STRATEGIA AZIENDALE
CAPITOLO 1 – INTRODUZIONE ALLA STRATEGIA
CHE COS’È LA STRATEGIA
La strategia rappresenta il sistema degli elementi e delle leve decisionali più importanti di
un’organizzazione, capaci di
influenzarne le performance e le direzioni di sviluppo future. Le scelte strategiche dipenderanno
soprattutto dalle decisioni degli imprenditori e dei dirigenti al vertice dell’organizzazione, ma la strategia
in generale coinvolge in maniera diffusa l’organizzazione. La strategia è importante per organizzazioni di
qualunque natura così come per tutte le persone che in esse lavorano.
La strategia rappresenta l’orientamento di lungo periodo di un’organizzazione. Diversi personaggi hanno
dato una loro definizione di “strategia”:
- Chandler: concentra l’attenzione sul processo logico che lega l’individuazione degli scopi e degli
obiettivi di un’impresa con
le scelte di allocazione delle risorse “l’individuazione degli scopi e degli obiettivi di lungo periodo di
un’impresa, la conseguente allocazione delle risorse e lo sviluppo delle attività necessarie per
raggiungere gli obiettivi programmati”;
- Porter: analizza le decisioni strategiche, il vantaggio competitivo e l’analisi della concorrenza
all’interno del settore “la strategia competitiva esprime la capacità di essere differenti. Significa
scegliere deliberatamente di svolgere un insieme di attività per realizzare un valore complessivo in
grado di fare la differenza”;
- Drucker: considera la strategia come il sistema di principi che consentono all’impresa di conquistare
il successo “il sistema dei principi e convinzioni che consentono all’impresa di conseguire vantaggi
competitivi”;
- Mintzberg: ricorre al termine “pattern” (metodo, modello, schema di riferimento) per spiegare che la
strategia non sempre rappresenta il risultato di scelte deliberate e razionali, ma è piuttosto il prodotto
di un insieme di condizioni e decisioni più o meno consapevoli (strategia emergente) “uno schema
riconoscibile all’interno di un flusso di azioni e decisioni”.
“L’orientamento di lungo periodo di un’organizzazione”
La strategia:
Se definiamo così la strategia otteniamo due grandi vantaggi:
1. In primo luogo, essa può essere appropriatamente riferita sia alle strategie deliberate, che sono il
risultato di un processo di formulazione logicamente razionale, sia alle strategie emergenti, che
rappresentano il prodotto di processi decisionali incrementali.
2. Il richiamo all’orizzonte di lungo periodo può essere inoltre opportunamente riferito sia a quelle
strategie che si misurano con la ricerca del vantaggio competitivo, sia a quelle che privilegiano il
ruolo della cooperazione e che talvolta non trascurano la scelta di comportamenti imitativi.
Introduzione storica
Gli albori degli studi di strategic management si sono avuti negli Stati Uniti, questo grazie alla crescita
delle dimensioni aziendali e alle prime collaborazioni tra imprese.
Con la seconda rivoluzione industriale - seconda metà del XIX secolo negli stati Uniti - comincia a
forze
diffondersi il ricorso a strumenti, tecniche e criteri di gestione manageriale in grado di gestire le
del mercato ambiente competitivo
e influenzare l’ . La costruzione delle prime ferrovie dopo il 1850
mercato di massa
negli stati Uniti pone le basi per lo sviluppo del e i conseguenti investimenti
economie di scala economie di raggio d’azione
orientati a sfruttare le nella produzione e le nella
distribuzione.
ECONOMIE DI RAGGIO D’AZIONE = l’impresa si occupa di più prodotti nel suo business.
IMPRESA CONGLOMERATA = impresa molto diversificata che non ha un business dominante. Es: P&G
Il contributo di A.D. Chandler Jr.
“L’individuazione degli scopi e degli obiettivi di lungo periodo di un’impresa, la conseguente allocazione
delle risorse e lo
sviluppo delle attività necessarie per raggiungere gli obiettivi programmati”.
