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Il viaggio dell'umanità

Misteri del viaggio umano

Fino all'emergenza dell'Homo sapiens circa 300.000 anni fa, la nostra esistenza è stata molto simile a quella di uno scoiattolo, incentrata sulla sopravvivenza. Negli ultimi anni, l'umanità ha sperimentato un miglioramento nella qualità di vita. Fino a due secoli fa, i compiti, lo stile di vita e l'esposizione a malattie erano le stesse dei secoli precedenti. Oggi le aspettative di vita sono raddoppiate e la mentalità è differente. Tomassini Hobbes descrive la vita umana del 17° secolo come brutale: un quarto dei neonati moriva di freddo, si faticava per ore solo per portare acqua a casa, le diete erano magre e monotone, e la maggior parte delle persone non sapeva né leggere né scrivere.

Dire che il miglioramento degli standard di vita è un processo incrementale che perdura dalla nascita dell'uomo è falso. Il picco risale all'avvento tecnologico che migliorò le condizioni di vita della popolazione in tutto e per tutto, una trasformazione repentina che portò un miglioramento della qualità di vita.

Che spiegazione ci diamo a questo "mistero della crescita"? Thomas Malthus presentò una teoria per spiegare perché da tempo gli uomini erano intrappolati negli stessi standard di vita. Per lui, ogni volta che la società riesce a procurarsi un surplus di cibo, la crescita degli standard di vita è solo temporanea, perché porta più nascite e meno mortalità. Tuttavia, troppa popolazione fa esaurire le risorse, quindi si ritorna alla situazione di partenza. Durante l'epoca malthusiana non si pensava a una prosperità a lungo termine.

Malthus disse che questa trappola della povertà sarebbe durata per sempre. Quindi, come ci siamo liberati di questa trappola? Perché ci sono tante ineguaglianze? All'inizio analizzeremo il mistero della crescita fino al processo di sviluppo. Perché certe parti del mondo hanno subito cambiamenti più di altre?

Capitolo 1: Primi passi

L'odierno Israele, centinaia di anni fa, era un terreno fertile, con fiumi che costeggiavano l'area, foreste maestose. Era un buon terreno per la caccia di cervi e cinghiali. Nel corso dei millenni, il clima caldo, la diversità ecologica e l'abbondanza di materie prime hanno reso il monte Carmelo la dimora ideale per cacciatori (oggi patrimonio UNESCO). I resti di insediamenti preistorici e i ritrovamenti archeologici indicano che gli uomini preistorici acquisirono in continuazione nuove abilità come l'uso del fuoco, lame e asce. Un fattore chiave di questi progressi definì l'umanità stessa, permettendo di distinguersi dalle altre specie.

Genesi

Il cervello umano è grande e complesso, triplicato negli ultimi 6 milioni di anni. Perché la capacità del cervello si è evoluta solo nella nostra specie? Valutiamo qualche caso differente come gli occhi, che si sono sviluppati in modi differenti. All'inizio, gli occhi erano solo fotorecettori in grado di distinguere la luce dal buio. Tuttavia, per la sopravvivenza, alcuni animali si sono evoluti, in un processo chiamato evoluzione convergente. Un esempio di questa evoluzione sono le ali per gli uccelli. È quindi evidente che ogni specie si è evoluta in modo singolare, ma questo non si è verificato nel caso del cervello, che si è evoluto in una singola specie. Perché un cervello così potente è presente in una sola specie?

Il nostro cervello brucia tantissima energia, pur essendo solo il 2% della massa del nostro corpo, brucia il 20% della sua energia. La sua grandezza rende difficile il passaggio della testa di un bambino durante il parto. Il cervello umano è più compresso di quello delle altre specie. I bambini nascono con cervelli "mezzi pronti" che necessitano di anni di regolazione prima di raggiungere la maturità, mentre i cuccioli sono già capaci di camminare e procurarsi cibo.

