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LA GENERAZIONE FRANCO FIAMMINGA 1520-1550

Nel triennio compreso tra il 1520 e il 1550 si assistè a un continuo sviluppo di diversificazionbe dell

espressione musicale. Nuovi tipi di forme di musica vocale cominciarono gradualmente a modificare ogni

paese e lo stile cosmopolita dominante dei compositori olandesi.

Per qualche tempo la musica sacra resistette ai cambiamenti, anzi, alcuni compositori miravano a tornare all

ininterrotto stile contrappuntistico di Ockeghem, come reazione contro gli esperimenti troppo personali di

Obrecht e Josquin.

Lo stile del mottetto olandese del periodo tra il 1520 e il 1550 è esemplificato dai lavori di Nicolas Gorbert

(1500-1556 circa).

Un altro importante compositore olandese di questo periodo fu Jacob Clemens il quale compose tutte

messe di parodia fatta eccezione per una sola.

Una linea evolutiva abbastanza diversa deriva invece da Adrain Willaert, il più ntevole degli olandesi in Italia

di questo periodo, componendo e formandosi una cerchia di illustri allievi attraverso i quali la sua fama e

influenza si diffuse in tutta Italia.

Egli deve essere considerato uno dei principali fondatori della scuola veneziana.

Tra le regole da lui osservate vi fu quella di non inserire mai una pausa che interrompesse una parola o un

pensiero entro una linea vocale e di non fare mai cadenza di una voce prima che fosse completata un unità

testuale, insieme a quella di rimandare la cadenza marcata sino alla fine del periodo di un testo.

Questo metodo di preparazione che comprende quasi sempre un ritardo seguito da una cadenza evitata

permette alla musica di articolarsi in vari modi contribuendo alla chiarezza del contrappunto; inoltre rifugge

dai continui momenti di interruzione che si incontravano nei pezzi imitativi della generazione precedente,

evirando inoltre l imbarazzante mancanza di coesione propria di una musica come quella di Gombert.

Sebbene "O Crux" si basi interamente su un antifona gregoriana, il motivo non è monopolio di nessuna voce

come nel procedimento del vecchio cantus firmus, e non appare neppure in un canone a due voci, come in

alcuni dei primi mottetti di Willaert; piuttosto in questo lavoro pubblicato nel 1550, i frammenti di canto

dato fungono da materiale per uno sviluppo imitativo estremamente libero, non vincolato a procedimenti

formali figati come quelli che si trovano in Noe, noe del maestro di Willaert ,Mouton.

Uno dei problemi che si erano posti i compositori del primo rinascimento era stato il modo di mantenere la

modalità, indebolita dalla musica ficta, essi erano molto attaccati ai modi che consideravano un legame con

la tradizione cristiana e un mezzo per raggiungere quegli effetti che si diceva avesse avuto a muica nell

antichità.

LA NASCITA DEGLI STILI NAZIONALI:

Ogni paese aveva una propria musica che certo era più nota e forse pià apprezzata da gran parte del popolo

rispetto all arte colta dei nordici. Durante il XVI secolo questi idiomi nazionali diventarono via via

predominanti costringendo infine lo stile olandese a modificarsi in vario modo. Fu evidente processo

sopratutto in Italia.

Tra i numerosi allievi italiani di Willaert c era Andrea Gabrieli e il cui allievo è il nipote Giovanni Gabrieli,

diventò il più famoso compositore veneziano della sua generazione.

L italia aveva soppiantato gli olandesi diventando il cuore della vita musicale europea e la sua supremazia

duro per più di 200 anni.

Petrucci pubblicò circa 11 raccolti di canzoni strofiche italiane dette Frottole.

La frottola fiorì verso la fine del XV e l inizio del XVI. Probabilmente il metodo d esecuzione consueto era

cantare la voce più alta e suonare le altre parti come accompagnamento strumentale. Al cantante era

possibile trattare le note scritte con la massima libertà e sopratutto introdurre un improvvisata fioritura

melismatica - una piccola cadenza- - Un esempio di queste fu Io non compro più speranza di Marco Cara.

Le frottole non erano musica popolare o folkloristica il loro ambiente erano le corti italiane in particolare

quella di mantova dove lavorò Cara, Ferrara e Urbin. Forse le frottole erano una reazione nazionalistica

contro i sentimenti artificiosi e lo stile contrappuntistico della chanson olandese.

La controparte religiosa della frottola fu la Lauda polifonica, un canto popolare devozionale liturgico. I testi

erano a volte in italiano a volte in latino; erano musicati a quattro voci. Di solito esse venivano cantate a

cappella o con strumenti musicali al posto delle tre voci inferiori. Le laudi come le frottole erano quasi tutte

sillabiche, omofoniche e di ritmo regolare, furono gli olandesi che vivevano in italia ad apprendere dalla

lauda e dalla frottola.