Per A.D. Chandler Jr. ogni impresa interpreta una propria strategia, poiché è possibile riconoscere una
serie di direttrici di fondo nello svolgimento della sua attività. La strategia è allo stesso tempo
«definizione degli obiettivi di lungo termine, sviluppo delle attività e allocazione delle risorse
necessarie per raggiungere tali obiettivi». «La pianificazione e la gestione dello sviluppo vengono definiti
una strategia”. Per strategia s’intende:
la determinazione delle mete fondamentali e degli obiettivi di lungo periodo dell’impresa
la scelta dei criteri di azione
il tipo di allocazione delle risorse necessarie alla realizzazione degli obiettivi».
“la strategia segue
Chandler era uno storico d’impresa ed è considerato colui che ha coniato l’idea che
la struttura”.
Per egli la strategia ha => OBIETTIVI DI LUNGO TERMINE
Molte manovre sui prezzi, svendite, campagne promozionali sono manovre tattiche, non sono strategie.
Il pensiero manageriale: A.D Chandler e il paradigma strategia struttura
relazione tra strategia e struttura organizzativa
Per Chandler esiste una dell’impresa, inoltre
configura la strategia come un PROCESSO DECISIONALE. Studiando la crescita e lo sviluppo della grande
impresa americana (Du Pont, General Motors, Standard Oil, Sears, Roebuck and Company) Chandler
al crescere della dimensione della società e del suo campo di attività si richiede un
aveva scoperto che
cambiamento della forma organizzativa (si passa da una struttura multifunzionale a una struttura
le scelte
multidivisionale e alla diversificazione produttiva). Dopo un certo intervallo temporale
strategiche determinano la configurazione delle scelte organizzative .
NOTA:
Du Pont => industria chimica
Standard Oil => industria petrolifera
Fattori dimensionali => fatturato, n.dipendenti, tot. Investimenti
La scuola di Harvard e la diffusione degli studi di strategia
Ad Harvard un corso obbligatorio di Business policy era attivo già dal 1912. «… pochi problemi legati
all’attività d’impresa possono essere trattati a livello di singola funzione aziendale». Negli anni ’60 si
afferma diffusamente la strategia come disciplina autonoma. Tale sviluppo avviene sotto la spinta
proveniente dal campo aziendale e professionale con contributi che derivano principalmente dalle
società di consulenza (Boston Consulting Group, McKinsey, A.D. Little) piuttosto che dal mondo
accademico.
Il pensiero manageriale: K. Andrews
«Elaborare una strategia significa considerare tutti gli assetti interni ed esterni all’impresa come
interrelati tra loro alla ricerca di un equilibrio tra di essi. Il processo di formulazione della strategia è
un processo conoscitivo - decisionale che comporta prima la generazione delle alternative
economiche, poi la valutazione delle stesse e infine, la scelta dell’alternativa da realizzare».
Secondo Andrews, parlare di strategia significa legare le decisioni interne ed esterne all’impresa,
guardare sia all’interno che
all’esterno. STRATEGIA => processo decisionale e razionale.
Esame generale delle alternative strategiche,
valutazione di ciascuna alternativa e infine
decisione (scelta) delle alternative migliori.
La strategia determina il perimetro di business
dell’impresa, stakeholder, idea di responsabilità
sociale d’impresa.
strategia schema di decisioni
Secondo K.R. Andrews: “la è lo di un’impresa che:
obiettivi intenti scopi
determina e rivela i suoi , e ,
politiche piani
produce le principali e per raggiungere detti scopi,
campo d’affari tipo di organizzazione
definisce il servito, il umana ed economica che essa è o
intende essere ,
natura del contributo economico e non economico
definisce la che intende apportare agli
azionisti, ai dipendenti, ai consumatori e alla comunità”.
“La strategia è il fondamento di obiettivi, finalità o scopi, comprende le politiche e i
programmi atti al raggiungimento di tali obiettivi ed è espressa in modo tale da definire il
settore di attività all’interno del quale l’impresa agisce o dovrà agire e il tipo d’impresa che
è o dovrà essere”.
Strategia e pianificazione strategica
A fine anni ’60, per scegliere la strategia da realizzare i vertici delle imprese si impegnarono nella
staff di pianificazione
costituzione di , che, con il passar del tempo, diventarono sempre più strutturati
scuola di Harvard pianificazione strategica
e costosi. Il contributo della tende a confondersi con la .
Secondo le critiche la scuola di Harvard rappresenta un approccio alla strategia che enfatizza troppo la
separazione pensiero azione
tra e , tra attività di formulazione e attività di realizzazione della
strategia.