  • Ipotesi ecologica: Il cervello umano è evoluto grazie alle sfide ambientali (cambiamenti climatici). Grazie a ciò, trovavano con facilità nuove fonti di cibo, strategie di caccia e cottura del cibo.
  • Ipotesi sociale: Competizione, cooperazione e far parte di strutture sociali complesse hanno favorito l'evoluzione del cervello. Essere a contatto con persone, divertirsi, raccontare, persuadere ha stimolato anche la capacità di articolare un discorso.
  • Ipotesi culturale: Abilità del cervello umano di assimilare e immagazzinare informazioni (trasmesse da una generazione all'altra). Imparare dalle esperienze altrui facilita l'acquisizione di abitudini o preferenze per adattarsi ai contesti senza fare affidamento sul processo più lento dell'adattamento biologico. I bambini umani sono inermi, ma i loro cervelli hanno capacità di apprendimento uniche (esempio: afferrare una cosa).
  • Selezione sessuale: Gli esseri umani hanno preferenza per compagni con cervelli più avanzati per avere vantaggi evolutivi. Cervelli complessi per la protezione e l'allenamento della prole erano in grado di inferire tali qualità all'altro con saggezza, prontezza della mente e senso dell'umorismo.

L'evoluzione del cervello è stato il motore principale dietro allo sviluppo dell'umanità. Ha contribuito al progresso tecnologico, permettendo di volgere a nostro favore le risorse. Questi passi avanti hanno modellato processi evolutivi, permettendo con facilità i cambiamenti dell'ambiente. Tutto partì dal fuoco, che ha stimolato un'ulteriore crescita del cervello grazie alla riduzione dell'energia richiesta per la masticazione e la digestione. Questo circolo ha portato allo sviluppo di ulteriori innovazioni per favorire ancora di più lo sviluppo del cervello.

Oltre al cervello, anche la mano ci distingue dagli altri mammiferi. Si è evoluta in risposta alla tecnologia, per poter usare gli strumenti di caccia e intagliare pietre. Dei cacciatori abili sono più affidabili, perciò crescono più figli e si trasmettono le tradizioni e le innovazioni. Tutti i cambiamenti climatici subiti dall'uomo hanno rafforzato la nostra capacità di manipolare l'ambiente e creare nuove tecnologie.

L'esodo dalla culla dell'umanità

Le bande di cacciatori-raccoglitori trascorsero migliaia di anni vagando per l'Africa, sviluppandosi. Ma insieme a loro, anche il numero della popolazione aumentava e le risorse naturali non erano più disponibili per ciascun individuo. Pertanto, alcuni migrarono in altri continenti fertili. L’Homo erectus si diffuse in Eurasia, i suoi più antichi fossili risalgono in Africa 200.000 anni fa. I suoi discendenti che avevano abbandonato l’Africa si estinsero o tornarono nella loro terra durante l'era glaciale.

Africa è il reperto della Eva mitocondriale: tutti gli esseri umani discendono da lei. La maggior parte degli uomini moderni discende da una migrazione dell'Homo sapiens in Asia, tramite due rotte dal Nilo e dalla penisola del Sinai. In seguito, l'uomo si diffuse in tutte le altre parti del mondo. Queste ondate migratorie contribuirono alla crescita della popolazione e alla differenziazione tra le varie zone della Terra, ci fu diversità fisica e persino tecnologica.

Alla fine, ieri la crescita della popolazione avrebbe portato alla stessa scarsità di risorse che avrebbe fatto migrare l'uomo dall'Africa e l'incapacità di sostenere l'aumento della popolazione e cambiamenti climatici portò a cercare un metodo alternativo: l'agricoltura.

I primi insediamenti

L’Homo sapiens 12.000 anni fa abbandonò le abitudini nomadi a favore di uno stile di vita sedentario. Pur essendo cacciatori-raccoglitori, vivevano in residenze stabili e ogni insediamento contava fino a 100 persone. La spinta principale per la creazione di insediamenti fu l’agricoltura. La rivoluzione agricola o neolitica comparve per la prima volta nella Mezzaluna Fertile e attorno al delta del Nilo, dove era presente una grande quantità di animali e piante domesticabili.

L’agricoltura emerse circa 10.000 anni fa nel sud-est asiatico e si diffuse in Eurasia, consentendo lo spostamento di piante e animali lungo latitudini simili. L'Africa subsahariana e le Americhe, avendo meno specie, ebbero una transizione agricola ritardata. In America centrale e Africa, la transizione fu più lenta a causa dell'orientamento nord-sud del continente; il deserto del Sahara e le foreste pluviali rappresentavano barriere naturali.

In pochi millenni, le comunità diventarono cacciatori-raccoglitori di orzo, piselli, ceci, fichi e olive, per la prima volta nella Mezzaluna Fertile. La cosa importante è che le società agricole iniziarono a godere di importanti vantaggi tecnologici, come livelli di produzione più alti che consentivano di sostenere un aumento della popolazione. Le società agricole infine assorbirono i gruppi non agricoli.

