi e alla restituzione del capitale mutuato secondo un piano di ammortamento

prestabilito. Esso prevede il versamento in un'unica soluzione della somma mutuata e il

rimborso secondo un piano di ammortamento che può essere a rate posticipate decrescenti

(quote di capitale costante e quote di interessi decrescenti) o a rate posticipate costanti (quote

di capitale crescenti e quote di interessi decrescenti). Le condizioni del tasso possono essere

fisse o variabili per tutta la durata del finanziamento. IN caso di mutuo concesso per l'edilizia

abitativa questi sono per la maggior parte garantiti da ipoteche di primo grado sull'immobile

oggetto dell'operazione. IL finanziamento concesso di solito non raggiunge l'80% del valore di

perizia dell'immobile. Se il mutuo è concesso per investimenti fissi nei settori industriali e

commerciali esso è garantito da ipoteche di primo grado sui fabbricati o macchinari

dell'azienda mutuataria.

IL costo di queste 2 operazioni è dato da:

.tasso d'interesse fisso o variabile

.spese per la stima del bene offerto in garanzia e per l'istruttoria legale sostenute dalla banca

.parcelle notarili

.oneri accessori per spese su eventuali premi di assicurazione sugli immobili oggetto della

garanzia

Prefinanziamento: tra la domanda della richiesta di mutuo e la sua concessione passa un

periodo di tempo particolarmente lungo. Si procede a stipulare a volte una particolare forma di

prestito chiamata prefinanziamento che è un'operazione di finanziamento distinta, accessoria e

preliminare rispetto al mutuo che successivamente la estinguerà.

Mutui chirografari: sono concessi di solito alle imprese e sono privi di garanzie reale. Le imprese

così possono allungare la durata media del passivo e migliorare la loro struttura finanziaria.

Il leasing

Un'azienda cede in locazione ad un'altra azienda per un periodo di tempo prefissato uno o più

beni immobili dietro il pagamento di un canone periodico. Il locatario può riscattare il bene alla

scadenza del contratto. Abbiamo 2 tipi di leasing:

.operativo: ha ad oggetto la locazione di beni strumentali per un periodo di tempo<alla loro

vita economica. E' usato per ottenere la disponibilità temporanea di un bene strumentale senza

sopportare i rischi connessi alla proprietà del bene.

.finanziario: è un'operazione di finanziamento. Un intermediario finanziario è locatore di un

bene acquistato o fatto costruire su indicazione del locatario. Si hanno canoni di locazione che

comprendono l'ammortamento del bene, l'interesse sul capitale investito e il ricarico

dell'intermediario per un valore complessivo>al costo del bene e per una durata correlata alla

vita economica e fisica del bene. I canoni di leasing sono fiscalmente deducibili.

I prestiti in pool

Si suddivide la copertura del fabbisogno finanziario dell'impresa cliente in quote erogate da

diverse banche poiché i prestiti hanno un importo elevato che eccede le capacità finanziarie

delle singole banche. I clienti di tali prestiti sono imprese o enti di grande dimensione e di

assoluta affidabilità. I rapporti tra le diverse banche partecipanti sono regolati da convenzioni

dove sono definite le quote di rischio assunte da ciascuna banca, le modalità di messa a

disposizione dei fondi e quelle di ripartizione di incasso di interessi e commissioni. Il pool è

composto da un gruppo di banche dove vi è una capofila o più banche con funzioni di manager

e co-manager dell'operazione. IL prestito viene ripartito tra tutte le banche partecipanti ed

erogato, nel caso di crediti per cassa, da una delle banche, di solito la capofila. Le banche

manager sono di solito di grandi dimensioni ed elevato standing, le banche partecipanti non

possiedono le stesse capacità finanziarie e manageriali delle banche manager ma hanno

convenienza nel partecipare all'operazione poiché sono presenti banche manager. IL vantaggio

di tale operazione per le banche è dato da ridotti costi e rischi affrontati per via della

ripartizione di questi tra le banche, la banca erogatrice trae maggiori ricavi per via delle

commissioni.

Principali caratteristiche:

.non si applicano le consuete forme di garanzia personali o reali. Per i soggetti con minore

standing la società capogruppo compila una lettera di patronage dove vi sono dichiarazioni

circa la garanzia fornita soprattutto derivante dalla reputazione della stessa capogruppo.

.l'impresa affidata si impegna a rispettare vincoli e condizioni gestionali di bilancio

.vi possono essere modalità di erogazione e rimborso altamente personalizzate

I crediti di firma

Tramite essi la banca si impegna ad assumere o a garantire l'obbligazione del soggetto

richiedente. La banca si espone quindi al rischio di dovere adempiere all'obbligazione assunta

nell'ipotesi in cui l'avallato risulti inadempiente. Dunque tali operazioni non comportano un

esborso immediato per la banca ma si trasformano in prestiti per cassa in caso di

inadempienza del soggetto garantito. I crediti di firma danno luogo non ad incassi di interessi

ma di commissioni a seconda del rischio e impegno assunto.

Credito:

-di accettazione: quando la banca autorizza il beneficiario del credito di firma a spiccare o a

fare spiccare tratte su di essa e la banca si impegna ad accettarle

-di avallo:la banca garantisce l'obbligazione assunta dal beneficiario del credito di firma.

I crediti di firma in forma cambiaria

Vi sono 3 operazioni principali:

.il credito di accettazione (accettazioni bancarie): sono cambiali tratte con le quali un'impresa

traente ordina alla banca accettante di pagare una certa somma ad una scadenza prestabilita.

La banca diventa obbligato principale quindi il titolo diventa altamente garantito e facilmente

collocabile sul mercato. Il traente si impegna a fornire alla banca i fondi con valuta utile per

l'estinzione dell'accettazione. L'investitore che per primo acquista il titolo può cederlo ad altri

prima della scadenza mediante girata piena solitamente con clausola senza garanzia che

impedisce in caso di mancato pagamento la rivalsa del giratario nei confronti del girante

agevolando così la circolazione del titolo. Alla base di questa operazione vi è un'apertura di

credito per accettazione concessa dalla banca a un'impresa bisognosa di fondi per importo e

scadenza determinati utilizzabile solo mediante emissione di cambiali tratte. Le accettazioni

bancarie hanno scadenza breve compresa tra 3 e 12 mesi. I tagli sono di valore elevato. Le

imprese emittenti le cambiali possono così raccogliere risorse a breve termine nel mercato

finanziario, le banche invece acquisiscono ricavi per commissioni.

.polizze di credito commerciale: non rivestono forma cambiaria, sono una forma di copertura

del fabbisogno finanziario a breve nella quale intervengono:

..un operatore che richiede credito

..uno o più investitori

..una banca

..un intermediario finanziario incaricato di collocare la polizza sul mercato

Vi sono varie fasi di questa operazione:

..l'impresa che richiede il credito emette un documento (dove vi sono data di scadenza del

debito, ammontare dell'interesse costituito dalla differenza tra prezzo di emissione della polizza

e suo valore di rimborso e la denominazione della banca presso la quale dovrà essere

effettuato il pagamento alla scadenza dell'operazione) con il quale riconosce l'esistenza di un

debito verso un soggetto ben definito

..la banca, in genere la stessa dove si deve effettuare il pagamento, rilascia una fideiussione in

cui si fa garante a scadenza del buon fine del credito a favore del creditore originario o di chi

entra in possesso della polizza.

..l'impresa con l'emissione la cessione della polizza raccoglie risorse nel mercato finanziario

..l'investitore, cioè colui che acquista la polizza, può trattenere la polizza nel suo portafoglio o

cederla a terzi

..la banca può preoccuparsi di collocare la polizza nel mercato, allora il beneficiario dovrà

pagare a questa delle commissioni di intermediazioni. Oppure può occuparsi del suo

collocamento un intermediario finanziario specializzato

.cambiali finanziarie: titoli di credito all'ordine emessi in serie e con una scadenza non inferiore

a 3 mesi e non superiore a 12 mesi dalla data di emissione. Sono state regolamentate nel 1994

in Italia. Esse sono girabili solo con la clausola senza garanzia che impedisce in caso di

mancato pagamento al giratario di rivalersi nei confronti del girante garantendo così la

circolazione del titolo. Per facilitare la circolazione di tali strumenti la legge prevede un

particolare regime fiscale agevolato sia per gli emittenti che per i sottoscrittori. In USA tali

strumenti sono denominati commercial paper. La banca ha come compito il collocamento di tali

cambiali nel mercato e deve prestare garanzie di fideiussione. Le imprese mediante queste

riescono a raccogliere risorse finanziarie nel breve termine.

I crediti di firma nell'attività internazionale delle imprese

Essi sono molto diffusi in ambito internazionale e poco in Italia. Sono diffuse in:

.attività di scambi di beni e merci di varia natura (import-export) dove le prestazioni delle

controparti (consegna delle merci e loro puntuale pagamento) sono solitamente svolte

all'interno del canale bancario. Le banche svolgono perlopiù una funzione di servizio perché

controllano la complessa documentazione delle attività di import export e a volte in caso di

necessità possono concedere finanziamenti, per es. in caso di importazioni con pagamento

anticipato o esportazioni con pagamento differito

.partecipazioni a procedure d'appalto commissionate da pubbliche autorità per la fornitura di

lotti di merci o la realizzazione di opere complesse. In questo caso l'ente appaltante

committente richiede garanzie bancarie a tutela dell'espletamento delle procedure di

assegnazione e della correttezza di svolgimento delle opere o di consegna dei prodotti. La

banca forniscono garanzie per tutto il tempo che va dalla partecipazione alla procedura

d'appalto all'esecuzione finale e collaudo dei lavori e degli impianti. La banca garantisce:

.partecipazione alla procedura d'appalto: mantenimento dell'offerta effettuata e sigla del

contratto in caso di aggiudicazione (bid bond)

.qualità delle prestazioni delle imprese vincitrici del bando d'appalto(performance bond)

.adempimento di quanto stipulato in caso di pagamento anticipato di una parte del

corrispettivo ( advance payment bond)

.rilascio di una parte dei pagamenti che di solito vengono trattenuti dall'ente appaltante a

garanzia del completo adempimento delle controparti (ritention money garantee)

IN generale i crediti di firma espongono la banca a numerosi rischi:

.in caso di inadempienza le banche devono sborsare somme elevate e incorrerebbero in perdite

elevate

.i crediti di firma hanno una durata elevata se si tratta di appalti pubblici

.vi sono altri fattori di natura complessa per esempio ordinamenti giuridici stranieri, lingue

usate nei contratti, prassi giudiziarie di altri paesi, ecc..)

Il credito alle famiglie

Negli ultimi anni vi è stato un aumento di credito alle famiglie soprattutto a causa di:

.acquisto dei beni di consumo durevoli e di servizi (credito al consumo)

.finanziamento dell'acquisto e ristrutturazione di abitazioni per uso come abitazione principale,

secondaria o per investimento

.altre cause come istruzione dei figli, trasferimenti in altri paesi per lavoro, ecc..

La crescita del credito alle famiglie si è avuta anche a causa di aumenti nel grado di

educazione finanziaria delle famiglie che le rende + esigenti e sofisticate nelle scelte di

investimento e finanziamento, a causa dell'estensione del credito a fasce di clientela un tempo

escluse o a margine del mercato come per es. le famiglie giovani, a basso reddito, gli

immigrati, ecc..

Il credito al consumo:

.i prestiti personali: possiamo avere 2 casi:

..il beneficiario del prestito, già cliente correntista di una banca, si rivolge a quest'ultima per

ottenere un finanziamento a destinazione libera (credito non finalizzato).

..il prestito è erogato nell'ambito di una convenzione tra banca e venditore di beni al consumo

(credito finalizzato). IL venditore di beni di consumo indirizza il potenziale compratore,

interessato ad ottenere un prestito per finanziare l'acquisto, verso la banca che è

convenzionata con esso. L'erogazione del prestito però è a discrezione della banca e

dipende dall'esito dell'istruttoria. Il rimborso dei prestiti è previsto di norma in base ad un piano

di ammortamento a rate costanti con scadenze mensili, la scadenza è compresa tra 12 e 48

mesi. IL prestito è un'alternativa al pagamento rateale del bene. La banca, nel concedere il

prestito, procede a valutare:

..insieme di informazioni oggettive fornite dal richiedente (età, professione e soprattutto

reddito, ecc..)

..altre info reperibili presso la banca se il soggetto è già cliente della stessa o presso altri

sistemi informativi se il soggetto è per esempio già stato inadempiente.

Si usa il credit scoring: sistema automatizzato usato dalle banche e dagli intermediari e basato

sull'applicazione di un modello statistico che produce per ciascun soggetto esaminato un

giudizio sintetico che esprime il suo merito creditizio.

Cessione del quinto dello stipendio: rapida procedura di recupero in caso di insolvenza

Ogni contratto relativo al credito al consumo deve indicare 2 tipi di tasso di interesse:

..tan (tasso annuo nominale): valore % su base annua del costo per interessi passivi di ogni

euro di capitale concesso in finanziamento. Non tiene conto di altre componenti di costo

dell'operazione diverse dagli interessi passivi e che invece possono essere a carico del debitore

come le spese per 'istruttoria di affidamento, amministrative per l'emissione del contratto, fisse

da pagarsi in ogni rata periodica

..taeg (tasso annuo effettivo globale): è un dato sintetico del costo complessivo

dell'operazione. Consiste nel tasso interno di rendimento dell'operazione e deve essere

evidenziato in tutte le comunicazioni tra banca e cliente o mercato. E' il tasso che fa sì che la

somma del valore attuale di tutti gli importi che compongono il finanziamento erogato dal

creditore sia=somma del valore attuale di tutte le rate del pagamento e gli oneri a carico del

debitore

Il credito al consumo: carte di debito e credito

.carte di debito e credito: il credito personale può essere concesso e utilizzato mediante carte

di credito:

..carte prepagate: sia ricaricabili che usa e getta, sono supporti per l'erogazione dei servizi di

pagamento, non comportano la concessione di credito e si sono diffuse con gli acquisti on line

..carte di debito: c'è un codice di identificazione (pin), si accede ad appositi terminali self

service all'interno o all'esterno della banca dove si eseguono elementari operazioni bancarie .

Alcune carte danno la possibilità di effettuare pagamenti presso un esercizio commerciale

tramite il pos (point of sale). Tali carte non possono essere considerate strumenti di erogazione

di credito e generano dei rischi contenuti in funzione della capienza del saldo del c/c su cui

sono regolate.

..carte di credito: consentono al titolare di effettuare acquisti presso negozi convenzionati

senza esborso di moneta legale. Diversamente dalle carte di debito il regolamento della

transazione viene rimandato a data futura, generalmente il 15° giorno del mese successivo a

quello in cui è stata regolata la spesa quando il titolare riceverà un estratto conto con la

descrizione degli acquisti effettuati . Il titolare può beneficiare di un credito per il periodo che

intercorre tra il momento dell'acquisto e quello di effettivo regolamento della transazione

pagando interessi e commissioni.

Per quanto riguarda il ricorso al credito abbiamo:

..carte a saldo: quelle di cui abbiamo parlato prima

..carte revolving: consentono nell'ambito di un massimale di credito concesso di variare

mensilmente l'importo del credito utilizzato ristabilendo la disponibilità con il pagamento delle

rate. Sono strumenti concepiti per l'erogazione del credito al consumo e consentono

funzionalità bancomat e pos.

Sotto il profilo degli emittenti e degli operatori coinvolti:

..carte t&E (travel & entertainement): sono emesse da alcuni grandi network (american express

e diners club) e sono strumenti di pagamento di frequente e intenso utilizzo.

..carte bancarie: sono emesse da banche o da società consortili che fanno capo al settore

bancario e prevedono la rateizzazione dei pagamenti

..carte fidelity: sono emesse da società della grande distribuzione commerciale e sono di solito

spendibili solo nei punti vendita dell'emittente.

Le banche possono emettere autonomamente proprie carte di credito o aderire a sistemi di

carte di credito gestiti da altre banche o imprese finanziarie specializzate.