La lingua della Chanson era sempre il francese i compositori durante il regno di Francesco I diedero vita a un

tipo di Chansons decisamente più nazionale.

La nuova chanson francese di cui il primo Pierre Attaignant.

La popolarità delle chansons è testimoniata dalle centinaia di trascrizione per liuto e arrangiamenti per voce

solista con accompagnamento di Liuto.

La chansons tipiche di Attaignant erano canzoni a 4 voci, leggere, veloci , fortemente ritmate, sillabiche, con

molte note ripetute, fondamentalmente in un tempo binario, con qualche occasionale passaggio in tempo

ternario e prevalentemente omofoniche con la melodia principale nella voce più acuta, senza però

escludere qualche breve passaggio in imitazione.

Da ricordare è anche la produzione di Claudin Sermisy come ad esempio Tanque de vivray.

Come le vecchie chansons anche quelle del XVI secolo furono usate come materiale per i temi delle messe e

molte servirono come modelli per le messe parodia.

La polifonia in Germania si affermò più tardi che negli altri paesi dell europa occidentale.

Con l ascesa di una ricca civiltà commerciale, sorse un particolare tipo di Lied Polifonico tedesco. Nel 1452 c

è il Lochamer Liederbuch che è una delle prime raccolte di Lieder.

I compositori di Lieder riuscirono abilmente a combinare il materiale melodico tedesco con un metodo di

adattamento musicale conservatore e con una tecnica contrappuntistica derivata dagli olandesi.

Con Ludwig Senfl il lied raggiunse la perfezione artistica alcuni sono a tutti gli effetti mottetti di tipo

olandese fatta eccezione per la lingua.

Dopo il 1550 diminuì l importanza del Lied che a volte prese delle caratteristiche italiane.

Un nuovo tipo di canzone affermatosi in altri paesi ma sopratutto in Germania du il Quodlibet (cio che ti

piace) un brano composto da varie canzoni o da frammenti di canzoni messi insieme.

Il genere principale di Polifonia profana spagnola verso la fine del XV secolo fu il Villancico che si puo

considerare l equivalente spagnolo della frottola italiana. Una breve canzone strofica con un ritornello

generalmente a schema aBccaB, il villancico, aveva la melodia principale nella voce più acuta e

probabilmente l esecuzione era affidata a un cantante solista accompagnato da due o tre strumenti.

Per quanto riguarda invece la musica sacra questa era legata ancora a una base di canto gregoriana.

In inghilterra invece non arrivò nessun olandese fino al 1510.

Il nuovo stile basato su un continuo contrappunto a imitazione venne adottato ma lentamente.

Si continuava intanto a produrre musica profana d originel inglese.

La maggior parte della musica polifonica inglese della fine dell 400 all inizio del 500 sopravvissuta è

sopratutto genere sacro e consiste principalmente di messe, Magnificat e antifone votive.

Prediligevano una sonorità più piena formata da 5 o 6 voci rispetto al comune stile imitativo a 4 voci della

musica contemporanea continentale. Di riscontro vi è evidente un forte senso della dimensione armonica

della musica e della possibilità di ottenere una varietà sonora usando gruppi di voci contrastanti.

IL SORGERE DELLA MUSICA STRUMENTALE:

Se il periodo tra il 1450 e il 1550 fu essenzialmente un epoca di polifonia vocale, questi medesimi 100 anni

assistettero alla crescita contemporanea dell interesse per la musica strumentale da parte di compositori

colti e alla nascita di stili indipendenti e forme di scrittura per strumenti. Come abbiamo gia visto nel

Medioevo gli strumenti prendevano parte con le voci all esecuzione di ogni tipo di composizione polifonica,

anche se non sappiamo con esattezza in quale miusura e come avvenisse questa partecipazione.

Perciò lo sviluppo della musica strumentale dopo il 1450 è in buona parte illusorio; significa semplicemente

che da allora si cominciò a scrivere in maggior numero questa musica e perciò da allora siamo in grado di

saperne di pià riguardo ad essa. Il fatto che venisse scritta per intero riflette un miglioramento nella

situazione del musicista strumentale a cui in genere nel medioevo si guardava per lo più con disprezzo o

sufficienza.

Un segno di considerazione sempre maggiore del XVI secolo per la musica strumentale fu la pubblicazione

di libri che descrivevano gli strumenti o davano istruzioni per suonarli.

Erano rivolti non ai teorici ma ai musicisti praticanti.