L'intensificazione degli scambi permetteva ai singoli individui di specializzarsi in un'occupazione (contadino, mercante, artigiano) e questo portò alla creazione di stati sociali distinti, ognuno dedicato alla creazione di conoscenza.

L'alba della civiltà

I capi tribali facevano rispettare le regole della comunità e promuovevano la cooperazione. Era però raro che emergesse una stratificazione sociale significativa, e quasi tutti gli individui si dedicavano ad attività agricole o pastorali. A causa della densità della popolazione, c'era bisogno di più cooperazione. Con la collaborazione riuscirono a costruire sistemi di irrigazione, fortezze e templi, nacquero così nuovi strati sociali formati da governanti, nobili, sacerdoti, artisti, commercianti e soldati.

Le società arrivarono a padroneggiare l'uso del fuoco nella lavorazione dei metalli per costruire abitazioni, impararono ad utilizzare l'energia dell'acqua per il grano e a domesticare cavalli, asini e cammelli per i trasporti, oltre a sfruttare il vento. La scrittura apparve per la prima volta tra i sumeri della Mesopotamia 5.500 anni fa, creata in origine con lo scopo di tenere registri e bilanci. Permetteva alla società di immagazzinare le conoscenze utili in modo da poterle trasmettere alle future generazioni.

La rivoluzione neolitica stimolò anche diversi adattamenti biologici ai nuovi ambienti. La coevoluzione di geni e cultura trova il suo miglior esempio in un adattamento emerso per la domesticazione degli animali: la persistenza della lattasi (enzima per la digestione del lattosio). Gli uomini preistorici generavano lattasi solo durante l'infanzia, ma in seguito a mutazioni generavano lattasi per tutto il periodo di durata della loro vita.

Il latte animale e l'amido (pane) sono prodotti naturali che possiamo consumare perché ci siamo evoluti. Tuttavia, i nostri adattamenti non si sono limitati all'espansione della dieta. Infatti, più popolazione e più densità comportano più malattie, quindi si sviluppò una resistenza immunitaria. La rivoluzione agricola portò all'innovazione tecnologica che portò all'adattamento umano e una popolazione maggiore comporta più manodopera e sviluppo di tecnologie. Tuttavia, dall'altro lato, ci rendevano dipendenti da esse. Questo circolo generò più popolazione umana e quindi rese l'uomo la specie dominante, anche se nonostante queste innovazioni gli standard di vita fino a poco tempo fa rimasero immutati.

Capitolo 2: Persi nella stagnazione

Malthus criticava l'utopismo di altri filosofi della sua epoca, solitamente illuministi, che ritenevano che l'umanità fosse destinata a un inevitabile progresso verso una società ideale. Egli era profondamente contrario e convinto che l'umanità, a lungo periodo, non avrebbe mai potuto prosperare. Ad oggi possiamo dire che le sue descrizioni erano molto accurate per quanto riguarda il passato, ma le sue previsioni future, ad oggi, si sono dimostrate sbagliate.

La tesi malthusiana

Immaginate un villaggio d'epoca, dove si passa dalle mani all'aratro più efficace. All'inizio, le diete migliorarono, ci sarà un maggiore standard di vita, si riduce l'orario di lavoro, ma questo surplus permette di far sopravvivere un numero maggiore di bambini. La popolazione con il tempo aumenta ma le terre rimangono comunque limitate. Di conseguenza, dopo l'iniziale miglioramento, gli standard inizieranno a calare fino a che non ritorneranno alla situazione di partenza. La tecnologia fa crescere la popolazione ma non la rende più ricca; questa trappola accomuna tutti gli esseri viventi.

Questa tesi si basa su due elementi fondamentali:

  • Aumento delle risorse: la popolazione ha più figli anche perché una nutrizione migliore fa calare la mortalità infantile.
  • Crescita della popolazione porta a un declino delle condizioni di vita ogni volta che lo spazio vitale è limitato. Per Malthus, la grandezza di ogni popolazione si adatterà alle risorse disponibili tramite:
    • Il controllo positivo: tassi di mortalità più alti a causa di carestie, malattie o guerre.
    • Il controllo preventivo: calo delle nascite (rinvio dei matrimoni, uso della contraccezione).

I progressi tecnologici nell'era preindustriale portarono alla crescita delle popolazioni senza renderle ricche? C'è un'associazione tra tecnologie e incremento della popolazione, ma durante quel periodo i progressi tecnologici erano il risultato dell'aumento della popolazione.