La gestione di un efficiente sistema di carte di credito si basa su:

.altissima immagine dell'emittente

.molti utilizzatori disposti ad un uso intenso e frequente della carta

.capillare e ampia rete di punti vendita convenzionati

.consolidata capacità di monitorare e gestire il rischio di credito

I prestiti immobiliari

Sono mutui o finanziamenti destinati all'acquisto di abitazioni per privati e famiglie. Sono molto

importanti per le banche a causa:

.la concessione di un mutuo stabilizza la relazione tra banca e cliente oppure può portare ad

acquisire nuova clientela

.ai prestiti personali fa capo un volume di domanda rilevante accessibile a tutte le tipologie di

banche

.vi sono state innovazioni sotto il profilo distributivo, organizzativo, di promozione e gestione

del servizio

Tipologie di mutuo a seconda della loro funzione perseguita:

.acquisto di abitazione principale o secondaria

.ristrutturazione immobile

.acquisto+ristrutturazione

.ottenimento di liquidità se si ha già un immobile

Caratteristiche contrattuali + importanti:

.modalità di erogazione: per la maggior parte in un'unica soluzione successiva alla stipula del

contratto di mutuo. Le banche possono anche concedere prefinanziamenti che si estingue con

l'erogazione del mutuo medesimo. L'innovazione principale è stata la riduzione dei tempi

d'attesa a carico del cliente, aspetto molto importante nella scelta della banca con cui stipulare

un mutuo

.durata del contratto e modalità del rimborso: circa le durate le banche offrono ora una gamma

variegata che va dalle scadenze + brevi (5-10 anni) a quelle lunghissime (30 anni o +), tali

durate si adattano all'età del mutuatario e alla sua capacità di rimborso e reddito. La modalità

di rimborso può di vario tipo e si adatta alle capacità di reddito del mutuatario, Vi è anche il

preammortamento, un periodo iniziale dove vengono rimborsati i soli interessi.

.eventuale estinzione anticipata, sostituzione e surrogazione del mutuo: per la prima il cliente

deve pagare una penale espressa in % del capitale residuo che ha la funzione di compensare la

banca per i proventi che vengono a cessare. Vi sono banche che non hanno inserito tali penali

nei contratti di mutuo. Il cliente può anche rinegoziare le caratteristiche tecniche del mutuo in

relazione alle sue esigenze o surrogare e trasferire il mutuo presso un'altra banca con migliori

condizioni contrattuali.

.garanzie: i mutui di norma sono assistiti da ipoteca di 1° grado sull'immobile oggetto del

mutuo. Le altre forme di garanzia come per es. la fideiussione sono rare e hanno di solito una

funzione integrativa dell'ipoteca.

.determinazioni dei tassi di interesse: possono essere a tasso fisso o variabile:

..per il tasso variabile facciamo riferimento all'euribor a 3-6 mesi , tasso di mercato monetario

interbancario. Si tiene conto dello spread, cioè della differenza tra euribor e tasso usato.

..per il tasso fisso teniamo conto dell'interest rate swap (eurirs) individuato in base alla

scadenza che riflette la vita residua del prestito. A questo viene poi aggiunto lo spread come

per i tassi variabili. Il tasso fisso incorpora il costo per il mutuatario della copertura del rischio

di interesse.

IL mutuatario sceglie il tasso fisso o variabile in base al divario iniziale tra i due tassi e

all'andamento atteso dei tassi di interesse in futuro. La scelta si basa sulla propensione del

rischio di tasso di ciascun mutuatario. Vi è anche un tasso misto, combinazione del tasso fisso

con quello variabile.

.determinazione oneri accessori: le banche hanno diminuito le spese di istruttoria e di perizia e

le eventuali spese minori come i rimborsi spese per la notifica degli importi delle rate. Alcune

banche hanno rinunciato ad addebitare tali spese per acquisire maggiore clientela

.loan to value (quota max finanziabile rispetto al valore cauzionale stimato): le % dell'80%

vengono abbondantemente superate con possibilità di ottenere finanziamenti per il 100% del

valore. IL superamento di tale limite è favorevole alla banca quando vi è un'espansione del

mercato immobiliare, mentre è rischioso per la banca quando vi è crisi del mercato immobiliare

poiché se la stessa è costretta a vendere l'immobile in caso di inadempienze del mutuatario si

determina un'offerta aggiuntiva di beni che fa ulteriormente ridurre le quote di mercato.

.servizi o prestazioni accessorie: le banche hanno collegato ai mutui immobiliari coperture

assicurative sull'immobile o sulla famiglia offerte a condizioni agevolate o promozioni come

concorsi e premi.

Vi sono state innovazioni organizzative e di processo che hanno interessato i mutui erogati alle

famiglie:

.riduzione dei tempi tra domanda di finanziamento e concessione del mutuo grazie

all'automazione della procedura di istruttoria

.snellimento della documentazione da presentare alla banca e uso della comunicazione on line

.efficacia commerciale del personale operante nella banca e miglioramento generale della

capacità di comunicazione al mercato

Tali innovazioni hanno portato però all'ingresso nel mercato di ampie fasce di clientela con

dubbie capacità di rimborso con conseguenze disastrose come quelle dei mutui subprime.

Cartolarizzazione o securitisation cap 11

Attività illiquide di qualsiasi tipo si trasformano in titoli negoziabili sul mercato secondario.

Tecnica nata negli USA negli anni 70 e trasferita poi in UE.

Un soggetto cedente (banca, intermediario finanziario non bancario, impresa non finanziaria)

seleziona un pool di attivi del suo portafoglio e li cede ad un altro soggetto cessionario che li

trasforma in titoli collocabili sul mercato emettendo titoli ASB (asset backed securities) che

sono strumenti finanziari supportati da attivi. IL cessionario riceve proventi dalla vendita e

corrisponde al cedente il pagamento degli attivi che possedeva. Attivi: di solito sono crediti che

il cedente vantava verso terzi e sono una garanzia per il pagamento delle somme dovute agli

acquirenti degli ABS. Questi producono nel tempo flussi di cassa che fanno si che il cessionario

remuneri gli investitori che hanno acquistato gli ABS.

Nel patrimonio del cedente diminuiscono le poste meno liquide e rischiose (attivi che cede) e

aumentano le poste monetarie a rischio nullo (prezzo di vendita degli attivi). Prezzo di

cessione<valore di iscrizione in bilancio dei crediti da cedere, quindi si ha una riduzione globale

dell'attivo della banca.

Oggetto della cartolarizzazione: crediti garantiti o non ( questi ultimi possono essere

problematici), il tipo e la quantità di questi determina il rischio dell'operazione.

Rischi:

. per il cedente: mancato guadagno per il fatto che il prezzo di cessione<al realizzo dei crediti

quando avviene l'incasso

.per gli investitori: di perdita per mancato rimborso dei titoli collegati al credito, finanziario per

via dei tempi di incasso dei crediti e di tasso.

Forme di garanzia sui rischi:

si eliminano i rischi con le garanzie di terzi come per esempio le banche, compagnie di

assicurazione.

.overcollateralisation: il cedente cede un volume di attività> rispetto a quello necessario per

remunerare gli investitori in modo da ridurre il rischio di incapienza dei flussi futuri

.credit tranching: si segmentano le ABS in più tranches che hanno diverso grado di privilegio

nella distribuzione dei flussi. Le tranches senior vengono remunerate per prime, quelle junior

per ultime e se si vuole ridurre ancora il rischio queste ultime solo in caso di eccedenza, così la

perdita ricade su queste. Spesso è il cedente che acquista le tranches senior.

Operazione di cartolarizzazione complessa

Oltre ai soggetti elencati prima abbiamo:

.advisor: consulente per l'operazione (studio legale o banca d'affari)

.arranger: intermediario finanziario che organizza l'operazione per diminuire i costi del cedente

.special purpose vehicle:società cessionaria abilitata a emettere titoli ABS. E' tenuta

all'iscrizione nelle'elenco speciale previsto dall'art.107 del TUB

.collocatore: di solito una banca che che può comprare i titoli in proprio o venderli a investitori

istituzionali o il pubblico

.servicer: banca o intermediario finanziario secondo art.107 del TUB che gestisce i flusso di

pagamento e incasso

.società di rating: valuta il rischio dell'operazione e attribuisce un giudizio sui titoli emessi

.soggetti garantiti: forniscono garanzie esterne

Principi della L. 130/99 ha regolamentato tale operazione in Italia:

.operazione di crediti pecuniari esistenti e futuri

.cessioni solo a special purpose vehicle che sono obbligate a redigere un prospetto informativo

e possono emettere titoli senza alcun limite sul capitale sociale

.se titoli offerti al pubblico è obbligatorio giudizio di rating

.i creditori della società emittente non possono rivalersi sui crediti

.i portatori dei titoli possono aggredire i titoli stessi

.esenzione dei pagamenti del debitore cedente (legge fallimentare), no azione revocatoria

.emissione sottoposta a autorizzazioni della Consob o Banca d'Italia a seconda dei casi

Casi a confronto tra USA, UE e IT

In Usa vi sono anche operazioni di cartolarizzazione non standard, per esempio gli attivi

sottostanti possono essere strumenti già emessi durante altre operazioni di cartolarizzazione

(cdo collateralized debt obligation, obbligazioni di debito collateralizzato), oppure la finalità

principale dell'operazione consiste nel trasferimento del rischio di credito da parte del cedente

dove quest'ultimo mantiene e gestisce il portafoglio crediti. Si corrisponde un premio al special

purpose vehicle e il cedente riceve la copertura del rischio di credito incorporato in strumenti

finanziari trasferiti sul mercato. Possono anche essere emessi titoli a fronte dei flussi futuri

dell'intero business di un'impresa.

Il Regno Unito è stato il primo in UE a fare tali operazioni. In IT è stata istituita nel 2005 la Borsa

italiana S.p.A. dell'Euromot. Quest'ultimo è un segmento del mercato Mot (mercato telematico

delle obbligazioni) dove vengono negoziate anche le ABS. In IT tali operazioni sono state usate

soprattutto per ripulire i bilanci per via dei crediti problematici e i cedenti sono stati anche lo

Stato e gli enti pubblici dove l'oggetto non erano solo i crediti ma i patrimoni mobiliari.

Mutui subprime in opposizione a quelli prime (crisi del 2007 in USA): concessi a debitori con

elevato rischio a causa di redditi inadeguati o perché precari o già falliti. Le banche a fronte del

maggiore rischio hanno elevato i tassi di interesse, in caso di insolvenza la banca vende

l'immobile ad unprezzo elevato in un mercato immobiliare americano sano prima della crisi

ricavando un guadagno. La crisi si ha a causa dell'innalzamento dei tassi di interesse dalla

banca centrale americana e la crisi del mercato immobiliare. Le insolvenze aumentano e il

valore degli immobili si riduce finché le banche non riescono più a recuperare i crediti. Così le

banche americane non fanno opera di intermediazione classica ma trasferiscono il rischio di

credito dei mutui subprime con la cartolarizzazione. Prima sono stati

incorporati in ABS e poi trasformati in obbligazioni chiamate cdo. Così i vari investitori avevano

strumenti ormai privi di valore nel portafoglio, senza contare la scarsa trasparenza del mercato

over the counter, cioè non regolamentato.

Cap12 Il portafoglio di proprietà

E' il complesso delle scelte su dimensione e composizione del portafoglio di strumenti finanziari

di proprietà della banca. Comprende:

.strumenti del mercato monetario

.obbligazioni

.altri titoli di debito

.azioni e altri titoli di capitale

.quote di fondi comuni e di altri organismi di investimento collettivo

.strumenti derivati

.altri strumenti finanziari complessi

La gestione di questo portafoglio ha subito modifiche nel corso del tempo e consente, assieme

ai prestiti, alla raccolta e ad altre categorie di servizi offerti di raggiungere gli obiettivi generali

di ogni singola banca.

Il portafoglio di proprietà delle banche

Possiamo classificare il portafoglio di proprietà della banca a seconda:

.delle motivazioni alla base delle decisioni di acquisto:

..investimenti liberi: sono titoli acquistati per autonoma scelta delle banche, vi è molta

flessibilità di intervento

..portafoglio vincolato: titoli acquistati in adempimento a eventuali obblighi dei legge (le

banche europee sono obbligate, ma ora non più, ad investire una parte dell'attivo in strumenti

finanziari individuati dalle attività di controllo, ciò accade nelle banche extraeuropee), vi è poca

flessibilità di intervento

.della natura dei titoli acquistati: la banca, rispetto ad un tempo, può acquistare, nel rispetto

delle regole di vigilanza prudenziale, la tipologia di strumenti finanziari che preferisce e li può

acquistare sia in euro che in altre valute.

.degli obiettivi della banca acquirente: possiamo distinguere idealmente il portafoglio di

proprietà della banca in:

..p. di negoziazione o trading: rientrano gli strumenti finanziari acquistati con lo scopo di

rivenderli nel breve tempo per realizzare un profitto. Vi sono compresi in tale portafoglio:

...azioni

...altri strumenti di capitale

...obbligazioni

...altri titoli di debito

...strumenti di mercato monetario

...strumenti derivati

...strumenti complessi derivanti dalla combinazione di + strumenti di base

..p. di tesoreria: vi sono tutti gli strumenti finanziari tipicamente di mercato monetario e

acquistati dalla banca con lo scopo di costituire riserve di liquidità per fare fronte

nell'immediato a qualsiasi tipo di pagamento, previsto o imprevisto, derivante da contratti che

impongono di eseguire una prestazione monetaria

..p. di investimento: strumenti finanziari acquistati con lo scopo di allocare stabilmente una

parte delle risorse della banca

..p. partecipazioni: si tratta di investimenti in azioni e altri strumenti di capitale attravesro i

quali le banche partecipano stabilmente al capitale di società controllate e collegate

La distinzione tra questi portafogli non è così netta perché a volte gli obiettivi tra i diversi

portafogli possono essere comuni.

Negli ultimi anni il p. di proprietà si è collocato su un valore medio di circa il 20% del totale

dell'attivo, anche se la sua dimensione è variata nel tempo.

Le variabili di natura strutturale che possono influenzare il p. nel lungo periodo sono:

.evoluzione del contesto normativo-regolamentare: è la variabile che ha +impatto sulla

dimensione e composizione del p. di proprietà. Infatti oggi la normativa europea concede alle

banche la possibilità di investire liberamente in qualunque strumento finanziario rispettando

però le norme di vigilanza prudenziale.

.modalità di conduzione della politica monetaria e creditizia: il p. di proprietà della banca è

condizionato dagli strumenti e finalità perseguite dalle autorità monetarie e di vigilanza. Per

esempio il p. di una banca era condizionato qualitativamente e quantitativamente dal vincolo di

portafoglio e il massimale sugli impieghi prima dell'entrata in vigore del TUB. O anche la

fissazione di un plafond sui prestiti che porta le banche ad aumentare l'investimento in

strumenti finanziari. Tutto ciò fa parte del controllo di tipo diretto sulla composizione e

dimensione del p. di una banca. I controlli indiretti invece riguardano per es. la creazione della

base monetaria e la regolazione della riserva obbligatoria di liquidità. Questi ultimi controlli

consentono un maggior grado di libertà nella composizione degli attivi.

.evoluzione (modifica della composizione in forme tecniche) e stabilità della raccolta: la

raccolta può essere:

..con vincoli di durata o anche + stabile: si ha quindi un minor investimento nel portafoglio di

proprietà e maggiori possibilità di impiego cioè di erogazione dei prestiti

..a vista e fortemente instabile: si ha una minore possibilità di impiego nel portafoglio prestiti

per non affrontare situazioni di illiquidità che derivano da richieste di rimborso che non possono

esser evase se le somme raccolte sono impiegate totalmente in prestiti. Quindi in questa

condizione bisogna allocare al p. di proprietà una quota maggiore di risorse finanziarie.

I fattori che influenzano il p. di proprietà nel breve periodo sono:

.le fasi congiunturali del ciclo economico e della domanda di credito: l'alternanza delle diverse

fasi del ciclo economico determinano variazioni della domanda di credito da parte delle

imprese e quest'ultima variazione si ripercuote sulla dimensione del p. di proprietà. Abbiamo le

fasi di:

..espansione economica: aumento della domanda di credito da parte delle imprese e delle

aspettative di ulteriore crescita economica, diminuzione timori di insolvenza; ciò porta ad un

aumento del volume del portafoglio prestiti che si ha con una diminuzione parziale del p. di

proprietà e in particolare del p. di investimento.

..recessione: riduzione della domanda di credito delle imprese e dell'aspettativa di crescita

economica, aumento rischio di insolvenza; questo porta alla riduzione del p. prestiti e ad un

aumento del p. di proprietà in particolare del p. di investimento.

.evoluzione attesa del mercato finanziario, dei tassi di interesse e dei prezzi degli strumenti

finanziari

.eventuali tensioni di liquidità sul mercato: le banche devono mantenere in tale caso una scorta

+ampia di riserve di liquidità in modo tale che aumenti il p. di tesoreria per evitare scompensi

tra entrate e uscite monetarie

.fattori interni alla singola banca (obiettivi che il management assegna al p. di proprietà):

..approccio della residualità: acquisto di titoli assume una natura sussidiaria per cui la

dimensione del p. di proprietà è inversamente proporzionale alla domanda di credito.