Due cose sono importanti, la straordinaria quantità e varietà di strumenti a fiato e il fatto che tutti gli

strumenti fossero costruiti in serie o famiglie.

Oltre ai flauti dolci i principali strumenti a fiato erano le Namelle, i cromorni, e le cornette;

le trombe e i tromboni rispetto agli strumenti moderni erano caratterizzari da un suono più tenue.

Le viole differivano per molte caratteristiche da quelle moderne.

Prevaleva ancora la differenza tra strumenti Haut e Bas ovvero forti o leggeri ma sopratutto alle nostre

sonorità moderne, nel rinascimento il volume del suono era minore e l estensione pià limitata.

Un altra manifestazione dell ideale rinascimentale fu l importanza attribuita agli strumenti solisti

specialmente si iniziò a variare il suono dell organo aggiungendo registi solisti.

C erano due tipi di strumenti a tastiera: il clavicordo e il clavicembalo. Nel clavicordo il suono era prodotto

da un pezzo di metallo tangente che percuiteva la corda e restava a contatto con essa ma il volume non

poteva essere controllato dall esecutore, si poteva però bensì ottenere un effetto vibrato.

Nel clavicembalo invece il suono era prodotto da in plettro che pizzicava le corde.

Il clavicordo era fondamentalmente uno strumento solista da usarsi in piccoli spazi; il clavicembalo era uno

strumento utilizzato nell esecuzioni di insieme.

Lo strumento più celebre e usato nel rinascimento come solista era il liuto.

Simile alla chitarra ma il liuto più comune era di sagoma allungata simile ad una pera. esso aveva una corda

semplice e cinque doppie. Si suonava pizzicando le corde con le dita. Si usava sia come strumento solista per

accompagnare il canto sia negli insiemi e un esecutore abile sapave cavare dal liuto un infinità di effetti. Per

i liutosti si usava un tipo speciale di notazione, detta intavolatura.

All inizio del XVI secolo la musica strumentale era ancora strettamente legata nello stile e nell esecuzione

alla musica vocale. Gli strumenti potevano essere usati per raddoppiare o sotituire le voci nelle

composizioni polifoniche sia sacre che profane.

Lo sviluppo della musica strumentale è strettamente legato all improvvisazione molto diffusa nel

rinascimento.

Un altra forma di composizione oltre alla canzona fu creato da compositori spagnoli per liuto o per tastiera

e sono il tema e variazioni.

IL MADRIGALE E FORME AFFINI:

Il madrigale italiano del XVI secolo non aveva praticamente nulla in comune con il madrigale del XIV, questo

infattu era una canzone strofica con un ritornello. quello del primo cinquecento invece di norma non usava

ne il ritornello ne alcun altro elemento delle vecchie formex fixes, era un adattamento non strofico di una

breve poesia.

I lavori del primo periodo della produzione madrigalistica dal 1520 al 1550 circa erano per lo più scritti per

quattro voci dopo la metà del secolo diventò consueto usare 5 voci.

Il madrigale era una composizone di musica da camera vocale, la cui esecuzione prevedeva un cantante per

ogni parte.

I madrigalisti erano grandi sperimentatori in campo armonico.

I testi dei madrigali erano per lo più di argomento sentimentale o amoroso.

I madrigali si cantavano in ogni genere di riunioni sociali di corte; in Italia si eseguivano sopratutto in

occasione delle riunioni delle "accademie", sodalizi sorti in molte città del XV e XVI secolo per lo studio e la

discussione di argomenti letterari, scientifici o artistici.

I primi compositori importanti furono Philippe Verdelot e Costanzo Festa.

Nel 1542 ci fu la pubblicazione del primo libro di madrigali a 5 parti di Cipriano de Rore. Era un olandese che

operava in italia successore di Willaert.

Il suo autore preferito era Petrarca, i suoi versi erano perfetti per i compositori di Madrigali.

Un altro compositore importante italiano fu Nicola Vicentino.

I madrigali almeno fin dopo la metà del secolo erano scritti e cantati sopratutto per dilettol

I maggiori madrigalisti verso la fine del secolo furono italiani Luca Marenzio di notevole abilità che usò testi

di poesie pastorali.

L apice del cromatismo nel madrigale però lo raggiunsero le opere di Carlo Gesualdo principe di Venosa. Un

personaggio pittoresco, musicista ed assassino che portò l armonia cromatica ad un livello che fa pensare a

Wagner.

Tra il XVI e il XVII nel passaggio da rinascimento a Barocco uno dei più grandi compositori fu Claudio

Monteverdi: Nacque a Cremona e iniziò a studiare con Ingegneri che era un direttore di musica presso il

duomo di Cremona.

Cio che ci interessa di Monteverdi sono i primi 5 libri di Madrigali pubblicati dall 87 al 606.