DIFETTO: approccio troppo razionalistico, eccessiva separazione tra pensiero e attività strategica.
Il pensiero manageriale: le critiche di Mintzberg alla scuola di Harvard
processi di apprendimento
La separazione tra formulazione e azione blocca i e non tiene conto del
intuizione limiti della razionalità
valore dell’ nei processi di gestione strategica e dei del decisore.
Occorre lasciare che le strategie si sviluppino gradualmente, man mano che l’azienda opera e accumula
esperienza, mantenendo aperti i canali di comunicazione con il personale per rilevare discontinuità che
possono minacciare l’impostazione strategica esistente. deliberata emergente
«La creazione di una strategia procede per due vie: quella e quella . Se, infatti,
da un lato, un processo apprendimento
esclusivamente deliberato preclude l’ , all’altro, un processo puramente spontaneo
controllo
preclude il ».
Secondo Mintzberg se si ha un’eccessiva separazione tra formulazione e azione si ha un blocco dei
processi di apprendimento. Per questo motivo, tramite la MATRICE BCG, è possibile spiegare che è
necessario sviluppare gradualmente le strategie e avere canali di comunicazione aperti con l’ambiente
esterno. Strategia => PROCESSO DI APPRENDIMENTO, gli scenari sono mutevoli continuamente
Il contributo di Mintzberg tra strategie deliberate e
strategie emergenti
strategia deliberata
Una è il frutto del processo di
pianificazione. In essa esistono intenzioni precise, formulate
dalla direzione nonché controlli che ne garantiscono l’esatta
implementazione.
strategia emergente
Una è il frutto di un processo non
intenzionale, di un processo di apprendimento, che rende
impossibile la distinzione tra la fase di formulazione e quella
di implementazione.
Ciò che distingue una strategia deliberata da una emergente è l’oggetto sul quale si focalizzano. Mentre
la prima combina formulazione e controllo strategico, la seconda ruota attorno al concetto di
apprendimento.
La strategia secondo H.Mintzeberg: Un modello
“
rintracciabile
all’interno di un flusso
di azioni e decisioni ”
H. Mintzberg 2007,
Tracking Strategy:
Toward a General
Theory
I tre orizzonti strategici
Elementi caratterizzanti la strategia: LUNGO PERIODO – ORIENTAMENTO – ORGANIZZAZIONE
LUNGO PERIODO. Generalmente le strategie si sviluppano lungo un arco di diversi anni. L’importanza
del riferimento al medio/lungo periodo è rappresentata dallo
qualsiasi organizzazione
schema dei tre orizzonti strategici:
dovrebbe concepirsi come un sistema di attività di diversa
natura, caratterizzate da un differente orizzonte strategico di
riferimento, in termini di anni.
Le attività dell’orizzonte 1 sono quelle che rappresentano il
core business.
Le attività dell’orizzonte 2 rappresentano i business
emergenti, ovvero quelle attività che dovrebbero consentire
nuove fonti di reddito.
Le attività dell’orizzonte 3 sono opportunità di business
caratterizzate da un livello di incertezza molto alto. Si tratta di progetti innovativi ma rischiosi,
caratterizzati da un elevato potenziale di crescita, ma anche da un’alta probabilità d’insuccesso
(spesso start up).
L’approccio alla strategia suggerisce di sfruttare al massimo le attività che appartengono all’orizzonte 1,
avendo cura allo stesso modo degli orizzonti 2 e 3, che sono caratterizzati però da un alto grado di
incertezza. percorso di
ORIENTAMENTO STRATEGICO. Nel corso degli anni le strategie definiscono una sorta di
lungo periodo. Generalmente manager e imprenditori cercano di definire l’orientamento delle loro
strategie attraverso l’individuazione di obiettivi di lungo periodo. Nelle imprese del settore privato,
l’obiettivo che guida l’orientamento strategico è rappresentato dalla massimizzazione del valore per gli
azionisti. Nelle imprese del settore pubblico l’orientamento strategico può essere perseguito con logiche
diverse dalla massimizzazione del profitto.