..approccio della flessibilità (usato dalla maggior parte delle banche): la dimensione del p. di

proprietà è il risultato di valutazioni ben precise effettuate confrontando la redditività attesa

delle classi alternative di impieghi.

Il portafoglio di trading

Comprende gli strumenti finanziari acquistati dalla banca per rivenderli nel breve periodo con

l'intento di realizzare un profitto. La dimensione varia da banca a banca in funzione di:

.dimensione della banca

.tipo di specializzazione operativa

..grado di propensione al rischio

La negoziazione di strumenti finanziari può essere:

.in contropartita della clientela nell'esecuzione di servizi di investimento

.con scopi puramente speculativi

.con finalità di arbitraggio

Differenza tra dealer e broker: il dealer acquista da chi vende e vende a chi compra e questo

esige la disponibilità di una giacenza di cassa e di un portafoglio di strumenti finanziari. Il

dealer realizza uno spread denaro-lettera perché il prezzo di uno strumento finanziario ceduto

dalla banca al cliente (prezzo lettera o ask) è> al prezzo a cui essa è disposta ad acquistare lo

stesso strumento dalla clientela (prezzo denaro o bid). La banca corre un rischio di mercato

legato alla variazione dei prezzi degli strumenti finanziari rimasti in portafoglio.

Trading desk: è un'apposita unità di negoziazione con il compito di creare portafogli di

negoziazione dinamici movimentati nel breve e brevissimo periodo in modo da trarre profitto

dalle aspettative sull'evoluzione dei prezzi sempre nel rispetto dei limiti di rischio.

Attività di arbitraggio: è presente nelle banche di maggiori dimensioni e con forte

specializzazione operativa. Consiste nello sfruttare disallineamenti temporanei tra prezzi di uno

stesso strumento finanziario su mercati diversi con opportunità di trarre profitto da posizioni

simultanee identiche ma di segno opposto. Nelle posizioni speculative il profitto è aleatorio,

qua è certo. Anche in tale caso la banca incorre in rischi dovuta al fatto che essa deve

assumere contemporaneamente posizioni su mercati a pronti e a termine e portare a scadenza

le posizioni.

Trading book: portafoglio di negoziazione ai fini della vigilanza, su questo è calcolato il requisito

patrimoniale sui rischi di mercato. Quindi le banche devono predisporre e formalizzare politiche

e procedure per determinare con chiarezza quali esposizioni includere e no nel portafoglio di

negoziazione ai fini della vigilanza in modo da garantire l'osservanza delle regole di calcolo dei

requisiti patrimoniali per i rischi di mercato. Tali politiche e procedure devono essere incluse in

una documentazione approvata dall'organo con funzione di gestione e sottoposta a verifica

periodica dai controlli interni. IL portafoglio di trading contribuisce alla redditività complessiva

attraverso i risultati positivi dell'attività di trading che variano da banca a banca.

Banking book: comprende tutti gli altri strumenti finanziari del portafoglio di proprietà non

riconducibili al portafoglio di negoziazione titoli visti sopra.

Il portafoglio di tesoreria

Complesso degli strumenti finanziari volti a costruire le riserve di liquidità con cui assorbire

rapidamente ed economicamente gli sfasamenti tra entrate e uscite nel breve e brevissimo

periodo.

Grado di liquidità associato ad un investimento: attitudine di uno strumento finanziario a essere

convertito prontamente in denaro, cioè in tempi tecnici necessari economicamente tali che non

si incorra in perdite di valore rilevanti. Questo portafoglio comprende:

.strumenti di mercato monetario

.titoli obbligazionari indicizzati

.titoli obbligazionari a tasso fisso e non a lunga scadenza

Caratteristiche che si prendono in considerazione per valutare la liquidità degli strumenti

finanziari:

.natura dell'emittente: se è un emittente istituzionale (governativo o privato)

.profilo finanziario dell'operazione: flussi finanziari periodici e di rimborso

.importo dell'emissione

.duration

.valuta di denominazione con rischio di cambio a esso associato

.stanziabilità in operazioni di rifinanziamento con la banca centrale: possibilità di usare lo

strumento finanziario come garanzia per operazioni in grado di generare una liquidità

supplementare in caso di necessità

La liquidità di uno strumento finanziario dipende anche da:

.la sua struttura

.condizioni funzionali che caratterizzano il mercato in cui lo strumento viene negoziato

Le caratteristiche:

.tecniche del titolo: condizionano solo i flussi finanziari definiti contrattualmente

.del mercato di negoziazione: influenzano i flussi finanziari collegati all'eventuale smobilizzo

anticipato del titolo. Ciò determina:

..il grado di negoziabilità

..i tempi di smobilizzo

..i costi di transazione impliciti ed espliciti

..il rischio di subire perdite in conto capitale

…Variabili da tenere sotto controllo in questo caso:

…capacità del mercato di assorbire proposte di negoziazione senza un impatto significativo sul

prezzo

…differenze tra prezzo di acquisto e vendita che dipendono dai costi impliciti sostenuti per la

negoziazione, dal volume delle negoziazioni giornaliere, dal grado di efficienza informativa e da

eventuali limitazioni regolamentari imposti dalla società di gestione del mercato

...capacità del mercato di immettere proposte di negoziazione di acquisto o vendita quando c'è

uno squilibrio temporaneo tra domanda e offerta

...tempo intercorrente tra invio della proposta di negoziazione e il completamento della

transazione

...ammontare della posizione tenuta dalla banca

Funzioni del p. di tesoreria a seconda del modello gestionale adottato dalla banca:

.m. amministrativo-tradizionale: mira alla sistemazione degli scompensi e dei flussi giornalieri

cercando di minimizzare i costi sostenuti per fare ciò. Il management in questo caso ha una

bassa propensione al rischio.

.m. dinamico-speculativo: si mira agli obiettivi del primo metodo ma anche alla speculazione.

L'adozione di questo modello rende più sfumata la classificazione tra p. di trading, di tesoreria

e di investimento.

Il portafoglio di investimento

Si tratta del complesso degli strumenti finanziari acquistati dalla banca per allocare più o meno

stabilmente una parte delle risorse finanziarie a propria disposizione, è una modalità stabile di

impiego , l'obiettivo è quello di raggiungere nel medio lungo periodo un livello di redditività

coerente con il capitale utilizzato per il loro acquisto, il rischio corso, la propensione al rischio di

ogni singola banca e le esigenze di liquidità della gestione complessiva. Questo portafoglio è

composto da:

.obbligazioni e altri titoli di debito

.azioni e altri strumenti di capitale

.quote di organismi di investimento collettivo del risparmio

Gli investimenti obbligazionari

Sono la parte più rilevante nel portafoglio di investimento di una banca e sono una modalità di

impiego complementare ai prestiti perché possono sopperire alla loro mancanza qualitativa e

quantitativa e alternativi anche in presenza di prestiti. Offrono un ritorno economico<a quello

dei prestiti. Hanno costi di amministrazione e personale + bassi visto che possono essere +

omogenei rispetto alla varietà dei prestiti. Le obbligazioni sono strumenti impersonali e quindi

la banca può stabilire l'ammontare e la durata dell'investimento visto che non subisce i

condizionamenti dettati dai comportamenti della clientela. Quindi i flussi finanziari possono

essere modulati coerentemente con la gestione della liquidità e di equilibrio tra strutture del

passivo e dell'attivo. Le obbligazioni garantiscono un flusso di ricavi certo e prevedibile nel

tempo per via della maturazione delle cedole e del rimborso finale del valore nominale. Le

obbligazioni emesse dallo stato poi sono poco rischiose e il management le può utilizzare per

riportare la complessiva combinazione rischio-rendimento dell'attivo all'interno del perimetro

desiderato. La banca, dal punto di vista dimensionale, gestisce il portafoglio titoli secondo 2

politiche:

.p. residuale: si usa un criterio di priorità nella determinazione del volume delle risorse da

impiegare in titoli obbligazionari. La banca acquista obbligazioni con le eccedenze di fondi che

non è riuscita ad impiegare convenientemente in prestiti per carenza qualitativa e quantitativa

della domanda di credito. I prestiti infatti rispetto alle obbligazioni offrono un miglior contributo

per l'equilibrio economico della banca. Tale politica si usa prevalentemente nelle piccole e

medie banche dove vi sono forti rapporti con la clientela e in queste si preferiscono i prestiti

nonostante abbiano un rendimento< alle obbligazioni.

.p. flessibile: le banche determinano il volume delle risorse da destinare all'investimento in

obbligazioni in funzione dell'andamento atteso della domanda di credito, dell'evoluzione dei

tassi di interesse, della stabilità del passivo e della struttura per scadenze dell'attivo e del

passivo e di altre variabili macroeconomiche come la liquidità complessiva dei mercati ma

anche della banca. Quindi la dimensione del portafoglio varia continuamente. Tale politica è

usata dalle banche di grandi dimensioni.

Qualunque sia la politica adottata si privilegia l'obiettivo della sicurezza a scapito della pura

redditività per tali ragioni:

.per compensare la maggiore rischiosità relativa del portafoglio prestiti

.per disporre di ulteriori investimenti smobilizzabili con rapidità e senza costi rilevanti in modo

da fare fronte a inattese uscite monetarie

.per usare i titoli come garanzia per operazioni con la banca centrale in modo tale da generare

una liquidità supplementare in caso di necessità

Gli investimenti azionari

Con questi la banca finanzia un'impresa industriale, commerciale, agraria, anziché concedendo

un prestito assumendo una partecipazione al capitale di rischio.

Questi non includono le partecipazioni in società controllate, collegate o joint venture nelle

quali l'obiettivo della banca è avere un rapporto operativo di lungo termine.

La banca, secondo il TUB, può finanziare lo sviluppo di un'impresa divenendo azionista di

minoranza acquisendo così preziose informazioni sull'andamento dell'attività dell'impresa

finanziata. IN altri casi il credito di imprese in difficoltà viene convertito in azioni.

Gli investimenti in parti di OICR

Il portafoglio di investimento può comprendere parti di organismi di investimento collettivo del

risparmio, cioè investimenti in fondi comuni di investimento, sicav e strutture estere

equivalenti. Rappresenta l'investimento meno importante anche se l'obiettivo è sempre quello

di realizzare nel medio-lungo periodo un profitto coerente con il livello di rischio sopportato. La

banca mediante tali investimenti può diversificare il proprio portafoglio riducendo così il rischio

complessivo assunto.

Il portafoglio partecipazioni

Tali investimenti sono in:

.partecipazioni in società controllate. In queste la banca possiede direttamente o

indirettamente più della metà dei diritti di voto. La banca può esercitare anche un'influenza

dominante se:

..ha il controllo di più della metà dei diritti di voto in virtù di un accordo con altri investitori

..può determinare le politiche finanziarie e operative della società in virtù di una clausola

statutaria o di un contratto

..può nominare o rimuovere la maggioranza dei membri del cda

..può esercitare la maggioranza dei diritti di voto nelle sedute del cda

.partecipazioni in società collegate. In queste la banca esercita un'influenza notevole che si

presume quando la banca ha direttamente o indirettamente almeno il 20% del capitale di

un'altra società.

.partecipazioni in joint venture. Si ha una joint venture quando si ha controllo congiunto, cioè

quando si decide con il consenso unanime per quanto riguarda decisioni finanziarie, gestionali

e strategiche della società.

La banca con tali società (controllate, collegate, joint venture) vuole mantenere rapporti di

lungo periodo per varie ragioni:

.esigenze normative: si fa riferimento alle norme che impongono la separatezza e l'autonomia

patrimoniale rispetto a società che esercitano particolari attività. Per es. la banca che offre

propri fondi comuni di investimento in alternativa a fondi di terzi deve assumere una

partecipazione in una sgr o sicav perché l'attività di gestione collettiva del risparmio è

sottoposta a una riserva di legge. Stesso ragionamento per produzione diretta di prodotti

assicurativi da parte della banca.

.ragioni di convenienza economica: per es. per esigenze di diversificazione in modo da

abbattere i costi di produzione o aumentare i ricavi.

.scelte organizzative: la banca, grazie al TUB, può organizzarsi come banca universale o come

gruppo bancario.

Cap 13 Gli investimenti azionari

Con questi le banche diventano azioniste di imprese non finanziarie (cioè operanti

nell'industria, nel commercio, nei servizi e in misura minore nel comprato agrario) anziché

creditrici come accade con gli impieghi in prestiti. Ciò è stato concesso con l'entrata in vigore

del TUB mentre prima la legge bancaria del 1936 vietava ciò per garantire gli interessi dei

depositanti poiché si pensava che la crisi del 1929 fosse dovuta a partecipazioni azionarie delle

banche nelle imprese non finanziarie. Inoltre in Italia le banche erano viste come fruitrici di

servizi e non come partner commerciali. Alla fine del 1980 le autorità creditizie hanno

permesso alle banche italiane di assumere partecipazioni anche di controllo totalitario in quelle

che erano le sif, società di intermediazione finanziaria, specializzate nell'acquisizione di

partecipazioni azionarie temporanee e di minoranza in imprese non finanziarie.

Testo unico e separatezza banca impresa a valle

La materia è stata disciplinata per la prima volta nel testo unico del 1933 e dai provvedimenti

che ne hanno regolato l'attuazione. La normativa vigente:

.pone un limite generale alla detenzione di partecipazione da parte di una banca: l'ammontare

complessivo degli investimenti in partecipazioni, unitamente agli immobili posseduti, non può

superare il valore del patrimonio di vigilanza

.limite di concentrazione ( per ciascuna partecipazione) e complessivo (per il complesso delle

partecipazioni) in rapporto al patrimonio di vigilanza, tali limiti si applicano a tutte le

partecipazioni e non solo a quelle qualificate come indicato invece nella direttiva:

..per le banche ordinarie: limite di concentrazione del 3% e limite complessivo del 15%

..per le banche abilitate (quelle che hanno un patrimonio almeno di 1 miliardo di € e

un'adeguata esperienza nel comparto):limite di concentrazione del 6% e limite complessivo del

50%

..per le banche specializzate (con patrimonio non<a 1miliardo di € e una struttura del passivo

con una raccolta prevalentemente a medio e lungo periodo): limite di concentrazione del 15% e

limite complessivo del 60%.

.limite di separatezza: non esiste nella normativa comunitaria e per le banche precedenti il

limite è del 15% del capitale della società partecipata. Tale limite può essere superato purché il

valore della partecipazione e la somma delle eccedenze rispetto al limite precedente siano

contenuti entro l'1% del patrimonio di vigilanza per le banche ordinarie, entro il 2% per le

banche abilitate e specializzate.

Questi limiti sono stati introdotti per:

.prevenire l'immobilizzo dell'attivo in settori diversi da quello finanziario

.evitare la concentrazione eccessiva in un singolo soggetto

.contenere i confitti di interesse che potrebbero esserci se un soggetto è sia creditore che

partecipante al capitale

Il TUB stabilisce norme particolari per tre particolari partecipazioni:

.quelle connesse all'adesione a consorzi di garanzia per il collocamento di titoli azionari

.quelle riguardanti il recupero di credito(conversione di crediti vantati dalla banca nei confronti

dell'impresa in azioni). Queste devono essere smobilizzate alla prima occasione favorevole.

.quelle delle imprese in temporanee difficoltà finanziarie. La banca devono adottare molta

cautela e vi devono essere tali interventi:

.l'impresa deve redigere un piano di risanamento per raggiungere l'equilibrio economico e

finanziario in un periodo di tempo non superiore a 5 anni

.si deve individuare un soggetto che deve verificare la corretta esecuzione di obiettivi intermedi

e finali previsti nel piano di risanamento

.l'acquisizione deve riguardare azioni di nuova emissione e non quelle già in circolazione

.la partecipazione delle banche al piano deve avvenire nel rispetto dei limiti previsti dalla

vigilanza prudenziale e dalle norme sull'assunzione di partecipazioni

Per tali partecipazioni si deroga ai limiti citati prima. Le banche hanno la facoltà di detenere

fino a 7 gg dopo la chiusura del collocamento un quantità non vincolata di azioni. Dopo 7 gg le

banche devono conformarsi ai limiti indicati prima.

Le recenti evoluzioni normative

29-07-2008: il CICR ha adottato la delibera n.276 che consente alle banche una maggiore

autonomia anche per adeguare la normativa italiana alle disposizioni europee.

Artt.. 120-122 della direttiva 2006/48/CE: riguardano la disciplina comunitaria delle

partecipazioni detenibili da enti creditizi fuori dal campo finanziario. Adattarsi alla disciplina

europea comporterà:

.innalzamento degli attuali limiti di concentrazione e complessivo delle partecipazioni

qualificate che saranno per le banche e gruppi bancari portati rispettivamente al 15% e al 60%

del patrimonio di vigilanza. Il limite di separatezza verrà soppresso. Inoltre le banche possono

detenere quantità non vincolata di azioni solo per 5 giorni e non 7 dalla chiusura del

collocamento.