Scorrevoli combinazioni di scrittura omofonica e contrappuntistica e resa fedele del testo.

Cruda Amarilli libro in cui c è amarilli mia bella, rendeva molto bene lo stile concitato.

Un altro genere importante in italia era la canzon villanesca o villanella che apparve per la prima volta a

Napoli era un po una caricatura del madrigale rivisitato in chiave meridionale.

Verso la fine del sedicesimo secolo nacquero due forme più leggere la canzonetta e il balletto.

Mentre in Italia nella seconda metà del XVI si affermavano sempre di più i compositori nazionali in

Germania stava avvenendo un processo in direzione opposta. Le varie corti e municipalità seguendo l

esempio dell imperatore nella sua cappella verso il 1550 cominciarono a prendere a proprio servizio

compositori prima olandesi, poi italiani, per arrivare a una posizione musicale di grande prestigio nel paese.

questi compositori non cercarono di imporre i proprio gusto di stranieri, ma, al contrario si inserirono in

modo abbastanza rapido nella vita musicale tedesca.

Due compositori importanti che lavorarono in Germania furono:

Orlando di Lasso che andò al servizio del duca di baviera Enrico V e compose sette raccolte di lieder usando

anche versi strani come in Pover uomo.

un altro compositore fu Hans Leo Habler di Norimberga. Fu studente di Andrea Gabrieli a Venezia.

Nella seconda metà del XVI in Francia la chanson continuò a fiorire così come in Olanda.

In francia tuttavia la tradizione fu un po modificata da un vivo interesse per il madrigale italiano. Uno dei

principali tramiti dell influenza italo olandese in francia fu proprio Di Lasso.

In inghilterra invece l età doro della canzone profana iniziò più tardi che nei paesi continentali. Nel 1588

Nicholas Yonge pubblicò a Londra una raccolta di madrigali italiani in traduzione inglese intitolata Musica

Transalpina.

La scuola inglese di madrigali fiorita nell ultimo decennio del XVI secolo continuò con slancio anche nei

primi decenni del secolo dopo.

I musicisti più importanti furoni Morley, Weelkes e Wilbye.

Il madrigale inglese si allontana poi dal prototipo italiano fondamentalmente nella maggior attenzione

prestata alla struttura musicale globale, nel suo preoccuparsi per le tecniche esclusivamente musicali e la

riluttanza a seguire gli italiani nella mutevole frammentazione delle composizioni, secondo il capriccio o la

fantasia del testo.

Per quanto riguarda invece la canzone per voce sola con accompagnamento di liuto e viola era popolare nel

continente sin dalla prima metà del XVi secolo fu introdotta in Inghilterra gia nel 1589 ma fiorì sopratutto a

cavallo tra il XVI e il XVII segnando così il declino del madrigale.

Queste canzoni che spesso furono definite madrigali appartengono in realtà a una categoria diversa. Il loro

stile è piuttosto conservatore e alquanto astratto, concentrandosi sulle qualità musicali ed evitando la

descrizione pittorica dettagliata del testo , che era tipica del madrigale.

LA MUSICA SACRA E LA MUSICA STRUMENTALE NEL TARDO RINASCIMENTO:

La formazione di un linguaggio musicale profano vivace e flessibile nel madrigali italiani e inglesi, e la

conquista di una posizione di rilievo della canzone per voce sola con semplice accompagnamento armoncio

furono gli sviluppi più importanti del XVI secolo.

Verso la fine del cinquecento, il centro dell interesse musicale si era spostato dalla composizione sacra a

quella profana.

La seconda metà del XVI secolo non fu esclusivamente di carattere profano.

Un nuovo e importante corpus di musica sacra si andava formando la necessità delle nuove chiese

protestanti. E in risposta a questa sfida le antiche forme di musica sacra della chiesa cattolica romana,

Messe e mottetti, brillarono di nuovo splendore nelle mani di Orlando di Lasso, Giovanni Pierluigi da

Palestrona, William Byrd e di una schiera di altri compositori della fine del XVi.

LA MUSICA DELLA RIFORMA IN GERMANIA

Martin Lutero affisse le sue novantacinque tesi alla porta della chiesa di Wittemberg nel 1517.

Il posto occupato occupato della musica della Chiesa Luterana rifletteva specialmente nel XVI secolo, le

concezioni di Lutero sull argomento. Egli era amante della musica, cantava, componeva anche con qualche

abilità ed era un grande ammiratore della polifonia olandese sopratutto delle opere di Josquin del Prez;

credeva fermamente nel potere formativo ed etico della musica e voleva che l intera assemblea dei fedeli

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ElenaSmith di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof De Santis Mila.
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