Jared Diamond affermò che le popolazioni che abbracciarono per prime la rivoluzione neolitica ebbero un forte vantaggio iniziale che durò migliaia di anni. Pertanto, se una popolazione che entra prima nella rivoluzione neolitica risulta anche avere una popolazione più grande e più ricca è evidente che ciò è stato causato dal suo livello di sviluppo tecnologico. L'idea malthusiana "sta in piedi" prima della rivoluzione industriale.

L'inevitabile emergere dell'agricoltura

Il meccanismo malthusiano getta luce su alcuni eventi. Un enigma è dato dal fatto che i resti umani delle prime città agricole di cacciatori-raccoglitori vivevano più a lungo e con una dieta più ricca, facevano meno lavoro e meno malattie infettive. Allora perché sono passati da uno stile di vita più soddisfacente a uno meno? All'inizio sicuramente per l'accesso a risorse più abbondanti, ma poi secondo la tesi di Malthus, sono ritornati a condizioni peggiori di quelle iniziali. La situazione era ancora più grave nelle zone che non erano mai state colonizzate, e gli animali non si adattarono alla minaccia umana.

Le armi sempre più avanzate condussero molte specie all'estinzione, portando a un esaurimento di risorse. Un esempio è quello dell'isola di Pasqua che venne sconvolta dall'arrivo imponente di una popolazione smisurata che ne modificò l'ecosistema. Le società di cacciatori-raccoglitori della Mezzaluna fertile sono la causa della crescita demografica che ha come risultato la diminuzione disponibilità di cibo pro capite, si salvarono solo grazie all'enorme biodiversità di quel territorio. L'agricoltura divenne una strategia di produzione del cibo sicura, anche se la dieta era meno ricca di quella dei cacciatori e consentì al territorio di sostenere più persone.

Fluttuazione di popolazioni

La Morte Nera, o peste bubbonica, nacque in Cina, da cui poi si espanse in tutta Europa tramite lo sbarco di navi mercantili in Sicilia. Questa pandemia uccise il 40% della popolazione europea, ma in seguito i superstiti ripresero il lavoro con molta più richiesta, portando a un aumento delle paghe e delle condizioni di vita. Tuttavia, ciò aumentò la natalità, portando poi alla caduta degli stipendi e un ritorno a livelli di vita peggiori di quelli antecedenti alla peste.

Un altro esempio è quello delle patate, portate dalle Americhe da Colombo. L'Irlanda aveva un territorio adatto alla coltivazione di patate e in poco tempo la loro coltivazione fece aumentare il reddito dei contadini. Si passò da 1,4 milioni di persone a 8,2 milioni, ma gli abitanti si ritrovarono a dipendere quasi interamente dalle patate per il loro commercio. Nel 1844 un fungo devastò i campi di patate, dimezzando il raccolto e causando la Grande Carestia, che provocò la morte di un milione di persone.

Altro esempio è il mais in Cina, che ebbe un impatto stratosferico, definito per il paese "seconda rivoluzione agricola". Si diffuse in tre maggiori città e poi nelle altre. Infatti, fare un paragone di crescita demografica mettendole tutte a confronto è sbagliato, perché dovrebbero avere persino lo stesso periodo storico. Gli storici confrontarono solo i cambiamenti delle tre città e i risultati erano in linea con l'ipotesi malthusiana, poiché portò all'aumento delle paghe ma poi al declino dello stile di vita.

L'era glaciale dell'economia

Per anni le fluttuazioni del reddito pro capite e della durabilità di vita erano minimi. L'aspettativa di vita era di circa 30 anni, sia 10.000 anni fa che 2.000 con l'impero romano. Dopo la comparsa dell'Homo sapiens circa 300.000 anni fa, i redditi e la vita rimasero uguali fino a poche centinaia di anni fa. Ciò iniziò a cambiare dagli inizi del XIX secolo. Come abbiamo sconfitto l'ipotesi malthusiana?

Capitolo 3: La tempesta sotto la superficie

Negli ultimi due secoli, la trasformazione umana è paragonabile all'acqua che bolle. È stato un fenomeno drammatico e improvviso. Proprio come nell'acqua, alcune molecole si trasformano prima di altre, così anche la fase di transizione umana si è verificata in momenti e luoghi differenti.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessia.invernizzi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sviluppo dei sistemi economici della società e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Buonanno Paolo.
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