Margine disponibile per investimenti in partecipazioni e immobili: differenza tra il patrimonio di

vigilanza e la somma delle partecipazioni e immobili detenuti.

Le banche italiane hanno un basso rapporto tra banche e imprese non finanziarie a dispetto

delle banche europee.

La nuova normativa dovrà regolare certe operazioni tramite le quali le banche sono coinvolte

nel rischio d'impresa come per es. l'acquisizione in società di holding, la sottoscrizione di quote

di fondi comuni che investono in capitale di rischio delle imprese, ecc..

Il rischio associato all'assunzione di partecipazioni

L'assunzione di partecipazioni è un'attività rischiosa. Le imprese italiane non manifestano una

grande propensione ad aprire il proprio capitale azionario a terzi.

L'assunzione di partecipazioni nelle imprese in difficoltà

La conversione dei crediti in azioni è vantaggiosa solo se la crisi dell'impresa è temporanea.

Cap14 L'attività in strumenti derivati

I derivati sono contratti con tali caratteristiche:

.il loro valore cambia in relazione alla variazione del valore di mercato di una variabile primaria

sottostante (può essere un titolo di debito, tassi di interesse, indici di mercato monetario o

obbligazionario, azioni o indici azionari, prezzo di metalli o merci, spread creditizi, ecc..)o al

manifestarsi di determinate condizioni o avvenimenti

.non richiedono un investimento netto iniziale e se lo richiedono è minore di quello richiesto per

una posizione sul sottostante in grado di generare alla stessa esposizione a cambiamenti di

fattori di mercato

.sono regolati a data futura

In base alla forma tecnica abbiamo i seguenti derivati:

.forward e futures: sono contratti a termine in cui le parti si scambiano una determinata attività

a una data futura e ad un prezzo prefissato al momento della stipula del contratto

.swap: due parti si impegnao a scambiarsi a date prestabilite flussi di cassa secondo una

schema convenuto

.opzioni: contratti che attribuiscono a un soggetto dietro pagamento di un premio la facoltà di

acquistare o vendere entro un termine convenuto una determinata attività sottostante ad un

prezzo prestabilito.

IN base al mercato di negoziazione abbiamo:

.derivati negoziati su mercati regolamentati: vi sono regole per quanto riguarda i soggetti che

operano in tale mercato, coloro che esercitano il controllo, le caratteristiche delle attività

oggetto degli scambi, gli importi negoziabili, le scadenze, le modalità di formazione dei prezzi,

di liquidazione e di regolamento alla scadenza. I derivati negoziati in tale mercato sono

contratti standard con caratteristiche omogenee dove vi è un organismo centrale di

compensazione e garanzia e dove vi è la possibilità di chiusura anticipata delle posizioni

aperte.

.derivati negoziati nei mercati over the counter: sono perfezionati bilateralmente e

personalizzabili in base alle esigenze dei soggetti contraenti che stabiliscono liberamente le

condizioni.Non vi è un organismo centrale di compensazione e garanzia e la chiusura anticpata

delle posizioni è + complessa.

In base alla reciprocità degli impegni assunti abbiamo:

.derivati simmetrici: entrambi i contraenti hanno obbligazioni reciproche a termine cioè si

impegnano a effettuare una prestazione alla data di scadenza nei confronti della controparte.

.derivati asimmetrici: solo una parte è obbligata ad eseguire una compravendita a termine

mentre l'altra parte può decidere se dare esecuzione o meno al contratto.

Solo le opzioni sono derivati asimmetrici, mentre solo i futures e le opzioni sono regolate su un

mercato regolamentato. Le opzioni possono essere regolate anche in un mercato over the

counter.

In base al tipo di attività sottostante abbiamo:

.derivati finanziari: hanno come sottostante strumenti finanziari, tassi di cambio, indice dei

prezzi o rendimenti di qualsiasi attività finanziaria e hanno l'obiettivo di trasferire il oro rischio

di mercato

.derivati su commodities: hanno come sottostante merci, materie prime.

.derivati creditizi: hanno come sottostante il rischio di credito rappresentato da un singolo o un

portafoglio di debitori.

IL mercato tedesco eurex rappresenta il principale mercato regolamentato europeo in cui sono

negoziati strumenti derivati.

I derivati finanziari

Hanno lo scopo di trasferire i rischi di mercato (possono essere rischi di interesse, di prezzo e di

cambio) relativi ad una data esposizione da un soggetto ad un altro. I derivati finanziari

possono avere come sottostante:

.titoli di debito, tassi di interesse e indici di mercato monetario e obbligazionario (interest rate

derivatives)

.azioni e indici azionari (equity derivateves)

.tassi di cambio (currency derivateves)

Dal punto di vista delle forme tecniche i derivati possono essere futures, forward, swap,

opzioni.

Forward: contratto simmetrico di compravendita a termine negoziato su un mercato over the

counter con cui due parti si accordano per scambiare in una data futura una certa attività a un

prezzo stabilito al momento della stipula del contratto. La parte che assume la posizione di

acquisto si impegna a ritirare l'attività sottostante alla scadenza pattuita pagando il prezzo

concordato, la controparte che assume la posizione di vendita si impegna a consegnare

l'attività sottostante alla stessa scadenza ricevendo il prezzo pattuito. Il prezzo viene

concordato all'atto della stipula del contratto in modo che il valore iniziale del contratto sia

nullo. L'assunzione di una posizione di acquisto o vendita non comporta un immediato esborso

monetario. Visto che ci troviamo in un mercato over the counter non c'è un meccanismo di

compensazione e garanzia e le controparti sopportano reciprocamente il rischio di

inadempienza. Inoltre non si può estinguere il contratto prima della scadenza salvo assumere

un'altra posizione che sommata alla precedente annulli il profilo dei risultati alla scadenza. I

forward si usano per negoziare nel mercato delle valute.

Futures: a differenza del forward il mercato è regolamentato, quindi vi è una forte

standardizzazione dei contratti per quanto riguarda l'oggetto, l'importo, la scadenza, la

modalità di negoziazione, di regolamento e liquidazione. Inoltre è presente una Clearing House

che è nota in Italia come una Cassa di Compensazione e Garanzia con il compito di assicurare

la compensazione e il buon fine dei contratti. La Cassa assicura un identico rischio di

controparte tra tutti i partecipanti al mercato, rende possibile la chiusura anticipata delle

posizioni, impone il versamento di un margine iniziale al momento dell'apertura di qualunque

posizione a garanzia del buon fine della transazione. Il margine è l'esborso monetario che sia i

compratori che i venditori sostengono in modo tale che la Cassa possa assolvere la propria

funzione di garanzia. La Cassa calcola e liquida con cadenza giornaliera il margine di

variazione: il contraente che ha sperimentato un andamento avverso del mercato deve versare

un importo alla Cassa pari alla perdita realizzata rispetto al giorno precedente, quello che ha

beneficiato dell' andamento favorevole del mercato riceve un importo dalla Cassa pari all'utile

realizzato rispetto al giorno lavorativo precedente. Concludere un contratto nelle vesti di

compratore a termine equivale ad aprire una posizione lunga, nelle vesti di venditore ad aprire

una posizione corta. Anche il future è un contratto simmetrico. I profitti e le perdite realizzate

sul mercato dei futures non emergono alla scadenza del contratto come con i forward ma sono

calcolati e liquidati giornalmente in funzione dell'andamento dei prezzi.

Scadenza dei futures: hanno di regola scadenza trimestrale nei mesi di marzo, giugno,

settembre, dicembre anche se nella maggior parte dei casi le posizioni aperte non giungono a

scadenza perché gli operatori preferiscono chiuderle in anticipo vendendo o acquistando il

contratto futures precedentemente acquistato o venduto. Se il contratto giunge a scadenza il

future può essere liquidato con consegna fisica dell'attività sottostante o con regolamento

monetario a seconda di quanto previsto dal regolamento del mercato.

Prezzo di un future: quello teorico si ottiene come quello forward. Il prezzo teorico a termine è

quello per cui non è possibile trarre profitto da un'operazione di arbitraggio assumendo

simultanee posizioni di vendita sul mercato a termine e di acquisto sul mercato a pronti o

viceversa. Il prezzo teorico del future o forward è dato da:

F0=S0*((1+i))”t

F0=prezzo del future con scadenza pari a t il giorno 0

S0=prezzo a pronti(spot) dell'attività sottostante

i= tasso di interesse, cioè costo del portare a scadenza la posizione (tasso di indebitamento)

t=durata residua del contratto

Swap: contratto negoziato su un mercato over the counter con il quale due parti si impegnano

a scambiarsi futuri pagamenti. IN tale contratto vi sono le date in cui verranno effettuati i

reciproci pagamenti e le modalità secondo le quali dovranno essere collegate le diverse

somme. E' anche un contratto simmetrico dove le parti si impegnano a scambiarsi somme di

denaro calcolate applicando allo stesso capitale, detto nozionistico, due diversi parametri

riferiti a due diverse variabili di mercato. Non sempre il capitale nozionale è oggetto di scambio

tra le parti. La forma + semplice di swap è l'Irs (interest rate swap plain vanilla): contratto

attraverso il quale 2 parti assumono il reciproco impegno di scambiarsi in date prestabilite e

per un tempo prefissato pagamenti di interessi calcolati applicando ad uno stesso capitale

nozionale tassi di interesse diversi. Una parte effettua pagamenti a tasso variabile e riceve

pagamenti a tasso fisso, quindi è il compratore dello swap. La controparte esegue pagamenti a

tasso fisso e riceve pagamenti a tasso variabile, quindi è il venditore dello swap. Il tasso

variabile viene definito sulla base dell'andamento nel tempo di un dato tasso di riferimento

maggiorato o ridotto di un certo spread.

Elementi fondamentali di un contratto swap:

.data di stipula del contratto

.capitale nozionale

.data di inizio del contratto

.data di scadenza del contratto

date in corrispondenza delle quali i flussi di interesse devono essere scambiati su base

differenziale

.livello del tasso fisso

.tasso di riferimento, maggiorato o ridotto di un certo spread, a cui agganciare il pagamento

dei flussi a tasso variabile

Tasso fisso: deve essere tale da assicurare, al momento della stipula del contratto, che il valore

attuale dei flussi di pagamento nella parte fissa sia=al va dei flussi di pagamento nella parte

variabile

Al momento della stipula del contratto le controparti non devono effettuare alcun pagamento,

se ci sono squilibri dei va al momento della stipula del contratto una parte versa all'altra la

differenza in modo che si ripristini l'uguaglianza tra i due va.

Opzioni: sono contratti asimmetrici. Solo il venditore è obbligato a eseguire la compravendita a

termine e soddisfare la volontà del compratore il quale a fronte del pagamento di un premio

detiene il diritto di esercitare o meno la facoltà inclusa nel contratto.

Elementi caratteristici di un'opzione:

.sottostante: può essere un titolo di debito, un tasso di interesse, indice di mercato azionario o

obbligazionario, ecc..

.la facoltà:

..opzioni call: opzioni che conferiscono all'acquirente la facoltà di acquistare in data futura il

sottostante

..opzioni put: consentono all'acquirente la facoltà di vendere il sottostante

.la scadenza:

..opzioni europee: conferiscono all'acquirente il diritto di esercitare la facoltà esclusivamente

nel giorno della scadenza del contratto

..opzioni americane: conferiscono all'acquirente il diritto di esercitare la facoltà inun qualsiasi

giorno entro la scadenza del contratto.

.prezzo di esercizio (strike price): è il prezzo al quale l'acquirente dell'opzione put o call può

vendere o acquistare l'attività sottostante

Le opzioni possono essere negoziate su mercati regolamentati ( presenza di clearing house con

funzioni di compensazione e garanzia e contratti standardizzati, annullamento dei rischi di

controparte, eventuale chiusura anticipata delle posizioni) o over the counter (contratti

personalizzati bilaterali, assunzione dei rischi di controparte, difficoltà di estinzione anticipata

di una posizione aperta)

posizione lunga: soggetto che acquista opzione

posizione corta: soggetto che vende opzione

Vi sono 4 tipi di posizioni:

.p. lunga:

..su una call(diritto di acquistare a termine il sottostante)

..su una put(diritto di vendere a termine il sottostante)

.p.corta:

..su una call(obbligo di vendere a termine il sottostante se la controparte ne fa richiesta)

..su una put(obbligo di comprare a termine il sottostante se la controparte ne fa richiesta)

Valore intrinseco opzione call= max(0;S-X)

Valore intrinseco opzione put= max(0;X-S)

S=prezzo a pronti del sottostante

X=strike price

Le opzioni infatti conferiscono all'acquirente una facoltà e non un obbligo. Esse assumono un

valore nullo se non conviene esercitare la facoltà altrimenti se conviene esercitarla assumono

un valore positivo. In corrispondenza della data di scadenza il valore dell'opzione= suo valore

intrinseco, mentre in un qualsiasi momento precedente la scadenza il suo valore=valore

intrinseco+valore temporale. Il valore temporale dipende dalla probabilità che il valore

intrinseco con il tempo aumenti. I fattori che influenzano il prezzo di un'opzione prima della

scadenza sono:

.durata residua

.volatilità prezzo sottostante

.livelli dei tassi di interesse

.presenza o meno di redditi periodici(per es. dividendi)

L'opzione richiede sempre un esborso monetario denominato premio a causa dell'asimmetria

tra diritti e doveri dell'acquirente e del venditore.

I derivati creditizi

Hanno lo scopo di trasferire il rischio di credito sottostante ad una determinata attività di

riferimento che si chiama reference obligation. Tale rischio si trasferisce dal soggetto che

acquista protezione e vende quindi il rischio di credito al soggetto che vende protezione e

acquista quindi il rischio di credito.

Protection buyer: è il soggetto che acquista protezione, attraverso l'uso dei derivati creditizi

può gestire e mitigare il suo rischio di credito

Protection seller: è colui che vende protezione e si assume il rischio di credito

Oggetto della transazione: il rischio di credito in capo ad un prenditore finale di fondi (reference

entity) rappresentato da un singolo debitore o un portafoglio di debitori. IN quest'ultimo caso

l'obbligo di pagamento a carico del venditore di protezione sorge con la prima inadempienza

tenuto conto che a ciascun debitore può essere anche abbinato un importo liquidabile

differente da quello assegnato ad altri debitori. I derivati creditizi possono essere distinti in:

1)d. creditizi collegati alla manifestazione o meno di default: contratti nei quali il venditore di

protezione ha l'obbligo di adempiere all'obbligazione prevista dal contratto solo al manifestarsi

di un certo evento (credit event) che secondo quanto concordato dalle parti può consistere nel

fallimento del debitore, in un determinato n° di mancati pagamenti, ecc..Questi possono

ulteriormente dividersi in:

a)CDP(credit default product): contratti con il quale un venditore di protezione assume il rischio

di credito relativo ad una determinata attività di riferimento dietro pagamento di un premio da

parte del protection buyer. SE si verifica il predefinito evento il protection seller deve pagare al

protection buyer un importo pari a:

.deprezzamento attività di riferimento rispetto al suo valore iniziale

.intero valore nozionale dell'attività di riferimento in cambio della consegna della stessa o di

altro strumento finanziario come indicato nel contratto

.ammontare fisso predeterminato nel contratto

I contratti riconducibili ai CDP sono:

.credit default swap che è i +usato

.credit default option

b)CLN credit linked notes: sono assimilabili ad obbligazioni strutturali emesse dal protection

buyer (o da una società veicolo da questi costituita) nelle quali il pagamento degli interessi e il

rimborso del capitale sono subordinati al verificarsi o meno di un dato evento creditizio relativo

ad uno o ad un portafoglio di debitori. I protection sellers si assumono il rischio di perdere

totalmente o parzialmente il capitale a scadenza e il flusso di interessi nel caso si verifichi per

es. il fallimento del debitore, ecc.. Essi ottengono un rendimento=tasso risk free su un titolo di

pari durata+premio per la copertura del rischio di credito sull'attività di riferimento.