ORGANIZZAZIONE. Le organizzazioni hanno complesse relazioni sia al proprio interno che all’esterno
dei confini organizzativi, proprio perché sono in relazione con un’estesa rete di stakeholders. Ciascuna
organizzazione, al proprio interno, ha gruppi di persone che hanno opinioni diverse, su quello che
NOTA: IMPRESA ≠ ORGANIZZAZIONE
La differenza tra un’impresa e un’organizzazione (es: ospedale, università, sindacato…) è il vincolo
di bilancio. Un’impresa è un particolare tipo di organizzazione che deve trovare nel mercato le
risorse per sopravvivere e poter svolgere l’attività.
l’organizzazione dovrebbe fare e come lo dovrebbe fare .
La strategia consiste sostanzialmente nella capacità di gestire persone, relazioni e risorse, e perciò
spesso viene identificata con il termine “management strategico”. Per realizzare un’efficace strategia,
la capacità di gestire le relazioni rappresenta un aspetto importante come quello dell’attività di analisi e
pianificazione strategica.
Quali sono gli elementi che riguardano le decisioni strategiche?
lungo periodo
Direzione di di un’organizzazione (oltre 5 anni);
L’ampiezza del raggio d’azione dell’organizzazione (SCOPE = raggio d’azione);
livello di potenziale
Costruzione di un certo (risorse e competenze) dell’impresa;
aspettative
Interpretazione e confronto con le dei vari stakeholder;
vantaggio competitivo
Guadagnare rispetto ai concorrenti.
Le decisioni strategiche sono comunque: complesse, effettuate in condizioni di incertezza, hanno riflessi
sulle decisioni operative, riguardano cambiamenti considerevoli.
Livelli della strategia
All’interno di un’impresa si hanno tre livelli di strategia:
STRATEGIA A LIVELLO CORPORATE (CORPORATE STRATEGY) riguarda l’ambito di attività
complessivo di un’impresa ed esprime il modo nel quale essa è capace di creare un valore
economico aggiuntivo rispetto a quello realizzato dai singoli business che la compongono. La
strategia a livello corporate comprende le decisioni relative alla varietà dei prodotti e dei servizi
offerti, l’ampiezza dell’ambito geografico nel quale operare, le decisioni di ingresso in nuovi business
e il modo nel quale allocare le risorse tra le diverse aree dell’organizzazione. La determinazione del
portafoglio di attività da inserire nel perimetro di intervento dell’impresa è infatti il presupposto che
sta alla base delle altre decisioni strategiche.
STRATEGIA A LIVELLO BUSINESS (BUSINESS STRATEGY) riguarda il modo nel quale i singoli
business dell’impresa dovrebbero competere nei rispettivi mercati di riferimento, sono chiamate
anche “strategie concorrenziali”. Queste strategie comprendono le decisioni inerenti ai processi di
innovazione, le scelte relative alla scala di produzione e le risposte ai comportamenti dei concorrenti.
NOTA: l’impresa mono-business ha solo una business strategy.
STRATEGIE OPERATIVE (DI NATURA FUNZIONALE) riguardano il modo in cui le parti che
compongono un’organizzazione contribuiscono alla realizzazione delle strategie corporate e di
business, in termini di risorse, processi e persone. L’interconnessione tra strategie operative e
strategie di business risulta essere un nodo cruciale per il successo della strategia dell’impresa.
L’esigenza di legare la strategia a livello corporate con quelle di business e con le strategie operative
sottolinea l’importanza di gestire in modo integrato la strategia. La necessità di integrazione tra i diversi
livelli costituisce una caratteristica essenziale della strategia. Per questo, la strategia è un processo
tipicamente complesso, che richiede un impegno attento e costante da parte del management.
Come definire una strategia gli scopi fondamentali che l’organizzazione
Lo STRATEGY STATEMENT comprende tre elementi:
persegue e che si esprimono nella missione, nella visione e negli obiettivi strategici dell’impresa;
territorio di riferimento vantaggio competitivo
l’ambito di attività che determina il dell’organizzazione; il
o le competenze distintive con cui l’impresa persegue la realizzazione degli scopi che le sono assegnati.
MISSIONE AZIENDALE (MISSION): esprime gli scopi fondamentali e il fine di un’organizzazione. La
mission contribuisce a focalizzare l’attenzione dei manager sugli elementi essenziali della strategia
aziendale. “qual è il nostro business?/ che cosa si perderebbe se l’organizzazione non esistesse?/ in
che cosa facciamo la differenza?”.
VISIONE AZIENDALE (VISION): si riferisce a uno stato futuro che l’organizzazione si propone di
raggiungere, fa
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