CLN= titolo obbligazionario standard+derivato su crediti

2)d. Creditizi collegati alla variazione del credit spread e non solo all'eventuale default:

contratti nei quali l'obbligo di adempiere del protection seller dipende dall'andamento di

mercato dell'attività sottostante al derivato. Possono essere:

a)credit spread option: contratto con il quale il protection buyer si riserva il diritto dietro

pagamento di un premio di riscuotere dal protection seller una somma=differenza positiva tra

spread di mercato e quello fissato nel contratto. Il rischio creditizio per il protection

seller=verificarsi dell'evento+spread creditizio tra rendimento attività rischiosa prevista nel

contratto e un dato tasso di riferimento detto risk free. Il protection seller paga quindi al

protection buyer in cambio di un premio ricevuto all'inizio del contratto o dopo periodicamente

un somma che dipende da:

.andamento dello spread tra rendimento attività sottostante e rendimento di una certa attività

priva di rischio

.predefinito strike spread (differenza tra rendimento di mercato dell'attività sottostante e livello

di rendimento fissato nel contratto)

IN caso di allargamento dello spread rispetto a quello fissato nel contratto il protection seller

paga al protection buyer un ammontare= differenza positiva tra spread di mercato e strike

spread. IN caso di restringimento dello spread rispetto a quanto fissato nel contratto il

protection seller non paga nulla.

b)credit spread swap: è uguale a quello di prima solo che il protection buyer in caso di

differenza negativa versa al protection seller la differenza negativa tra i due spread. Quindi tale

contratto è simmetrico. Il protection seller deve eseguire un versamento netto a favore della

controparte in caso di peggioramento dello standing creditizio del debitore, il protection buyer

deve eseguire tale versamento in caso di miglioramento dello standing creditizio del debitore

perché a differenza del contratto precedente egli non ha versato un premio per riservarsi la

facoltà di dare esecuzione o meno al contratto.

3)d. Creditizi che incorporano oltre al trasferimento del rischio di credito anche il trasferimento

del rischio di interesse: acquirente e venditore si scambiano rispettivamente l'ammontare

complessivo dei flussi di cassa generati dall'attività sottostante e i flussi di cassa legati ad un

indice di mercato monetario maggiorato o diminuito di uno certo spread calcolato sullo stesso

capitale di riferimento.

TROR total rate ofreturn swap: il protection buyer (total return payer) si impegna a cedere i

flussi di cassa generati dal sottostante al protection seller (total return receiver) il quale

trasferisce al protection buyer i flussi di cassa (tasso variabile) collegati all'andamento

dell'indice di mercato monetario che sono=indice di mercato monetario maggiorato o diminuito

di uno certo spread. Quando stipulano il contratto le parti stabiliscono il valore iniziale

dell'attività sottostante e l'indice di mercato usato maggiorato o diminuito di un certo spread.

Alla data di scadenza del contratto il protection buyer corrisponde al protection seller

l'eventuale apprezzamento del sottostante cioè un importo=differenza positiva tra valore di

mercato e quello iniziale del sottostante. Incaso di deprezzamento sarà il protection seller a

versare il controvalore al protection buyer.

TROR=derivato su crediti+derivato su tassi di interesse

IL protection buyer trasferisce sia il rischio di credito che quello di interesse al protection seller.

IL ruolo dei derivati nella gestione bancaria

Finalità dei derivati:

.copertura e gestione dei rischi da variazioni indesiderate dei prezzi di mercato

.speculazione: assunzione di posizioni di trading per realizzare un profitto basato

sull'evoluzione del prezzo del sottostante

.arbitraggio per sfruttare un momentaneo disallineamento del prezzo del sottostante e del

derivato. Si vende lo strumento sopravvalutato e si acquista quello sottovalutato.

.ottimizzazione dell'impiego del capitale regolamentare a disposizione della banca

I derivati e la copertura di rischio

Per neutralizzare eventuali perdite a causa dei rischi. Tipologie di copertura usate dalle banche:

.del valore di mercato di una posizione per proteggere l'esposizione alla variazione del valore di

mercato di attività e passività iscritte in bilancio

.di flussi finanziari per coprire l'esposizione a variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a

determinati rischi associati a poste in bilancio

.di un investimento in valuta per es investimento in un'impresa estera in valuta diversa da

quella nazionale

Efficacia: dipende da come gli strumenti di copertura compensano le variazioni del valore di

mercato del sottostante. Si ha efficacia quando le variazioni dello strumento finanziario di

copertura neutralizzano quasi integralmente le variazioni dello strumento coperto. La

valutazione dell'efficacia è obbligatoria a ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale

usando:

.test prospettici per dimostrare l'efficacia della copertura

.test retrospettivi per misurare quanto i risultati effettivi si sono discostati dalla copertura

perfetta

Se la copertura non è efficace la contabilizzazione delle operazioni di copertura viene interrotta

e il derivato viene riclassificato tra gli strumenti di trading. Finora i derivati sono stati usati

dalle banche per trasferire il rischio di credito di prestiti, ora vengono usati anche come

diversificazione del portafoglio e per migliorare il rapporto banca-impresa in quanto la banca

può aumentare l'esposizione verso un singolo cliente al di là dei limiti imposti dalle norme sui

fidi.

I derivati e la speculazione

I derivati possono comporre il portafoglio di trading (strumenti finanziari acquistati dalla banca

per rivenderli nel breve periodo con l'intento di realizzare un profitto dalle aspettative

sull'evoluzione dei prezzi) La dimensione di tale portafoglio dipende dalle dimensioni della

banca, dal tipo di specializzazione operativa e dalla propensione al rischio. La gestione di tale

portafoglio viene assegnata ad un trading desk a cui la banca stessa pone dei limiti

nell'assunzione di posizioni.

I derivati e l'arbitraggio

Le banche di maggiori dimensioni e con forte specializzazione operativa possono svolgere una

continua e intensa attività di arbitraggio. Nell'attività di trading il profitto è aleatorio mentre

qua vi è certezza di realizzare un profitto. Ma tali attività non sono esenti da rischi poiché

spesso la banca deve assumere posizioni non solo sul mercato a pronti ma simultaneamente su

mercati a pronti e a termine e portare a scadenza le posizioni.

I derivati e l'ottimizzazione dl capitale regolamentare

La banca può per es. non disporre di un sufficiente patrimonio di vigilanza, quindi può ricorrere

ai derivati creditizi per liberare patrimonio di vigilanza assumendo il ruolo di protection buyer.IL

rischio di credito del debitore ceduto si trasforma in rischio di credito del protection seller e se

quest'ultimo è< del primo (soprattutto se il protection seller è una banca)la banca ha liberato

patrimonio di vigilanza in modo rapido ed economico.

La banca può avere anche eccesso di patrimonio di vigilanza , in tale caso la sua ottimizzazione

si avrà vendendo protezione sui rischi di credito.

L'attività di negoziazione per conto proprio di strumenti derivati

Le banche, soprattutto quelle di grandi dimensioni, offrono la negoziazione per conto proprio di

strumenti derivati nei confronti della clientela. Esse si pongono come dealer per la vendita alla

clientela di strumenti normalmente over the counter. La banca soddisfa le esigenze:

.delle imprese che stipulano contratti derivati prevalentemente per copertura e gestione dei

rischi (rischio di tasso e cambio) e per finalità speculative

.degli enti pubblici per esigenze di liquidità e di rimodulazione e copertura delle proprie

posizioni debitorie

.della clientela retail per finalità di investimento o copertura dei rischi finanziari connessi a

operazioni di indebitamento

Le banche come emittenti di strumenti derivati cartolarizzati

Le banche possono emettere strumenti derivati cartolarizzati chiamati securitised derivatives.

Sono strumenti derivati a contenuto opzionale emessi da una banca o altro intermediario

finanziario vigilato che ne chiede l'ammissione su un mercato regolamentato o su un sistema

multilaterale di negoziazione: in Italia rispettivamente seDex e EuroTLX. Una volta ammessi in

tali mercati gli investitori interessati ad assumere una posizione sul sottostante possono

acquistare il derivato. I derivati cartolarizzati possono essere distinti in 2 macrocategorie:

1)covered warrant: strumenti finanziari che conferiscono all'acquirente il diritto di acquistare

(covered warrant call) o di vendere (covered warrant put) entro un termine prestabilito un certo

quantitativo di una data attività sottostante. I covered warrant esotici sono formati da una

combinazione di più opzioni call e put.

2)certificates: replicano, con o senza l'effetto leva, l'andamento del sottostante. Se hanno

l'effetto leva è possibile assumere sia una posizione rialzista che una posizione ribassista su

una data attività sottostante e si ha un effetto moltiplicativo rispetto alle variazioni del

sottostante. Se non si ha l'effetto leva spesso si hanno opzioni accessorie che permettono di

proteggere totalmente o parzialmente il capitale investito e ottenere performance migliori di

quelle del sottostante. Nel caso di:

.opzioni tradizionali negoziate in borsa: ogni specifico contratto, identificato da un sottostante,

una scadenza, un prezzo di esercizio, predefinite modalità di esercizio e regolamento, viene

quotato sul mercato su iniziativa delle società di gestione del mercato in funzione della

potenziale liquidità e del potenziale interesse degli investitori. Dopo l'immissione sul mercato è

possibile inserire proposte di negoziazione in acquisto o vendita, il contratto si conclude

quando 2 controparti compatibili si incontrano.

.derivati cartolarizzati: lo strumento viene quotato su richiesta della banca emittente. Da quel

momento gli investitori possono solo acquistare lo strumento finanziario e non possono

assumere, a differenza dei derivati tradizionali, una posizione iniziale di vendita rendendo

impossibile così sfruttare le regole dell'arbitraggio. Infatti solo le banche possono trarre

vantaggio dall'arbitraggio. Se il prezzo fatto pagare dalla banca emittente ai sottoscrittori è>a

quello pagato dalla banca per la realizzazione di tale derivato si ha un profitto certo anche se a

carico della banca rimane il rischio relativo all'eventuale insolvenza della controparte. Inoltre

per tali tipi di derivati è obbligatoria la presenza di market maker che si impegnano a fornire

liquidità inserendo proprie proposte di negoziazione in acquisto e vendita che integrano le

proposte di negoziazione degli investitori. Di solito tale ruolo è assunto dalla stessa banca

emittente dunque essa può realizzare un ulteriore profitto ottenuto dalla differenza tra prezzi

bid e ask. L'emittente di un derivato cartolarizzato si assume l'obbligo di eseguire una

compravendita a termine nel caso l'investitore eserciti il diritto di opzione. Ma nessuna

emittente corre tale rischio perché al momento dell'emissione la banca si copre con una

posizione di segno opposto con una controparte istituzionale pagando il derivato di copertura al

prezzo congruo. Esempi di derivati cartolarizzati: da fare sul libro a pag 269-270

Cap15 La gestione della liquidità

Liquidità: capacità della banca di fare fronte puntualmente e in modo economico agli obblighi

di pagamento nei termini contrattualmente previsti. Obiettivi della gestione della liquidità:

.garantire solvibilità tecnica della banca:assicurare in ogni istante corrispondenza tra flussi di

cassa in entrata e in uscita

.coordinare l'emissione di strumenti di finanziamento a breve, media e lunga scadenza da parte

della banca

.ottimizzare il costo del rifinanziamento bilanciando il trade-off tra liquidità e redditività

.per i gruppi bancari ottimizzare la gestione dei flussi di cassa infragruppo attraverso tecniche

di cash pooling o altri strumenti per ridurre la dipendenza del fabbisogno finanziario esterno

I processi di gestione della liquidità variano in funzione di:

.dimensione della banca

.tipo di attività prevalente

.grado di internazionalizzazione

.complessità organizzativa

Tali processi devono controllare e misurare disgiuntamente:

.la gestione della liquidità strutturale (liquidità): l'obiettivo di medio-lungo periodo è il

mantenimento di un'adeguata corrispondenza tra entrate e uscite monetarie su diversi

orizzonti temporali. Se la scadenza media ponderata dell'attivo>a quella del passivo, i flussi di

cassa generati dall'estinzione di tali attività sono<ai flussi di cassa necessari al rimborso delle

passività che scadono nello stesso arco temporale. Tale situazione crea il rischio di liquidità. La

banca agirà su:

..grado di trasformazione delle scadenze che riterrà accettabile

..politica di raccolta della banca e analisi della posizione della banca in relazione al grado di

chiusura del circuito finanziario depositi-impieghi

.possibile ricorso a forme innovative di funding basate sulla cessione di parte degli attivi di cui

la banca è titolare

.politica di composizione quali-quantitativa dell'attivo e valutazione dell'impatto delle poste

fuori bilancio

.controllo delle politiche commerciali che portano ad assorbimento di liquidità

.grado di propensione al rischio e modalità di controllo del rischio di liquidità

.la gestione della liquidità di breve termine (tesoreria): l'obiettivo è garantire la capacità di fare

fronte nell'immediato a qualsiasi impegno di pagamento previsto e imprevisto che emerge da

contratti che obbligano la banca ad un immediato pagamento. La banca deve possedere

riserve liquide e attività prontamente liquidabili e adeguate procedure e strumenti utili per

sistemare gli squilibri tra movimenti in entrata e in uscita.

Liquidità strutturale e tesoreria sono strettamente collegate e si condizionano

vicendevolmente.

La gestione della liquidità ha come obiettivo il raggiungimento di un equilibrio finanziario che si

raggiunge incidendo sull'ordine temporale dei flussi e la gestione degli elementi di costo e

ricavo che danno vita a flussi monetari.

La liquidità e le interrelazioni con gli altri equilibri gestionali

L'equilibrio finanziario è strettamente connesso all'equilibrio economico e patrimoniale.

L'equilibrio finanziario influisce sull'equilibrio economico perché mantenere un grado di

liquidità>alla condizione di vincolo influenza negativamente la redditività. Vi è quindi un

trade-off tra equilibrio finanziario ed economico. L'equilibrio economico a sua volta influisce

sulla condizione di liquidità sia direttamente tramite la generazione di cash-flow sia

indirettamente attraverso la percezione di sicurezza e solidità di una banca. L'equilibrio

patrimoniale migliora quello finanziario perché aumenta la scadenza media del passivo e riduce

i disallineamenti tra flussi di cassa in entrata e in uscita. Il disequilibrio patrimoniale portano al

peggioramento del merito creditizio della banca la quale incontrerà difficoltà nel reperire i fondi

necessari per coprire temporanei squilibri tra flussi di cassa in entrata e in uscita.

La gestione della liquidità: aspetti economici

La gestione della liquidità può essere analizzata studiando:

.l'area di impatto del rischio di liquidità

.l'origine del rischio

.lo scenario economico in cui si manifesta il rischio

L'area di impatto

Funding liquidity risk: rischio che la banca non sia in grado di fare fronte puntualmente e in

modo economico ai deflussi di cassa attesi e inattesi legati al rimborso di passività.

Market liquidity risk: rischio che una banca si trovi nell'impossibilità di convertire in denaro una

posizione su una data attività finanziaria o riesca a liquidarla subendo una decurtazione del

prezzo a causa dell'insufficiente liquidità del mercato o di un suo malfunzionamento. Ha una

stretta relazione con i rischi di mercato e per questo viene spesso misurato e gestito dall'unità

di risk management invece che dall'unità preposta alla misurazione e gestione del rischio di

liquidità.

I due rischi sono legati tra di loro perché l'esigenza di fare fronte a deflussi di cassa inattesi

porta la banca a convertire in denaro alcune attività e per farlo a volte è costretta a subire

eventuali perdite. L'erogazione del credito può essere:

.originate to hold: il prestito concesso dalla singola banca viene mantenuto fino all'estinzione

.originate to distribute: la banca che eroga il prestito trasferisce ad altri il rischio attraverso

operazioni di loan sale o securitisation

Ciò ha permesso la conversione in denaro di poste in precedenza illiquide e non smobilizzabili.

L'origine del rischio

I fattori che espongono al rischio di liquidità sono:

.tecnici: per es. lo sviluppo di sistemi di pagamento che operano in tempo reale, ecc..

.di natura sistemica: sono eventi indipendenti dalla situazione della singola banca e legati a

crisi dei mercati finanziari, economico-politiche, catastrofi naturali, eventi terroristici, ecc..

.specifici per ogni singola banca: per es. downgrade del rating, danni di immagine, ecc..

Tali fattori presi congiuntamente o singolarmente generano rischi legati a:

.fattori interni della banca (corporate liquidity risk)

.fattori di mercato o congiunturali (systemic liquidity risk)

Lo scenario economico di riferimento

E' possibile distinguere il rischio di liquidità affrontato in:

.condizioni di normale operatività (going concern liquidity risk): capacità di funding della banca

in uno scenario di normale operatività

.situazioni di stress che derivano da fattori individuali o sistemici (contingency liquidity risk):

tali situazioni di crisi non sono affrontabili attraverso la normale capacità di funding della

banca, dunque si fa ricorso a misure straordinarie formalizzate ex ante con la stesura di un

apposito piano di emergenza (contingency funding plan) che classifica le possibili tipologie di

tensione di liquidità, ne individua la natura sistemica, specifica le poste di bilancio

maggiormente interessate, identifica le azioni di emergenza da attivare e contiene le stime di

back-up liquidity a disposizione della banca per fronteggiare una crisi di liquidità.

La gestione della liquidità: aspetti tecnici

Il funding liquidity risk

Non ci sono metodologie condivise di gestione, ma più modelli per la misurazione di tale

rischio:

.basati sugli stock: misurano il volume di attività finanziarie prontamente liquidabili o stanziabili

di cui la banca può disporre per fronteggiare un'eventuale crisi di liquidità. Si quantifica la

vulnerabilità di una banca al rischio di liquidità mediante indicatori basati su grandezze di tipo

patrimoniale:

..cash capital position: attività liquide o facilmente liquidabili meno passività a vista o a

brevissimo termine il cui rinnovo non può essere ragionevolmente certo, meno gli impegni a

erogare fondi (impegni irrevocabili della banca a concedere somme di denaro alla clientela)

.medium long term funding ratios: rapporto tra passività con scadenze medio-lunghe e attività

finanziarie con vincolo di durata analogo alle passività. Tali rapporti sono spesso<al 100% e

dunque la banca è a rsichio di liquidità.

Entrambi gli indicatori danno una rappresentazione del rischio di liquidità di tipo statico perché

non tengono conto della dinamica dei flussi finanziari.

.basati sui flussi di cassa: si passa da un'analisi di tipo statico basata sul confronto di stock

patrimoniali a un'analisi dinamica in cui la situazione di liquidità viene valutata sulla base dei

flussi finanziari generati o assorbiti dalla gestione in un arco di tempo. Si confrontano i flussi di

cassa futuri in entrata e uscita raggruppandoli in fasce di scadenza omogenee e si verifica la

corrispondenza tra flussi di cassa in entrata e in uscita. Si suddividono i flussi di cassa futuri

lungo due diverse matrici per scadenze (maturity ladder):

..matrice tattica: orientata nel breve periodo

..matrice strategica: orientata nel medio e lungo periodo

I flussi netti possono essere:

..positivi: sono quantità di risorse finanziarie che vanno ad aggiungersi alle disponibilità già

esistenti e possono essere reimpiegate in nuove attività

..negativi: fabbisogno di risorse da reperire per fronteggiare le esigenze della gestione

.di tipo ibrido: integrano quelli a base di stock e dei flussi di cassa. Ai flussi di cassa futuri

effettivi si sommano quelli che potrebbero essere ottenuti con l'utilizzo degli stock di attività

finanziaria prontamente liquidabili o utilizzabili come collateral in caso di rifinanziamento. Si

sommano ai flussi di cassa effettivi futuri anche le posizioni rifinanziabili presso la banca

centrale valorizzandole a prezzi di mercato e applicando il margine di deduzione previsto

dall'autorità di vigilanza o dalla policy di rischio interna. La somma cumulata dei flussi netti e

dello stock di attività finanziarie identifica il rischio di liquidità che in condizioni normali la

banca deve affrontare. Si definiscono anche dei limiti basati sul massimo deficit di liquidità

tollerabile in modo da individuare subito l'insorgere di potenziali crisi di liquidità.

Tutti e tre i modelli considerano i flussi di cassa contrattuali, cioè quelli effettivi che vanno

corretti a seconda che si prenda come riferimento uno scenario di operatività normale o di

stress.

Il market liquidity risk

Si considera la liquidità del mercato su cui un dato prodotto finanziario è negoziabile. La

liquidità di un mercato distrumenti finanziari dipende da:

.rapidità di esecuzione di una proposta di negoziazione

.costo di transazione implicito cioè differenza tra denaro e lettera

.capacità di assorbire rapidamente eventuali squilibri tra proposte di acquisto e di vendita

senza generare sensibili variazioni di prezzo

In un mercato perfettamente liquido è possibile smobilizzare una posizione con certezza, in

tempi brevissimi e a un prezzo unico su un qualsiasi quantitativo. I tempi e i costi di smobilizzo

di una posizione sono dovuti a fattori:

.esogeni: riguardano:

..profondità(depth) di un mercato: capacità del mercato di assorbire proposte di negoziazione di

importo consistente senza un impatto significativo sul prezzo. Le differenze tra prezzo di

acquisto e vendita rispecchiano le differenze tra i costi impliciti di negoziazione dei vari

strumenti finanziari e sono legate all'ampiezza del mercato.

..elasticità (resilience): capacità del mercato di fare affluire nuove proposte di negoziazione di

acquisto o vendita quando c'è uno squilibrio tra domanda e offerta.

..immediatezza (immediacy): tempo che intercorre tra l'invio della proposta di negoziazione e il

completamento della transazione

.endogeni: sono specifici per alcune posizioni, sono correlati all'ammontare dell'esposizione e

crescono con l'aumentare della posizione detenuta, coinvolgono solo alcuni partecipanti del

mercato.

La gestione della liquidità: aspetti organizzativi

Le unità preposte alla gestione del rischio di liquidità devono:

.misurare il rischio di liquidità

.sviluppare e adottare modelli di gestione

.realizzare analisi di stress

.verificare il rispetto di vari indicatori soggetti a limiti

.fornire informazioni giornaliere al top management

.sviluppare piani di emergenza per ipotesi di crisi di liquidità

.fissare prezzi interni per il trasferimento della liquidità

.individuare le scadenze+opportune utili per la copertura del fabbisogno finanziario

.approvare trasferimenti di liquidità tra le varie società del gruppo

Nei gruppi bancari tali funzioni vengono svolte per il medio e lungo periodo a livello centrale da

parte della capogruppo mentre per il breve periodo abbiamo 2 modelli:

.centralizzati di gestione della tesoreria: sono adottati in gruppi bancari che operano a livello

nazionale con un modello di business omogeneo. I flussi di liquidità si hanno presso la

capogruppo, si ha un unico accesso al mercato monetario e al canale di rifinanziamento presso

la banca centrale. Vantaggi: ottimizzazione del costo di funding grazie al cash pooling, controllo

della posizione di liquidità delle singole controllate, +monitoraggio del rischio di liquidità

complessivo. Svantaggi: maggiore complessità gestionale, + rischi di contagio in caso di crisi.

.decentralizzati di gestione della tesoreria: sono + diffusi presso le banche globali. Si ha la

gestione individuale e autonoma della liquidità da parte di ciascuna banca nel rispetto delle

linee guida fissate dalla capogruppo, ogni singola società può accedere sia al mercato

monetario che al canale di rifinanziamento presso la banca centrale. Vantaggi: minore

complessità gestionale e riduzione dei rischi di contagio in caso di crisi di liquidità, +

responsabilizzazione delle singole società del gruppo Svantaggi: non ottimizzazione del costo

del funding perché i flussi di segno opposto non si compensano internamente, riduzione della

profondità nell'analisi del rischio di liquidità

.misti, sia centralizzati che decentralizzati: 2 o + società del gruppo operano come punti di

accesso al mercato monetario e ai canali di rifinanziamento e realizzano una compensazione

delle eccedenze dei deficit di liquidità su una certa area geografica o valuta. Sono impiegati da

banche che operano su + mercati, + business e con elevati volumi.

La gestione della tesoreria

Riguarda il mantenimento dell'equilibrio tra entrate e uscite cercando di minimizzare i costi di

aggiustamento.

Gli strumenti di gestione della tesoreria

Obiettivo è quello di garantire la capacità di fare fronte nell'immediato a qualsiasi tipo di

pagamento previsto o imprevisto che deriva da obblighi inseriti in contratti tra banche e

cliente. La banca per fare ciò ha a disposizione:

.riserve bancarie di liquidità vincolate o volontarie

.mercato interbancario

.accesso ai depositi e finanziamenti con la banca centrale

Le riserve bancarie di liquidità

Sono scorte di attività liquide e prontamente liquidabili. Le riserve possono essere:

.vincolate: sono depositi in contanti costituiti dalle banche in adempimento a disposizioni

legislative o regolamentari. La principale riserva è quella obbligatoria. Questa riguarda l'obbligo

delle banche di detenere presso la banca centrale un deposito in denaro contante. In origine

tale obbligo è stato introdotto per la tutela del risparmio, oggi è uno strumento di politica

monetaria volto al controllo dell'offerta di moneta. La riserva obbligatoria è anche uno

strumento della vigilanza perché produce effetti sulla composizione dei bilanci bancari in

quanto sottrae parte dell'attivo ad altri usi, inoltre ponendo una certa quantità a riserva si

contengono ii rischi di liquidità e si agisce sull'assetto del sistema creditizio perché tali obblighi

non sono contemplati per altri intermediari finanziari che vengono così esclusi. Vi sono diversi

criteri adottati come per es. l'applicazione di aliquote diverse e l'inclusione o meno di aggregati

monetari.

Riserva obbligatoria per i paesi aderenti all'Ue dall'1-01-199: tutte le banche dell'area euro

sono obbligate a detenere una riserva di liquidità sotto forma di depositi presso la banca

centrale europea. L'aggregato soggetto a riserva definito dalla banca centrale europea

comprende:

..depositi a vista

..depositi con scadenza<24 mesi

..depositi rimborsabili con un preavviso<24 mesi

..titoli di debito con scadenza originaria fino a 24 mesi

L'aliquota di riserva definita dalla bce è pari al 2% che va applicata alla consistenza di ciascuna

categoria di passività di prima, per le banche minori va sottratto dall'ammontare ottenuto una

franchigia di esenzione di 100.000€. La riserva detenuta da ciascuna banca è remunerata ad

un tasso di interesse=valore medio dei tassi delle operazioni di rifinanziamento principali del

periodo di mantenimento della riserva. L'eventuale riserva in eccesso rispetto a quanto dovuto

non è remunerata. La riserva viene calcolata sui dati di fine mese e il periodo di mantenimento

ha inizio il 2° mese successivo (i dati di bilancio di fine aprile sono usati per il calcolo degli

obblighi di riserva di fine giugno). La riserva è interamente mobilizzabile quindi la banca

adempie ai propri obblighi se la media dei saldi di fine giornata del proprio conto di riserva nel

periodo di mantenimento non è inferiore all'importo dovuto (per es. se la riserva obbligatoria

da mantenere nel mese di giugno è di 100 milioni di € la banca può detenere per ognuno dei

30 giorni 100milioni di € oppure per un solo giorno 3 miliardi di euro). La banca può quindi

compensare eventuali deficit di alcune giornate con i surplus accumulati in altri giorni. Inoltre la

mobilizzazione della riserva obbligatoria contribuisce a rendere + efficiente il funzionamento

del mercato interbancario, riducendo la variabilità dei tassi di interesse a breve e accresce il

fabbisogno di liquidità della banca. Inoltre questa aumenta la domanda di rifinanziamento da

parte del sistema bancario con conseguente controllo da parte della bce dei tassi di interesse

tramite operazioni di mercato aperto.

Se la media dei tassi giornalieri del periodo di mantenimento è<alla riserva dovuta, la bce

applica una sanzione pari al tasso di rifinanziamento marginale incrementato del 2,5% da

applicare sull'ammontare della riserva non versata.

.libere: possono essere:

..di prima linea: moneta legale in cassa(la banca può farvi sempre affidamento

immediatamente e incondizionatamente )+crediti esigibili a vista presso altre banche (vi può

essere un rischio di credito per insolvenza della controparte)

..di seconda linea: altre attività prontamente smobilizzabili. Sono strumenti finanziari che

possono essere ceduti definitivamente e allora fuoriescono definitivamente dall'attivo del

bilancio o temporaneamente e allora si ha una vendita a pronti con riacquisto concordato a

termine. Le banche possono attingere liquidità attraverso fonti di indebitamento esterno con

altre banche e attraverso operazioni con la banca centrale.

Le operazioni con le altre banche

Possono essere:

.non garantite: cioè ci si basa sul merito creditizio della singola banca

.garantite:la banca che cede fondi fa affidamento sulla generica capacità di credito della banca

beneficiaria ma dispone anche di garanzie su cui rivalersi in caso di inadempimento

Vi possono essere contratti bilaterali tra banche e veri e propri mercati organizzati su base

multilaterale dove le banche possono inviare le loro proposte. Si tratta del mercato

interbancario dove le banche si scambiano flussi monetari attraverso depositi interbancari di

breve o brevissima scadenza. In Italia tale mercato esiste dal 1990 e si chiama e-MID (mercato

interbancario italiano dei depositi) dove le banche si scambiano depositi. Le operazioni che

vengono quotate nel mercato da 1 a 12 mesi sono:

.overnight: contratti che hanno ad oggetto un trasferimento di fondi da effettuare nella stessa

giornata in cui sono negoziati e da restituire nella giornata lavorativa immediatamente

successiva

.tomorrow next (tom next): contratti con ad oggetto un trasferimento di fondi da effettuare

nella giornata lavorativa immediatamente successiva a quella in cui sono negoziati e da

restituire nella seconda giornata lavorativa successiva a quella di negoziazione

.spot next: come prima ma da effettuare nella seconda giornata lavorativa immediatamente

successiva a quella in cui sono negoziati e da restituire nella terza giornata lavorativa

successiva a quella di negoziazione

.depositi a tempo: da effettuare nella seconda giornata lavorativa successiva a quella in cui

sono negoziati e da restituire nel termine convenuto (1-2 settimane, 1-2-3-4-5...fino a 12 mesi)

.depositi broken date: da effettuare con valuta iniziale e finale liberamente concordate tra i

contraenti con il vincolo che la durata non sia>1 anno

I tassi di interesse per tali operazioni sull'e-MID sono:

.EURIBOR (euro interbank offered rate): tasso di interesse del mercato interbancario dei

depositi. Viene calcolato per scadenze da 1 settimana a 12 mesi, si tratta di una media

ponderata riferita agli scambi interbancari realizzati da un campione di banche primarie, si

riferiscono a contratti interbancari di deposito non garantiti con partenza spot, ovvero con

scambi di fondi il 2° giorno dopo la conclusione della transazione

.EONIA (euro overnight index average): tasso di interesse sul mercato interbancario per i

depositi overnight. Si tratta di una media ponderata uguale a quella dell'euribor e che

comprende le stesse banche. Si tratta di operazioni overnight

Le operazioni con la bce

Le banche possono ottenere liquidità o impiegare la liquidità in eccesso attraverso operazioni

con la bce.

Nell'area euro vi possono essere:

1)operazioni attivabili su iniziativa delle controparti (operazioni di standing facilities): sono

attivabili in via autonoma dalle singole banche a un tasso ufficiale prestabilito e per la durata

di 1 giorno lavorativo. Tali operazioni possono essere:

..o. di rifinanziamento marginale: una banca si rifinanzia presso la bce con scadenza overnight

a un tasso prestabilito denominato tasso di rifinanziamento marginale senza limiti di importo.

La banca richiedente deve avere un sufficiente ammontare di strumenti finanziari idonei e

stanziabili in garanzia a fronte dell'operazione. La forma tecnica può essere quella:

...dell'operazione pronti contro termine (il titolo viene temporaneamente trasferito dalla banca

rifinanziata alla bce)

...del prestito assistito da costituzione in garanzia di titoli idonei (i titoli restano di proprietà

della banca rifinanziata ma fanno temporaneamente da garanzia alla bce)

Le attività finanziarie che possono essere usate come collateral devono presentare i requisiti di

idoneità stabiliti dalla bce

.o. di deposito presso la banca centrale: una banca deposita i propri fondi presso la bce con

scadenza overnight ad un tasso prestabilito chiamato tasso overnight

Il tasso di rifinanziamento marginale è>del tasso praticato sul mercato interbancario per la

stessa scadenza. Il tasso di deposito overnight è<del tasso praticato sul mercato interbancario

per la stessa scadenza. In condizioni normali di mercato le banche preferiscono indebitarsi

quindi sul mercato interbancario in modo tale da sostenere minori costi per interessi e

preferiscono impiegare l'eccesso di liquidità sempre sul mercato interbancario ottenendo un

interesse maggiore.

2)operazioni di mercato aperto: sono svolte su iniziativa della bce che ne stabilisce modalità e

condizioni. La bce con tali operazioni influisce sulla base monetaria perseguendo i propri

obiettivi di politica monetaria. Tali operazioni possono essere:

.di rifinanziamento principale: sono le + importanti e sono acquisti temporanei di attività

finanziarie idonee da parte della bce con patto di rivendita a breve scadenza, dopo 1

settimana. La banca immette così liquidità nel sistema.

.di rifinanziamento a + lungo termine: operazioni basate su pronti contro termine

caratterizzate da una maggiore durata pari a 3 mesi in modo da immettere liquidità per un

periodo maggiore.

.di fine tuning (o regolazione puntuale): sono usate sia per immettere sia per assorbire

liquidità, , non hanno una durata prestabilita o standard e hanno come obiettivo il contrasto

degli effetti sui tassi di interesse delle fluttuazioni improvvise della liquidità.

.di tipo strutturale: usate per modificare la posizione di liquidità strutturale dell'intero sistema

bancario. Possono servire sia per immettere che per assorbire liquidità.

La bce fissando il tasso di rifinanziamento marginale, di deposito overnight, di rifinanziamento

principale:

.indica il tipo di politica monetaria perseguita. Un aumento dei tassi indica una p. monetaria

restrittiva, una loro diminuzione una p. monetaria espansiva.

.evita che l'aggiustamento delle situazioni di liquidità delle singole banche determini brusche

variazioni della base monetaria favorendo così la maggiore efficienza del mercato

interbancario.

IL tasso:

.di rifinanziamento marginale definisce la soglia max del tasso interbancario overnight.

Nessuna banca ricorrerebbe al mercato interbancario se il tasso overnight fosse>a quello di

rifinanziamento marginale

.di deposito overnight delinea la soglia minima del tasso interbancario overnight in quanto

nessuna banca ricorrerebbe al mercato interbancario se il tasso interbancario overnight

fosse<a quello di deposito overnight

I tassi overnight hanno una soglia minima pari al tasso di deposito overnight e una soglia max

pari al tasso di rifinanziamento marginale. In tale corridoio si inserisce il tasso di

rifinanziamento principale che è il tasso guida attorno al quale la bce può fare oscillare l'eonia.

L'ampiezza del corridoio definisce il margine di variabilità del tasso interbancario ed è uno

strumento a disposizione della bce per variare i tassi interbancari.

Profili regolamentari

La regolamentazione internazionale

Già prima della crisi del 2007 i vari organismi internazionali hanno analizzato le cause e le

modalità di gestione del rischio di liquidità ma non è stata prevista una disciplina comune

lasciando tutto alla discrezionalità delle singole autorità di vigilanza nazionali. IL rischio di

liquidità si manifesta attraverso squilibri temporanei tra entrate e uscite monetarie e rispetto

ad altri rischi non determina necessariamente perdite. Quindi tale rischio non deve essere

coperto da specifici requisiti patrimoniali, cioè dal capitale degli azionisti a differenza di altri

rischi (di credito, di mercato, operativo).

Quindi Basilea2 non ha contemplato il rischio di liquidità nel calcolo dei requisiti patrimoniali

nel primo pilastro. Nel 2°pilastro e nella direttiva europea 2006/48/CE si dice che ogni banca

deve adottare sistemi per misurare, monitorare e controllare il rischio di liquidità.

La regolamentazione nazionale

Vi sono linee guida della banca d'Italia di cui le banche devono tenere conto per sorvegliare il

rischio di liquidità:

.costruzione di una matrice per scadenze (maturity ladder) dove si contrappongono le entrate e

uscite monetarie all'interno di diverse fasce temporali per vedere la posizione finanziaria netta

alla fine della scadenza.

.individuazione delle poste altamente liquide in caso di saldo negativo

Le banche devono adottare anche un piano di emergenza per proteggere la banca in situazioni

di crisi di liquidità. Inoltre le banche devono inserire nella nota integrativa alla lettera E le

informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura e la sezione 3 è quella dedicata al

rischio di liquidità.

Cap 16 I rischi dell'attività bancaria

La raccolta del risparmio tra il pubblico e l'esercizio del credito presuppongono che la banca si

assuma vari rischi:

.di credito: derivante dall'eventuale insolvenza delle controparti

.di liquidità: derivante dal mismatching che esiste tra la scadenza a vista dei depositi e la

scadenza a termine degli impieghi

.di tasso di interesse: derivante dalle diverse modalità di remunerazione dei depositi per es a

tasso variabile e degli impieghi per es a tasso fisso. IL tub parla di contenimento dei rischi

dunque le banche devono assumere rischi solo se hanno un'adeguata patrimonializzazione e in

presenza di adeguate prospettive di redditività. All'interno della banca vi è anche la funzione di

risk management che controlla l'esposizione complessiva della banca ai rischi, essa non

garantisce solo la copertura dei rischi ma anche la remunerazione del capitale. I rischi che una

banca si assume derivano anche dalle scelte strategiche adottate dalle singole banche, dunque

non esistono dei rischi comuni e uguali per tt le banche. L'informativa pubblica prevista da

Basilea 2 è uno strumento per capire la natura e tipologia di rischi a cui è soggetta una banca,

questa stabilisce che la banca debba fornire info al pubblico sulla sua copertura patrimoniale e

sui rischi che essa si assume e sulla modalità di valutazione degli stessi. Questo documento

che è prescritto dalla normativa di vigilanza emanata dalla Banca d'Italia prevede una parte

comune a tt le banche con riferimento ai rischi classici (di credito, controparte, mercato, di

interesse e operativo) e una parte libera nella quale per ciascuna categoria di rischio le banche

specificano obiettivi e politiche della gestione del rischio e si soffermano su:

.strategie e processi per la gestione di tale rischio

.struttura e organizzazione della funzione di gestione del rischio

.ambito di applicazione e caratteristiche dei sistemi di misurazione e di reporting del rischio

.politiche di copertura e attenuazione del rischio e strategie e processi per la verifica

continuativa della loro efficacia

Il rischio operativo

La nozione di rischio operativo attiene allo svolgimento dell'attività d'impresa, a prescindere

dai rischi tipici che la stessa comporta. Pertanto, il rischio operativo deriva dall'incremento

delle dimensioni aziendali, dalla complessità delle strutture organizzative e distributive,

dall'innovazione finanziaria e dal ricorso a schemi giuridici complessi. Ne sono esempi le

perdite derivanti da frodi interne ed esterne, da errori umani, da inadempienze contrattuali, da

catastrofi naturali, ecc.).

L'assorbimento patrimoniale avviene, anche in questo caso, utilizzando approcci standardizzati

o modelli interni.

Nel caso degli approcci standardizzati si fa riferimento a due modelli che determinano

l'ammontare del requisito patrimoniale applicando al margine di intermediazione un unico

coefficiente regolamentare (metodo base), ovvero coefficienti regolamentari distinti per

ciascuna delle linee di business in cui è suddivisa l'attività aziendale (metodo standardizzato).

Invece, nei modelli interni l'ammontare del requisito patrimoniale è misurato dalla banca

attraverso modelli di calcolo basati su dati di perdita operativa e su altri elementi di

valutazione raccolti ed elaborati dalla stessa banca. In questo caso, il compito del risk

management è quello di costruire sia distribuzioni di probabilità relative alla frequenza

(frequency) sia distribuzioni di probabilità relative all'entità delle perdite (severity) degli eventi

più pericolosi.

Rischio di credito

E' legato alla possibilità che un debitore della banca non adempia in tt o in parte alle

obbligazioni contratte oppure che ciò accada in ritardo rispetto alle scadenze normalmente

pattuite. IL rischio è dato dalla possibilità non che alcuni debitori non siano in grado di onorare i

propri prestiti ma che ciò si verifichi in eccesso rispetto a quanto previsto, infatti il rischio di

credito è già incorporato nel prezzo del prodotto finanziario di riferimento, cioè nel tasso di

interesse fatto pagare al debitore. Esiste anche il rischio legato al peggioramento del merito

creditizio dell'affidato, che pur pagando regolarmente le proprie competenze genera un danno

alla banca perché gode di condizioni economiche che non sono + in grado di incorporare le

perdite attese che la valutazione del suo merito creditizio sta segnalando. Vi può anche essere

un rischio speculativo perché vi può essere un miglioramento del merito creditizio di un

debitore. Il rischio creditizio è collegato allo spread che viene applicato alle diverse classi di

rating. Infatti in determinate fasi del mercato il premio per il rischio che viene richiesto si può

modificare non perché si è modificato il rating della controparte ma perché si è modificata

l'avversione al rischio degli investitori e quindi si modifica il rendimento che gli stessi chiedono

a fronte dello stesso rischio.

Vi è anche un rischio paese: cioè quello che caratterizza le operazioni internazionali nelle quali

il paese di residenza del debitore e del creditore non coincidono. Il debitore infatti può essere

inadempiente per cause dipendenti dal contesto macroeconomico, istituzionale e politico in cui

questo opera.Le innovazioni nei criteri di valutazione del credito bancario (La

misurazione del rischio di credito secondo Basilea 2 – Slide 3 Crespi)

Il rischio di credito

Premessa: La banca si espone al rischio di credito non solo nell'attività di erogazione del

credito, ma nella sottoscrizione di attività finanziarie (acquisto e detenzione di titoli

obbligazionari) e nell'assunzione di impegni futuri, come ad esempio il rilascio di garanzie alla

clientela e, più in generale, la concessione di crediti di firma. Anche l'attività di negoziazione in

valori mobiliari, in particolar modo quella in strumenti derivati, origina esposizioni al rischio di

credito nella forma di rischio di controparte.

In generale, il rischio di credito si riferisce alla possibilità che una variazione inattesa del

merito creditizio di una controparte affidata (cioè nei confronti della quale esiste

un'esposizione) generi una corrispondente variazione inattesa del valore di mercato del credito

erogato.

In base a tale definizione, il rischio di credito non è limitato alla sola possibilità di insolvenza

della controparte, ma anche il deterioramento del merito creditizio della controparte stessa

costituisce una manifestazione del rischio di credito. Infatti, con il deterioramento del merito

creditizio, l'affidato, pur pagando regolarmente quanto dovuto, genera un danno alla banca, in

quanto gode di condizioni economiche che non sono più in grado di incorporare le perdite

attese che la valutazione del suo merito creditizio sta segnalando. Da questo punto di vista, il

rischio di credito assume le caratteristiche di un rischio speculativo, in quanto si potrebbe

verificare anche un miglioramento del merito creditizio dell'affidato. Tale nozione di rischio di

credito è nota come migration risk, cioè il rischio di migrazione del cliente affidato in una classe

di rischio inferiore o superiore rispetto a quella iniziale.

Un'altra modalità di manifestazione del rischio di credito è quella riconducibile allo spread che

viene applicato alle diverse classi di rating: lo spread va inteso come il premio per il rischio che

viene richiesto ai fini di pricing del credito a un tasso risk free, solitamente un tasso di mercato

monetario. A questo proposito, occorre specificare che, in determinate fasi di mercato, il premio

per il rischio che viene richiesto si può modificare, non perché si è modificato il rating della

controparte, ma perché si è modificata l'avversione al rischio degli investitori e, dunque, si è

modificato il rendimento che gli stessi investitori richiedono a fronte del medesimo rischio. Tale

nozione di rischio di credito è nota come credit spread risk.

E' evidente, dunque, che una corretta determinazione del pricing del credito (cioè del prezzo)

deve tener conto del grado di rischio incorporato in ciascuna operazione. Quando questo non

accade, la banca si pone nella condizione di non massimizzare il proprio profitto e, dal punto di

vista patrimoniale, di ridurre il proprio valore netto.

Più precisamente, nel momento in cui la probabilità di insolvenza si alza, il premio per il rischio

aumenta e il valore di mercato dell'attività finanziaria si riduce (il valore di mercato di un

prestito subisce una riduzione nel momento in cui il valore attuale dei flussi futuri di

quell'attività finanziaria va determinato utilizzando un tasso di sconto che incorpora un premio

per il rischio che a sua volta riflette la probabilità di insolvenza).

Pertanto, il rischio di credito può essere scomposto in due componenti:

1. il rischio di insolvenza, cioè il rischio di perdita conseguente all'insolvenza del debitore;

2. il rischio di spread, cioè il rischio di perdita conseguente al deterioramento del merito

creditizio del debitore, al quale fa seguito un aumento dello spread richiesto dal

mercato.

Stando a quanto detto, per misurare il rischio di credito occorre far riferimento non a una

distribuzione binomiale dei possibili eventi stato di insolvenza/stato di non insolvenza, ma a

una distribuzione nella quale l'insolvenza rappresenta soltanto l'evento negativo estremo,

preceduto da diversi livelli di probabilità che esso possa manifestarsi in futuro.

Più precisamente, le tre componenti del rischio di credito sono:

1. Il tasso di perdita attesa (Expected Loss Rate o ELR): si tratta del valore medio

della distribuzione dei tassi di perdita attesi. Proprio perché attesa, tale perdita non

rappresenta il vero rischio di un'esposizione creditizia; infatti, in quanto stimata ex ante,

essa viene direttamente caricata in termini di spread sulle condizioni di prezzo applicate

dal mercato al debitore (per il suo merito creditizio). Invece, nel caso in cui essa

dovesse verificarsi ex post, la banca registrerebbe un rendimento paria a quello che si

era prefissata in origine. Infatti, se le perdite eguagliassero sempre l'ammontare atteso,

e la banca accantonasse fondi per pari ammontare, non vi sarebbe alcuna incertezza

sulle condizioni di profittabilità e quindi alcuna conseguenza negativa sul reddito futuro.

2. La variabilità della perdita attorno al suo valore medio: questa seconda

componente del rischio di credito rappresenta il vero fattore di rischio, ossia il rischio

che la perdita risulti ex post superiore a quella stimata ex ante.Mentre la prima

componente – la perdita attesa – non può essere ridotta mediante un opportuno

processo di diversificazione del portafoglio (in termini di mercati geografici, settori

merceologici o classi dimensionali dei soggetti affidati), la seconda componente – la

variabilità di tale perdita attorno al suo valore medio (o perdita inattesa) – può essere

ridotta mediante un'adeguata politica di diversificazione del portafoglio impieghi della

banca.

3. La terza componente del rischio di credito consiste nell'effetto di

diversificazione: ossia nella diminuzione che il tasso di perdita inattesa subisce nel

momento in cui si inseriscono nel portafoglio preesistente impieghi i cui tassi tassi di

perdita inattesa sono caratterizzati da una correlazione non perfettamente positiva (cioè

inferiore a uno). In altri termini, si tratta di un fattore correttivo al ribasso della seconda

componente (cioè del tasso di perdita inattesa), che determina una riduzione della

rischiosità media.

Tornando alla prima componente del rischio di credito, cioè la perdita attesa di un prestito o il

tasso di perdita attesa o Expected Loss Rate o ELR, essa può essere, a sua volta, suddivisa in

due componenti:

la probabilità di insolvenza della controparte (Probability of Default o PD);

• il tasso di perdita in caso di insolvenza (Loss Given Default o LGD), che

• costituisce il complemento all'unità del tasso di recupero atteso in caso di insolvenza

(Recovery Rate o RR), in quanto l'attivazione di determinate procedure permette alle

banche di recuperare una certa quota del credito divenuto insolvente.

Analiticamente si ha che:

ELR = PD * LGD

dove:

LGD = 1 – RR

Ciò si può scrivere anche nel seguente modo:

Pa = (PD * EAD) * LGD

Pa = E(Ti) * [1 – E(Tr)]

dove:

Pa=tasso di perdita attesa o Expected Loss Rate o ELR;

E(Ti)=tasso di insolvenza atteso (E=PD e Ti=esposizione in caso di inadempienza o Exposure at

Default o EAD);

E(Tr) tasso di recupero atteso in caso di insolvenza o Recovery Rate o RR.

Mentre la probabilità di insolvenza (Probability of Default o PD) dipende dal merito creditizio del

debitore, il tasso di recupero atteso in caso di insolvenza (Recovery Rate o RR) dipende dalla

natura del finanziamento e dalle eventuali garanzie che lo assistono.

La distinzione tra perdita attesa e perdita inattesa è particolarmente importante poiché è un

elemento essenziale per le scelte gestionali che riguardano:

l'ammontare delle svalutazioni e degli accantonamenti necessari per fronteggiare le

• perdite attese;

il mantenimento di un'adeguata dotazione di capitale proprio per fronteggiare le perdite

• inattese;

la richiesta, al prenditore, di una maggiorazione nel tasso di rendimento che tenga

• conto delle svalutazioni e degli accantonamenti necessari per fronteggiare le perdite

attese e del costo del capitale per fronteggiare le perdite inattese.

Per la stima del tasso di perdita attesa (Expected Loss Rate o ELR) possono essere

utilizzati tre approcci:

1. Il primo approccio per la stima dei tassi di insolvenza è costituito dai modelli

analitico-soggettivi, che prendono in considerazione sia le variabili di natura

quantitativa, sia le variabili di natura qualitativa che, al contrario, un modello statistico

non è in grado di cogliere. Tuttavia, i modelli analitico-soggettivi presentano lo

svantaggio di essere estremamente sensibili agli elementi soggettivi.

2. Il secondo approccio si basa sui dati storici prodotti dalle agenzie di rating.

3. Infine, il terzo approccio consiste nell'adozione di modelli di natura statistica, che vanno

generalmente sotto il nome di modelli di rating interni o di scoring e che devono essere

costruiti internamente dalle banche.

Lo scoring è una tecnica che consente di determinare una misura sintetica

dell'affidabilità del soggetto finanziato sulla base di variabili input e di relazioni

individuate e stimate su predefiniti campioni di debitori/creditori, utilizzando apposite

metodologie statistiche.

In generale, i modelli di natura statistica sono modelli multivariati che, analizzando

diversi indici contabili e attribuendo a ognuno di essi una ponderazione, giungono a una

valutazione del merito creditizio che viene sintetizzata in un unico valore. I punti di forza

di questi modelli consistono nell'oggettività della procedura di valutazione, mentre i

punti di debolezza consistono nell'incapacità di catturare le variabili di natura

qualitativa.

Basilea 2 ha dato un forte impulso allo sviluppo dei sistemi di rating interni basati su modelli di

natura statistica

Per il calcolo dei requisiti patrimoniali minimi per il rischio di credito secondo Basilea 2, le

banche possono scegliere tra i seguenti metodi di calcolo:

1) il metodo standard;

2) il metodo dei rating interni di base;

3) il metodo dei rating interni avanzato.

Il metodo standardizzato ha una struttura simile a quella del coefficiente di solvibilità, ma

presenta una maggiore sensibilità e analiticità grazie alla maggiore segmentazione delle

esposizioni in portafoglio e all'utilizzo dei rating espressi da agenzie specializzate riconosciute

dall'Autorità di vigilanza.

Crediti verso imprese: metodo standard:

Da AAA a AA; Da A+ a A-; Da BBB a BB-; Inferiore a BB-; Senza rating.

Il metodo dei rating interni (Internal Rating Based Approach o IRB), invece, prevede che le

banche suddividano le esposizioni in portafoglio in diverse classi di attività con diverse

caratteristiche di rischio di credito.

Le classi di attività sono relative a imprese, banche, soggetti sovrani, clientela al dettaglio

(retail), partecipazioni azionarie e crediti commerciali acquistati. Per ognuna di queste classi di

attività è previsto un insieme specifico di elementi di rischio, di ponderazioni e di requisiti

minimi per l'ammissibilità.

Il comitato di Basilea ha sviluppato un metodo IRB di base e un metodo IRB avanzato per la

stima delle componenti di rischio.

Nel metodo IRB di base relativo alle esposizioni verso imprese, banche e soggetti sovrani, una

banca deve stimare internamente solo la probabilità di insolvenza (PD – Probability of Default)

connessa ai mutuatari inclusi in ciascuna classe di rating, mentre per la stima delle altre

componenti di rischio deve fare affidamento alle regole prudenziali e ai valori standardizzati

definiti dalle Autorità di vigilanza.

Nel metodo IRB avanzato, invece, una banca deve stimare internamente non solo la probabilità

di insolvenza (PD – Probability of Default), ma anche le altre componenti di rischio: la perdita in

casi di insolvenza del mutuatario (LGD – Loss given default), l'entità dell'esposizione debitoria

al momento dell'insolvenza (EAD – Exposure at Default), la scadenza del finanziamento (M –

Maturity) e il grado di concentrazione del portafoglio).

Per la stima del tasso di recupero atteso in caso di insolvenza (Recovery Rate o RR o

E(Tr)), va sottolineato che i fattori che detreminano tale variabile sono essenzialmente i

seguenti quattro:

1. La gravità dello stato di insolvenza, ossia l'entità del divario tra il valore delle

attività e il valore delle passività del soggetto affidato.

2. Il grado di liquidità delle attività dell'impresa, ossia la relativa facilità con cui le

attività a disposizione possono essere convertite in liquidità al fine di rimborsare i

creditori;

3. La presenza di eventuali garanzie, sia reali sia personali, con il connesso

grado di liquidità: a questo proposito, il Comitato di Basilea ha previsto, nel nuovo

schema di regolamentazione del capitale, il riconoscimento di “sconti” sui requisiti

patrimoniali da applicare alle esposizioni caratterizzate dalla presenza di strumenti di

mitigazione del rischio, quali le garanzie reali e/o personali. Lo “sconto” varia in funzione

del tipo di garanzia presentata e delle sua capacità di copertura del debito.

Gli strumenti di mitigazione del rischio riducono il requisito di capitale agendo su

variabili diverse: le garanzie personali sono modificative della probabilità di insolvenza

(Probability of Default o PD), ementre le garanzie reali (finanziarie o immobiliari)

impattano sulla perdita in caso di insolvenza (Loss Given Default o LGD).

4. Il grado di esposizione, ossia l'eventuale presenza di forme di seniority o di

subordinazione nei confronti di altri creditori.

Infine, per la stima della perdita inattesa, è opportuno riflettere sul fatto che la perdita

effettivamente registrata ex post da un portafoglio di impieghi può risultare diversa da quella

stimata ex ante, fondamentalmente per due motivi:

1. per il fatto che il tasso di recupero atteso in caso di insolvenza (Recovery Rate o RR o

E(Tr)) risulti a posteriori superiore a quello stimato in origine;

2. per il fatto che il tasso di recupero atteso in caso di insolvenza (Recovery Rate o RR o

E(Tr)) risulti ex post inferiore a quello stimato ex ante.

Seguendo una logica di tipo probabilistico, quale quella tipica dei modelli del valore a rischio

(Value at Risk o Var), di deve valutare fino a quale punto il deterioramento di queste due

variabili può manifestarsi con un certo intervallo di confidenza.

Rischio di mercato

Nell'attivo del bilancio delle banche vi è un aggregato che è denominato portafoglio di

negoziazione ai fini di vigilanza, all'interno di questo vi sono le posizioni che sono destinate ad

una successiva dismissione a breve termine e assunti allo scopo di beneficiare nel breve

termine di differenze tra prezzi di acquisto e prezzi di vendita o altre variazioni di prezzo e

tasso di interesse. VI rientrano posizioni in proprio+posizioni che derivano dalla clientela o di

market making+posizioni detenute per finalità di arbitraggio. Questa porzione dell'attivo è

esposta al rischio di posizione che deriva dall'oscillazione del prezzo dei valori mobiliari e allora

si ha il rischio generico+ deriva anche dalla dalla situazione della società emittente (rischio

specifico).

Vi sono vari rischi secondo la normativa di vigilanza:

.di regolamento: connesso a transazioni non ancora regolati dopo la loro scadenza che

espongono la banca all'esigenza di sostituire la controparte dello scambio

.di concentrazione:derivante dall'eccessiva esposizione nei confronti di un'unica controparte

.di cambio:derivante dai cambi delle valute estere

.di posizioni in merci

Per ognuna di queste tipologie di rischio sono stati previsti alcuni coefficienti che consentono di

quantificare quanto patrimonio viene assorbito da tali rischi, si usa la tecnica del building block

approach mediante un approccio standardizzato cioè la somma algebrica delle coperture

patrimoniali per i singoli rischi elencati. Le banche + avanzate che vogliono usare i loro modelli

interni devono fare si che la banca d'Italia li approvi, tali metodi controllano quotidianamente il

rischio, si usano procedure statistiche che stimano la perdita max potenziale cui può andare

incontro la banca su una posizione o un portafoglio di posizioni in un determinato orizzonte

temporale e in un certo intervallo di probabilità. Dunque si esprime il rischio in termini

monetari.

Esempio:

.btp: valore di mercato:100milioni di euro

duration: 15

volatilità tassi di interesse: 0,1

Si stima il var:100mil*15*0,1*k=3.489.522 euro

k=è un parametro che rappresenta l'ampiezza dell'intervallo di confidenza, +k cresce, + cresce

la stima del var. nell'esempio k=99%, quindi solo nell'1% dei casi si può avere una perdita

superiore a quella stimata

Per stimare la volatilità si prendono in considerazione serie storiche.

IL var è il metodo + usato ma ve ne sono altri, il var totale è uguale al var di tt i titoli in

portafoglio. Altri metodi:

.sensitivity cioè sensibilità e direzione delle delle posizioni finanziarie al dei fattori di rischio

collegati

.misure nozionali, es nozionale e market to market

.stress test e analisi di scenario

.incremental risk charge: coglie anche i rischi di evento e di default

Rischio di tassi di interesse

Un loro aumento porta ad una diminuzione del valore dei titoli a tasso fisso, dunque vi è un

rapporto inverso tra prezzo e tasso di interesse dei titoli.

Costruzione e utilizzo del modello di asset e liability management:

1)distinguere tra attività e passività sensibili ai tassi di interesse e non sensibili: per fare ciò

bisogna definire un orizzonte temporale, ci si trova al momento t0 e si chiude l'esercizio al

tempo t1, dunque il periodo di riferimento è t1-t0, è di durata variabile e può essere di un anno,

3 mesi, 1 solo gg, + è ristretto l'arco temporale, +è affidabile il modello.

2)misurare il gap tra cioè divario tra attività sensibili e passività sensibili

3)misurare la relazione tra gap e previsioni sull'andamento futuro dei tassi di interesse

Poniamo come orizzonte temporale 3 mesi, dunque abbiamo che:

.attività sensibili al tasso di interesse sono:

..tt le attività a vista, es. le aperture di credito in c/c, perché le condizioni di tasso possono

essere rinegoziate con la controparte in ogni istante. Se i tassi di mercato diminuiscono la

banca deve procedere ad una revisione verso il basso dei tassi applicati.

..attività che presentano una scadenza residua di 3 mesi a prescindere dalla durata

contrattuale originaria, es un mutuo decennale ma che scade fra 3 mesi. Alla scadenza se i

tassi sono diminuiti in generale la banca deve rinegoziare l'operazione a rendimenti + bassi.

..attività che a prescindere dalla loro durata contrattuale hanno condizioni di rivedibilità del

tasso di interesse entro i prossimi 3 mesi, es titoli che prevedono il pagamento della cedola

indicizzata ai tassi di interesse di mercato.

Lo stesso criterio può essere usato per le passività. IL gap è dato da G=As-Ps

Se G=0 allora non varia il margine del tasso di interesse, la banca dunque non assume rischio

di tasso di interesse perché il suo conto economico non è influenzato dalle variazioni dei

rendimenti di mercato. Es: As=1000 milioni Ps=1000 milioni rendimento annuo As=6%

rendimento annuo Ps=4% costo annuo Ps= 4% Il rapporto costo rendimento trimestrale è dato

da 4/6=1,5 e annuale dato da 1,5:3=x=12, x=(1,5*12)/3=6 e dunque un costo rendimento

annuale di 6/6=1.

Il margine di interesse è dato da: (1000mil*1,5%)-(1000mil*1%)

Il rischio di tasso di interesse (Slide 4 - Crespi)

Il rischio di tasso di interesse può essere definito come il rischio che variazioni nei tassi di

interesse di mercato producano una riduzione della redditività e del valore economico di una

banca.

Tale rischio è dovuto principalmente al fatto che le attività e le passività bancarie hanno

differenti scadenze e/o tempi di revisione del tasso (per le poste a tasso variabile).

Tipicamente, infatti, una banca raccoglie fondi con depositi a vista o a breve termine per

finanziare prestiti a lunga scadenza, anche a tasso fisso. Ciò fa sì che una variazione nei tassi di

mercato possa influenzarne la redditività: ad esempio, se i tassi di mercato salgono i depositi

dovranno essere rinnovati a costi più alti, mentre il rendimento degli impieghi a tasso fisso

resterà invariato. Di conseguenza, si verificherà una riduzione del margine di interesse della

banca. Inoltre, la riduzione della forbice tra tassi attivi e tassi passivi influenzerà

negativamente anche il valore della banca per i suoi azionisti, che è dato dal valore attuale di

tutti i profitti futuri attesi.

Se le attività e le passività della banca sono negoziate su un mercato secondario, allora il

rischio di tasso di interesse può essere considerato un caso particolare del rischio di mercato.

Ad esempio, si consideri un'obbligazione del Tesoro a 10 anni a tasso fisso: se i tassi di mercato

salgono il prezzo dell'obbligazione scende, dando origine a una perdita quando la banca vende

il titolo sul mercato.

Tuttavia, esistono molte attività e passività nel bilancio di una banca per cui non esiste un

mercato secondario, e dunque non è possibile osservare un prezzo di mercato. Ciò è vero

anche per alcune poste caratteristiche dell'intermediazione bancaria, come i depositi e i prestiti

compresi nel cd. banking book.

Il banking book comprende tutti quegli strumenti finanziari non riconducibili al portafoglio di

negoziazione (o portafoglio di trading).

Poiché il rischio di tasso sul banking book non può essere misurato avvalendosi di prezzi di

mercato, le metodologie sviluppate per il rischio di mercato risultano inadatte ed è quindi

necessario sviluppare e utilizzare approcci ad hoc.

Il rischio di tasso di interesse può essere scomposto in due parti:

1. Il rischio di prezzo: riguarda la possibilità che alla fine del periodo il tasso sia

maggiore (o minore) rispetto al periodo iniziale, determinando una diminuzione (o un

aumento) del prezzo del titolo.

Pertanto, il rischio di prezzo fa si che il valore di mercato di un'attività finanziaria muti

nel corso del tempo in relazione alla dinamica dei tassi di interesse: ciò comporta una

differenza tra il valore di mercato e il valore al quale quell'attività è entrata nel bilancio

dell'intermediario finanziario. Ciò genera potenziali plusvalenze o minusvalenze che

devono essere contabilizzate ogni volta che le norme di bilancio o le norme settoriali

richiedono la valutazione delle attività possedute ai valori di mercato (mark-to market).

2. Il rischio di reinvestimento: si collega al fatto che i tassi a cui saranno reinvestiti i

flussi di cassa percepiti nel corso della vita dell'attività finanziaria possano essere

maggiori (o minori) di quelli impliciti nel tasso di rendimento a scadenza, causando un

rendimento di periodo maggiore (o minore) di quello calcolato ex ante.

Pertanto, il rischio di reinvestimento di manifesta sotto forma di maggiori (o minori) utili

collegati al reinvestimento dei flussi di cassa. Ad esempio, se i tassi di interesse

aumentano, le cedole di un titolo potranno essere reinvestite a un tasso di interesse

superiore a quello previsto (e implicito nel calcolo del rendimento ex ante).

N.B.: Il rischio di prezzo e il rischio di reinvestimento hanno dunque effetti opposti sul valore

del portafoglio.

Naturalmente ciò che più interessa è il rischio relativo al portafoglio nel suo complesso, cioè il

rischio relativo ad un portafoglio composto da attività e passività finanziarie. A questo

proposito, occorre specificare che l'assunzione del rischio di tasso di interesse rappresenta una

condizione normale dell'attività bancaria, nonché un'importante fonte di redditività e di

creazione del valore.

Tuttavia, qualora l'esposizione risulti eccessiva, le variazioni nei tassi di interesse di mercato

possono avere effetti negativi sia sul livello corrente dei profitti, sia sul valore del capitale

economico della banca.

Più precisamente, le variazioni nei tassi di interesse di mercato influenzano il livello corrente

dei profitti attraverso le variazioni nel flusso degli interessi (margine di interesse) e nelle altre

componenti di ricavo e di costo sensibili al livello dei tassi di interesse di mercato.

Inoltre, le variazioni nei tassi di interesse di mercato influenzano anche il valore delle attività e

delle passività, in quanto il valore attuale dei cash flow cambia al variare dei tassi di interesse.

La gestione del rischio di interesse può seguire diversi criteri. I due approcci più noti sono:

1. Il repricing gap (o maturity gap): è un approccio di tipo reddituale perché analizza le

conseguenze di una variazione inattesa dei tassi di mercato per la redditività futura

della banca (ad es. per l'anno successivo). Infatti, il repricing gap, utilizzando come

input lo scadenzario delle poste attive e passive, misura il grado di disallineamento tra

la data di riprezzamento medio delle attività e delle passività. Se tale disallineamento è

positivo (cioè il repricing dell'attivo è più lontano nel tempo di quello del passivo), allora

il margine di interesse futuro della banca è vulnerabile a un eventuale aumento dei

tassi; viceversa se il disallineamento è negativo.

2. Il duration gap: è un approccio di tipo patrimoniale perché studia l'impatto di una

variazione inattesa dei tassi di mercato sul valore del patrimonio netto della banca.

Infatti, il duration gap, utilizzando come input il valore di mercato e la duration

modificata delle singole poste attive e passive, calcola il differenziale tra la duration

media degli assets e delle liabilities e utilizza tale indicatore per quantificare gli effetti,

sul valore della banca, delle variazioni dei tassi, mediante un'approssimazione lineare.

La prospettiva degli utili correnti

Nella prospettiva degli utili correnti l'attenzione è rivolta all'impatto che le variazioni nei tassi di

interesse di mercato generano sugli utili contabili correnti.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher angela.pintus.144 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica bancaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Crespi Fabrizio.

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